Un nuovo ecomostro

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AGGIORNAMENTO (26/08/2008): articolo su L’Arena

Sta prendendo vita giorno dopo giorno in questi mesi un nuovo ecomostro a Villafranca; appena hanno iniziato a costruirlo la gente ha iniziato a farsi domande, io per primo: ma cosa sta succedendo?

Una muraglia del genere “non c’azzecca” per niente con la grande pianura coltivata ai piedi dei monti Lessini. Come se non bastasse, da questa enorme base di cemento è nata una struttura prefabbricata altissima tre capannoni affiancati che hanno interamente coperto la bella visuale che avevamo. La struttura, da quel che si legge dal cartello sbiadito sul quale non compare alcuna informazione sui lavori, è di proprietà della Colfer di Cobelli Roberto (che ha già un punto di raccolta del ferro ai Coronini – vedi sotto).

Come può essere stato approvato un progetto del genere, in aperta campagna? Come si può non accorgersi che una struttura del genere è totalmente invasiva in un punto del genere e con queste altezze?

Ma la sovrintendenza ai beni architettonici e paesaggistici, così solerte a bloccare progetti di impianti fotovoltaici in tutta la provincia di Verona, che dice?

Diamo un’occhiatina a come si deve amministrare la raccolta del ferro: ogni ditta che svolge questa attività deve comunicarlo alla provincia, deve possedere una garanzia finanziaria (una polizza assicurativa e una fidejussoria), avere un numero valido di registro provinciale che deve essere rinnovato attraverso richiesta correlata di documentazione completa (ogni 5 anni o in caso di cambio attività di recupero), mantenere un registro di carico e scarico dei materiali che non devono comunque superare le 30 tonnellate di stoccaggio corrispondenti a circa 4 metri cubi. I rifiuti vengono catalogati per la normativa europea secondo una codifica chiamata CER decisa dalla Commissione europea 2001/118/CE il 16 gennaio 2001. Ogni due anni devono essere eseguite le analisi/test di cessione sui rifiuti o sulle materie prime seconde per capire quali codici assegnare nella prossima richiesta di rinnovo. Una ditta quindi può passare da rifiuti pericolosi, a non pericolosi dello stesso tipo e viceversa a seconda che l’analisi passi oppure no il limite imposto. La ditta non deve accettare materiali non autorizzati e cioè che non rientrano nei codici assegnati dall’apposita richiesta sopraccitata.

Ed è proprio per la violazione di tali regolamenti che leggiamo dal sito della Provincia di Verona che dallo scorso gennaio 2008 il sito ai Coronini ha avuto il divieto a proseguire l’attività emananto dall’ufficio ecologia dopo i sopralluoghi dell’ARPAV!

Un bel biglietto da visita per la nuova struttura!!!!

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Simone Bernabè

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10 Risposte to “Un nuovo ecomostro”

  1. Elìa Says:

    Simone arrivi in ritardo.

    La costruzione era già stata contesta senza risultati (se non sbaglio oltre che dai confinanti, anche anche dal comune) un paio di anni fa.
    Ed era stato contestato pure il muro che non consente la visualità delle operazioni interne (ove potrebbero essere riciclati pur rottami in ferro inquinati radioattività provenienti dall’est Europa).
    Nell’affare sembra che sia coinvolto anche l’ex assessore (inquinatore) Angiolino Faccioli che forse traslocherà da via Postumia.
    L’approvazione è della Provincia che va avanti senza ostacoli.

    Cari amici, NON BASTA dichiarare ABOLIAMO le PROVINCE.
    Bisogna assistere e rendere noto cosa accade nei consigli provinciali, ma specialmente contestare pubblicamente l’inefficacia e le storture dell’azione amministrativa provinciale, prima che inizi la campagna elettorale per la Provincia!

    Oltre all’insensibilità ecologica, la Provincia è carente sul Polo scolastico villafranchese: in proposito sono stato invitato all’assemblea delle associazioni cittadine promosso dall’assessore Zamperini per i primi giorni di settembre.

