Archive for the ‘gestione rifiuti’ Category

L’assurdo dell’incenerimento nella società dei consumi

6 aprile, 2013

Incenerire è un’assurdità, vuol dire sprecare delle risorse preziose.

Ormai lo sappiamo e dobbiamo mettere fine a questa pratica che non porta assolutamente a risolvere il problema.

Siamo andati a registrare la serata organizzata dal gruppo della Decrescita Felice di Verona che ringraziamo.

Vi proponiamo questo intervento del dott. Federico Valerio – chimico ambientale che ne spiega molto bene le ragioni.

Per il comune vogliamo proporre “Rifiuti Zero”, vogliamo togliere il problema alla base, ridurre il più possibile, riciclare, riusare.

Se un materiale arriva alla fine della filiera senza poter essere riciclato allora è un errore e va riprogettato.

Basta inceneritori!  basta discariche!

Dobbiamo cambiare e farlo subito! ora! prima che sia troppo tardi.

Simone Bernabè

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Discarica Ca Balestra: Valeggio dirà no?

5 giugno, 2012

Ieri sera abbiamo partecipato a Quaderni all’assemblea di cittadini per la costituzione del comitato contro il progetto di nuova discarica a Ca Balestra.

Dopo circa un’ora di discussione è comparso in sala il sindaco di Valeggio, Angelo Tosoni. Invito ad ascoltare il suo intervento nel video che abbiamo registrato.

In sintesi: la notizia della serata è che Valeggio è contraria alla nuova discarica e ci stiamo preoccupando per nulla. Anche ARPAV Veneto ha ribadito proprio ieri che non servono nella nostra provincia nuove discariche (Tosoni parlava di un documento arrivato in quarta commissione provinciale) e quindi sarà impossibile per la Regione Veneto approvare questo progetto.

Tosoni ha anche annunciato che i soldi per continuare a tenere in sicurezza la discarica di Ca Baldassarre (il post-mortem e relativi soldi è finito nel 2010, ma il percolato continua ad uscire, dice lui a causa delle piogge intense… ) arriveranno da un progetto di protezione e posa di impianto fotovoltaico sopra la vecchia discarica.

Alla mia domanda sul perchè non si sia coordinato con il sindaco Faccioli e agli altri sindaci interessati per approvare entro i termini di 60 giorni (scaduti la scorsa settimana) una mozione di opposizione alla nuova discarica mi ha risposto che lui Faccioli non lo ha chiamato  ma che neanche Faccioli lo ha cercato.

Lunedì 11 giugno 2012 alle ore 20 a Valeggio ci sarà un consiglio comunale straordinario convocato dalla minoranze (e non certo dal sindaco Tosoni) per approvare la mozione contro la discarica di Ca Balestra: abbiamo chiesto a Tosoni di poter riprendere la seduta e trasmetterla su internet come gesto riparatore nei confronti della totale assenza di trasparenza fino a qui dimostrata dall’amministrazione di Valeggio. Tosoni ha confermato che non si possono riprendere i consigli comunali a Valeggio per volere della sua maggioranza. Gli ho ricordato che  nel suo programma elettorale ha scritto di voler fare le riprese come amministrazione. E poi ci chiede di fidarci di quello che scriverà L’Arena dopo il consiglio. Incredibile.

Ma del resto Tosoni nel suo programma aveva scritto anche che avrebbe tutelato il territorio: parole svuotate anche ieri sera dalla sua dichiarazione di voler chiedere in Regione una deroga(!) per poter scavare ancora e coltivare altre nuove cave (e quindi possibili nuove discariche) in un territorio che ha già dato oltre il 6% della sua superficie.  

Cari amministratori di Valeggio, Villafranca, Mozzecane (non contrario alla discarica), Sommacampagna (qui la discarica l’ha fatta direttamente l’amministrazione comunale): il giochino del rimpallo di responsabilità oramai non funziona più. Se volete sperare di mantenere un minimo di credibilità dovete dimostrare con i fatti che siete dalla parte dei cittadini e lo siete tutti insieme. Per ora abbiamo ascoltato solo tante parole.

