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22 Ottobre 2011 manifestazione contro Ca’ Del Bue

22 ottobre, 2011

AGGIORNAMENTO (23/10/2010): Video e foto della manifestazione

Oggi 22 Ottobre abbiamo partecipato alla manifestazione contro l’inceneritore di Ca’ Del Bue, portando le nostre proposte, perchè il nostro non è solo un no, ma anche e sopratutto un SI, un proporre delle alternative che esistono e funzionano, primo fra tutti la riduzione e il riuso ma anche impianti come il TMB (trattamento meccanico biologico) e impianti come il centro di riciclo di Vedelago per differenziare i rifiuti il più possibile.

Occorre ovviamente riprogettare tutta la filiera, riducendo tutti gli sprechi specie negli imballaggi e ammetendo solamente quei materiali che poi possono essere interamente riciclati, la percentuale di differenziata si è importante, ma quello che più conta poi è anche quanto di questo materiale viene realmente trasformato per essere riutilizzato.

Putroppo nonostante la nostra istanza non abbiamo visto alcun consigliere di Villafranca partecipare alla manifestazione, molto probabilmente la salute interessa solo a pochi. Speriamo di essere smentiti dai nostri amministratori, che dovranno rispondere presto alla nostra istanza dicendoci  quale posizione intendono prendere in merito a questo tipo di impianti.

Intanto il fronte dei sindaci si è allargato: oltre a S.Martino, S.Giovanni Lupatoto e Zevio oggi hanno aderito anche Bovolone, Buttapietra, Castel D’azzano e Povegliano.

Simone Bernabè

Istanza all’amministrazione sugli inceneritori

18 ottobre, 2011

AGGIORNAMENTO (21/10/2011): La medesima istanza è stata presentata anche dai nostri consiglieri del MoVimento 5 Stelle di Nogara, isola della Scala e Bovolone. Gianni Bertolini di Bovolone ha ricevuto conferma dell’adesione del suo comune alla manifestazione di domani al fianco di San Giovanni Lupatoto, Zevio, San Martino B/A, Povegliano, Castel D’Azzano, Buttapietra!
Un FANTASTICO segnale di speranza, nell’attesa che anche il nostro sindaco batta un colpo e si renda conto dell’urgenza di una presa di posizione su Cadelbue. (Carlo Reggiani)

In questi giorni dopo aver partecipato alla serata organizzata dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Verona ci siamo chiesti: ma la nostra amministrazione che posizione avrà verso gli inceneritori? E ai finti inceneritori come certi impianti a biomassa?  E ai cementifici che diventano presto coinceneritori di rifiuti smaltendo anche le ceneri? Sarà interessata a partecipare insieme ai cittadini alla manifestazione del 22 Ottobre a Verona?

Abbiamo cosi presentato un’istanza in merito:

Al Signor Sindaco del Comune di Villafranca

e P.c. All’Assessore comunale all’Ambiente

Al Presidente del Consiglio comunale

Oggetto: ISTANZA (ai sensi dell’art 19 dello Statuto comunale) per chiedere la partecipazione               di tutta l’Amministrazione comunale alla manifestazione del 22 Ottobre contro               l’inceneritore Ca’ Del Bue

I sottoscritti cittadini di Villafranca,

premesso

* che l’Ordine dei Medici di Verona ha confermato in sede dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Verona nella serata di giovedi 13 Ottobre 2011 i dati allarmanti dell’inquinamento di Verona e provincia.Qui il nostro post in merito

https://pervillafranca.wordpress.com/2011/10/15/salute-e-incenerimento-dei-rifiuti-sentiamo-i-tecnici-non-i-politici/

* che il sindaco è responsabile della salute dei cittadini.* che altri sindaci stanno partecipando attivamente contro questo assurdo impianto.* che puntare sulla differenziata “spinta” è in netto contrasto con tecniche come l’incenerimento che distrugge materie prime trasformandole in rifiuti tossico nocivi che non risolvono il problema delle discariche.

chiedono:

1. La presenza dell’amministrazione alla manifestazione organizzata dall’associazione “Salute Verona” che si terrà a Verona il giorno 22 Ottobre con partenza alle 14:30 presso la stazione di Verona con presidio in Piazza Bra ore 16:00

http://www.saluteverona.it/chi_siamo.html

2. Di dichiarare quale posizione ha l’Amministrazione rispetto all’incenerimento di rifiuti.

In attesa di un cortese riscontro nei termini stabiliti dallo Statuto, porgono distinti saluti.

