Archive for the ‘Acqua’ Category

Erbicidi nelle acque superficiali

27 aprile, 2014

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08/01/2015 Aggiornamento Pesticidi nelle acque, Ispra: calano le vendite ma rinvenute 175 sostanze tossiche

Le immagini sopra ci danno subito una chiara visione di come si stia conducendo l’agricoltura intensiva e di come si stia gestendo il verde, lo sfalcio dell’erba manuale o meccanico viene sostituito da erbicidi che poi ci ritroviamo nell’acqua. L’Ispra nel 2010 facendo le analisi per le acque superficiali ha trovato che le maggiori sostanze presenti sono due erbicidi:  l’AMPA sostanza che si crea dalla degradazione del Glifosate e il Glifosate stesso. Guardatevi questo video fatto in Sardegna che spiega molto bene la situazione “Nulla si crea, Nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” una legge della fisica di Lavoisier che in tanti sembrano aver dimenticato, tutto ciò che buttiamo nell’ambiente ritorna nella catena alimentare e i costi che risparmiamo all’origine li rispendiamo poi in sanità ma sono molti di più e ricadono sui cittadini! Abbiamo chiesto ad Acque Veronesi se le due sostanze menzionate da Ispra vengono ricercate nelle analisi dell’acqua oppure no e se no per quale motivo. Questa la loro risposta:

la ricerca di glifosate e AMPA in matrici acquose viene effettuata dai laboratori con metodi internazionali (l’unico metodo analitico efficace al momento è quello pubblicato da U.S. Geological Survery nel 2002 e prevede la determinazione di glifosate e AMPA – il gufosinate viene invece determinato solo per le coltivazioni di OGM vietate in Italia – tramite estrazione on-line in fase solida, determinazione con cromatografia liquida e rilevazione con spettrometria di massa a triplo quadrupolo su matrice derivatizzata con FMOC – 9-fluorenilmetilcloroformiato).

Le difficoltà insite nella metodica analitica non hanno permesso finora di raggiungere livelli di prestazione del metodo tali da determinare con sicurezza gli analiti a livello di ultratracce nell’acqua di falda e nessun laboratorio in Italia, a quanto mi consta, è accreditato per la determinazione del glifosate in matrici acquose.

D’altra parte la pubblicazione da Lei citata, che riporta i dati del 2010, afferma che la ricerca di glifosate in Italia è stata effettuata solo in Lombardia e solamente per le acque superficiali (pag. 20). La pubblicazione dell’Istituto Superiore di Sanità “Rischio di contaminazione delle acque sotterranee: schede monografiche di alcuni metaboliti di prodotti fitosanitari” Rapporti ISTISAN 02/37 indica le motivazioni per cui è difficile trovare nell’acqua di falda in concentrazioni elevate questi potenziali contaminanti ancorché molto solubili in matrici acquose: essi vengono facilmente degradati nelle condizioni ambientali durante l’uso e sono fortemente adsorbiti dal suolo con conseguente bassa potenzialità a lisciviare. Infatti la pubblicazione da Lei citata riporta campioni positivi per glifosate e AMPA solamente in acque superficiali, ma mai in acque profonde, pur essendo l’erbicida maggiormente venduto in Italia.

La campagna analitica effettuata a scopo di screening dal laboratorio di Acque Veronesi su alcuni campioni di acqua di falda non ha potuto evidenziare la presenza di tali analiti in concentrazioni significative.

Da parte nostra stiamo valutando metodi alternativi, non pubblicati in letteratura, che permettano maggiore sensibilità per la ricerca di questi contaminanti anche a livelli di nanogrammi per litro, pur non essendo questi contaminanti prioritari, come tossicità e frequenza di ritrovamento, rispetto ad altri erbicidi normalmente utilizzati.

A disposizione per eventuali chiarimenti

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Amianto nell’acqua: un problema?

9 aprile, 2014

14/11/2014  Il Parlamento Europeo smentisce Publiacqua: l’amianto nell’acqua è cancerogeno, si muore

E’ da qualche anno che nel Bolognese si pongono un interrogativo serio sulla presenza dell’amianto nell’acqua. Vi proponiamo la visione di questo documentario H2A realizzato da Giuliano Bugani, Daniele Marzeddu e Salvo Lucchese.

