Archive for the ‘Discarica Caluri’ Category

Possiamo preoccuparci solo delle discariche di Valeggio? Beniamimo Sandrini

7 giugno, 2012

Quando si aprono i comitati, iniziano le danze.

Abbiamo visto come funziona, se non ci si mette seriamente a protestare le cose restano sempre in secondo piano e a volte non basta nemmeno quello.

Come finirà con questa nuova discarica a ridosso di Quaderni? Vedremo, ma visto che siamo in un momento di attenzione della politica su questi temi, ci chiediamo: possiamo preoccuparci solo delle discariche di Ca Balestra/Baldassarre?

Da tempo ci chiediamo (e chiediamo alla nostra amministrazione di Villafranca):

Il comune fa assemblee pubbliche per la discarica Ca’ Balestra, ma perché non informa i cittadini anche su quella di Caluri? Quali zone rimangono ancora da bonificare? Quando verranno bonificate? Esiste un piano? Da dove arriveranno i finanziamenti per farlo? Esistono sul territorio altre problematiche da risolvere anche al di fuori del nostro comune dove è necessario intervenire?

Infatti non solo il comune di Valeggio con le sue scelte sta mettendo in pericolo la salute e l’ambiente anche a Villafranca: Beniamino Sandrini dal blog ViviCaselle scrive al nostro sindaco Mario Faccioli per sapere se Villafranca si sta preoccupando della bomba ambientale ai confini settentrionali del suo comune chiamata discarica Siberie di Sommacampagna:

Al Sindaco di Villafranca: “Richiesta di intervento “interessato”, in merito al FINTO Recupero Ambientale della ex Cava Siberie, ma VERA Discarica di Rifiuti, i cui effetti – in caso di incidente – possono “interessare” anche i territori del Comune di Villafranca, un Comune che è posto “a valle” di una Discarica [le cui pareti, già collassate, sono state… ripristinate]”

SuperMario: raccogliamo il tuo saggio avvertimento dalle pagine de L’Arena e te lo rilanciamo subito: vogliamo evitare di rincorrere situazioni sulle quali si può mettere la parola fine oggi, con uno sforzo politico collettivo.

Grazie Beniamino.

Simone Bernabè
Carlo Reggiani

GRAZIE BEPPE! SIAMO SUL BLOG!

28 aprile, 2011

Grazie a Beppe Grillo un paio di anni fa abbiamo conosciuto Mirco Moreschi, un ragazzo che come noi a Villafranca voleva videoregistrare i consigli comunali da pubblicare suo blog. Non eravamo mai stati prima a Nogara in vita nostra, adesso ci sentiamo a casa, in famiglia.

E ieri sera eravamo una famiglia ancora più grande, insieme ai ragazzi che abbiamo incontrato per strada in questi ultimi mesi e che ora sono sulle schede elettorali dei cittadini di Nogara, Isola della Scala, Bovolone e Grezzana.

Grazie ancora Beppe. E grazie per la tua pazza idea di cambiare questa Italia ripartendo dai giovani, dal basso, con idee virtuose a 5 stelle proposte da decine (oramai centinaia) di liste civiche composte da cittadini incensurati, “dilettanti” della politica che non vogliono vivere di politica e che rifiutano il finanziamento pubblico.

E mentre noi ieri sera a Nogara urlavamo contro la casta che lascia fuori i cittadini e proponevamo bilanci e piani regolatori partecipati, referendum propositivi senza quorum, consigli comunali aperti, a Villafranca il consiglio comunale decideva di buttare fuori i cittadini da casa loro: il consigliere Lucio Cordioli (PDL), presidente della commissione statuto, ha proposto e fatto approvare la modifica dell’articolo 21 dello Statuto Comunale.

Grazie a quell’articolo da 3 anni stiamo ponendo domande e proponendo mozioni al consiglio. Ci hanno detto che diamo fastidio a causa dell’obbligo di darci una risposta in consiglio comunale, che “facciamo politica”, che solo i consiglieri comunali possono presentare istanze.

Non abbiamo ancora il testo dello Statuto dopo le modifiche approvate ieri sera e stiamo caricando il video della seduta del consiglio. Ad eterna memoria, riportiamo qui il testo “eversivo” sistemato ieri sera dai nostri dipendenti a tempo determinato:

Art. 21 (Istanze, petizioni e proposte di soggetti singoli od associati)

1. Le istanze, petizioni e proposte di soggetti singoli o associati, finalizzate alla migliore tutela degli interessi collettivi, vanno rivolte al Sindaco che ne dà informazione alla Giunta Comunale e ne promuove il tempestivo esame da parte dei competenti uffici.