Per contatti cell:xxxxx Villafranca di Verona, 17 ottobre 2011

Non ci resta che aspettare una risposta, sperando che l’amministrazione sia sensibile a questo grande tema che intessa la salute di tanti cittadini.
Simone Bernabè

Salute e incenerimento dei rifiuti: sentiamo i tecnici non i politici

15 ottobre, 2011

Abbiamo partecipato come gruppo alla serata organizzata dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Verona che ringraziamo.

Moderatori: GP. Velo e G. Beghini

Vi pubblichiamo gli interventi dei relatori:

Monitoraggio degli inquinanti nei suoli del Veneto:  Paolo Giandon, ARPAV, Dipartimento di Treviso

Effetti respiratori degli inquinanti ambientali: Silvia Tognella, ULSS 22, U.O. di Pneumologia, Bussolengo (VR)

Che aria respiriamo? Sorgenti e inquinanti aerodispersi a Verona: Francesca Predicatori, ARPAV, Dipartimento di Verona

Esperienze e nuove sfide sulla conoscenza degli effetti sulla salute in aree prossime ad inceneritori nella Regione Emilia-Romagna: Paolo Lauriola, ARPAER, Dipartimento di Modena

Rischi per la salute infantile da esposizione ad inceneritori: Patrizia Gentilini, Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE ITALIA, Sezione Provinciale di Forlì

Rischio di sarcoma ed emissione di diossina da inceneritori: Paolo Ricci, Osservatorio Epidemiologico, ASL Mantova.

Se li avete ascoltati attentamente, rimane da fare una sola cosa: facciamoci sentire! Partecipiamo alla manifestazione del 22 Ottobre! la salute nostra e quella dei nostri figli non può passare al di sotto di altri interessi. Non abbiamo bisogno di questi impianti, oggi serve RIUSARE RIDURRE RICICLARE! 

Simone Bernabè

Ridurre Riutilizzare Riciclare! Ma sicuramente non incenerire.

25 aprile, 2009

Abbiamo partecipato come gruppo alla serata organizzata da Verona Reattiva nella quale è stato spiegato bene come cambierà  l’impianto di Ca’ Del Bue attraverso la nuova tecnologia a griglia rispetto al letto fluido, quali rischi sanitari porterà il fatto di riattivare l’impianto, brevi cenni relativi alle normative sull’incenerimento e alla storia politica che ha coinvolto questo impianto. La serata è stata a mio avviso molto interessante perchè è stato spiegato in modo chiaro ed essenziale quali sono i problemi che coinvolgono la riapertura dell’inceneritore e quali le possibili soluzioni tra cui il trattamento a freddo.

Vediamo i principali punti più importanti per escludere definitivamente l’incenerimento:

1) Non esistono inceneritori sicuri per la salute, ma solo inceneritori a norma (se funzionano i controlli), uno dei limiti per le emissioni dell’incenerimento relativo al particolato viene misurato in maniera quantitativa (peso/volume) controllando le  PM10 particelle con diametro inferiore a 10 µm, che attraverso gli inceneritori di ultima generazione, sono stati ampiamente diminuiti.  Il fatto che le emissioni di PM10 siano nei limiti, implica che nell’aria sono finite particelle molto più piccole e ancora più pericolose perchè riescono a penetrare all’interno del nostro corpo accumulandosi.

2) La diossina, altro composto estremamente tossico prodotta dagli inceneritori, non dovrebbe più essere presente nei moderni impianti a causa delle alte temperature all’interno del forno,  nella realtà questo non succede perchè la temperatura non è omogenea e questi composti si creano anche dopo la filtrazione, all’interno del camino dove fuoriescono i fumi, nel quale la temperatura si abbassa.

3)  L’incenerimento permette di recuperare meno energia rispetto al riciclaggio/riutilizzo delle materie prime e seconde, perciò si spende di più a riprodurre da zero rispetto a quello che si guadagna distruggendo, non dobbiamo dimenticare inoltre che questo tipo di impianti sono erroneamente sovvenzionati, come fonti assimilate, dalle nostre bollette elettriche (un 7% circa).

4) Gli scarti di questi impianti sono polveri tossiche dei sistemi di filtraggio che finiscono in discariche per rifiuti tossico nocivi e ceneri/scorie che vanno in discariche per rifiuti speciali, senza contare le acque di scarico. La differenza con un trattamento a freddo come il TMB (trattamento meccanico biologico) è evidente e migliore in quanto la parte avviata a discarica diventa un biostabilizzato inerte che non crea problemi di percolato.