Quasi tutti gli acquedotti in Italia con poche eccezioni sono in cemento amianto, in quanti lo sanno? Nessuno vuole fare allarmismo ma se è stato ampiamente dimostrato che l’amianto respirato provoca il cancro cosa può fare se ingerito?

Potevamo rimanere con il dubbio? Sicuramente NO! Cosi abbiamo chiesto chiesto riscontro ad Acque Veronesi e qui potete vedere cosa ci hanno risposto,ma anche all’Ulss e qui potete vedere le risposte.

Siamo arrivati a queste conclusioni: l’Istituto Superiore della Sanità ci dice che gli studi fatti a livello internazionale su popolazioni esposte da 1 milione a 200 milioni di fibre su litro non hanno fornito fin’ora chiare evidenze di un’associazione fra eccesso di tumori gastro intestinali e consumo di acqua potabile contenente fibre di amianto.

Anche l’OMS non avvisa alcuna pericolosità per la salute su ingestione, tanto è vero che non ha previsto alcun limite sul consumo di acqua potabile e l’EPA Statunitense (Agenzia per la protezione dell’ambiente) ritiene accettabile un limite di 7 milioni di fibre per litro.

Nonostante ciò la nostra rete idrica presenta delle perdite in media del 30% e  necessita di trovare risorse finanziarie stimate in 60 miliardi per essere rinnovata.

Inoltre non si è ancora dato esito al referendum sull’acqua dove si è ribadita la ripubblicizzazione ed è stata abrogata “la remunerazione del capitale investito” togliendo di fatto il profitto. Non credete che un bene cosi importante per la nostra vita dovrebbe essere tenuto maggiormente in considerazione?

FONTI:

http://www.dirittoambiente.net/file/rifiuti_articoli_686.pdf http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/05/inchiesta-acqua-acquedotto-perdite.shtml

Convegno P.A.N. e C.N.P.N.G. per la settimana senza pesticidi

25 marzo, 2014

Siamo orgogliosi di presentarvi questo convegno organizzato da PAN (Pesticide Action Network) Italia e dal CNPNG (Coordinamento nazionale pesticidi no grazie) che ringraziamo. Gli argomenti sono stati tanti e interessanti ed è stato un’incontro che a livello nazionale ha fatto emergere due importanti realtà che condividono gli stessi obbiettivi.  L’agricoltura ha bisogno di queste persone per ritrovare la sua natura, ma tutti in generale dobbiamo ripensare alle nostre azioni quotidiane, a cosa incentiviamo anche come consumatori, per salvaguardare la nostra salute e preservare la nostra terra e la nostra acqua. Le alternative ai pesticidi esistono e funzionano, un modo diverso di produrre ciò che mangiamo si può e si deve pretendere e oggi il futuro è senza alcun dubbio quello dell’agricoltura biologica. Mai come oggi abbiamo bisogno di tante piccole realtà legate al territorio, che producono principalmente per loro e per i consumatori di prossimità, dobbiamo ricreare quell’importante legame che si è perso fra contadino e consumatore perchè l’uno ha bisogno dell’altro. Argomenti affrontati (E’ possibile cliccare sui titoli per saltare ai singoli interventi) :

Lo stato delle acque in provincia di Verona

2 febbraio, 2014

L’acqua è un bene da preservare con atteggiamenti virtuosi pubblici e privati.

L’acqua potabile, e cioè con caratteristiche organolettiche tali da renderla adatta all’uso umano,non è illimitata. Acqua pulita e biodiversità sono e devono restare beni comuni. Senza la tutela della biodiversità i costi della purificazione con i mezzi bio-tecnologici (depuratori, ecc.), diventeranno sempre più insostenibili per la comunità umana e anche per l’agricoltura, che hanno bisogno di acqua pulita.

Si evidenzia sempre più la necessità di riunire tutti gli elementi conoscitivi in una unica banca dati, con informazioni chiare e leggibili, a cui possano accedere tutti: tecnici, ricercatori, medici, ispettori e privati cittadini.

