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Inceneritore di Cadelbue: Villafranca non pervenuta

17 novembre, 2011

Niente da fare: Villafranca rimane in silenzio. Fin dalla campagna elettorale del 2008 per le elezioni comunali di Villafranca abbiamo cercato di sensibilizzare sul tema dei rifiuti, spiegando che il porta a porta era la strada giusta per togliere carburante agli inceneritori e rendere quindi inutile (se non per alimentare speculazione finanziaria e costi assurdi per la collettività) ogni progetto di riattivazione di forni nella nostra provincia.

Negli anni siamo riusciti a strappare al sindaco Faccioli delle timide dichiarazioni orali in consiglio comunale contro l’incenerimento dei rifiuti ed a favore di soluzioni più virtuose. Dopo oltre 3 anni siamo anche riusciti ad avere il porta a porta su tutto il nostro comune, raggiungendo in 2 mesi oltre il 70% di raccolta differenziata (partivamo da uno scarso 40%), esattamente come dicevamo fin dall’inizio (a proposito: stiamo aspettando il risarcimento ai cittadini per i maggiori costi sostenuti in questi 3 anni di ritardo).

Tutto quindi giocherebbe a favore di una posizione finalmente chiara e ufficiale contro l’azione del Comune di Verona di costruire due nuovi forni nell’impianto di Cadelbue,

Nel frattempo i nostri appelli ai sindaci per unirsi ai 4 sindaci di San Giovanni Lupatoto, Zevio, San Martino Buon Albergo e Buttapietra hanno trovato ascolto a Bovolone (grazie al consigliere del MoVimento 5 Stelle di Bovolone, Gianni Bertolini).

Caro sindaco Faccioli, andiamo insieme a Bovolone domani sera?

Carlo Reggiani

PS: Simone giustamente mi rammenta di avvertire la sindaca Daniela Contri e gli assessori del Comune di Vigasio che parteciperanno al consiglio comunale di Bovolone domani sera del fatto che la seduta sarà ripresa in audiovideo e trasmessa in diretta streaming su internet direttamente dal canale web del Comune. Mi raccomando, non siate timidi 🙂

 

22 Ottobre 2011 manifestazione contro Ca’ Del Bue

22 ottobre, 2011

AGGIORNAMENTO (23/10/2010): Video e foto della manifestazione

Oggi 22 Ottobre abbiamo partecipato alla manifestazione contro l’inceneritore di Ca’ Del Bue, portando le nostre proposte, perchè il nostro non è solo un no, ma anche e sopratutto un SI, un proporre delle alternative che esistono e funzionano, primo fra tutti la riduzione e il riuso ma anche impianti come il TMB (trattamento meccanico biologico) e impianti come il centro di riciclo di Vedelago per differenziare i rifiuti il più possibile.

Occorre ovviamente riprogettare tutta la filiera, riducendo tutti gli sprechi specie negli imballaggi e ammetendo solamente quei materiali che poi possono essere interamente riciclati, la percentuale di differenziata si è importante, ma quello che più conta poi è anche quanto di questo materiale viene realmente trasformato per essere riutilizzato.

Putroppo nonostante la nostra istanza non abbiamo visto alcun consigliere di Villafranca partecipare alla manifestazione, molto probabilmente la salute interessa solo a pochi. Speriamo di essere smentiti dai nostri amministratori, che dovranno rispondere presto alla nostra istanza dicendoci  quale posizione intendono prendere in merito a questo tipo di impianti.

Intanto il fronte dei sindaci si è allargato: oltre a S.Martino, S.Giovanni Lupatoto e Zevio oggi hanno aderito anche Bovolone, Buttapietra, Castel D’azzano e Povegliano.

Simone Bernabè

Ridurre Riutilizzare Riciclare! Ma sicuramente non incenerire.

25 aprile, 2009

Abbiamo partecipato come gruppo alla serata organizzata da Verona Reattiva nella quale è stato spiegato bene come cambierà  l’impianto di Ca’ Del Bue attraverso la nuova tecnologia a griglia rispetto al letto fluido, quali rischi sanitari porterà il fatto di riattivare l’impianto, brevi cenni relativi alle normative sull’incenerimento e alla storia politica che ha coinvolto questo impianto. La serata è stata a mio avviso molto interessante perchè è stato spiegato in modo chiaro ed essenziale quali sono i problemi che coinvolgono la riapertura dell’inceneritore e quali le possibili soluzioni tra cui il trattamento a freddo.

Vediamo i principali punti più importanti per escludere definitivamente l’incenerimento:

1) Non esistono inceneritori sicuri per la salute, ma solo inceneritori a norma (se funzionano i controlli), uno dei limiti per le emissioni dell’incenerimento relativo al particolato viene misurato in maniera quantitativa (peso/volume) controllando le  PM10 particelle con diametro inferiore a 10 µm, che attraverso gli inceneritori di ultima generazione, sono stati ampiamente diminuiti.  Il fatto che le emissioni di PM10 siano nei limiti, implica che nell’aria sono finite particelle molto più piccole e ancora più pericolose perchè riescono a penetrare all’interno del nostro corpo accumulandosi.

