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Discarica di Caluri 3 “il ritorno”

4 giugno, 2014

Possiamo preoccuparci solo della discarica di Caluri?

AGGIORNAMENTO 05/06/2014: Ho ricaricato il video della serata organizzata dal comitato anti Ca’ Balestra dove il geologo Sommaruga che ha curato entrambe le discariche Baldassarre e Caluri ci spiega perchè sul nostro territorio è assolutamente importante non fare discariche!  perchè poi fare delle bonifiche quando il danno è fatto è praticamente IMPOSSIBILE! un danno PERENNE per le generazioni a venire!!!!

SENTITE CON LE VOSTRE ORECCHIE CLICCANDO QUI!

Grazie alla segnalazione di Beniamino Sandrini autore del blog Vivicaselle vi anticipiamo il titolo del prossimo film dell’orrore che faranno a Villafranca anche se il Metropol è già chiuso da tempo: “Discarica di Caluri 3 il ritorno” ebbene si! c’e’ un nuovo progetto per riaprire la discarica di Caluri! Vi inseriamo un piccolo pezzo preso dalla relazione tecnica:

La Ditta RoPe S.r.l. con il presente progetto avanza la richiesta per l’autorizzazione alla realizzazione di un impianto di discarica per rifiuti non pericolosi non putrescibili da realizzarsi nell’ex cava di ghiaia in località “Caluri” del comune di Villafranca di Verona (VR). Il sito oggetto dell’intervento rientra in un contesto estrattivo esaurito in cui insistono elementi collegati a due progetti di discariche per rifiuti non pericolosi e non putrescibili: uno relativo alla cava denominata bacino Ovest: progetto approvato con Deliberazione della Giunta Regionale n. 1115 del 28 aprile 2009, successivamente annullata dal Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto (sentenza n. 304/2010) e dal Consiglio di Stato (sentenza n. 3430/2010); uno relativo alla porzione della cava denominata bacino Est (gestito da altra ditta Bastian Beton), in fase di post – gestione con determina provincia di Verona nr. 603/07 del 31 gennaio 2007. Il nuovo progetto di discarica interessa la superficie di entrambi i bacini di cava citati. Non interferisce con la discarica esaurita presente nel bacino Est, se non per il contatto delle rispettive barriere di contenimento, e non ne condiziona le operazioni di post-gestione in atto, ormai, da diversi anni. Il progetto, inoltre, recepisce le linee progettuali e gli accorgimenti tecnici messi a punto nella progettazione della discarica del bacino Ovest e perfezionati durante l’iter autorizzativo conclusosi con l’annullata D.G.R. n. 1115/2009.

Potete trovare tutti i documenti sul sito della regione Veneto cliccando qui.

Cosa farà adesso Supermario? Lo scopriremo presto!

Territorio svendesi a Villafranca: si scava ancora!

29 agosto, 2012

AGGIORNAMENTO (04 febbraio 2013): CAVE, NORME TRANSITORIE PER LE ATTIVITA’ ESTRATTIVE

AGGIORNAMENTO (24/09/2012): Cave di ghiaia, la Regione offre la deroga per Verona.

AGGIORNAMENTO (31/08/2012): ringraziamo l’assessore all’ambiente Alessio Adami per la sua replica. Emerge chiaramente che il parere di Villafranca, finalmente contrario a nuove cave dopo decenni di devastazione del nostro territorio, non vale nulla in Regione Veneto. Sulla questione dell’avanzamento a lotti attendiamo chiarimenti su cosa ci metteremo dentro questi buchi, considerato che gli inerti li dobbiamo riciclare (vedi normativa europea e nazionale) e non tombare sottoterra. Il giudizio ai lettori. (CR)

Alessio Adami  31 agosto, 2012 alle 10:08 am

Buongiorno,
Ho rivevuto e letto stamani il post sulla cava.
Riguardo alle cose dette sono a rilevare alcune informazioni totalmente errate:
Il comune rappresentato dal sottoscritto ha dato parere NEGATIVO al progetto in discussione, come del resto a tutte le proposte di nuove escavazioni sul territorio. Basta leggere i verbali delle commissioni VIA per appurarlo.
Il parere definitivo non e’ politico, ma risultato della votazione della commissione regionale che chiede al Comune di esprimersi ( ed il no e’ stato incondizionato e perentorio da parte nostra) e che oltre al nostro Voto considera quello di tecnici, Arpav, eccc… … Anche la composizione di chi ha votato con nomi e cognomi e’ facilmente recuperabile!
Per ultimo un dato tecnico: la nuova coltivazione in esame prevede un avanzamento a lotti e presupposto per l’avanzamento delle escavazioni e’ che i lotti già escavati siano man mano riempiti prima di proseguire con il prelievo . Da parte nostra per le coltivazioni già in essere stiamo verificando che ciò avvenga stimolando la Regione e la Commissione ad essere vigile anche dopo il suo parere ed apertura del sito di escavazione.
Per ultimo ricordo che proprio e solo il sottoscritto a chiesto ed ottenuto il calcolo del totale attualmente escavato per comprendere se fosse o meno raggiunta la quota del 3%! Risultato: gli ultimi progetti proposti si stanno contendendo gli ultimi metri a disposizione e ne passera’ evebtualmente solo uno, inoltre non sono giunte finora da allora nuove richieste di cava.
Credo che una lettura dei documenti e delle dichiarazioni, oppure una semplice telefonata, potessero evitare l’uscita di un post che più che informare (cosa giustissima per un tema del genere) ha raccontato molte inesattezze ai lettori… Me compreso.
Spero vivamente che il clima di campagna elettorale non si sia impossessato anche di questo blog …. La gente e’ stanca di illazioni e critiche infondate soprattutto da gruppi come il Vostro che della corretta informazione hanno fatto bandiera.