A breve tutti i video degli interventi:

Luca Cecchi per comitato Acqua Bene Comune Verona:

Tiziano Quaini per Associazione Veneta dei Produttori Biologici:

Giampaolo Velo per ISDE Verona Associazione Medici per l’Ambiente:

Giovanni Beghini per ISDE  Verona Associazione Medici per l’Ambiente:

Rassegna dei casi di inquinamento nelle acque sia superficiali che profonde a Verona e Provincia – Lorenzo Albi, Presidente Legambiente Verona:

Modello idrogeologico del sottosuolo, con particolare riferimento a Verona e provincia – Mirco Meneghel, geografo e geologo dell’università di Padova:

Rapporto fra inquinamento e tutela della biodiversità – Braioni Maria Giovanna, biologa, prof. senior dello Studium patavinum, Università di Padova. Michele Dall’O’, PhD Modellistica Matematica dei Sistemi Ambientali:

Il sistema di approvvigionamento provinciale, le variazioni nel tempo della qualità delle falde, i controlli dell’Ente Gestore, i punti di criticità – Mario Dal Grande – Acque Veronesi:

Incidenza dei fitofarmaci nell’inquinamento delle acque sia superficiali che profonde – ARPAV:

I problemi di salute pubblica, i punti di criticità e le proposte di miglioramento – Massimo Valsecchi, Direttore del Dipartimento di Prevenzione ULSS 20:

Sostenibilità tecnica, economica ed ambientale nel trattamento e gestione delle acque reflue – Ing. Francesco Fatone, PhD Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona:

Buona visione!

Si! Siamo sempre noi!

10 maggio, 2013
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Composizione della lista:
Candidata Sindaco:  SILVANA BICEGO

CANDIDATI IN LISTA:
Bernabè Simone, Della Valle Giuseppe, Mastrodonato Luca
Martino Roberto, Zulian Nadia, De Berti Francesca
Barzacola Novella, Serpelloni Mariapia, Vallan Sara
Garagna Florian, Coltri Enrico Maria, Mondini Giovanni
Occhino Diana, Turina Antonio, Di Giovine Elia
Montresor Ivan, Magagnoti Stefano, Samsa Massimiliano

1) AMBIENTE
Riqualificazione, tutela e aumento delle aree verdi sul territorio comunale.
Parco del tione.
Stop definitivo al consumo del territorio.
Incentivo a ristrutturare e riqualificare aree dismesse.
Strategia Rifiuti zero.
2) SALUTE
Monitoraggio dei campi magnetici provocati dalle antenne telefoniche installate sul territorio comunale.
Monitoraggio della qualità dell’aria tramite installazione da parte di ARPAV di centraline fisse per il rilevamento di PM10 ,PM 2,5.
Incentivo alla conversione all’agricoltura biologica e creazione di una filiera che coinvolga anche le mense sulle strutture pubbliche.
3) MOBILITA’
Piano di studio del traffico con prorità per la mobilità dolce pedonale e ciclabile.
Incentivi alla mobilità pubblica e ai collegamenti fra le varie forme di trasporto (Treno, Autobus, Bici)
Abbattimento delle barriere architettoniche per i disabili.
Sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extraurbana.
Istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane
Incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio
4) ENERGIA
Piano Energia Comunale con priorità per la riduzione, efficienza dei consumi, produzione energia da fonti rinnovabili e coogenerazione.
Analisi dei consumi delle strutture pubbliche.
Pubblicazione dei consumi pubblici su sito web.
Sportello assistenza cittadino su situazione incentivi e normativa per energie rinnovabili.
5) AMMINISTRAZIONE E CITTADINI
Democrazia diretta con referendum abrogativo, consultivo, propositivo senza quorum e vincolanti.
Obbligatorietà della discussione in sala consiliare di istanze e petizioni presentate da cittadini e associazioni.
Pubblicizzazione online delle delibere comunali almeno un mese prima del passaggio al consiglio comunale per ricevere i commenti dei cittadini.
Trasparenza delle informazioni pubbliche con pubblicazione dei dati sul sito web del comune attraverso il sistema di “Open Data” e “Open Municipio”.
Introduzione di software e soluzioni Open-Source come Linux.
Accesso internet gratuito nella sede comunale, nelle delegazioni (Dossobuono etc.), nei centri sociali, nelle sale civiche e in tutti i centri di aggregazione giovanile.
Piano comunale di accesso internet attraverso la tecnologia WiMax su tutto il territorio.
Filo diretto di domande e relative risposte tra cittadini e Amministrazione sul sito del comune e tramite apposito ufficio.
6) ECONOMIA E SVILUPPO
Azione programmatica per un percorso normativo che riporti Acqua e Gas in gestione completamente comunale con l’istituzione di strumenti che permettano ai cittadini di esercitare l’attività di controllo e monitoraggio.
Adozione della tariffa puntuale sul secco non riciclabile seguendo la regola chi più ricicla meno paga.
Analisi bilanci delle partecipate (aeroporto, acque veronese, agsm etc) e stipendi consigli di ammistrazione
Istituzione e promozione di un gruppo di acquisto solidale nell comune.
7) ISTRUZIONE E CULTURA
Istituzione della Pro-Loco di Villafranca di Verona con ufficio dedicato a informazioni di carattere turistico, commerciale e culturale in contatto con le varie realtà gastronomico-culturali del territorio.
Ripristino attività del Teatro Verdi.
Valorizzazione del castello con eventi a tema, cinema, concerti.
Centro giovanile.
8) PARI OPPORTUNITA’
L’introduzione di una figura denominata “maggiordomo aziendale e/o comunale”