2) La diossina, altro composto estremamente tossico prodotta dagli inceneritori, non dovrebbe più essere presente nei moderni impianti a causa delle alte temperature all’interno del forno,  nella realtà questo non succede perchè la temperatura non è omogenea e questi composti si creano anche dopo la filtrazione, all’interno del camino dove fuoriescono i fumi, nel quale la temperatura si abbassa.

3)  L’incenerimento permette di recuperare meno energia rispetto al riciclaggio/riutilizzo delle materie prime e seconde, perciò si spende di più a riprodurre da zero rispetto a quello che si guadagna distruggendo, non dobbiamo dimenticare inoltre che questo tipo di impianti sono erroneamente sovvenzionati, come fonti assimilate, dalle nostre bollette elettriche (un 7% circa).

4) Gli scarti di questi impianti sono polveri tossiche dei sistemi di filtraggio che finiscono in discariche per rifiuti tossico nocivi e ceneri/scorie che vanno in discariche per rifiuti speciali, senza contare le acque di scarico. La differenza con un trattamento a freddo come il TMB (trattamento meccanico biologico) è evidente e migliore in quanto la parte avviata a discarica diventa un biostabilizzato inerte che non crea problemi di percolato.

Diretta Verona – Scontro su Ca’ Del Bue

27 febbraio, 2009

AGGIORNAMENTO (2/3/2009): Il dott. Stefano Montanari commenta la trasmissione.

AGGIORNAMENTO (1/3/2003): Raggiunti i 250 sostenitori della causa su Facebook del comitato di San Giovanni Lupatoto

Ieri Giovedi 26 Febbraio, la redazione di Telearena attraverso “Diretta Verona”, ha parlato dello scontro che è in corso per la riapertura del nuovo impianto di incenerimento di Cà Del Bue. Ringraziamo in anticipo il direttore Mario Pugliero per averci dato una possibilità di replicare pubblicamente.

Ospiti della serata:

Daniele Nottegar rappresentante dell’associazione “Verona Reattiva”, il sindaco di S.Giovanni Lupatoto Fabrizio Zerman, l’assessore regionale all’ambiente Giancarlo Conta, Il presidente Agsm Gian Paolo Sardos Albertini,  l’assessore del comune di Verona alle aziende partecipate Toffali, in sala fra il pubblico sono intervenuti Silvano Massaro rappresentante del comitato contro l’inceneritore, Carlo Reggiani per il nostro gruppo,  il presidente del consiglio comunale di S.Giovanni Daniele Turella, il vicesindaco Giuseppe Stoppato e Maurizio Franciosi funzionario commerciale dell’azienda “ARROW-BIO” per “trattamento a freddo” dei rifiuti.

La serata si è mantenuta su un tono acceso, tanti interventi dal pubblico e molta partecipazione, anche attraverso le tante telefonate che sono arrivate in studio, riscontrante che il tema della serata è molto sentito in tutta la provincia. Il tempo a disposizione è sempre poco,  ma la speranza rimane quella di aver fatto attraverso un confronto diretto della buona informazione.

Ringraziamo in particolar modo “Verona Reattiva” che da sempre portano avanti questa lotta per tutta la provincia, con lo scopo di migliorare la salute di tutti i cittadini.

La speranza rimane ora che la regione e la provincia si accorgano e prendano in seria considerazione il fatto che esistono delle soluzioni alternative come il trattamento meccanico biologico detto anche “trattamento a freddo”, che riescono con minore spesa e un impatto ambientale più sostenibile a risolvere in maniera più corretta il problema dei rifiuti per il nostro territorio.  Ovviamente questo metodo di riciclo va affiancato ad una riduzione degli imballaggi a monte prodotto dalle aziende e a una attenta selezione dei rifiuti attraverso un porta a porta spinto.

Simone Bernabè

L’informazione passa per Nogara: centrale a biomasse

18 dicembre, 2008

Un sindaco decide di autorizzare la realizzazione di un impianto sul proprio territorio.

Decide con un voto blindato in consiglio comunale (convocato alle ore 18), uno di quei voti come se ne vedono tanti nei nostri consigli comunali, con i consiglieri che alzano la mano senza nemmeno aver idea di cosa stanno approvando. Ma lo dice il partito, lo dice il sindaco, lo dice lo spirito santo.

Il sindaco di un comune confinante scopre solo a cose fatte la cosa e inizia a protestare: “a noi i fumi dell’impianto e niente euro di indennizzo per le casse del mio municipio!”

Ma cosa si vuole approvare? Un impianto a biomasse per la produzione di energia e calore.

Ok, ma che tipo di impianto è? Con quali materiali verrà alimentato? Quante emissioni dirette dai camini e indirette dai camion che porteranno materiale combustibile? La produzione di CO2 della centrale sarà compensata da uguale eliminazione di CO2 prodotta nel territorio di Nogara (considerato che ci risulta che Nogara sia posizionata in Pianura Padana, una delle zone più inquinate del pianeta Terra come polveri sottili)?

Ma soprattutto: siamo sicuri che poi non ci ritroviamo con un inceneritore di rifiuti urbani a Nogara, vista la “passione” dei nostri amministratori locali e regionali per questi impianti?

Stasera dei cittadini ci daranno la possibilità di conoscere, di sapere almeno di cosa stiamo parlando!

E noi ci saremo: dalle ore 21 di giovedì 18 dicembre 2008 saremo in diretta sulla nostra WebTV

Vodpod videos no longer available.


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