Cordialmente
Alessio Adami Ass. Ecologia Comune Villafranca

Non siamo ancora usciti dal pericolo di avere una nuova discarica tra Quaderni e Valeggio e subito entriamo in un nuovo incubo: la Regione Veneto (Bur n. 71 del 28 agosto 2012) ha rilasciato una nuova concessione per la cava in località Cascina Pozzi di Caluri.

In attesa di conoscere il parere della nostra amministrazione sull’ennesimo nuovo “buco” sul territorio villafranchese (che poi ovviamente diventerà discarica, in piena zona di ricarica acquiferi), riportiamo l’articolo su L’Arena dello scorso 27 settembre 2008.

I nostri politici non sono ancora stati capaci nonostante le mille promesse e i tanti anni di amministrazione di tutelare in maniera definitiva questo territorio già pesantemente martoriato.

Abbiamo una legge che prevede il massimo del 3% di escavazione già ampiamente superata, perchè vengono ancora fatte concessioni?

E poi, dopo aver estratto tutta la ghiaia, con cosa lo riempiremo questo buco (oltre alle voragini ancora aperte tra Alpo, Caluri e Dossobuono)? Non certo con i famosi “inerti”: l’Europa ci chiede di riciclare il 70% dei rifiuti inerti da materiale edile entro il 2020! L’Italia ha recepito con sei mesi in anticipo e prima degli altri Paesi europei la direttiva ma è ancora ferma al 10%! L’Olanda ne ricicla il 90%! seguono il Belgio (87%) e la Germania (86,3%).

L’incapacità di fermare il consumo di territorio e di iniziare un piano serio di recupero e bonifiche riapre una nuova ferita a Villafranca.

Siamo nel 2012 ma sembra che i nostri politici ragionino (e si cerchino voti) come negli anni ’60 del secolo scorso!

L’Arena – Sabato 27 Settembre 2008

VILLAFRANCA. Sotto esame dell’aula le domande per le estrazioni di ghiaia nelle località Cascina Pozzi e Dossetto
Il Comune alza barricate contro le nuove cave
Al Consiglio di martedì prevista la votazione per dare parere negativo ai progetti di due impianti

Il consiglio comunale prepara le barricate contro cave e discariche. Nell’assemblea che si terrà martedì alle 21 i consiglieri saranno chiamati a votare due delibere contrarie all’apertura di altrettante cave di ghiaia in località Cascina Pozzi a Caluri e in località Dossetto, vicino a Pozzomoretto. Entrambi i progetti furono depositati in Comune lo scorso giugno. Dopo avere valutato i piani, l’ufficio tecnico diede a entrambi parere negativo. Il voto di martedì dovrà ratificare questo giudizio.

A Cascina Pozzi la società Memap di Mozambano (Mantova) ha chiesto di poter scavare 550 metri cubi di terreno su tre lotti. Il Comune teme che questa attività provochi un aumento del traffico pesante sulle strade circostanti. Ritiene inoltre che lo scavo possa avere conseguenze negative sulla falda, essendo l’area inserita nella fascia di ricarica degli acquiferi. Nella relazione i tecnici del settore urbanistica comunale hanno sottolineato che «in considerazione del piano di sviluppo dell’aeroporto è necessario che la società acquisisca il parere dell’Ente nazionale aviazione civile e della società Catullo».