Incontro “PESTICIDI E SALUTE”

10 marzo, 2013

Siamo andati a filmare l’incontro organizzato da:

Comitato Organizzatore: C. Modonesi, C. Panizza e GP. Velo
Sezione Provinciale di Verona – ISDE Italia Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Verona

Qui sotto trovate anche i singoli interventi dei relatori:

Cristina Micheloni, Responsabile scientifico dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB) 
L’utilizzo dei pesticidi in Italia e in Europa e l’alternativa dell’agricoltura biologica

Enrico Oddone, Medico del lavoro, Università degli Studi di Pavia, membro ISDE
Pesticidi e salute umana: materiali e metodo epidemiologico

Carlo Modonesi, Zoologo, Università degli Studi di Parma, membro ISDE
Tossicità e ‘endocrine disruptors’ negli organismi animali

Celestino Panizza, Medico del lavoro, ASL di Brescia, membro ISDE
Effetti sulla salute dell’esposizione professionale e non-
professionale a pesticidi

Ernesto Burgio, Medico Pediatra, Coordinatore nazionale del Comitato scientifico di ISDE
Pesticidi ed epigenetica

Gianni Tamino, Biologo, Università degli Studi di Padova, membro ISDE
Agricoltura, pesticidi e sistemi ambientali

L’Arena Domenica 10 marzo 2013 – CRONACA – Pagina 19
CIBI E SALUTE. L´associazione medici per l´ambiente fa il punto sui fitofarmaci e sollecita più informazioni ai cittadini
«In campagna troppi pesticidi
Utilizzarne meno e meglio»
Il farmacologo Velo: «Servono i 600 prodotti oggi in commercio o è solo business? Migliorare gli studi clinici sugli effetti tossici»

