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ULTIM’ORA: Ancora atrazina nei rubinetti di Alpo Dossobuono Rizza e Calzoni [sembra che Caluri sia esclusa]!

30 settembre, 2009

AGGIORNAMENTO [4/10/2009]: emergenza rientrata, si torna a bere dai rubinetti. Ottimo articolo su Corriere della Sera a firma di Angiola Petronio su noi costretti a vivere nel “quadrilatero dell’atrazina”. Anche l’articolo di Matteo Sorio fotografa quanto abbiamo denunciato anche noi: troppa improvvisazione nella comunicazione verso i cittadini. Un piano non si inventa con l’emergenza, ma deve essere progettato e attuato. Magari usando anche il web, gli sms. E non solo per le emergenze, magari!

AGGIORNAMENTO [1/10/2009 ore 14]: Sono tornato a casa per pranzo e ho trovato un avviso a firma del Sindaco in cassetta della posta. Non viene citata la frazione di Caluri, ma solamente Calzoni. Non ho visto nessuna autobotte in via Dosdegà come annunciato su L’Arena di oggi. Probabile che siano in piazza della chiesa, come nel 2005.

AGGIORNAMENTO [1/10/2009 ore 9]: Finalmente sul sito del Comune di Villafranca compare l’ordinanza. Ora la domanda e’:  con quale frequenza vengono fatte le analisi per l’atrazina? Da quanti giorni/mesi stiamo bevendo acqua fuori limiti di legge? Ma soprattutto: verranno fatte ispezioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine nelle aziende agricole della zona per verificare se qualche disgraziato usa ancora prodotti vietati? Noi siamo sempre in attesa di riceve dal direttore di Acque Veronesi le analisi periodiche dei pozzi, come concordato nel nostro incontro del 12 novembre 2008!

Era già successo nella primavera del 2005: stasera il sindaco Faccioli ha emesso una ordinanza di divieto per uso potabile dell’acqua nelle frazioni nord di Villafranca a causa della presenza di atrazina nell’acqua nei pozzi della zona. Le frazioni interessate sono Alpo, Rizza, Dossobuono e Caluri.

E come nel 2005 scopriamo dell’ordinanza dalla televisione! Nessun avviso sui portoni di casa, sulle cassette della posta… niente sul sito del comune

Nel servizio del TG di Telearena viene letta l’ordinanza del sindaco: niente uso potabile almeno per i prossimi 2 giorni. Poi vado in piazza ad Alpo a vedere se c’e’ l’autobotte.

NO COMMENT. Per ora.

Carlo Reggiani

PS: nel 2005 l’acquedotto di Villafranca era in gestione all’amministrazione comunale, oggi da Acque Veronesi… anche sul sito di Acque Veronesi nessuna traccia dell’ordinanza del sindaco di Villaranca.

Le nostre Stelle sempre spente in consiglio comunale… e allora ci pensano i bambini!

29 giugno, 2009

Finita la kermesse elettorale (a proposito: domani alle 16:30 saremo presenti alla prima seduta del nuovo consiglio provinciale di Verona), sono riprese le sedute del consiglio comunale anche a Villafranca: nessuna buona notizia sulle nostre Stelle! Si continua con il canovaccio che vede nuove discariche (con l’unica novità della tardiva informazione dell’opposizione della nostra amministrazione contro la nuova discarica a Caluri), un ospedale sempre più fantasma (arriverà addirittura la quinta commissione della Regione Veneto con tanto di assessore alla sanità nei prossimi giorni a Villafranca, ma il problema è che i soldi non ci sono e la nostra ASL è messa male), nessun progetto di mobilità sostenibile (se non hai l’auto privata rimani a casa e basta), nessuna nuova su biblioteca e teatro e cinema e centro sociale per i giovani (anzi qui sembra proprio che non si farà), nessun progetto di copertura wifi per connettere adi internet i cittadini di Villafranca (al contrario si moltiplicano le esperienze intorno a noi: l’ultima è del comune di San Giovanni Lupatoto) e sempre più difficoltà ad avere una connessione ADSL funzionante (ad Alpo siamo al collasso).