Per il progetto in località Dossetto, presentato dalla Concave di Mantova, il Comune rileva che «l’intervento è rilevante e interessa una vasta area agricola in cui gli interventi vanno programmati con la massima attenzione». L’impresa ha chiesto di poter scavare 269 mila 700 metri cubi di ghiaia, su una superficie di 81 mila 202 metri quadrati distribuiti su tre lotti. L’amministrazione sostiene che entrambe le cave non vadano autorizzate poiché «da un calcolo sulle superfici di escavazioni è stata superata la disponibilità dl tre per cento prevista dalla legge regionale 44 del 1982 sulle attività di cava».
Di discariche parla la mozione presentata dai consiglieri di minoranza Paolo Martari , Graziano Tovo, Alessandrino Dal Maso, Luciano Zanolli e Renzo Piazzi e che sarà discussa nella seduta. Hanno chiesto al sindaco e alla giunta un intervento sia politico che tecnico per impedire la riapertura della discarica di Caluri. L’impianto nei mesi scorsi ottenne il via libera della commissione regionale per la valutazione dell’impatto ambientale nonostante il parere contrario di Comune e Provincia.

Di ambiente e territorio si occuperà pure la consulta permanente che verrà nominata sempre nel consiglio comunale di martedì. Il gruppo sarà composto per almeno il 50 per cento da cittadini di associazioni, gruppi, sindacati e categorie interessate del settore. Sono già stati scelti come membri Luisa Zecchinato, Nereo Cazzadori, Fortunato Serpelloni, Roberto Turcato, Massimo Polato, Costanzo Bonomi, Giovanna Zanini, Antonino Fiorello, Ciro Peretti ed Enzo Cordioli. Martedì la lista sarà completata con i nomi indicati dai capi gruppo consiliari di maggioranza e minoranza. Finora l’unico che è stato espresso è quello di Marco Serpelloni per la maggioranza.

Fabio Tomelleri

Possiamo preoccuparci solo delle discariche di Valeggio? Beniamimo Sandrini

7 giugno, 2012

Quando si aprono i comitati, iniziano le danze.

Abbiamo visto come funziona, se non ci si mette seriamente a protestare le cose restano sempre in secondo piano e a volte non basta nemmeno quello.

Come finirà con questa nuova discarica a ridosso di Quaderni? Vedremo, ma visto che siamo in un momento di attenzione della politica su questi temi, ci chiediamo: possiamo preoccuparci solo delle discariche di Ca Balestra/Baldassarre?

Da tempo ci chiediamo (e chiediamo alla nostra amministrazione di Villafranca):

Il comune fa assemblee pubbliche per la discarica Ca’ Balestra, ma perché non informa i cittadini anche su quella di Caluri? Quali zone rimangono ancora da bonificare? Quando verranno bonificate? Esiste un piano? Da dove arriveranno i finanziamenti per farlo? Esistono sul territorio altre problematiche da risolvere anche al di fuori del nostro comune dove è necessario intervenire?

Infatti non solo il comune di Valeggio con le sue scelte sta mettendo in pericolo la salute e l’ambiente anche a Villafranca: Beniamino Sandrini dal blog ViviCaselle scrive al nostro sindaco Mario Faccioli per sapere se Villafranca si sta preoccupando della bomba ambientale ai confini settentrionali del suo comune chiamata discarica Siberie di Sommacampagna:

Al Sindaco di Villafranca: “Richiesta di intervento “interessato”, in merito al FINTO Recupero Ambientale della ex Cava Siberie, ma VERA Discarica di Rifiuti, i cui effetti – in caso di incidente – possono “interessare” anche i territori del Comune di Villafranca, un Comune che è posto “a valle” di una Discarica [le cui pareti, già collassate, sono state… ripristinate]”

SuperMario: raccogliamo il tuo saggio avvertimento dalle pagine de L’Arena e te lo rilanciamo subito: vogliamo evitare di rincorrere situazioni sulle quali si può mettere la parola fine oggi, con uno sforzo politico collettivo.

Grazie Beniamino.

Simone Bernabè
Carlo Reggiani

E noi che Villafranca vogliamo?

15 maggio, 2012

E’ veramente come essere in guerra!

Ti svegli al mattino fuori c’è il sole, è una stupenda giornata primaverile, ma gìà sai che come accenderai il pc o aprirai il giornale locale qualcosa o qualcuno ti sta minacciando. Non la tua persona fisica, non ancora. ma i tuoi diritti di cittadino, i diritti dei tuoi figli e nipoti di avere un presente vivilbile e un futuro possibile.

Sia nel comune di Villafranca che nel raggio di poco più di 10 km dalla nostra bella (lo potrebbe essere veramente….) città si stanno progettando delle opere discutibili che come obbiettivo sicuro avranno quello di consumare territorio, quel poco che fino ad oggi si è salvato dalla speculazione edilizia di questi ultimi decenni. Basta pensare a quel poco di verde boschivo dei Monti Mamaor e Vento che si sono salvati sino ad ora solo perchè basi militari,  ora dismesse, a rischio vendita da parte del demanio, e lascio solo  immaginare chi, in questo momento di grande crisi, ha la disponibilità econimica per poter acquistare!!!