Un´irroratrice di fitofarmaci in un campo

Oltre ottomila prodotti in commercio, che utilizzano all´incirca 600 principi attivi di cui poco o nulla si sa. E che nove volte su dieci vengono irrorati sulla frutta, la verdura e i prodotti animali con cui ci alimentiamo. Un giro d´affari miliardario gestito da multinazionali.
SOSTANZE CHIMICHE. Sono alcuni numeri della galassia pesticidi, ossia tutte quelle sostanze chimiche che – da sole o in associazione fra loro – vengono utilizzate per proteggere le coltivazioni dagli assalti di insetti, funghi, muffe e roditori. I consumatori italiani li conoscono e li temono, eppure di pesticidi e fitofarmaci, sino a oggi, a parlare sono soprattutto le associazioni ambientaliste, mentre il mondo scientifico resta alla finestra. Per avvicinare i medici alle tematiche della salute ambientale, la sezione veronese di Isde (Associazione medici per l´ambiente) ha organizzato ieri mattina, nella sala covegni dell´Ordine dei medici, un incontro su “Pesticidi e salute”, con gli interventi di medici del lavoro, un pediatra, uno zoologo e un agronomo.
INFORMARE I MEDICI. Spiega il presidente di Isde Verona, professor Giampaolo Velo: «È doveroso che i medici comincino a interessarsi di queste tematiche, per essere poi in grado di fornire le necessarie informazioni ai loro assistiti».
PESTICIDI E FARMACI. «Per i pesticidi», chiarisce il farmacologo, «occorre l´approccio usato con le medicine. Ogni farmaco, è un dato di fatto, provoca un piccolo o grande effetto indesiderato, ma con gli studi approfonditi e soprattutto l´utilizzo a lungo termine siamo in grado di valutare il rapporto fra rischio e beneficio, così da decidere se rinunciare all´utilizzo di un dato farmaco. Con i pesticidi questo approccio è impossibile; le variabili in campo sono troppe e soprattutto il mercato continua o offrire prodotti nuovi. Il mio suggerimento? Sono realista. Azzerare l´uso dei pesticidi è impossibile, ma sarebbe già un buon punto di partenza rispondere a una domanda apparentemente banale: in Italia servono tutti i prodotti oggi in commercio oppure è solo business? Cominciamo a ridurne il numero e a usarne meno, così sarà più facile studiarne gli effetti indesiderati».
PESTICIDI E UOMO. I dati scientifici sulle conseguenze dei pesticidi sull´uomo e sull´ambiente sono tanti e pochi ormai li contestano. Il dottor Celestino Panizza, medico del lavoro alla Asl di Brescia, ne ha elencati alcuni: negli agricoltori che utilizzano pesticidi le percentuali di tumori al cervello, alla prostata e alla pelle sono maggiori. Nei loro figli sono più elevate le possibilità di patologie congenite. Si ritiene che le api siano a rischio per i troppi pesticidi, mentre le particelle velenose finite nelle acque di alcuni laghi hanno provocato una mutazione sessuale in alcune specie di pesci. E tracce di pesticidi spesso vengono riscontrate in campioni di latte materno.
BIOLOGICO E´ MEGLIO? L´agricoltura biologica può aiutarci a ridurre la mitridizzazione da pesticidi? «L´agricoltura biologica, ossia che non usa fitofarmaci e antibiotici, è sicuramente un aiuto, ma non un elisir di lunga vita», ha spiegato l´agronoma Cristina Micheloni, «a patto che il consumatore accorci il più possibile la filiera. Più passaggi ci sono, più alta è la possibilità di contaminazione. E bisogna rivolgersi a produttori certificati. I recenti scandali, gli abusi del marchio biologico, se da un lato preoccupano, dall´altro devono tranquillizzare: significa che i controlli vengono fatti a regola d´arte». P.COL.

ACQUA una delle nostre 5 stelle

11 giugno, 2012

ACQUA è una delle nostre 5 stelle. E per acqua  intendiamo  quella pubblica Acqua Bene Comune.

E’ trascorso un anno dalla vittoria dei 2 Referendun a cui  anche noi abbiamo  contribuito con le nostre forze a fianco dei comitati referendari. Abbiamo dato  il nostro aiuto concreto prima con la raccolta  firme, con la richiesta dei certificati elettorali e la consegna delle stesse in Cassazione e l’anno sucessivo  con la propaganda referendaria e i volantinaggi nelle piazze e le affissioni dei manifesti sugli stalli elettorali in varie località della provincia di Verona, senza contare tutta la propaganda e l’informazione on-line.

Sono stati due anni impegnativi ma abbiamo vinto, gli italiani hanno vinto, ma ad un anno di distanza nulla è cambiato e purtroppo l’esito referendario è tutt’ora disatteso.

Abbiamo così deciso di proseguire nella nostra battaglia aderendo alla Campagna di Ubbidienza Civile per l’attuazione del Referendum promossa dal comitato Acqua e Beni Comuni Verona.

Siamo già tornati in piazza a Villafranca le domeniche mattina con il nostro banchetto ZEROPRIVILEGI, e oltre all’aggiunta di nuove bandiere, alla nostra lotta di civiltà si è aggiunta quella  rivolta a rivendicare l’Acqua come Bene Comune su cui non si devono fare profitti.

Con la vittoria del secondo quesito referendario del 12 giugno 2012 è stata abrogata la norma che prevede “la remunerazione del capitale ” pari al 7% del capitale investito.  I Gestori e Ministero a partire dal 21 luglio 2011, data di abrogazione delle leggi oggetto di referendum, avrebbero dovuto aggiornare le tariffe alle nuove disposizioni di legge, eliminando dalla bolletta la quota di “remunerazione”, ma dopo un anno non si è ancora provveduto all’adeguamento stabilito con il voto.