Ah, quasi dimenticavo: giugno è finito e non si ha notizie dell’estensione della raccolta porta a porta dei rifiuti in zona industriale Postumia. Aspettiamo fiduciosi qualche notizia.

In questo deserto, uno squarcio di speranza arriva dai bambini con questa virtuosa iniziativa promossa dagli animatori del Grest parrocchiale del Duomo al quale va tutta la nostra ammirazione ed il nostro sostegno. Magari un giorno, i nostri consiglieri li copieranno e faranno sparire le bottiglie di acqua minerale almeno dai banchi del consiglio comunale. Magari un giorno riusciranno anche a promuovere simili iniziative per incentivare la buona e sana alimentazione, oltre ai comportamenti sostenibili contro la produzione di rifiuti anche negli asili e nelle scuole del nostro comune. Noi siamo sempre disponibili a dare una mano: le idee non ci mancano! La parola ad Ivo.

Carlo Reggiani


foto borraccia alternativa 002

Ieri sera (mercoledì 24/06, ndr) i 2 figli grandi sono andati alla riunione come animatori del Grest parrocchiale del Duomo; durante la serata il presidente del Circolo Noi, Maurizio ha informato che durante il Grest non saranno più ditribuite bottigliette d’acqua usa e getta, perchè alla fine delle 4 settimane erano circa 1500 e avrebbero prodotto un bel po’ di rifiuto in plastica. In sostituzione verranno fornite ai bambini e ragazzi delle borracce in plastica dura riutilizzabili non solo per l’attività estiva; intanto le hanno consegnate agli animatori spiegando loro che “l’acqua pubblica di Villafranca è molto buona, è supercontrollata, è ricca di calcio che combatte le malattie cardiovascolari“. L’altra buona notizia è che nel bar del circolo Noi saranno messi in vendita prodotti biologici del mercato equo e solidale distribuiti dal circuito della Buona terra; ad esempio al posto delle terribili bibite tipo coca cola i ragazzi potranno assaggiare delle “bibite al sapore di semi di guaranà, un tonificante usato dagli sportivi”.
Naturalmente ieri sera saranno state dette anche altre cose molto interessanti che i figli non sempre colgono con esattezza, ma tanto basta per essere contenti e congratularci con la Parrocchia del Duomo, con i responsabili del circolo Noi e del Grest e con le altre parrocchie che volessero avviare i ragazzi ad uno sitle di vita più sobrio, più solidale con i loro coetanei del terzo o quarto mondo e in sostanza più critico verso i modelli occidentali consumistici e spreconi.
Che un paio delle nostre stelle (acqua pubblica e sviluppo equo, solidale e compatibile) si siano accese a Villafranca ci fa davvero piacere, soprattutto quando la politica e i suoi rappresentanti a livello comunale e provinciale continuano ad ignorale, fingendo che i cittadini non siano interessati al tema dell’acqua pubblica, della salute e della difesa della vita in generale.

Ivo Mondini

Adesso basta darcela a bere!

24 giugno, 2008

Brocca

Il tema è l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti oggi e che sgorgherà tra qualche mese, cari concittadini di Villafranca!

da L’Arena del 24/06/2008:

VILLAFRANCA. Michele Sommaruga ha sporto denuncia ai carabinieri: svanite dalla sua casa di Verona sei cartelle con i sondaggi in cava Caluri, giallo alla discarica Il geologo: «Sparite le carte».
Ma, come in un gioco di magia, le delicate perizie ricompaiono nel garage dell’Ufficio Ecologia

Ma cosa c’era scritto in questa relazione del Sommaruga? In attesa di poter leggere la relazione, troviamo degli stralci nella cronistoria sulla discarica di Caluri:

[11.04.2005] I Tecnici Sommaruga e Farina incaricati dal Comune di Villafranca presentano le “Osservazioni tecniche sullo studio di impatto ambientale” rilevando che:

(…) Si fa presente che sia nel lotto 2 che nel lotto 3, sia stata rilevata la presenza di rifiuti non conformi ai dettami autorizzativi,ed il lotto n. 2 è stato messo in sicurezza e non bonificato, Tale soluzione è stata applicata vista l’impossibilità di un intervento di asportazione radicale di tutti i rifiuti già messi a dimora.