Ti sposti di pochi chilometri e come per incanto la società Adige Ambiente vuole riempirti una cava sul confine tra Valeggio e Villafranca con rifiuti industriali speciali anche putrescibili, in una delicata zona  di ricarica degli acquiferi.

Mentre Villafranca sonnecchia e solo nella frazione di Quaderni ci si rende conto della pericolosità di questo progetto, a Valeggio i cittadini reagiscono e organizzano un incontro venerdi 18 maggio al teatro Smeraldo a cui in tanti dovremo sicuramente partecipare per cercare di cominciare uniti a vincere qualche battaglia…. una delle tante.

Il Parco del Tione con la Cittadella dello Sport e i suoi campi da calcio in erba sintetica  a Villafranca, il casello autostradale a Dossobuono.

Per non parlare del devastante progetto del Motorcity nella campagna tra Vigasio e Trevenzuolo  solo a due passi da noi!

Quel poco suolo che resta libero in tutta l’Italia è continuamente minacciato!

Questa è la nuova guerra, e il nemico è la cementificazione mascherata da progresso, crescita e posti li lavoro!

Io non mi  arrendo, e voi?

Nadia Zulian
Grillo per Villafranca

Grazie a Povegliano vincono i cittadini: stop alla discarica di Caluri

10 marzo, 2011

Ma vi ricordate le dichiarazioni dei referenti politici in Regione Veneto dei nostri amminstratori villafranchesi su L’Arena del 30 aprile 2009 (qui la pagina con gli articoli)?

Massimo Giorgetti (ex-assessore regionale ai lavori pubblici, veronese, AN, ora PDL) “non esistono sufficienti motivi per dire di no

Sandro Sandri (ex-assessore regionale alla sanità, veronese, Lega Nord): “non sapevo che la popolazione fosse contro la discarica“ [per la cronaca: c’è un comitato che si batte contro la discarica di Caluri da 25 anni!]

La giunta Galan, sconfessando una tardiva delibera del consiglio comunale di Villafranca, aveva appena dato voto favorevole alla nuova discarica di Caluri approvando la relazione di VIA regionale sul progetto ex Bastian Beton e ora Rope Srl per l’apertura di una nuova cava nell’area del sito già famoso per le gravissime violazioni e versamenti di materiali pericolosi ancora non completamente identificati e che ancora giacciono a mollo nella falda acquifera che scorre sotto Caluri.

C’è voluto l’intervento dei nostri “vicini di casa” per dare voce ai cittadini di Villafranca: grazie alla doppia vittoria (prima al TAR, ora anche al Consiglio di Stato) del ricorso presentato dal Comune di Povegliano, il progetto della nuova discarica di Caluri è stato fermato.

E adesso il consigliere regionale (non più assessore) Giorgetti avrà la possibilità di spiegare ai cittadini villafranchesi come mai il Consiglio di Stato una motivazione per fermare la discarica l’ha trovato (ripetendo per altro le stesse parole nostre e del comitato di cittadini). Dall’articolo su L’Arena di oggi:

Il presidente [del Consiglio di Stato, NdR] Pier Giorgio Trovato, e gli altri magistrati, nella sentenza hanno evidenziato il «rischio potenziale di pregiudizio, idoneo a giustificare l’attribuzione al Comune di Povegliano, della qualifica di ente interessato dall’impatto ambientale della discarica». Hanno sottolineato che il paese potrebbe essere toccato dall’eventuale propagazione di inquinanti, poiché esistono nel suo territorio due pozzi dell’acquedotto, a valle del sito della Rope. I giudici hanno rilevato «la sussistenza di una ridotta, e quindi evidentemente non esclusa, possibilità di contaminazione della falda freatica, da parte del percolato».

E già che ci siamo, considerato che parliamo di inquinamenti delle falde, a che punto siamo con la ricerca dei responsabili dei versamenti di atrazina che ancora risultano (entro i limiti di legge grazie ai filtri funzionati) nalle analisi dei pozzi di Cadellora?

Il sindaco nel consiglio comunale dello scorso 29 ottobre 2009 annunciò di aver coinvolto prefettura e enti provinciali per cercare i responsabili dell’uso di sostanze vietate e pericolose anche fuori dai nostri confini comunali. I cittadini di Villafranca e, a questo punto, di Povegliano attendono risposte.

Carlo Reggiani

Possiamo preoccuparci solo della discarica di Caluri?