Siamo assolutamente convinti che il Referendum, in quanto massima espressione democratica della volontà popolare, non può essere ignorato, per cui ci uniamo al Comitato Veronese Acqua e Beni Comuni e alla Carovana dell’Acqua di Villafranca e chiediamo a  tutti i cittadini, utenti del servizio idrico di aderire alla campagna di “Obbedienza civile”, compilando formali reclami su moduli prestampati che saranno poi recapitati  ai gestori e alle AATO. Siamo  disponibili ad aiutare i cittadini nella compilazione di tali istanze ai nostri banchetti in piazza e a recapitarle direttamente.

Per informazioni e aggiornamenti oltre ai nostri banchetti in piazza, potete consultare  la pagina facebook  Acqua Bene Comune Verona.  Potrete trovare tutti gli aggionamenti dei banchetti e  gli Sportelli di Obbedienza Civile disponibili nella provincia di Verona.

Passateparola!

Nadia Zulian

Prevenire è meglio che curare

22 settembre, 2011

AGGIORNAMENTO 26/09/2011 Dopo sollecito via email sono state aggiornate le analisi sul sito di Acque Veronesi.

Tra pochi giorni e per esattezza il 30 di Settembre sta per arrivare un brutto anniversario, nel 2009 era riscoppiato il caso Atrazina a Villafranca. In merito avevamo fatto anche un’istanza chiedendo ad  Acque Veronesi maggiore trasparenza con i propri utenti, pubblicando le analisi approfondite dell’acqua in maniera più frequente almeno trimestralmente  in bolletta o mensilmente sul sito.

Come cittadini ci siamo fatti delle domande a riguardo e avevamo chiesto spiegazioni al gestore, il quale ci aveva risposto che le analisi venivano pubblicate semestralmente. Ad oggi siamo al 22 di Settembre se guardate le analisi sul sito troviamo ancora il secondo semestre 2010!!!

Vorrei capire perchè certi buoni suggerimenti dati all’amministrazione non vengono tenuti in considerazione, come vorrei anche capire perchè il sindaco che è il principale responsabile della salute dei suoi cittadini insieme al suo assessore all’ambiente non decida autonomamente di intrapprendere queste azioni di trasparenza nel proprio comune.

Le analisi dell’acqua approfondite come del resto ha risposto anche l’ulss 22 sono sempre comunicate puntualmente anche al sindaco!

Qual’e’ allora l’impedimento di inserire queste analisi sul sito del comune mensilmente e magari di lasciarle anche  in bacheca?  Perchè per esempio non non viene pubblicata anche la data di quando sono stati cambiati i filtri a carbone attivo?

A volte piccole azioni possono portare a dei grandi risultati, mi auguro perciò che questo richiamo non sia preso come una critica dal solito cittadino lamentone, ma che per l’amministrazione sia un motivo per migliorare anche con i contributi delle persone.

Maggiore trasparenza e incentivo al consumo dell’acqua di rubinetto ha un duplice vantaggio: diventa per i cittadini maggiore redditività e salute acquistando meno bottiglie di plastica e per l’amministrazione un minor costo di smalitimento,  tutte politiche a noi tanto care.

Simone Bernabè

4 SI un orgasmo democratico!

15 giugno, 2011

possiamo solo dire hanno vinto i cittadini!

GRAZIE VILLAFRANCHESI!

GRAZIE ITALIANI!

Adesso basta speculare sui beni comuni! Iniziamo dall’acqua

23 marzo, 2011

Proprio in questi giorni c’è stata la ricorrenza della giornata mondiale dell’acqua e penso possiamo fermarci a riflettere un secondo sull’importanza vitale di questo bene. In Italia  dobbiamo iniziare a prendere decisioni serie e immediate, facendo intanto una scelta politica chiara, occorre modificare gli statuti di tutti i comuni inserendo che questo bene primario deve essere privo di rilevanza economica. Dobbiamo inoltre incentivare al massimo il consumo dell’acqua del rubinetto e creare fin da bambini una cultura sull’importanza di difendere e non sprecare questo bene comune. Acqua e rifiuti e qualità dell’aria  sono strettamente correlati, bere acqua di rubinetto vuol dire evitare di buttare un sacco di plastica in discariche e inceneritori inquinando quell’ambiente che poi danneggia le nostre falde.  Dobbiamo inoltre considerare che con questa semplice azione andiamo ad eliminare anche  tutto il traffico su gomma che viene generato dal trasporto.

Perciò la dobbiamo smettere di consumare acqua in bottiglia perchè è più sicura e controllata, quando è vero l’esatto contrario, la cosa che manca è solo maggiore trasparenza.