Ci vediamo lunedì sera a Valeggio.

PS:  SuperMario ti mando il numero di telefono di Tosoni così magari la prossima volta lo chiami, ok?

Porta a Porta un successo scontato!

14 maggio, 2012

L’avevamo scritto nel nostro programma già quando ci eravamo presentati con la nostra lista civica “Grillo per Villafranca” nel 2008, da sempre sosteniamo che il porta a porta spinto è l’unico metodo che evitare discariche e inceneritori, oltre ad un grande risparmio economico per i cittadini.

Il sindaco e la sua amministrazione oggi ne prendono atto, “scoprendo” che i cittadini di Villafranca sono virtuosi come tutti gli altri cittadini veneti! Ma vi ricordate cosa diceva Mario Faccioli del porta a porta e dei Villafranchesi, “cittadini diversi“?

Noi continuiamo a dirlo: se ci fosse stata maggiore consapevolezza e ascolto oggi Villafranca avrebbe risparmiato diversi soldi! Il porta a porta era da fare non perchè lo dicevano gli amici di Beppe Grillo (a dire la verità noi parlavamo di un progetto RIFIUTI ZERO), ma di prendere atto della totalità dei comuni veronesi, oltre ai risultati di numerosi comuni virtuosi come Capannori o Ponte delle Alpi,  Salerno e tantissimi altri.
Altro che “la tassa sullo smaltimento rimane uguale” come dichiarava il nostro Supermario, per anni grande difensore del cassonetto!

Noi chiediamo di risarcire da subito i cittadini diminuendo la tariffa già quest’anno, a parziale riparazione del colpevole ritardo nell’attivazione del servizio di raccolta porta a porta, per anni rimasto confinato alle frazioni di Rizza e Alpo, costringendo nel frattempo anche  i cittadini delle due frazioni a pagare tariffe maggiorate per volontà dell’amministrazione!

Caro Faccioli, amministrare bene vuol dire anche riconoscere i propri errori. Ma avremo modo di discuterne diffusamente in campagna elettorale.

Simone Bernabè e Carlo Reggiani
Grillo per Villafranca

http://villafranca5stelle.org

L’Arena domenica 13 maggio 2012:
VILLAFRANCA. Gli abitanti differenziano di più e meglio permettendo di ridurre le spese di smaltimento in discarica
Rifiuti, il porta a porta fa bene anche alle tasche dei cittadini
Maria Vittoria Adami
Primi benefici dopo un anno dall´introduzione del nuovo sistema di raccolta: bollette invariate e nel 2013 meno care