26 gennaio, 2011

Aggiornamento 10/03/2011: Il Consiglio di Stato respinge la richiesta della società Rope di revisione della sentenza del Tar

Finchè stiamo attendendo la pronuncia del consiglio di stato, per il contro ricorso che la Rope ha fatto sulla questione della discarica di Caluri, il 14 Gennaio un articolo dell’Arena è passato quasi inosservato:

(immagine dal blog www.vivicaselle.eu)

L’Arena 14/01/2011

Discariche «diffidate» bocciate anche dal Tar

RIFIUTI. Progeco, Inerteco e Pro-in erano ricorse al tribunale dopo il richiamo della Provincia. Le aziende si erano appellate contro il provvedimento volto a fare osservare le concentrazioni di nichel, che è stato confermato

Il Tar (tribunale amministrativo regionale) boccia il ricorso di tre discariche per rifiuti non pericolosi contro la diffida della Provincia dello scorso marzo, ispirata dalla Procura della Repubblica, volta a far osservare le concentrazioni limite d’idrocarburi e metalli sull’accettabilità negli impianti di stoccaggio di questo tipo, nonché a procedere entro 30 giorni alla rimozione dei carichi di rifiuti non conformi già smaltiti.

Le discariche destinatarie del provvedimento furono Progeco ambiente, operativa in località Ca’ Vecchia, a San Martino Buon Albergo; Inerteco, località Ca’ Bianca, Zevio; Rotamfer, impianti a Sona e a Verona; Ferroli, località Lionello, San Bonifacio; Pro-in, Sommacampagna. Al Tar si appellarono Progeco, Inerteco e Pro-in. Come si legge nelle sentenze rese disponibili da Legambiente, la Provincia si era mossa in seguito all’esito di analisi Arpav su campioni di rifiuti con concentrazioni oltre i limiti di nichel (metallo i cui composti sono considerati cancerogeni), quindi ritenuti non ammissibili in discariche per rifiuti non pericolosi.
«Il Tar dà ragione a un’interpretazione della Provincia su una norma controversa, e ciò rincuora», osserva Fabio Venturi, assessore provinciale all’Ambiente. «Tuttavia la questione non è conclusa: sui parametri di nichel ammessi nelle discariche il ministero sta per emanare una circolare che dovrebbe chiarire un aspetto su cui i gestori di impianti chiedono uniformità di applicazione fra le Regioni. Finora Verona e il Veneto hanno applicato l’interpretazione più restrittiva. Si tratterà di capire, con i gestori, quali azioni siano possibili». L’assessore conclude sottolineando come gli impianti di smaltimento rifiuti della nostra provincia siano tutti «ampiamente monitorati per il rispetto delle normative».
Di tutt’altro parere Michele Bertucco, presidente regionale di Legambiente: «Se la Procura non avesse “consigliato” la Provincia di applicare la normativa in maniera più restrittiva rispetto a quanto chiesto dai gestori di impianti, si sarebbe continuato a tollerare la presenza in queste discariche di rifiuti pericolosi». Bertucco ne ha pure per il ministero: «Negli ultimi anni ha sempre interpretato in maniera blanda le direttive europee favorendo, di fatto, la collocazione nelle discariche di rifiuti non conformi. Così spesso la richiesta di circolari interpretative delle norme partivano proprio dagli enti locali, spinti più dalla volontà di scansare responsabilità che dal mettere in sicurezza il territorio». L’ultimo affondo di Bertucco è per Venturi: «Ricordo all’assessore che nella nostra provincia vi sono diverse discariche sotto sequestro, sulle quali mai i Palazzi Scaligeri si erano accorti di nulla». Legambiente sospetta che gli impianti di smaltimento veronesi «possano contenere rifiuti più pericolosi di quelli ammissibili». Quindi auspica l’incremento dei controlli sui materiali in entrata e dei carotaggi su quelli già stoccati. L’avvocato Luigi Biondaro, che con il suo collega Francesco Curato ha difeso al Tar le ragioni dei tre gestori di discariche, minimizza: «Secondo la normativa, fino al 30 giugno 2009 il nichel non rientrava tra le sostanze contaminanti dei rifiuti. È stato un decreto ministeriale intervenuto nell’agosto 2009 a porre problemi interpretativi, a sua volta modificato in maniera estensiva ai primi di dicembre del 2010. La contestazione è relativa a un periodo transitorio; vedremo se varrà la pena impugnare le sentenze o risolvere la questione sul piano amministrativo. Il problema si è posto solo a Verona e non nel resto d’Italia».

Piero Taddei

Questo dovrebbe farci pensare, a quanto occorre essere attenti anche alle altre discariche che si trovano vicino ai nostri confini. La discarica PRO-IN è distante, secondo la relazione non tecnica redatta per il primo semestre 2010, 2 km da Villafranca e  1 km e mezzo da Sommacampagna. Essendo la discarica a monte della città, il nostro sindaco che è responsabile della nostra salute dovrebbe preoccuparsi? E se la discarica di Caluri ha avuto parere negativo perchè non è stato coinvolto il comune di Povegliano, la domanda che mi pongo è:  per la PRO-IN è stato coinvolto il comune di Villafranca? E ancora com’e’ possibile che in un comune come Sommacampagna che ha una raccolta differenziata che supera l’80 percento, si stiano facendo ben due discariche? (PRO-IN/SIBERIE)

Nel frattempo, nonostante abbiano cambiato i filtri dei pozzi per l’inquinamento da atrazina, non ci è ancora arrivata una risposta su quale sia stata la causa, non possiamo ancora vedere in maniera trasparente le analisi approfondite dell’acqua del nostro rubinetto e non c’e’ una pianificazione valida e fattibile per ridurre l’inquinamento dell’aria.