2. Entro trenta giorni dal ricevimento dell’istanza o petizione il Sindaco comunica ai cittadini interessati gli esiti dell’istruttoria, con riserva di fornire le determinazioni conclusive entro un ulteriore termine di trenta giorni, ove reso necessario dalla complessità della materia, esplicitando in ogni caso i motivi degli eventuali dinieghi.

3. Il Sindaco fornisce puntuale informazione sull’esito di tali forme di partecipazioni al primo Consiglio Comunale, in apertura di seduta, in sede di comunicazioni.

4.Le istanze, petizioni e proposte disciplinate dal presente articolo sono quelle finalizzate alla tutela di interessi collettivi della popolazione o di una significativa parte della stessa che richiedono valutazioni o scelte politiche aventi carattere generale.

5.E’, altresì, consentito a singoli cittadini la facoltà di rivolgere, durante le sedute consiliari, richieste di informazioni su materie e questioni di rilevante interesse per la comunità locale, previa iscrizione delle stesse all’ordine del giorno delle sedute nel corso delle quali verrà fornita risposta da parte degli amministratori comunali, in conformità alla disciplina dettata da apposito regolamento.

Carlo Reggiani

PS: mal che vada, nel 2013 a Villafranca si tornerà a dare voce ai cittadini. Il primo punto del programma a 5 Stelle che presenteremo sarà la reintroduzione e potenziamento dell’articolo 21.

Grazie a Povegliano vincono i cittadini: stop alla discarica di Caluri

10 marzo, 2011

Ma vi ricordate le dichiarazioni dei referenti politici in Regione Veneto dei nostri amminstratori villafranchesi su L’Arena del 30 aprile 2009 (qui la pagina con gli articoli)?

Massimo Giorgetti (ex-assessore regionale ai lavori pubblici, veronese, AN, ora PDL) “non esistono sufficienti motivi per dire di no

Sandro Sandri (ex-assessore regionale alla sanità, veronese, Lega Nord): “non sapevo che la popolazione fosse contro la discarica“ [per la cronaca: c’è un comitato che si batte contro la discarica di Caluri da 25 anni!]

La giunta Galan, sconfessando una tardiva delibera del consiglio comunale di Villafranca, aveva appena dato voto favorevole alla nuova discarica di Caluri approvando la relazione di VIA regionale sul progetto ex Bastian Beton e ora Rope Srl per l’apertura di una nuova cava nell’area del sito già famoso per le gravissime violazioni e versamenti di materiali pericolosi ancora non completamente identificati e che ancora giacciono a mollo nella falda acquifera che scorre sotto Caluri.

C’è voluto l’intervento dei nostri “vicini di casa” per dare voce ai cittadini di Villafranca: grazie alla doppia vittoria (prima al TAR, ora anche al Consiglio di Stato) del ricorso presentato dal Comune di Povegliano, il progetto della nuova discarica di Caluri è stato fermato.

E adesso il consigliere regionale (non più assessore) Giorgetti avrà la possibilità di spiegare ai cittadini villafranchesi come mai il Consiglio di Stato una motivazione per fermare la discarica l’ha trovato (ripetendo per altro le stesse parole nostre e del comitato di cittadini). Dall’articolo su L’Arena di oggi:

Il presidente [del Consiglio di Stato, NdR] Pier Giorgio Trovato, e gli altri magistrati, nella sentenza hanno evidenziato il «rischio potenziale di pregiudizio, idoneo a giustificare l’attribuzione al Comune di Povegliano, della qualifica di ente interessato dall’impatto ambientale della discarica». Hanno sottolineato che il paese potrebbe essere toccato dall’eventuale propagazione di inquinanti, poiché esistono nel suo territorio due pozzi dell’acquedotto, a valle del sito della Rope. I giudici hanno rilevato «la sussistenza di una ridotta, e quindi evidentemente non esclusa, possibilità di contaminazione della falda freatica, da parte del percolato».

E già che ci siamo, considerato che parliamo di inquinamenti delle falde, a che punto siamo con la ricerca dei responsabili dei versamenti di atrazina che ancora risultano (entro i limiti di legge grazie ai filtri funzionati) nalle analisi dei pozzi di Cadellora?