I villafranchesi stanno differenziando sempre meglio

Arrivano i primi benefici del «porta a porta» a Villafranca. A distanza di quasi un anno dall´introduzione del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, i cittadini potranno vedere i risultati nella prossima bolletta. Non sono previsti aumenti e a partire dal prossimo anno la tariffa potrebbe diminuire.
Per il 2012 il costo per il servizio di smaltimento dei rifiuti si aggirerà sui quattro milioni e 900mila euro. Ma le aliquote applicate per il calcolo della Tarsu saranno quelle del 2011 (che lo scorso anno erano state ritoccate per eccesso).
Il risparmio è merito dei villafranchesi. Il sistema «porta a porta», seppur migliorabile, sta dando i suoi frutti e ha registrato alcuni cambiamenti significativi nelle percentuali dei materiali differenziati e di quelli non differenziabili, che sono i più costosi da smaltire. È il caso della frazione del secco: nel 2011, aveva chiuso con una percentuale del 39,08, negli ultimi sei mesi di «porta a porta». Nei primi del 2012 è scesa di dieci punti (28,97 per cento) e sono aumentate notevolmente le percentuali delle frazioni di umido, carta, plastica e lattine. Significa che i cittadini differenziano meglio, producendo meno indifferenziato, che finisce in discarica e per smaltirlo richiede un esborso di 140 euro a tonnellata. Produrne il meno possibile, fa diminuire i costi di smaltimento.
«Abbiamo deciso di mantenere invariata la tariffa», spiega l´assessore al bilancio Riccardo Maraia, «analizzando i dati forniti da Amia sui primi sei mesi di porta a porta. Il sistema sta andando bene e diminuisce l´indifferenziato, che è la voce più onerosa in termini di smaltimento. Questi risultati ci permettono di non aumentare le aliquote e neppure l´Istat».
Il risparmio comportato dal «porta a porta», infatti, permette al Comune di ammortizzare gli aumenti Istat senza incidere sulla bolletta. C´è di più. Con i dati Amia aggiornati, tra qualche mese, l´amministrazione valuterà la possibilità di alleggerire la Tarsu nel 2013. In realtà renderà il denaro in più richiesto l´anno scorso: nel 2011, le aliquote sono state aumentate per tutte le categorie, eccetto gli albergatori. Per l´abitazione, la tariffa era passata da 1,10 a 1,20. Una famiglia, ad esempio, con una casa di 120 metri quadrati aveva pagato 144 euro, anziché 132.
«A settembre potremo decidere se abbassare la Tarsu», spiega il vicesindaco Alessio Adami, delegato all´ecologia, «ma siamo sulla buona strada. Ultimamente, anche in seguito a diversi richiami, il conferimento sta migliorando sia in città sia in zona industriale: i cittadini differenziano meglio e nel corso delle ultime due settimane sono diminuite le segnalazioni degli operatori di Amia riguardo alla presenza di rifiuti non conformi. La percentuale di materiale differenziato ha guadagnato altri due punti e si aggira sul 72 per cento». Troverebbe, quindi, conferma l´ipotesi di poter superare il 73 per cento nel 2012, com´era stato previsto alla fine dell´anno scorso. Nel 2009, la parte di rifiuti non differenziata rappresentava il 56 per cento. La frazione del secco che finiva in discarica era di 9.273 tonnellate, che sono diventate 5.844 a fine 2011. Significa che si risparmiano, nel conferimento in discarica, circa cinquecentomila euro.
«Non era facile mettere in atto il sistema qui, per la conformazione urbanistica e le dimensioni della città. Ma i cittadini hanno risposto bene e il loro corretto conferimento aiuta a mantenere i costi e a fare economie di scala», conclude il sindaco Mario Faccioli.

Beppe Grillo e Paul Connett in diretta streaming sul Pirogassificatore

28 novembre, 2011

Dai nostri amici di Empoli:

Lunedì 28 Beppe Grillo e Paul Connett professore di chimica alla St. Lawrence University di New York saranno a Castelfranco di Sotto a sostegno della lotta dei cittadini castelfranchesi contro il Pirogassificatore targato NSE Industry.

Qui in streaming!

Settimana europea per la riduzione dei rifiuti

24 novembre, 2011

Dal 19 al 27 Novembre 2011 parte la terza edizione della settima per la riduzione dei rifiuti che cade a pennello, in quanto abbiamo appena partecipato alla serata che qui sotto vi riproponiamo, nella quale è venuto a parlarci di questo tema Ezio Orzes assessore all’ambiente di Ponte delle Alpi famoso comune del Bellunese che è stato premiato dall’associazione Comuni Virtuosi con il primo premio per i comuni ricicloni 2011.  L’assessore era ospite del gruppo Terraviva che ovviamente ringraziamo.

Come sempre vogliamo dare al comune alcuni spunti, perchè oltre a migliorare continuamente la raccolta porta a porta, inizi a mettere in campo tutta una serie di iniziative rivolte alla riduzione riciclo e riuso dei rifiuti.

Simone Bernabè

22 Ottobre 2011 manifestazione contro Ca’ Del Bue

22 ottobre, 2011

AGGIORNAMENTO (23/10/2010): Video e foto della manifestazione

Oggi 22 Ottobre abbiamo partecipato alla manifestazione contro l’inceneritore di Ca’ Del Bue, portando le nostre proposte, perchè il nostro non è solo un no, ma anche e sopratutto un SI, un proporre delle alternative che esistono e funzionano, primo fra tutti la riduzione e il riuso ma anche impianti come il TMB (trattamento meccanico biologico) e impianti come il centro di riciclo di Vedelago per differenziare i rifiuti il più possibile.