Diretta Verona – Scontro su Ca’ Del Bue

27 febbraio, 2009

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AGGIORNAMENTO (2/3/2009): Il dott. Stefano Montanari commenta la trasmissione.

AGGIORNAMENTO (1/3/2003): Raggiunti i 250 sostenitori della causa su Facebook del comitato di San Giovanni Lupatoto

Ieri Giovedi 26 Febbraio, la redazione di Telearena attraverso “Diretta Verona”, ha parlato dello scontro che è in corso per la riapertura del nuovo impianto di incenerimento di Cà Del Bue. Ringraziamo in anticipo il direttore Mario Pugliero per averci dato una possibilità di replicare pubblicamente.

Ospiti della serata:

Daniele Nottegar rappresentante dell’associazione “Verona Reattiva”, il sindaco di S.Giovanni Lupatoto Fabrizio Zerman, l’assessore regionale all’ambiente Giancarlo Conta, Il presidente Agsm Gian Paolo Sardos Albertini,  l’assessore del comune di Verona alle aziende partecipate Toffali, in sala fra il pubblico sono intervenuti Silvano Massaro rappresentante del comitato contro l’inceneritore, Carlo Reggiani per il nostro gruppo,  il presidente del consiglio comunale di S.Giovanni Daniele Turella, il vicesindaco Giuseppe Stoppato e Maurizio Franciosi funzionario commerciale dell’azienda “ARROW-BIO” per “trattamento a freddo” dei rifiuti.

La serata si è mantenuta su un tono acceso, tanti interventi dal pubblico e molta partecipazione, anche attraverso le tante telefonate che sono arrivate in studio, riscontrante che il tema della serata è molto sentito in tutta la provincia. Il tempo a disposizione è sempre poco,  ma la speranza rimane quella di aver fatto attraverso un confronto diretto della buona informazione.

Ringraziamo in particolar modo “Verona Reattiva” che da sempre portano avanti questa lotta per tutta la provincia, con lo scopo di migliorare la salute di tutti i cittadini.

La speranza rimane ora che la regione e la provincia si accorgano e prendano in seria considerazione il fatto che esistono delle soluzioni alternative come il trattamento meccanico biologico detto anche “trattamento a freddo”, che riescono con minore spesa e un impatto ambientale più sostenibile a risolvere in maniera più corretta il problema dei rifiuti per il nostro territorio.  Ovviamente questo metodo di riciclo va affiancato ad una riduzione degli imballaggi a monte prodotto dalle aziende e a una attenta selezione dei rifiuti attraverso un porta a porta spinto.

Simone Bernabè

Il rifiuto riciclato: vera risorsa dei comuni

3 luglio, 2008
Raccolta differenziata Germania
Raccolta differenziata in Germania

AGGIORNAMENTO ( 6/7/2008 ): l’articolo apparso sull’Arena.

AGGIORNAMENTO ( 5/7/2008 ): il video della visita.

Domani mattina 4 luglio il sindaco di Napoli Jervolino andrà in vista all’inceneritore di Brescia (ha forse ascoltato il consiglio del ricercatore del CNR Ennio Italico Noviello?).

Bruciare rifiuti è una scelta che non ha nessun senso, neanche per Napoli: si buttano via risorse pregiate (plastica soprattutto, ma anche parte organica umida) dentro una fornace dalla quale, tra l’altro, scaturiscono inquinanti altamente pericolosi per la vita dei cittadini e dei loro figli. E neanche nel disastro di Napoli ci possiamo permetterci un “lusso” del genere, risposta irrazionale ad una emergenza che dura da 15 anni!

E allora che fare?

Anche se ancora tanti amministratori italiani non riescono ad accorgersene, sono ormai tanti gli esempi che ci portano a capire che saper differenziare i rifiuti, sfuttarli come risorsa significa avere cura della salute dei cittadini, ma anche trovare risorse economiche importanti per ridurre il costo dei servizio, portare soldi nelle casse comunali e alimentare una filiera industriale con materie prime-seconde prodotte nelle nostre città, a km zero.

Qualche settimana fa abbiamo portato all’assessore per l’ecologia Adami Alessio l’esempio del centro riciclo di Vedelago (Treviso): questa azienda privata, oltre a gestire il materiare differenziato dai cittadini, ha trovato anche una soluzione economicamente redditizia per la parte non riciclabile: tanti comuni hanno investito tempo e denaro sui rifiuti e ora non hanno un problema di smaltimento, ma un vero e proprio introito economico.