    Elìa

  2. Luisa Says:

    Simone,
    Grazie della delucidazione. Anch’io che spesso vado da Villafranca a Sommacampagna non mi capacito di tale orrore e mi chiedevo come è stato possibile che in una zona agricola potesse sorgere un mostro così. Ancora una volta devo dire potere della politica, della mala politica! Ma c’è ancora una buona politica?!
    Luisa

  3. Luca Mastrodonato Says:

    E pensare che per un attimo ho creduto in un altro centro commerciale. Onestamente rimango impressionato dalle dimensioni del fabbricato per il solo fine di recupero ferro.
    Abito a Quaderni e siccome sono in “centro storico” non posso costruire una struttura per mettere al coperto la mia automobile, a meno che non l’acquisti già esistente. E’ una vergogna tipicamente italiana quella, invece, di permettere di costruire quei capannoni in cemento che deturpano la campagna veronese e cancellano la vista dei monti.
    Tutto il mondo è paese. Ciò che conta è solo il guadagno in barba all’orgoglio culturale. ASINI.
    Io penso che meritiamo ciò che votiamo e lo dimostra il numero di reazione a questo post: nullo. Qualcuno sosterrà che il cittadino non è informato è vero, ma scommetto che l’ecomostro verrà portato a termine perché siamo dei pantofoloni. Pessimismo? Può essere.

  4. Corrado Says:

    Info sull’ecomostro in oggetto: sono passato recentemente dal sito ed ho notato la presenza di sigilli sul cancello carrario d’ingresso. Il posto è stato posto sotto “sequesto preventivo dall’Autorità Giudiziaria” … e sul foglio l’intestazione mi sembra fosse quella del comune di Villafranca di Verona….mah!! Staremo a vedere gli sviluppi!

  5. Laura Tarantino Says:

    Già lo sequestrano ora che deve ancora cominciare, se c’era qualcosa che non andava, avrebbero almeno dovuto bloccare i lavori. Ora magari resterà così per qualche anno brutto e improduttivo. Sia come sia, non credo che si arriverà mai a buttarlo giù, almeno non in questo secolo, oppure sono troppo pessimista ?

  6. Marco Says:

    Ma come vi potete permettere di diffamare senza alcun fondamento le persone?

    Leggevo il commento di Elìa che ipotizzava un presunto riciclo di rottami radioattivi provenienti dall’est Europa…ma di cosa state parlando??

    Questo è puro delirio di persone che non hanno la più pallida idea di ciò che affermano.
    Dal parlare di “inquinamento visivo” al parlare di “inquinamento radioattivo” ce ne passa…

    Prima di parlare consiglio a tutti di INFORMARSI! Non screditate le persone gratuitamente!
    Tutto questo è grottesco! Sembra l’inchiesta dell’ispettore Gadget!!

  7. Bernabe' Simone Says:

    Caro Marco qui non c’e’ nessuno che sta diffamando niente.
    Se leggi il testo che è stato pubblicato qui non c’e’ altro che una semplice considerazione fatta da dei cittadini preoccupati per la loro salute.
    Non mi dire che una struttura del genere nella quale fra l’altro hanno anche sbagliato le misure in altezza vedi articolo apparso sull’Arena è un gran spettacolo da vedere in quella posizione.
    E Il fatto che la vecchia struttura gia presentasse dei problemi non lo diciamo noi, da semplici cittadini abbiamo fatto una ricerca su internet e dalla provincia non ne è saltato fuori un gran curriculum tutto li.
    Quello che hai letto tu non è altro che un commento com’e’ il tuo di un cittadino che ha parlato per suo conto e che ha il pieno diritto di esprimere il suo parare.
    Qui non si fanno inchieste ne si screditano le persone gratuitamente ma si
    cerca di dare maggiore informazione ai cittadini riportando semplicemente i fatti.

  8. Ripartiamo da Villafranca - Venetoflux.it Says:

    […] che la Provincia è un ente inutile e costoso, che non serve a niente. Poi però, quando compare un ecomostro, una nuova discarica, un inceneritore, i nostri amministratori ci vengono a dire che è tutto […]

  9. Ci stanno consumando il futuro! Costruiamo insieme una Provincia a 5 Stelle - Venetoflux.it Says:

    […] fa ci siamo occupati di quella struttura che poi abbiamo battezzato come “Ecomostro”, la ditta Colfer di Cobelli Roberto, che ha un impianto di raccolta e riciclo di materiale ferroso […]

  10. Roberto Says:

    Mi rattrista leggere che c’è ancora della gente che se gli si indica la luna guarda l’unghia dell’indice…. La bella campagna veronese, decantata tra gli altri da Goethe e Napoleone , è continuamente attaccata da affaristi che se ne fregano del bello e del sano per i loro profitti (leciti o illeciti). Ma fino a quando potremo andare avanti cosi?

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