Occorre ovviamente riprogettare tutta la filiera, riducendo tutti gli sprechi specie negli imballaggi e ammetendo solamente quei materiali che poi possono essere interamente riciclati, la percentuale di differenziata si è importante, ma quello che più conta poi è anche quanto di questo materiale viene realmente trasformato per essere riutilizzato.

Putroppo nonostante la nostra istanza non abbiamo visto alcun consigliere di Villafranca partecipare alla manifestazione, molto probabilmente la salute interessa solo a pochi. Speriamo di essere smentiti dai nostri amministratori, che dovranno rispondere presto alla nostra istanza dicendoci  quale posizione intendono prendere in merito a questo tipo di impianti.

Intanto il fronte dei sindaci si è allargato: oltre a S.Martino, S.Giovanni Lupatoto e Zevio oggi hanno aderito anche Bovolone, Buttapietra, Castel D’azzano e Povegliano.

Simone Bernabè

Salute e incenerimento dei rifiuti: sentiamo i tecnici non i politici

15 ottobre, 2011

Abbiamo partecipato come gruppo alla serata organizzata dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Verona che ringraziamo.

Moderatori: GP. Velo e G. Beghini

Vi pubblichiamo gli interventi dei relatori:

Monitoraggio degli inquinanti nei suoli del Veneto:  Paolo Giandon, ARPAV, Dipartimento di Treviso

Effetti respiratori degli inquinanti ambientali: Silvia Tognella, ULSS 22, U.O. di Pneumologia, Bussolengo (VR)

Che aria respiriamo? Sorgenti e inquinanti aerodispersi a Verona: Francesca Predicatori, ARPAV, Dipartimento di Verona

Esperienze e nuove sfide sulla conoscenza degli effetti sulla salute in aree prossime ad inceneritori nella Regione Emilia-Romagna: Paolo Lauriola, ARPAER, Dipartimento di Modena

Rischi per la salute infantile da esposizione ad inceneritori: Patrizia Gentilini, Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE ITALIA, Sezione Provinciale di Forlì

Rischio di sarcoma ed emissione di diossina da inceneritori: Paolo Ricci, Osservatorio Epidemiologico, ASL Mantova.

Se li avete ascoltati attentamente, rimane da fare una sola cosa: facciamoci sentire! Partecipiamo alla manifestazione del 22 Ottobre! la salute nostra e quella dei nostri figli non può passare al di sotto di altri interessi. Non abbiamo bisogno di questi impianti, oggi serve RIUSARE RIDURRE RICICLARE! 

Simone Bernabè

Compostaggio provare per credere!

4 settembre, 2011

Il compostaggio, una delle tecniche antiche con cui la natura trasforma i rifiuti organici (tagli d’erba, di siepi, fogliame, resti di cibo etc..)  in un’ottimo compost utilizzabile come concime.

L’ho provato e devo dire che è molto comodo,  si tratta per chi non lo conoscesse di fare un cumulo coperto di materiale  in un punto qualsiasi del vostro giardino, caldo ossigeno e batteri faranno il resto.

Per chi non dispone di molto spazio,  questa operazione può essere fatta attraverso una compostiera come la mia. Risolvere il problema all’origine è il modo migliore di riciclare questi materiali e il comune dovrebbe incentivare tutte queste politiche di riduzione dei rifiuti.

Perciò dopo i pannolini lavabili, proponiamo incentivi e riduzione della TARSU per quei cittadini virtuosi che vogliono darsi da fare per migliorare  l’ambiente e in contemporanea risparmiare qualche soldo. 

Ecco come si sta trasformando il compost dopo circa 2 mesi, continuando ad alimentarlo ogni settimana.  Volendo è possibile inizialmente aiutare il processo di fermentazione con dei bioattivatori.

Non mi resta che augurarvi BUON COMPOSTAGGIO! Tornerò ad aggiorarvi quando il compost sarà maturo.