Ricordo anche uno dei tanti esempi all’estero come San Francisco, città di 800.000 abitanti che sta centrando l’obiettivo del “rifiuto zero”.

Per non arrivare all’emergenza di Napoli (fra poco di tanti altri comuni arriveranno a situazioni drammatiche, come Roma!) occorre che anche il nostro comune si attivi al più presto nella raccolta porta a porta in tutto il comune frazioni comprese, studiando poi in contemporanea una soluzione perchè questi materiali raccolti non rimangano sul territorio del nostro comune.

C’è tanto lavoro poi da fare per accordarsi con le industrie che fanno i prodotti in modo da ridimensionare gli sprechi sugli imballaggi. Non si può arrivare a casa dopo aver fatto la spesa e trovarsi già il secchio pieno d’immondizia!

I cittadini possono cominciare subito a dare il loro contributo: fare la raccolta differenziata, spingere per il porta a porta, impegnarsi a non accettare più sacchetti di plastica alla cassa del supermercato, sostituendoli con pratiche borse di tela.

E cosa stanno facendo i nostri dipendenti sull’argomento? Mentre ipotizzano sulla pazzia economica, prima ancora che sanitaria, del ripristino dell’inceneritore di Ca’ del Bue sul modello di Brescia (INCREDIBILE!), qualche timida nota positiva riusciamo a trovarla:

L’Arena del 29 Maggio 2008 Emergenza immondizie. Rappresentanti di Comune, Agsm e Amia vanno fino in Israele per vedere un moderno impianto di smaltimento. La conclusione e’ stata: “Ottimo supporto per l’inceneritore”.

L’Arena del 13 Giugno 2008 parlava della discarica di Torretta a Legnago, dove si pagano 90 euro a tonnellata per il conferimento, oltre al defunto termovalorizzatore adibito unicamente alla separazione delle varie tipologie di rifiuti riciclabili Ca’ del Bue (130 euro la tonnellata).

L’Arena del 4 Giugno riportava le dichiariazioni compiaciute dell’assessore procinciale Coletto sul successo dell’esperimento alla zona Bassona di Verona (189 utenze commerciali e 30 famiglie nella zona insustriale) dove, con un servizio di differnziata porta a porta, si sono risparmiati 13 mila euro di costi di smaltimento rifiuti in un mese con la riduzione dell’85% di materiale portato in discarica.

La soluzione è una sola e speriamo che l’assessore Coletto e i sindaci veronesi se ne siano definitivamente convinti: NON E’ L’INCENERITORE DI CA DEL BUE! La Provincia di Verona deve realizzare sul nostro territorio un centro di riciclo sul modello di Vedelago per poter separare e rivendere il materiale riciclato come materia prima-seconda!

Il centro di Torretta ha un riciclo di plastica PET (le bottiglie) in grado di trattare molte tonnellate di plastica in più rispetto a Vedelago; il guaio è che, da quello che abbiamo potuto conoscere, Torretta è in grado di riciclare solo poche tipologie di plastiche. Il resto (si parla di oltre il 40% della plastica riciclata) finisce comunque in discarica o all’inceneritore! Perchè non investire i nostri soldi per far diventare il centro di Torretta un sistema veramente integrato e più produttivo? Perchè spenderne tantissimi in più per l’inceneritore a Ca del Bue????

PS: Una ulteriore domanda da rivolgere alla nostra amministrazione. I comuni possono iscriversi al centro di coordinamento raee (raccolta apparecchiature elettriche ed elettroniche), come segnalato da Carlo Reggiani il 20 Maggio: vengono riconosciuti 300 euro a tonnellata per i comuni che organizzano la raccolta. Villafranca partecipa a questa iniziativa?

Primi passi

27 maggio, 2008

Riciclare

Il sindaco Mario Faccioli ieri sera (minuto 47 del video prima parte):

