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Grazie a Povegliano vincono i cittadini: stop alla discarica di Caluri

10 marzo, 2011

Ma vi ricordate le dichiarazioni dei referenti politici in Regione Veneto dei nostri amminstratori villafranchesi su L’Arena del 30 aprile 2009 (qui la pagina con gli articoli)?

Massimo Giorgetti (ex-assessore regionale ai lavori pubblici, veronese, AN, ora PDL) “non esistono sufficienti motivi per dire di no

Sandro Sandri (ex-assessore regionale alla sanità, veronese, Lega Nord): “non sapevo che la popolazione fosse contro la discarica“ [per la cronaca: c’è un comitato che si batte contro la discarica di Caluri da 25 anni!]

La giunta Galan, sconfessando una tardiva delibera del consiglio comunale di Villafranca, aveva appena dato voto favorevole alla nuova discarica di Caluri approvando la relazione di VIA regionale sul progetto ex Bastian Beton e ora Rope Srl per l’apertura di una nuova cava nell’area del sito già famoso per le gravissime violazioni e versamenti di materiali pericolosi ancora non completamente identificati e che ancora giacciono a mollo nella falda acquifera che scorre sotto Caluri.

C’è voluto l’intervento dei nostri “vicini di casa” per dare voce ai cittadini di Villafranca: grazie alla doppia vittoria (prima al TAR, ora anche al Consiglio di Stato) del ricorso presentato dal Comune di Povegliano, il progetto della nuova discarica di Caluri è stato fermato.

E adesso il consigliere regionale (non più assessore) Giorgetti avrà la possibilità di spiegare ai cittadini villafranchesi come mai il Consiglio di Stato una motivazione per fermare la discarica l’ha trovato (ripetendo per altro le stesse parole nostre e del comitato di cittadini). Dall’articolo su L’Arena di oggi:

Il presidente [del Consiglio di Stato, NdR] Pier Giorgio Trovato, e gli altri magistrati, nella sentenza hanno evidenziato il «rischio potenziale di pregiudizio, idoneo a giustificare l’attribuzione al Comune di Povegliano, della qualifica di ente interessato dall’impatto ambientale della discarica». Hanno sottolineato che il paese potrebbe essere toccato dall’eventuale propagazione di inquinanti, poiché esistono nel suo territorio due pozzi dell’acquedotto, a valle del sito della Rope. I giudici hanno rilevato «la sussistenza di una ridotta, e quindi evidentemente non esclusa, possibilità di contaminazione della falda freatica, da parte del percolato».

E già che ci siamo, considerato che parliamo di inquinamenti delle falde, a che punto siamo con la ricerca dei responsabili dei versamenti di atrazina che ancora risultano (entro i limiti di legge grazie ai filtri funzionati) nalle analisi dei pozzi di Cadellora?

Il sindaco nel consiglio comunale dello scorso 29 ottobre 2009 annunciò di aver coinvolto prefettura e enti provinciali per cercare i responsabili dell’uso di sostanze vietate e pericolose anche fuori dai nostri confini comunali. I cittadini di Villafranca e, a questo punto, di Povegliano attendono risposte.

Carlo Reggiani

Discarica di Caluri: è arrivato il tempo delle decisioni

22 giugno, 2008

Discarica Caluri

A Caluri abbiamo una bomba ecologica: una discarica nella quale non sappiamo cosa ci sia finito! Sicuramente qualcosa di molto pericoloso considerato che la discarica è stata sequestrata più volte negli ultimi 15 anni; nel progetto di bonifica, approvato nel 2003, esclude la rimozione del materiale versato fuori dalla legge (compresi fanghi putrescibili) perchè troppo pericoloso! E intanto la falda acquifera che inzuppa il fondo della discarica ringrazia!

Incredibilmente nello stesso sito una azienda-fotocopia della precedente (la Bastian Beton Spa di Cordioli Sebastiano ha venduto la discarica nel 2006 alla savonese Redo Srl), ha ripresentato un progetto di riapertura della discarica per versamenti di rifiuti speciali. E in Regione adesso sembra ci sia una bozza di relazione con orientamento affermativo alla richiesta!!!!

Le nostre amministrazioni comunali e provinciali si sono sempre espresse negativamente… adesso Faccioli dovrà mettere alla prova tutte le sue leve in Regione, tanto decantante in campagna elettorale!

Intanto la nostra nuova amministrazione ha preso tempo, per studiare le carte, facendo rimandare il tavolo della commissione tecnica convocato a Venezia per mercoledì prossimo.

Studiamo anche noi: ho caricato la cronistoria della vicenda della discarica di Caluri raccolta dall’omonimo comitato.

Il documento (che riporto integralmente come mi è stato consegnato) dovrebbe far riflettere sugli interessi e sui giochi che si fanno sulla salute dei cittadini: riporto un passaggio che spiega molto bene il contesto nel quale si è svolta questa vicenda negli anni scorsi, nella speranza di non rileggere cose del genere nei prossimi mesi.

[12.01.1996] In alcune annotazioni di Polizia Giudiziaria redatte dal Corpo Forestale dello Stato e allegate al procedimento penale n.106/95 si legge testualmente: “ Il Cordioli (titolare della discarica di Caluri) ha gestito fino ad ora la discarica di rifiuti speciali e tossico/nocivi sita in Caluri diVillafranca, beneficiando sia dell’avvallo della Pubblica Amministrazione preposta al controllo dell’attività, (Ndr Provincia) sia della copertura politica offerta da Assessori provinciali e regionali del settore Ecologia ed Ambiente. Questo malgoverno ha bloccato i provvedimenti sanzionatori doverosamente conseguenti a svariate violazioni delle prescrizioni d’esercizio della discarica ed ha, infine, permesso l’autorizzazione nel 1994 alla continuazione dell’attività ……risulta inoltre che il Cordioli intrattiene con i funzionari della Regione Veneto, rapporti amichevoli che esulano dalla normale attività dei pubblici dipendenti….. Questi amichevoli rapporti hanno sicuramente permesso al Cordioli di gestire la discarica di Caluri come meglio credeva, violando sistematicamente le prescrizioni autorizzative decretate dalla Giunta Regionale; ne è esempio eclatante lo smaltimento nell’impianto, a partire dal 1992, di migliaia di metri cubi di fanghi putrescibili, di cui era vietato lo stoccaggio in discarica” e poi ancora ” la rete di connivenze con la Pubblica Amministrazione ha permesso al Cordioli di ottenere nel novembre 1994 dalla Regione Veneto, il rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio della discarica, scaduta nel febbraio dello stesso anno, e ciò nonostante alcune gravi problematiche ancora da risolvere”


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