Ridurre Riutilizzare Riciclare! Ma sicuramente non incenerire.

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Abbiamo partecipato come gruppo alla serata organizzata da Verona Reattiva nella quale è stato spiegato bene come cambierà  l’impianto di Ca’ Del Bue attraverso la nuova tecnologia a griglia rispetto al letto fluido, quali rischi sanitari porterà il fatto di riattivare l’impianto, brevi cenni relativi alle normative sull’incenerimento e alla storia politica che ha coinvolto questo impianto. La serata è stata a mio avviso molto interessante perchè è stato spiegato in modo chiaro ed essenziale quali sono i problemi che coinvolgono la riapertura dell’inceneritore e quali le possibili soluzioni tra cui il trattamento a freddo.

Vediamo i principali punti più importanti per escludere definitivamente l’incenerimento:

1) Non esistono inceneritori sicuri per la salute, ma solo inceneritori a norma (se funzionano i controlli), uno dei limiti per le emissioni dell’incenerimento relativo al particolato viene misurato in maniera quantitativa (peso/volume) controllando le  PM10 particelle con diametro inferiore a 10 µm, che attraverso gli inceneritori di ultima generazione, sono stati ampiamente diminuiti.  Il fatto che le emissioni di PM10 siano nei limiti, implica che nell’aria sono finite particelle molto più piccole e ancora più pericolose perchè riescono a penetrare all’interno del nostro corpo accumulandosi.

2) La diossina, altro composto estremamente tossico prodotta dagli inceneritori, non dovrebbe più essere presente nei moderni impianti a causa delle alte temperature all’interno del forno,  nella realtà questo non succede perchè la temperatura non è omogenea e questi composti si creano anche dopo la filtrazione, all’interno del camino dove fuoriescono i fumi, nel quale la temperatura si abbassa.

3)  L’incenerimento permette di recuperare meno energia rispetto al riciclaggio/riutilizzo delle materie prime e seconde, perciò si spende di più a riprodurre da zero rispetto a quello che si guadagna distruggendo, non dobbiamo dimenticare inoltre che questo tipo di impianti sono erroneamente sovvenzionati, come fonti assimilate, dalle nostre bollette elettriche (un 7% circa).

4) Gli scarti di questi impianti sono polveri tossiche dei sistemi di filtraggio che finiscono in discariche per rifiuti tossico nocivi e ceneri/scorie che vanno in discariche per rifiuti speciali, senza contare le acque di scarico. La differenza con un trattamento a freddo come il TMB (trattamento meccanico biologico) è evidente e migliore in quanto la parte avviata a discarica diventa un biostabilizzato inerte che non crea problemi di percolato.

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