Il sindaco nel consiglio comunale dello scorso 29 ottobre 2009 annunciò di aver coinvolto prefettura e enti provinciali per cercare i responsabili dell’uso di sostanze vietate e pericolose anche fuori dai nostri confini comunali. I cittadini di Villafranca e, a questo punto, di Povegliano attendono risposte.

Carlo Reggiani

Possiamo preoccuparci solo della discarica di Caluri?

26 gennaio, 2011

Aggiornamento 10/03/2011: Il Consiglio di Stato respinge la richiesta della società Rope di revisione della sentenza del Tar

Finchè stiamo attendendo la pronuncia del consiglio di stato, per il contro ricorso che la Rope ha fatto sulla questione della discarica di Caluri, il 14 Gennaio un articolo dell’Arena è passato quasi inosservato:

(immagine dal blog www.vivicaselle.eu)

L’Arena 14/01/2011

Discariche «diffidate» bocciate anche dal Tar

RIFIUTI. Progeco, Inerteco e Pro-in erano ricorse al tribunale dopo il richiamo della Provincia. Le aziende si erano appellate contro il provvedimento volto a fare osservare le concentrazioni di nichel, che è stato confermato

Il Tar (tribunale amministrativo regionale) boccia il ricorso di tre discariche per rifiuti non pericolosi contro la diffida della Provincia dello scorso marzo, ispirata dalla Procura della Repubblica, volta a far osservare le concentrazioni limite d’idrocarburi e metalli sull’accettabilità negli impianti di stoccaggio di questo tipo, nonché a procedere entro 30 giorni alla rimozione dei carichi di rifiuti non conformi già smaltiti.

Le discariche destinatarie del provvedimento furono Progeco ambiente, operativa in località Ca’ Vecchia, a San Martino Buon Albergo; Inerteco, località Ca’ Bianca, Zevio; Rotamfer, impianti a Sona e a Verona; Ferroli, località Lionello, San Bonifacio; Pro-in, Sommacampagna. Al Tar si appellarono Progeco, Inerteco e Pro-in. Come si legge nelle sentenze rese disponibili da Legambiente, la Provincia si era mossa in seguito all’esito di analisi Arpav su campioni di rifiuti con concentrazioni oltre i limiti di nichel (metallo i cui composti sono considerati cancerogeni), quindi ritenuti non ammissibili in discariche per rifiuti non pericolosi.
«Il Tar dà ragione a un’interpretazione della Provincia su una norma controversa, e ciò rincuora», osserva Fabio Venturi, assessore provinciale all’Ambiente. «Tuttavia la questione non è conclusa: sui parametri di nichel ammessi nelle discariche il ministero sta per emanare una circolare che dovrebbe chiarire un aspetto su cui i gestori di impianti chiedono uniformità di applicazione fra le Regioni. Finora Verona e il Veneto hanno applicato l’interpretazione più restrittiva. Si tratterà di capire, con i gestori, quali azioni siano possibili». L’assessore conclude sottolineando come gli impianti di smaltimento rifiuti della nostra provincia siano tutti «ampiamente monitorati per il rispetto delle normative».
Di tutt’altro parere Michele Bertucco, presidente regionale di Legambiente: «Se la Procura non avesse “consigliato” la Provincia di applicare la normativa in maniera più restrittiva rispetto a quanto chiesto dai gestori di impianti, si sarebbe continuato a tollerare la presenza in queste discariche di rifiuti pericolosi». Bertucco ne ha pure per il ministero: «Negli ultimi anni ha sempre interpretato in maniera blanda le direttive europee favorendo, di fatto, la collocazione nelle discariche di rifiuti non conformi. Così spesso la richiesta di circolari interpretative delle norme partivano proprio dagli enti locali, spinti più dalla volontà di scansare responsabilità che dal mettere in sicurezza il territorio». L’ultimo affondo di Bertucco è per Venturi: «Ricordo all’assessore che nella nostra provincia vi sono diverse discariche sotto sequestro, sulle quali mai i Palazzi Scaligeri si erano accorti di nulla». Legambiente sospetta che gli impianti di smaltimento veronesi «possano contenere rifiuti più pericolosi di quelli ammissibili». Quindi auspica l’incremento dei controlli sui materiali in entrata e dei carotaggi su quelli già stoccati. L’avvocato Luigi Biondaro, che con il suo collega Francesco Curato ha difeso al Tar le ragioni dei tre gestori di discariche, minimizza: «Secondo la normativa, fino al 30 giugno 2009 il nichel non rientrava tra le sostanze contaminanti dei rifiuti. È stato un decreto ministeriale intervenuto nell’agosto 2009 a porre problemi interpretativi, a sua volta modificato in maniera estensiva ai primi di dicembre del 2010. La contestazione è relativa a un periodo transitorio; vedremo se varrà la pena impugnare le sentenze o risolvere la questione sul piano amministrativo. Il problema si è posto solo a Verona e non nel resto d’Italia».