Lo studio d’impatto ambientale presentato non tiene conto della situazione del sottosuolo della ex cava, che fu ampiamente studiata e verificata dai tecnici del Comune dal febbraio 1990 al marzo 1991. Si accertò innanzitutto che la cava era stata sovraescavata per un totale di 282.393 mc rispetto all’ammissibile, In secondo luogo si scoprì che il fondo cava era stato interrato sino a 10 m dal piano campagna utilizzando materiali assimilabili a categorie merceologiche non idonee allo stoccaggio libero: rifiuti speciali, rifiuti urbani e inerti per demolizioni in percentuali variabili dal 36,47% al 39% del totale conferito.):

Nei controlli chimici che vennero attivati dall’ ARPAV, dall’anno 1996 in poi si accertò la compromissione del chimismo della falda da monte a valle in rapporto alla cava-discarica

La zona della cava-discarica di Caluri si trova in una porzione di estrema vulnerabilità della pianura veronese, in quanto interna alla fascia di ricarica degli acquiferi.

I sedimenti sotterranei ospitanti la falda sono costituiti da alluvioni prevalentemente ghiaiose-sabbiose, aventi in zona lo spessore di almeno una settantina di metri, ciò comporta che, almeno sino a questa profondità, l’acquifero è da considerarsi indifferenziato e pertanto estremamente vulnerabile; d’altronde, come noto, ci troviamo in piena zona di ricarica degli acquiferi. Il fondo di tutta la cava-discarica, ospita mediamente uno spessore di 2,25 metri di materiali di riporto di cui circa il 38% è costituito da rifiuti assimilabili agli speciali, agli urbani e agli inerti, che risultano imbevuti di acqua di falda per il 50% del loro spessore in anni di scarsa alimentazione idrica e completamente sommersi in anni di ricarica pingue.(…)
Tali elaborazioni confermano l’avvenuto peggioramento della qualità dell’acqua di falda al di sotto dell’area di discarica da monte verso valle, in armonia col senso di deflusso della falda e con la presenza sul fondo cava di riporti con abbondanti rifiuti di varia tipologia
(circa 38% del totale) e dei lotti 2 e 3 della discarica di II categoria tipo B.

Infine sottolineiamo che, tenendo conto della velocità reale di scorrimento della falda accertata dall’ Ing. Santo Cozzupoli (Tecnico della B.Beton) pari a 1,66 metri al giorno, i tempi di attraversamento della falda dalla cava-discarica ai pozzi acquedottistici distanti rispettivamente 3900 m e 5730 m, teoricamente valutati nello studio di VIA in 8,9 e 13 anni sono in realtà ridotti di circa il 25% e cioè a 6,5 e 9,5 anni.

Va comunque evidenziato che il pozzo per approvvigionamento potabile umano più prossimo alla discarica è quello ubicato circa 200 a valle della stessa, appartenente all’ Aeronautica Militare, che si è infatti dotata di un pozzo autonomo. A tale pozzo gli inquinanti potrebbero pervenire dopo soli circa quattro mesi, rendendo impossibili o ridotti al limite i tempi di approntamento di interventi di bonifica e messa in sicurezza.

ARPAV, Acque Veronesi, Sindaco: spero darete presto delle spiegazioni ai cittadini su cosa esce dai rubinetti del nostro acquedotto oggi e cosa uscirà tra 3 anni! E che sia chiaro che non ci basta certo sapere che è tutto a norma di legge!

Ribadiamo la richiesta già fatta ad Acque Veronesi e ribadita in campagna elettorale: vogliamo i dati della qualità dell’acqua nelle bollette e vogliamo sapere da chi, quando, dove e come vengono eseguite le analisi!

PS: sul sito del comune è comparso l’ordine del giorno del consiglio di lunedì 30 giugno 2008. Un unico punto: “COMUNICAZIONI DEL SINDACO”. Invitiamo i cittadini a venire con noi ad ascoltare.


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