Cari cittadini, questo è un appello a vigilare e interessarci su quei beni comuni che sono di vitale importanza, presi dal quotidiano non ce ne accorgiamo ma ce ne accorgeremo nel momento in cui verranno a mancare.

p.s Stanno nascendo nuove liste civiche per le elezioni comunali di Isola della scala, Nogara, Grezzana, si sente nell’aria un cambiamento, non lo sentite anche voi? una sveglia continua a suonare tutte le mattine, se l’avete sentita anche voi e ne siete coscenti aiutateci a rendere grande questo movimento!

Simone Bernabè



ULTIM’ORA: Ancora atrazina nei rubinetti di Alpo Dossobuono Rizza e Calzoni [sembra che Caluri sia esclusa]!

30 settembre, 2009

AGGIORNAMENTO [4/10/2009]: emergenza rientrata, si torna a bere dai rubinetti. Ottimo articolo su Corriere della Sera a firma di Angiola Petronio su noi costretti a vivere nel “quadrilatero dell’atrazina”. Anche l’articolo di Matteo Sorio fotografa quanto abbiamo denunciato anche noi: troppa improvvisazione nella comunicazione verso i cittadini. Un piano non si inventa con l’emergenza, ma deve essere progettato e attuato. Magari usando anche il web, gli sms. E non solo per le emergenze, magari!

AGGIORNAMENTO [1/10/2009 ore 14]: Sono tornato a casa per pranzo e ho trovato un avviso a firma del Sindaco in cassetta della posta. Non viene citata la frazione di Caluri, ma solamente Calzoni. Non ho visto nessuna autobotte in via Dosdegà come annunciato su L’Arena di oggi. Probabile che siano in piazza della chiesa, come nel 2005.

AGGIORNAMENTO [1/10/2009 ore 9]: Finalmente sul sito del Comune di Villafranca compare l’ordinanza. Ora la domanda e’:  con quale frequenza vengono fatte le analisi per l’atrazina? Da quanti giorni/mesi stiamo bevendo acqua fuori limiti di legge? Ma soprattutto: verranno fatte ispezioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine nelle aziende agricole della zona per verificare se qualche disgraziato usa ancora prodotti vietati? Noi siamo sempre in attesa di riceve dal direttore di Acque Veronesi le analisi periodiche dei pozzi, come concordato nel nostro incontro del 12 novembre 2008!

Era già successo nella primavera del 2005: stasera il sindaco Faccioli ha emesso una ordinanza di divieto per uso potabile dell’acqua nelle frazioni nord di Villafranca a causa della presenza di atrazina nell’acqua nei pozzi della zona. Le frazioni interessate sono Alpo, Rizza, Dossobuono e Caluri.

E come nel 2005 scopriamo dell’ordinanza dalla televisione! Nessun avviso sui portoni di casa, sulle cassette della posta… niente sul sito del comune

Nel servizio del TG di Telearena viene letta l’ordinanza del sindaco: niente uso potabile almeno per i prossimi 2 giorni. Poi vado in piazza ad Alpo a vedere se c’e’ l’autobotte.

NO COMMENT. Per ora.

Carlo Reggiani

PS: nel 2005 l’acquedotto di Villafranca era in gestione all’amministrazione comunale, oggi da Acque Veronesi… anche sul sito di Acque Veronesi nessuna traccia dell’ordinanza del sindaco di Villaranca.

Discarica di Caluri: un progetto diverso si può fare!

12 agosto, 2009

discarica

E’ dal 31 Luglio 2008 che abbiamo scritto la nostra istanza al comuneil 19 Maggio 2009 è stata approvata la VIA per la discarica di Caluri e sono proprio convinto che stiamo andando verso la direzione sbagliata, compromettendo per sempre una zona già provata dalla situazione passata, senza contare la falda sottostante. Oggi ho dato un’occhiata ai BUR in regione e l’amarezza è tanta, vedendo che fin’ora non si è potuto fare ciò che in altri comuni sta diventando realtà. Sto parlando del recupero ambientale che è stato progettato per il comune di Ponte San Nicolò di Padova, dove si è ben pensato di costruire sulla ex discarica un parco fotovoltaico da 1MWp di potenza da installare su circa 2 ettari di terreno ampliabile fino a circa 3MWp, la cui VIA è stata approvata proprio oggi.