Simone Bernabè

Adesso basta speculare sui beni comuni! Iniziamo dall’acqua

23 marzo, 2011

Proprio in questi giorni c’è stata la ricorrenza della giornata mondiale dell’acqua e penso possiamo fermarci a riflettere un secondo sull’importanza vitale di questo bene. In Italia  dobbiamo iniziare a prendere decisioni serie e immediate, facendo intanto una scelta politica chiara, occorre modificare gli statuti di tutti i comuni inserendo che questo bene primario deve essere privo di rilevanza economica. Dobbiamo inoltre incentivare al massimo il consumo dell’acqua del rubinetto e creare fin da bambini una cultura sull’importanza di difendere e non sprecare questo bene comune. Acqua e rifiuti e qualità dell’aria  sono strettamente correlati, bere acqua di rubinetto vuol dire evitare di buttare un sacco di plastica in discariche e inceneritori inquinando quell’ambiente che poi danneggia le nostre falde.  Dobbiamo inoltre considerare che con questa semplice azione andiamo ad eliminare anche  tutto il traffico su gomma che viene generato dal trasporto.

Perciò la dobbiamo smettere di consumare acqua in bottiglia perchè è più sicura e controllata, quando è vero l’esatto contrario, la cosa che manca è solo maggiore trasparenza.

Bevendo l’acqua in bottiglia non facciamo che incentivare la speculazione di questo bene fondamentale per la nostra esistenza! Allora bene l’iniziativa Acqua a km zero organizzata da comune Verona, Provincia, Acque Veronesi, Aato, AGS (Azienda gardesana servizi) ma poi dobbiamo pubblicare anche le analisi puntuali e approfondite sia da parte del gestore magari nella bolletta e sul sito, che del comune e non ogni 6 mesi ma almeno mensilmente altrimenti diventa solo propaganda politica. Vorrei ricordare anche e qui lascio l’articolo dell’Arena, quanto pagano di concessione le società che imbottigliano in Veneto, vale a dire una miseria e che i costi dell’inquinamento, nonchè dello smaltimento vanno poi a finire sempre nelle nostre tasche. Altro problema è anche la rete idrica che è un colabrodo e servono diversi miliardi di euro e una buona pianificazione per sistemarla, figurarsi se ci può pensare un privato che deve massimizzare più che può i suoi guadagni.

Allora è ora che come cittadini ci svegliamo!

A Giugno VOTIAMO 2 “SI” ai referendum per l’acqua!

L’Arena 22/03/2011

Giornata dell’acqua: in Veneto
il record degli imbottigliamenti

Dossier Legambiente: l’Italia con 192 litri di acqua minerale pro capite si conferma il Paese europeo con il più alto consumo di acqua in bottiglia, aumentato di cinque volte dal 1980 a oggi. Ma le tariffe pagate dalle società imbottigliatrici alle Regioni sono spesso bassissime. «In Veneto», dice Bertucco, «ha dimezzato il canone a fine 2009»

Rovigo. L’Italia con 192 litri di acqua minerale pro capite si conferma il Paese europeo con il più alto consumo di acqua in bottiglia.

Con una media che è più del doppio rispetto alle altre nazioni d’Europa, il Belpaese solo nel 2009 ha imbottigliato, infatti, ben 12,4 miliardi di litri, di cui solo l’8% destinato al mercato estero.

Il volume di affari di 2,3 miliardi di euro nel 2009 è rimasto invariato rispetto all’anno precedente, ma è in continua ascesa negli ultimi trent’anni: dal 1980 a oggi i consumi sono aumentati di cinque volte, e con loro anche la produzione di acqua imbottigliata.

Alla crescita smisurata cui però non è corrisposto un proporzionale aumento delle tariffe pagate dalle società imbottigliatrici alle Regioni italiane, spesso ancora stabiliti da regio decreto come in Molise e in Sardegna o da regolamenti di oltre 30 anni fa, come la legge regionale del 1977 della Liguria.

A denunciare il quadro nazionale delle concessioni dell’acqua sono Legambiente e la rivista Altreconomia che, in occasione della Giornata mondiale dell’Acqua, tornano a fare il punto della situazione sulla gestione idrica in Italia con il dossier Acque minerali: la privatizzazione delle sorgenti in Italia.