Piero Taddei

Questo dovrebbe farci pensare, a quanto occorre essere attenti anche alle altre discariche che si trovano vicino ai nostri confini. La discarica PRO-IN è distante, secondo la relazione non tecnica redatta per il primo semestre 2010, 2 km da Villafranca e  1 km e mezzo da Sommacampagna. Essendo la discarica a monte della città, il nostro sindaco che è responsabile della nostra salute dovrebbe preoccuparsi? E se la discarica di Caluri ha avuto parere negativo perchè non è stato coinvolto il comune di Povegliano, la domanda che mi pongo è:  per la PRO-IN è stato coinvolto il comune di Villafranca? E ancora com’e’ possibile che in un comune come Sommacampagna che ha una raccolta differenziata che supera l’80 percento, si stiano facendo ben due discariche? (PRO-IN/SIBERIE)

Nel frattempo, nonostante abbiano cambiato i filtri dei pozzi per l’inquinamento da atrazina, non ci è ancora arrivata una risposta su quale sia stata la causa, non possiamo ancora vedere in maniera trasparente le analisi approfondite dell’acqua del nostro rubinetto e non c’e’ una pianificazione valida e fattibile per ridurre l’inquinamento dell’aria.

Cari cittadini, questo è un appello a vigilare e interessarci su quei beni comuni che sono di vitale importanza, presi dal quotidiano non ce ne accorgiamo ma ce ne accorgeremo nel momento in cui verranno a mancare.

p.s Stanno nascendo nuove liste civiche per le elezioni comunali di Isola della scala, Nogara, Grezzana, si sente nell’aria un cambiamento, non lo sentite anche voi? una sveglia continua a suonare tutte le mattine, se l’avete sentita anche voi e ne siete coscenti aiutateci a rendere grande questo movimento!

Simone Bernabè



Le carte in tavola

30 aprile, 2009

AGGIORNAMENTO (19/05/2009): il nostro sindaco Faccioli non ci ha ancora scritto, ma almeno adesso possiamo leggere la delibera di approvazione della discarica  pubblicata sul BUR regionale.

Poco fa, in pausa pranzo, mi ha chiamato il sindaco Mario Faccioli.

La vicenda della discarica di Caluri, con gli articoli sulla stampa e la discussione in consiglio comunale, è una ferita aperta, sia per i cittadini che per il sindaco.

Mario Faccioli ha letto nelle mie dichiarazioni riportate su L’Arena di oggi della demagogia da parte nostra e mi ha apertamente dichiarato la sua delusione per questo, soprattutto per la disponibilità di dialogo e apertura che lui ha avuto nei nostri confronti fin dal confronto in campagna elettorale.

Abbiamo parlato per quasi un’ora, in modo franco e diretto, come sempre.

Ho spiegato con uguale franchezza come non abbiamo nessun intento demagogico e che non ci interessa assolutamente sponsorizzare qualunque tipo di azione di deligittimazione nei suoi confronti. A noi interessa che venga perseguito l’interesse di tutti nell’azione amministrativa, che il nostro territorio venga preservato e valorizzato per il benessere dei cittadini di oggi ma soprattutto di domani, che vengano realizzate le nostre 5 Stelle che parlano di difesa del territorio, acqua pubblica e rifiuti zero, energie rinnovabili e risparmio energetico, mobilità pubblica, connettività internet e trasparenza amministrativa. E su questo il sindaco non ha potuto che riconoscerci la coerenza e l’onestà intellettuale.

Dal primo giorno dell’insediamento della nuova giunta abbiamo inziato un dialogo ed un confronto con l’assessore Adami (che continua anche in queste settimane) per attivare anche nella nostra città un sistema di gestione dei rifiuti in linea con la normativa, le direttive europee, la tutela dell’ambiente e della salute ma anche il portafoglio dei cittadini. Da sempre sul blog cerchiamo di fare informazione con le nostre dirette dal consiglio comunale con il solo scopo di far partecipare quanti più cittadini possibile alle scelte per la nostra città, proponendo temi e progetti cercando di stimolare la discussione.