Questi sono i principali vantaggi che mi vedono concorde, riportati sul sito di Legambiente Padova dall’assessore all’ambiente di Ponte San Nicolò Roberto Marchioro che ha proposto il progetto:

  • si produce energia pulita, evitando l’uso di risorse non rinnovabili
  • si trasforma un territorio comunque compromesso valorizzandolo in termini ambientali
  • non si occupa del territorio produttivo ma si converte un luogo di occultamento e spreco di risorse ad occasione di riscatto energetico
  • si inizia a mettere la parola fine non solo all’attività di discarica ma anche all’idea, mai accantonata da qualcuno, che questa discarica possa continuare all’infinito (magari sopperendo alla non volontà di spingere ancor di più sulla raccolta differenziata)

La domanda sorge spontanea, perchè a Villafranca un progetto cosi non si è potuto fare? Perchè la regione può decidere di ampliare la discarica di Caluri mentre può creare un parco fotovoltaico per Ponte San Nicolò? Perchè il comune di Villafranca nonostante la netta posizione contraria e il voluto ricorso non ha mai avanzato una contro proposta al progetto della Rope?

Qui il progetto di VIA.

Simone Bernabè

Ci stanno consumando il futuro! Costruiamo insieme una Provincia a 5 Stelle

18 maggio, 2009

discariche

AGGIORNAMENTO (19/05/2009): Uscita delibera di approvazione discarica Caluri

AGGIORNAMENTO (19/05/2009): “battesimo” televisivo per la Lista Verona Provincia Virtuosa e il candidato presidente Carlo Reggiani a Buongiorno Verona – Telearena. Intervista a Carlo Reggiani su L’Arena

Villafranca è stata e sembra destinata a rimanere territorio da saccheggiare con la “coltivazione di nuove cave”, da riempire poi con rifiuti speciali e i cosiddetti “inerti”, magari come quelli che giacciono a contatto con la falda a Caluri.

Ma non solo,  a Villafranca  quanti impianti di recupero “rifiuti” esistono che non conosciamo? Forse più di quelli che pensiamo,  ci fà piacere questa grande sensibilità, ma ciò che ci preoccupa maggiormente è il fatto che queste attività non stiano lavorando in regola con la “normativa vigente“, perche sul sito della regione si trovano molte diffide in tutto il territorio veronese.

E’ cosi difficile rispettare le leggi imposte? Quello che mi viene da pensare  è che per fare queste attività occorre disporre di tanti soldi, che non tutti sono disposti a spendere.

Tempo fa ci siamo occupati di quella struttura che poi abbiamo battezzato come “Ecomostro”, la ditta Colfer di Cobelli Roberto, che ha un impianto di raccolta e riciclo di materiale ferroso ai Coronini e che ha costruito una nuova grande struttura a Villafranca in via Sommacampagna. Di cosa ci siamo lamentati in quel caso? Visto il curriculum che la provincia ci ha messo a disposizione, qualche preoccupazione penso sia stata legittima e in ogni caso la struttura con una simile altezza non è proprio un gran bel vedere da qualsiasi punto di Villafranca. Per adesso la ditta è disposta ai sigilli, anche se nessuno penso ha la speranza che venga spostata o modificata, è solo questione di tempo, vista anche l’espansione in quella direzione che la zona industriale vuole prendere.

In questi giorni abbiamo cercato  informazioni sul sito della regione relative alla delibera sulla nuova discarica di Caluri e ci stiamo accorgendo che sono stati approvati diversi VIA (Valutazioni di impatto ambientale):

Discarica Ca’ Bianca di ZevioSiberie di Sommacampagna, Torretta di Legnago.

Con l’approvazione della regione, verrà riaperta la discarica di Caluri e questo ci lascia molto perplessi, specialmente per il fatto che la scelta è stata motivata dalla sicurezza che avremo in questa nuova cava/discarica. Si è detto più volte:  l’importante è che i controlli ci siano e funzionino e su questo la passata esperienza con la discarica Bastian Beton non ci ha lasciato un bel ricordo.

Ora, il fatto che sia stata approvata la discarica in un luogo cosi fragile dal punto di vista ambientale e vicino a dei lotti non ancora bonificati, considerato anche il fatto che poco distante sta per essere aperta la discarica delle Siberie e che il nostro territorio si trova a valle rispetto a Sommacampagna, non ci rende affatto tranquilli.

Chiediamo chiarezza sulle scelte per il nostro territorio e trasparenza sulle modalità con le quali vengono prese le decisioni:  le recenti deliberazioni prese hanno dimostrato come venga ignorato il dissenso di un intero consiglio comunale e di tanti cittadini che sicuramente conoscono meglio le problematiche del loro territorio!