Secondo il dossier, infatti, è ancora un obiettivo lontano l’adeguamento delle leggi regionali sui canoni di concessione alle linee guida nazionali approvate nel 2006 e che prevedono tre tariffe: da 1 a 2,5 euro per metro cubo o frazione di acqua imbottigliata; da 0,5 a 2 euro per metro cubo o frazione di acqua utilizzata o emunta; almeno 30 euro per ettaro o frazione di superficie concessa.

Eppure per l’altissimo valore della risorsa idrica e l’impatto ambientale causato dai consumi da primato delle acque in bottiglia, le Regioni dovrebbero attivare al più presto un lavoro di revisione dei canoni di concessione per l’imbottigliamento dell’acqua che porterebbe anche ad un forte incremento dei fondi incassati.

Al contrario, oggi le amministrazioni che incassano i canoni nella gran parte dei casi non riescono nemmeno a raggiungere una quota sufficiente a coprire le spese necessarie per i controlli o per lo smaltimento delle bottiglie di plastica utilizzate.
«L’acqua e la sua gestione sono questioni centrali nel nostro Paese. Lo hanno confermato un milione e 400 mila cittadini che si sono impegnati in prima persona per chiedere a governo e Parlamento di modificare la legge che obbliga la privatizzazione del servizio idrico», dice Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto.

«Ma mentre il dibattito pubblico/privato per la gestione del servizio idrico è ancora in corso», prosegue Bertucco, «in Italia esiste già una forma di privatizzazione dell’acqua, o meglio delle sorgenti concesse a prezzi ridicoli alle società che imbottigliano.
Una sorta di obolo in netto contrasto con il volume di affari del settore ma soprattutto in confronto all’altissimo valore di una risorsa limitata e preziosa come è l’acqua di sorgente».

Dal 2006 ad oggi sono solo 13 le Regioni che hanno varato una nuova normativa secondo il processo di revisione, mentre alcune regolano ancora i canoni di concessione con leggi del secolo scorso.
Rispetto allo scorso anno sono tre le Regioni che hanno modificato le regole per il rilascio di concessioni per l’imbottigliamento dell’acqua: Abruzzo e Lombardia con maggior successo, il Veneto che invece ha peggiorato la normativa e la Puglia che pur avendo aumentato il canone, ha mantenuto un canone per superficie.

«Nel Veneto», ricorda Michele Bertucco, «le novità sono purtroppo negative. Infatti se con il canone di 3 euro per ogni metro cubo imbottigliato, stabilito nel 2007, la Regione deteneva il primato nazionale, a fine 2009 con una legge regionale ad hoc ha “condonato” questo aumento. Alle aziende del settore per gli anni 2007-2009 è stato concesso di corrispondere un canone di 1,5 euro per metro cubo imbottigliato, a condizione che il pagamento venisse effettuato entro il 31 dicembre 2009. E il tutto avviene in una regione che ogni anno (è il record nazionale) nelle 19 concessioni autorizzate imbottiglia 2.415.671.214 litri d’acqua».

Secondo la classifica di Legambiente e Altreconomia tra le regioni bocciate perché prevedono i canoni di concessione solo in base alla superficie della concessione e non sui metri cubi di acqua imbottigliata, ci sono Liguria, Molise, Emilia Romagna, Sardegna, Puglia e la Provincia autonoma di Bolzano.

Se in Molise a stabilire il canone è ancora il Regio Decreto del 1927, che fissa un importo di circa 10 euro per ogni ettaro dato in concessione, in Liguria dove la legge regionale del 1977 stabilisce che per ogni ettaro dato in concessione si pagano solo 5 euro.

Emilia Romagna e Sardegna, invece, fanno pagare solo in base alla superficie della concessione, rispettivamente circa 19 e 37 euro per ettaro.
La Puglia invece pur avendo approvato nel 2010 una nuova norma in materia che alza la tariffa di concessione, ha lasciato come criterio di pagamento dell’acqua solo un canone di superficie.

Un caso a parte è infine quello della Provincia autonoma di Bolzano che determina il canone in base alle portate annue concesse con l’effetto di far pagare poco anche prelievi potenzialmente molto elevati.