Ci dispiace che ciò che il sindaco ha detto a me al telefono oggi non sia stato possibile dirlo anche ai cittadini mesi fa, magari in occasione della nostra istanza di fine luglio 2008. Ci spiace per l’occasione persa di far partecipare i cittadini alle logiche che stanno dietro ad aberrazioni come quelle che stiamo vivendo con la vicenda di Caluri, con un territorio che non può essere difeso perchè mancano gli strumenti normativi o quelli che esistono non sono sufficienti (vicende che stiamo vivendo anche per altre cave e discariche).

Ci spiace non aver potuto utilizzare lo strumento del PAT per fare questo lavoro faticoso di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini. Non siamo preparati, la città non è pronta per ragionare insieme ai propri amministratori le scelte che riguardano il bene comune. Non basta più concentrare tutta l’attenzione verso i cittadini in campagna elettorale, non ce lo possiamo più permettere.

Ci spiace non avere strumenti come le consulte di frazione e di quartiere, le assemblee pubbliche, un uso consapevole di internet da parte dell’amministrazione per approfondire insieme decisioni che prendiamo oggi ma che rimarranno valide ed evidenti anche ai nostri figli e nipoti.

Ma possiamo cambiare strada, possiamo partire dall’informazione diretta e dall’invito a partecipare ai consigli comunali che puntualmente rilanciamo attraverso il blog, lavorare per migliorare il sito web del comune (abbiamo già proposto una collaborazione), coinvolgere i giovani con progetti di partecipazione che interessino le scuole.

Il sindaco mi ha confermato la sua volontà di difendere il nostro territorio cercando di mettere in atto tutte le possibilità concrete e reali disponibili, anche per quanto riguarda la questione della discarica di Caluri, ragionando sulle reali possiblità di successo e sul relativo costo (stiamo già pagando per azioni legali intrapprese e perse in passato).

A Mario Faccioli ho confermato che siamo sempre stati disponibili a un confronto su quale Villafranca e quale provincia di Verona vogliamo lasciare alle prossime generazioni! Non abbiamo cambiato idea.

Ho invitato il sindaco a scriverci: appena possibile mi ha promesso che lo farà.

Carlo Reggiani

Approvata la discarica di Caluri: ennesima lezione di “politica” per gli elettori di Villafranca

29 aprile, 2009

AGGIORNAMENTO (19/05/2009): Finalmente pubblicata sul BUR regionale la delibera di approvazione della discarica

AGGIORNAMENTO (30/04/2009): Articolo de L’Arena
Clamorosa dichiarazione dell’assessore veronese leghista Sandri: “non sapevo che la popolazione fosse contro la discarica“. E per l’assessore di AN Giorgetti “non esistono sufficienti motivi per dire di no“: l’opinione del consiglio comunale e dei cittadini NON BASTANO! VERGOGNA!

Caluri avrà una nuova disarica! A qualche metro dalla bomba ecologica lasciata dalla Bastian Beton negli anni 90 alle nuove generazioni di cittadini che ora abitano nel villafranchese.

Ma non vi preoccupate. Questa volta sarà tutto a norma di legge e anzi la nuova discarica aiuterà l’economia in questi tempi di crisi (come del resto sostiene la giunta di Sommacampagna proprietaria della discarica delle Siberie a qualche migliaio di metri dalla nostra).

La nostra salute (compresa quella dei nostri figli e nipoti) e il nostro territorio sono una merce a disposizione degli interessi privati.

PROPRIO UN BEL REGALO ALLA CITTA’ DI VILLAFRANCA E AI SUOI CITTADINI! GRAZIE AMMINISTRATORI!

Se vi capita, provata a leggere il testo della nostra istanza dello scorso 31 luglio 2008 e confrontatela con la mozione approvata nel consiglio “semi-aperto” di lunedì. Ma se il consiglio comunale di Villafranca e la giunta alla fine era d’accordo con noi, perchè nessuno ci ha risposto? Perchè non abbiamo avuto possibilità di parlare anche noi cittadini durante il consiglio “semi-aperto” di lunedi (per la cronaca, volevamo intervenire anche noi ma non ci è stato concesso)?