(…) Il servizio [di raccolta e conferimento rifiuti a Villafranca, ndr] non è sufficiente, siamo circondati, tutti oramai hanno adottato il porta a porta, noi stiamo approntando 1, 2, 3 progetti uno diverso dall’altro e poi insieme ci confronteremo per scegliere quale sia il migliore rispetto all’altro, che porti beneficio con l’aumento della raccolta differenziata, salvo che a livello di consorzio di bacino Verona 2 si dovra’ fare comunque una scelta che è legata agli ATO e che e’ legata a Ca del Bue. Io sono molto critico su CA’ DEL BUE perche’ i costi attuali di Ca del Bue li ritengo negativi per quanto riguarda il conferimento. Non voglio far pagare ai miei cittadini uno sforzo, qualora prendessimo delle decisioni importanti, da un porta a porta o un mezzo porta a porta quale saranno, mi vedo molto scettico perche comunque con quel tipo di strategia non vedrei quei benifici utili ritornare sul Comune se non che la mia tassazione rimane quella. Pero’ e’ evidente che di fronte ad una posizione provinciale dobbiamo tutti confluire in un ATO unico o in uno dei tre. Non c’e’ soluzione diversa. Anche per la razionalizzazione dei costi. E su questo tema che ragioniamo, e’ un ambito provinciale nel quale si sta discutendo politicamente quale che sia la miglior strategia per l’interesse dei cittadini. Noi stiamo lavorando, abbiamo portato le nostre preoccupazioni. Ha preso piede anche Alessio Adami su questi temi, li sta seguendo, stiamo facendo le nostre valutazioni. Nel momento che avremo il quadro complessivo economico e politicamente vantaggioso prederemo le nostre decisioni di merito [alla convenzione con il consorzio di Bacino Verona 2, Ndr]. Non credo riguardi comunque questa società. In tutti i comuni di centro dx e centro sx si sta ragionando su quali dovranno essere le scelte future per il nostro territorio: discarica o non discarica, Pescantina chiusa, riaperta, nuova discarica. Ragionamenti che stiamo affrontando con molta preoccupazione perche’ gli scenari oggi sono diversi. Da un punto di vista di posizione ma anche economico. Facciamo sacrifici, ma poi la gente non ci capisce. Ca del bue 130 euro, perchè calmierato dalla Regione può andare a 140 euro a tonnellata in confronto ai 70 che pagavamo a Pescantina. Valuteremo quali sono le strategie migliori all’interno di tutti i comuni del bacino Verona 2. (…) Faremo anche valutazioni territoriali. (…) Prenderemo decisioni serie, prima di settembre sicuramente.

Parliamo di soldi, lasciamo perdere per un attimo (senza dimenticarli, sia chiaro) i problemi sanitari legati all’incenerimento dei rifiuti.

Parliamo di quanto possono diventare redditizzi i nostri rifiuti se riusciamo a portarli alla fine del ciclo del recupero come materia prima-seconda, scopriamo quanto valgono sul mercato nazionale ed europeo (a Vedelago abbiamo imparato tanto su questo aspetto del ciclo dei rifiuti)!

Le parole di Faccioli sono importanti: sabato cercheremo di prendere appuntamento con l’assessore all’ecologia Adami (informalmente abbiamo un preaccordo) per dare un contributo. Parleremo di una sistema di gestione del ciclo dei rifiuti che abbiamo visto di persona, di un modo economicamente conveniente di organizzare il ciclo dei rifiuti a livello provinciale che fa risparmiare i cittadini e fa bene all’ambiente. Speriamo che sia presente anche il sindaco, visto il suo ruolo doppio di sindaco e consigliere provinciale.

Il rifiuto è una risorsa!

23 maggio, 2008

AGGIORNAMENTO 25/05/2008: video visita prima parte

AGGIORNAMENTO 26/05/2008: video visita seconda parte

AGGIORNAMENTO 24/05/2008: foto della visita

 

Domani andremo in delegazione a visitare il Centro Riciclo di Vedelago (TV).

Saremo ospiti degli amici del Meetup di Pordenone (che ringraziamo ancora per l’amicizia).

Vogliamo continuare a sostenere la validità del modello veneto di gestione dei rifiuti basato sul riciclo (più economico del modello lombardo) e l’inutilità dell’inceneritore di Ca del Bue se Verona e Villafranca si decidono a organizzare un servizio di raccolta differenziata in grado seguire i vincoli previsti dalla legge vigente (noi proponiamo da sempre il porta a porta che permette di raggiungere elevate percentuali di differenziata in tempi molto ristretti se viene stimolata la partecipazione dei cittadini).

Se i criteri di precauzione sanitaria nei confronti degli inceneritori non convincono (anche dopo l’esperienza devastante di sottovalutazione dell’amianto), proviamo un ragionamento basatato su parametri economici di valore del materiale che si andrebbe a distruggere, invece di rimetterlo nel ciclo produttivo come materia prima (ciclo dei rifiuti previsto dalla normativa europea).

Sempre sulla strada del rifiuto come risorsa, da segnalare l’iniziativa torinese dell’Ecopunto Informatico, il primo negozio che acquista i rifiuti.


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