Tra le regioni “rimandate” perché prevedono canoni in funzione dei volumi di acqua ma al di sotto di 1 euro per metro cubo imbottigliato, ci sono Piemonte, Basilicata e Campania. Promosse con riserva per aver previsto il doppio canone sulla superficie della concessione e sui volumi di acqua, superiore o uguale a 1 euro a metro cubo il Veneto, la Val d’Aosta, le Marche, la Provincia autonoma di Trento, la Lombardia, l’Umbria, il Friuli Venezia Giulia, la Toscana.
Tra queste il Veneto ha peggiorato la normativa con uno sconto incomprensibile, mentre la Lombardia ha approvato una nuova legge aumentando i canoni di concessione, anche se parzialmente.

Tra regioni promosse perché hanno previsto i maggiori canoni per le concessioni sulle acque minerali, anche quest’anno c’è il Lazio, affiancato dall’Abruzzo che con una nuova normativa ha finalmente alzato i canoni, adeguandosi alle linee guida nazionali. Eppure il business continua a essere insostenibile per la collettività sotto il punto di vista economico e ambientale.

Basta pensare che l’utilizzo di oltre 350 mila tonnellate di Pet, per un consumo di circa 700 mila tonnellate di petrolio e l’emissione di quasi un milione di tonnellate di Co2.
Delle bottiglie utilizzate solo il 78% sono in plastica e solo un terzo viene riciclato mentre i restanti due terzi finiscono in discarica o in un inceneritore. Ad alto impatto ambientale è anche il trasporto visto che solo il 15% delle bottiglie viaggia su ferro, mentre il resto si muove sul territorio nazionale su gomma, su grandi e inquinanti tir.

Simone Bernabè.

Possiamo preoccuparci solo della discarica di Caluri?

26 gennaio, 2011

Aggiornamento 10/03/2011: Il Consiglio di Stato respinge la richiesta della società Rope di revisione della sentenza del Tar

Finchè stiamo attendendo la pronuncia del consiglio di stato, per il contro ricorso che la Rope ha fatto sulla questione della discarica di Caluri, il 14 Gennaio un articolo dell’Arena è passato quasi inosservato:

(immagine dal blog www.vivicaselle.eu)

L’Arena 14/01/2011

Discariche «diffidate» bocciate anche dal Tar

RIFIUTI. Progeco, Inerteco e Pro-in erano ricorse al tribunale dopo il richiamo della Provincia. Le aziende si erano appellate contro il provvedimento volto a fare osservare le concentrazioni di nichel, che è stato confermato

Il Tar (tribunale amministrativo regionale) boccia il ricorso di tre discariche per rifiuti non pericolosi contro la diffida della Provincia dello scorso marzo, ispirata dalla Procura della Repubblica, volta a far osservare le concentrazioni limite d’idrocarburi e metalli sull’accettabilità negli impianti di stoccaggio di questo tipo, nonché a procedere entro 30 giorni alla rimozione dei carichi di rifiuti non conformi già smaltiti.