Aggiungiamo, già che ci siamo, la questione del nostro micro-ospedale (se avete visto Report domenica scorsa, non siamo tanto distanti dalla logica applicata nella sanità calabrese con i suoi 39 piccoli e disastrati ospedali, uno per ogni paese e nessuno utile ai cittadini) tanto ricercato dal politico locale per accaparrarsi consenso, senza minimamente curarsi dello spreco di denaro pubblico che da decenni si perpetua su quella e altre strutture veronesi.

Ma mettiamo anche l’altra grande “melina” in corso da oramai un decennio, un progetto studiato su tavoli non certo vicini agli interessi del bene comune del nostro territorio (ancora una volta la parola magica dello SVILUPPO, magari con l’aggettivo SOSTENIBILE che va tanto di moda) e che la politica sta cercando, con tutte le strategie possibili, di far arrivare in porto. Il tutto ovviamente  senza troppo clamore e “disturbo” ai cittadini-elettori: il Motorcity di Vigasio e Trevenzuolo. Viene sangue agli occhi ripensando e rivedento la pantomima andata in scena in consiglio comunale la scorsa primavera e le acrobatiche posizioni degli esponenti leghisti espresse anche lunedì scorso nel dibattitito di Isoltalta (disponibile la prima parte del video; nelle prosime la seconda parte).

Stiamo assistendo ovunque a grandi prove di equilibrismo da parte di una politica totalmente autoreferenziale (“votate me perchè io ho gli amici giusti in Regione e a Roma” è stato lo slogan più sentito in campagna elettorale lo scorso aprile a Villafranca) o che si appella a tesi federaliste del tipo “padroni a casa nostra” per poi rifilarci progetti devastanti come l’incenerito di Cadelbue, la nuova autostrada (tangenziali a pagamento) con tanto di passante  a nord di Verona (detto traforo), nessun freno a cave e discariche (tanto non c’e’ il piano regionale e neppure il piano provinciale), aeroporto senza autorizzazioni (documenti di VIA e VAS non pervenuti), devastazioni di prezioso territorio agricolo con relativo piano di SVILUPPO che per il politico vuol dire capannoni (poi spesso vuoti) e camion.

Ah, ovviamente, per i piani di intervento per l’abbattimento dell’inquinamento dell’aria, di tutela del territorio (piano provinciale) e di istituzione dei nuovi parchi (per esempio quello Tartato e Tione) non rimane il tempo… per questi dettagli si può attendere. C’è la crisi da affrontare. E con una campagna elettorale alle porte, di tumori,  malattie e distruzione del territorio meglio non parlarne.

PS: Stasera saremo a Nogara ad ascoltare Salvatore Borsellino, Ferruccio Pinotti e Benny Calasalzio

La regione non sente, la provincia non vede, il comune non parla

2 settembre, 2008

Arrivano poche informazioni, ma soprattutto confuse, la chiarezza la trasparenza che chiedevamo per noi cittadini sta piano piano sfumando nel marasma più completo. Cosa stiamo percependo delle intenzioni della nostra amministrazione?

I giornali scrivono, riportano dichiarazioni e a noi rimane in bocca un pò di amarezza nel renderci conto che i nostri dipendenti continuano a rassicurarci su tutto, ma nei fatti siamo sempre al punto di partenza o peggio andiamo indietro!

Iniziamo allora dai rifiuti: stiamo aspettando, portando pazienza (come ci chiese l’assessore Adami mesi fa), ma dell’estensione del porta a porta su tutto il territorio comunale non c’è traccia. Questa decisione è rimasta in sospeso, per non dire che è stata abbandonata. Invece non si perde tempo a riaprire le discariche: dalla nostra famosa discarica di Caluri, a quella fuori dal nostro territorio, ma fondamentale per i nostri rifiuti, di Torretta di Legnago (c’è un progetto per ampliarla), passando per  la bonifica  e il dissequestro della discarica di “Ca Filissine” per permetterne la riapertura in barba alle decisioni del consiglio comunale di Pescantina. E poi non dimentichiamoci di Cà Del Bue che è sempre più alle porte.

Di ritorno da Vedelago abbiamo proposto un progetto all’assessore Adami per rendere più economica la gestione dei rifiuti ai cittadini attraverso un porta a porta spinto e la realizzazione di un centro di riciclo nel nostro territorio: si diminuiscono i rifiuti da conferire in discarica, si aumenta la raccolta differenziata e gli introiti per i cittadini e per il comune attraverso il ricavato ottenuto dal materiale riciclato (magari con delle isole ecologiche gestite come fa Sommacampagna – qui sotto il confronto con l’Alpo).