E’ democrazia questa? Può questa gente rappresentarci? Ma la cosa che più ci preme dire è il 6/7 Giugno torneremo a votare per provinciali ed europee, pensiamo bene a chi deleghiamo le nostre scelte con il nostro voto, perchè stiamo decidendo il nostro futuro.

Simone Bernabè

Le carte in tavola

30 aprile, 2009

AGGIORNAMENTO (19/05/2009): il nostro sindaco Faccioli non ci ha ancora scritto, ma almeno adesso possiamo leggere la delibera di approvazione della discarica  pubblicata sul BUR regionale.

Poco fa, in pausa pranzo, mi ha chiamato il sindaco Mario Faccioli.

La vicenda della discarica di Caluri, con gli articoli sulla stampa e la discussione in consiglio comunale, è una ferita aperta, sia per i cittadini che per il sindaco.

Mario Faccioli ha letto nelle mie dichiarazioni riportate su L’Arena di oggi della demagogia da parte nostra e mi ha apertamente dichiarato la sua delusione per questo, soprattutto per la disponibilità di dialogo e apertura che lui ha avuto nei nostri confronti fin dal confronto in campagna elettorale.

Abbiamo parlato per quasi un’ora, in modo franco e diretto, come sempre.

Ho spiegato con uguale franchezza come non abbiamo nessun intento demagogico e che non ci interessa assolutamente sponsorizzare qualunque tipo di azione di deligittimazione nei suoi confronti. A noi interessa che venga perseguito l’interesse di tutti nell’azione amministrativa, che il nostro territorio venga preservato e valorizzato per il benessere dei cittadini di oggi ma soprattutto di domani, che vengano realizzate le nostre 5 Stelle che parlano di difesa del territorio, acqua pubblica e rifiuti zero, energie rinnovabili e risparmio energetico, mobilità pubblica, connettività internet e trasparenza amministrativa. E su questo il sindaco non ha potuto che riconoscerci la coerenza e l’onestà intellettuale.

Dal primo giorno dell’insediamento della nuova giunta abbiamo inziato un dialogo ed un confronto con l’assessore Adami (che continua anche in queste settimane) per attivare anche nella nostra città un sistema di gestione dei rifiuti in linea con la normativa, le direttive europee, la tutela dell’ambiente e della salute ma anche il portafoglio dei cittadini. Da sempre sul blog cerchiamo di fare informazione con le nostre dirette dal consiglio comunale con il solo scopo di far partecipare quanti più cittadini possibile alle scelte per la nostra città, proponendo temi e progetti cercando di stimolare la discussione.

Ci dispiace che ciò che il sindaco ha detto a me al telefono oggi non sia stato possibile dirlo anche ai cittadini mesi fa, magari in occasione della nostra istanza di fine luglio 2008. Ci spiace per l’occasione persa di far partecipare i cittadini alle logiche che stanno dietro ad aberrazioni come quelle che stiamo vivendo con la vicenda di Caluri, con un territorio che non può essere difeso perchè mancano gli strumenti normativi o quelli che esistono non sono sufficienti (vicende che stiamo vivendo anche per altre cave e discariche).

Ci spiace non aver potuto utilizzare lo strumento del PAT per fare questo lavoro faticoso di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini. Non siamo preparati, la città non è pronta per ragionare insieme ai propri amministratori le scelte che riguardano il bene comune. Non basta più concentrare tutta l’attenzione verso i cittadini in campagna elettorale, non ce lo possiamo più permettere.

Ci spiace non avere strumenti come le consulte di frazione e di quartiere, le assemblee pubbliche, un uso consapevole di internet da parte dell’amministrazione per approfondire insieme decisioni che prendiamo oggi ma che rimarranno valide ed evidenti anche ai nostri figli e nipoti.

Ma possiamo cambiare strada, possiamo partire dall’informazione diretta e dall’invito a partecipare ai consigli comunali che puntualmente rilanciamo attraverso il blog, lavorare per migliorare il sito web del comune (abbiamo già proposto una collaborazione), coinvolgere i giovani con progetti di partecipazione che interessino le scuole.

Il sindaco mi ha confermato la sua volontà di difendere il nostro territorio cercando di mettere in atto tutte le possibilità concrete e reali disponibili, anche per quanto riguarda la questione della discarica di Caluri, ragionando sulle reali possiblità di successo e sul relativo costo (stiamo già pagando per azioni legali intrapprese e perse in passato).

A Mario Faccioli ho confermato che siamo sempre stati disponibili a un confronto su quale Villafranca e quale provincia di Verona vogliamo lasciare alle prossime generazioni! Non abbiamo cambiato idea.

Ho invitato il sindaco a scriverci: appena possibile mi ha promesso che lo farà.

Carlo Reggiani


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