Le discariche destinatarie del provvedimento furono Progeco ambiente, operativa in località Ca’ Vecchia, a San Martino Buon Albergo; Inerteco, località Ca’ Bianca, Zevio; Rotamfer, impianti a Sona e a Verona; Ferroli, località Lionello, San Bonifacio; Pro-in, Sommacampagna. Al Tar si appellarono Progeco, Inerteco e Pro-in. Come si legge nelle sentenze rese disponibili da Legambiente, la Provincia si era mossa in seguito all’esito di analisi Arpav su campioni di rifiuti con concentrazioni oltre i limiti di nichel (metallo i cui composti sono considerati cancerogeni), quindi ritenuti non ammissibili in discariche per rifiuti non pericolosi.
«Il Tar dà ragione a un’interpretazione della Provincia su una norma controversa, e ciò rincuora», osserva Fabio Venturi, assessore provinciale all’Ambiente. «Tuttavia la questione non è conclusa: sui parametri di nichel ammessi nelle discariche il ministero sta per emanare una circolare che dovrebbe chiarire un aspetto su cui i gestori di impianti chiedono uniformità di applicazione fra le Regioni. Finora Verona e il Veneto hanno applicato l’interpretazione più restrittiva. Si tratterà di capire, con i gestori, quali azioni siano possibili». L’assessore conclude sottolineando come gli impianti di smaltimento rifiuti della nostra provincia siano tutti «ampiamente monitorati per il rispetto delle normative».
Di tutt’altro parere Michele Bertucco, presidente regionale di Legambiente: «Se la Procura non avesse “consigliato” la Provincia di applicare la normativa in maniera più restrittiva rispetto a quanto chiesto dai gestori di impianti, si sarebbe continuato a tollerare la presenza in queste discariche di rifiuti pericolosi». Bertucco ne ha pure per il ministero: «Negli ultimi anni ha sempre interpretato in maniera blanda le direttive europee favorendo, di fatto, la collocazione nelle discariche di rifiuti non conformi. Così spesso la richiesta di circolari interpretative delle norme partivano proprio dagli enti locali, spinti più dalla volontà di scansare responsabilità che dal mettere in sicurezza il territorio». L’ultimo affondo di Bertucco è per Venturi: «Ricordo all’assessore che nella nostra provincia vi sono diverse discariche sotto sequestro, sulle quali mai i Palazzi Scaligeri si erano accorti di nulla». Legambiente sospetta che gli impianti di smaltimento veronesi «possano contenere rifiuti più pericolosi di quelli ammissibili». Quindi auspica l’incremento dei controlli sui materiali in entrata e dei carotaggi su quelli già stoccati. L’avvocato Luigi Biondaro, che con il suo collega Francesco Curato ha difeso al Tar le ragioni dei tre gestori di discariche, minimizza: «Secondo la normativa, fino al 30 giugno 2009 il nichel non rientrava tra le sostanze contaminanti dei rifiuti. È stato un decreto ministeriale intervenuto nell’agosto 2009 a porre problemi interpretativi, a sua volta modificato in maniera estensiva ai primi di dicembre del 2010. La contestazione è relativa a un periodo transitorio; vedremo se varrà la pena impugnare le sentenze o risolvere la questione sul piano amministrativo. Il problema si è posto solo a Verona e non nel resto d’Italia».

Piero Taddei

Questo dovrebbe farci pensare, a quanto occorre essere attenti anche alle altre discariche che si trovano vicino ai nostri confini. La discarica PRO-IN è distante, secondo la relazione non tecnica redatta per il primo semestre 2010, 2 km da Villafranca e  1 km e mezzo da Sommacampagna. Essendo la discarica a monte della città, il nostro sindaco che è responsabile della nostra salute dovrebbe preoccuparsi? E se la discarica di Caluri ha avuto parere negativo perchè non è stato coinvolto il comune di Povegliano, la domanda che mi pongo è:  per la PRO-IN è stato coinvolto il comune di Villafranca? E ancora com’e’ possibile che in un comune come Sommacampagna che ha una raccolta differenziata che supera l’80 percento, si stiano facendo ben due discariche? (PRO-IN/SIBERIE)

Nel frattempo, nonostante abbiano cambiato i filtri dei pozzi per l’inquinamento da atrazina, non ci è ancora arrivata una risposta su quale sia stata la causa, non possiamo ancora vedere in maniera trasparente le analisi approfondite dell’acqua del nostro rubinetto e non c’e’ una pianificazione valida e fattibile per ridurre l’inquinamento dell’aria.

Cari cittadini, questo è un appello a vigilare e interessarci su quei beni comuni che sono di vitale importanza, presi dal quotidiano non ce ne accorgiamo ma ce ne accorgeremo nel momento in cui verranno a mancare.

p.s Stanno nascendo nuove liste civiche per le elezioni comunali di Isola della scala, Nogara, Grezzana, si sente nell’aria un cambiamento, non lo sentite anche voi? una sveglia continua a suonare tutte le mattine, se l’avete sentita anche voi e ne siete coscenti aiutateci a rendere grande questo movimento!

Simone Bernabè




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