E oggi cosa scrivono i giornali? Che l’amministrazione di Villafranca insieme a quella di Povegliano, è andata a Pavia ad imparare come si bruciano i rifiuti. Non conosciamo in dettaglio in cosa consista il mirabile impianto di Pavia (stiamo approfondendo in queste ore),  ma di una cosa siamo certi: incenerire i rifiuti oltre che antieconomico (si valorizza solo se c’è l’incentivo statale del famigerato CIP6) è dannoso per la salute dei cittadini.

E come siamo messi con la gestione di rifiuti nel nostro territorio? La situazione nei dintorni del nostro comune è messa sempre peggio: non so se avete visto cosa finisce nei cassonetti, per non parlare di cosa rimane abbandonato fuori.

Sempre dai giornali leggiamo le dichiariazioni degli assessori, il progetto del Parco del Tione da quello che sappiamo, si sta esaurendo: al suo posto verrà creato il nuovo polo scolastico. Ad oggi però abbiamo solo eliminato l’importante isola ecologica di Villafranca gestita degli Alpini.

Continuiamo a fare progetti per le aree verdi che restano sulla carta. I cittadini si accontenterebbero di averne  anche poche, ma ben curate e usufruibili: se avete fatto un giro lungo il Tione e intorno al castello potete rendervi conto con i vostri occhi di cosa stiamo parlando.

Per non parlare dei fossi nelle vicinanze delle risorgive del “Fontanin” che sembra ormai in uno stato di abbandono totale.

L’esigenza di nuove scuole d’infanzia non è prioritaria” si legge ancora sulla stampa nelle dichiarazioni dei nostri dipendenti (stanno rispondendo alla nostra istanza in materia?): “la priorità sono i parcheggi del futuro Magalini”, proprio ora che non abbiamo la certezza che verrà ripristinato e da quello che leggiamo devono ancora decidere con quante gambe deve stare in piedi la nostra sanità!

Attendiamo documenti ufficiali, a partire dal programma della nuova amministrazione (i 150 giorni previsti dalla legge stanno per scadere) . E attendiamo le risposte ufficiali alle nostre istanze. Magari in consiglio comunale: noi ci saremo!

PS: Sandrini ci ha dato l’ispirazione per il titolo, dal suo sito www.vivicaselle.eu

Istanza numero 2: Discarica Caluri

31 luglio, 2008

AGGIORNAMENTO (10/03/2011): Fermato anche dal Consiglio di Stato il progetto della discarica! Siamo stati aiutati dal Comune Virtuoso di Povegliano. Grazie sindaco Bigon.

 

Al Signor Sindaco del Comune di Villafranca Mario Faccioli

All’Ufficio Protocollo del Comune di Villafranca

All’Assessore all’Ambiente Alessio Adami

 

Oggetto: istanza a norma art. 21 Statuto del Comune di Villafranca di Verona sulla discarica di Caluri

Premesso che

  • come riferito dalla stampa, in particolare L’Arena del 17 Luglio 2008, la Commissione regionale per la valutazione di impatto ambientale ha dato il parere favorevole all’impianto della Rope di Cairo Montenotte (Savona), per la realizzazione di una discarica di rifiuti speciali a Caluri,
  • che l’area è già notevolmente compromessa dai lotti I e II e III della precedente discarica, cosi come si evince dalla Relazione del 11 aprile 2005 dei Tecnici Sommaruga e Farina incaricati dal Comune di Villafranca nelle “Osservazioni tecniche sullo studio di impatto ambientale” rilevando che:

(…) Si fa presente che sia nel lotto 2 che nel lotto 3, sia stata rilevata la presenza di rifiuti non conformi ai dettami autorizzativi,ed il lotto n. 2 è stato messo in sicurezza e non bonificato, Tale soluzione è stata applicata vista l’impossibilità di un intervento di asportazione radicale di tutti i rifiuti già messi a dimora.
Lo studio d’impatto ambientale presentato non tiene conto della situazione del sottosuolo della ex cava, che fu ampiamente studiata e verificata dai tecnici del Comune dal febbraio 1990 al marzo 1991. Si accertò innanzitutto che la cava era stata sovraescavata per un totale di 282.393 mc rispetto all’ammissibile, In secondo luogo si scoprì che il fondo cava era stato interrato sino a 10 m dal piano campagna utilizzando materiali assimilabili a categorie merceologiche non idonee allo stoccaggio libero: rifiuti speciali, rifiuti urbani e inerti per demolizioni in percentuali variabili dal 36,47% al 39% del totale conferito.):
Nei controlli chimici che vennero attivati dall’ARPAV, dall’anno 1996 in poi si accertò la compromissione del chimismo della falda da monte a valle in rapporto alla cava-discarica.
La zona della cava-discarica di Caluri si trova in una porzione di estrema vulnerabilità della pianura veronese, in quanto interna alla fascia di ricarica degli acquiferi.
I sedimenti sotterranei ospitanti la falda sono costituiti da alluvioni prevalentemente ghiaiose-sabbiose, aventi in zona lo spessore di almeno una settantina di metri, ciò comporta che, almeno sino a questa profondità, l’acquifero è da considerarsi indifferenziato e pertanto estremamente vulnerabile; d’altronde, come noto, ci troviamo in piena zona di ricarica degli acquiferi. Il fondo di tutta la cava-discarica, ospita mediamente uno spessore di 2,25 metri di materiali di riporto di cui circa il 38% è costituito da rifiuti assimilabili agli speciali, agli urbani e agli inerti, che risultano imbevuti di acqua di falda per il 50% del loro spessore in anni di scarsa alimentazione idrica e completamente sommersi in anni di ricarica pingue.(…)
Tali elaborazioni confermano l’avvenuto peggioramento della qualità dell’acqua di falda al di sotto dell’area di discarica da monte verso valle, in armonia col senso di deflusso della falda e con la presenza sul fondo cava di riporti con abbondanti rifiuti di varia tipologia (circa 38% del totale) e dei lotti 2 e 3 della discarica di II categoria tipo B.
Infine sottolineiamo che, tenendo conto della velocità reale di scorrimento della falda accertata dall’Ing. Santo Cozzupoli (Tecnico della B.Beton) pari a 1,66 metri al giorno, i tempi di attraversamento della falda dalla cava-discarica ai pozzi acquedottistici distanti rispettivamente 3900 m e 5730 m, teoricamente valutati nello studio di VIA in 8,9 e 13 anni sono in realtà ridotti di circa il 25% e cioè a 6,5 e 9,5 anni.
Va comunque evidenziato che il pozzo per approvvigionamento potabile umano più prossimo alla discarica è quello ubicato circa 200 a valle della stessa, appartenente all’Aeronautica Militare, che si è infatti dotata di un pozzo autonomo. A tale pozzo gli inquinanti potrebbero pervenire dopo soli circa quattro mesi, rendendo impossibili o ridotti al limite i tempi di approntamento di interventi di bonifica e messa in sicurezza.

Tenuto conto che

  • – il Sindaco sull’Arena del 17 luglio 2008 ha dichiarato quanto segue:

«Alle osservazioni tecniche», dice il sindaco, «ho aggiunto la mia preoccupazione per la sensibilità del sito. Io non critico il progetto in sé, né il modo di lavorare della ditta, che si è dimostrata disponibile. Ciò che mi preoccupa è la vulnerabilità della zona in cui sorgerà la discarica. Si tratta di un area delicata, che è già stata compromessa da una serie di problemi che si sono verificati in passato». (..) «La nostra posizione nei confronti della discarica», dice, «continuerà a essere critica anche se dovremo valutare una linea strategica alla luce di questo parere positivo. È una questione che va affrontata con serenità, ma anche con preoccupazione».

Gli scriventi Chiedono

  • copia della relazione tecnica redatta dalla Commissione regionale di impatto ambientale che autorizza la ditta Rope di Cairo Montenotte (Savona), per la realizzazione di una discarica di rifiuti speciali a Caluri,
  • quali forme di opposizione alla discarica l’amministrazione comunale intende mettere in atto e con quali tempi e modalità
  • se tra queste è prevista l’opposizione al parere della Commissione predetta, facendo ricorso al TAR regionale del Veneto
  • se inoltre è stata inoltrata una lettera di protesta all’assessore regionale competente, poiché ancora una volta Villafranca subisce decisioni prese da organi superiori (questa volta la Regione, altre volte la Provincia) senza minimamente avere alcuna voce in capitolo nella gestione del proprio territorio e a garanzia della qualità della salute dei propri cittadini.

Cordialmente.

Firmato: Mondini Ivo, Reggiani Carlo

Villafranca di Verona, 31 Luglio 2008


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