Bevendo l’acqua in bottiglia non facciamo che incentivare la speculazione di questo bene fondamentale per la nostra esistenza! Allora bene l’iniziativa Acqua a km zero organizzata da comune Verona, Provincia, Acque Veronesi, Aato, AGS (Azienda gardesana servizi) ma poi dobbiamo pubblicare anche le analisi puntuali e approfondite sia da parte del gestore magari nella bolletta e sul sito, che del comune e non ogni 6 mesi ma almeno mensilmente altrimenti diventa solo propaganda politica. Vorrei ricordare anche e qui lascio l’articolo dell’Arena, quanto pagano di concessione le società che imbottigliano in Veneto, vale a dire una miseria e che i costi dell’inquinamento, nonchè dello smaltimento vanno poi a finire sempre nelle nostre tasche. Altro problema è anche la rete idrica che è un colabrodo e servono diversi miliardi di euro e una buona pianificazione per sistemarla, figurarsi se ci può pensare un privato che deve massimizzare più che può i suoi guadagni.

Allora è ora che come cittadini ci svegliamo!

A Giugno VOTIAMO 2 “SI” ai referendum per l’acqua!

L’Arena 22/03/2011

Giornata dell’acqua: in Veneto
il record degli imbottigliamenti

Dossier Legambiente: l’Italia con 192 litri di acqua minerale pro capite si conferma il Paese europeo con il più alto consumo di acqua in bottiglia, aumentato di cinque volte dal 1980 a oggi. Ma le tariffe pagate dalle società imbottigliatrici alle Regioni sono spesso bassissime. «In Veneto», dice Bertucco, «ha dimezzato il canone a fine 2009»

Rovigo. L’Italia con 192 litri di acqua minerale pro capite si conferma il Paese europeo con il più alto consumo di acqua in bottiglia.

Con una media che è più del doppio rispetto alle altre nazioni d’Europa, il Belpaese solo nel 2009 ha imbottigliato, infatti, ben 12,4 miliardi di litri, di cui solo l’8% destinato al mercato estero.

Il volume di affari di 2,3 miliardi di euro nel 2009 è rimasto invariato rispetto all’anno precedente, ma è in continua ascesa negli ultimi trent’anni: dal 1980 a oggi i consumi sono aumentati di cinque volte, e con loro anche la produzione di acqua imbottigliata.

Alla crescita smisurata cui però non è corrisposto un proporzionale aumento delle tariffe pagate dalle società imbottigliatrici alle Regioni italiane, spesso ancora stabiliti da regio decreto come in Molise e in Sardegna o da regolamenti di oltre 30 anni fa, come la legge regionale del 1977 della Liguria.

A denunciare il quadro nazionale delle concessioni dell’acqua sono Legambiente e la rivista Altreconomia che, in occasione della Giornata mondiale dell’Acqua, tornano a fare il punto della situazione sulla gestione idrica in Italia con il dossier Acque minerali: la privatizzazione delle sorgenti in Italia.

Secondo il dossier, infatti, è ancora un obiettivo lontano l’adeguamento delle leggi regionali sui canoni di concessione alle linee guida nazionali approvate nel 2006 e che prevedono tre tariffe: da 1 a 2,5 euro per metro cubo o frazione di acqua imbottigliata; da 0,5 a 2 euro per metro cubo o frazione di acqua utilizzata o emunta; almeno 30 euro per ettaro o frazione di superficie concessa.

Eppure per l’altissimo valore della risorsa idrica e l’impatto ambientale causato dai consumi da primato delle acque in bottiglia, le Regioni dovrebbero attivare al più presto un lavoro di revisione dei canoni di concessione per l’imbottigliamento dell’acqua che porterebbe anche ad un forte incremento dei fondi incassati.

Al contrario, oggi le amministrazioni che incassano i canoni nella gran parte dei casi non riescono nemmeno a raggiungere una quota sufficiente a coprire le spese necessarie per i controlli o per lo smaltimento delle bottiglie di plastica utilizzate.
«L’acqua e la sua gestione sono questioni centrali nel nostro Paese. Lo hanno confermato un milione e 400 mila cittadini che si sono impegnati in prima persona per chiedere a governo e Parlamento di modificare la legge che obbliga la privatizzazione del servizio idrico», dice Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto.

«Ma mentre il dibattito pubblico/privato per la gestione del servizio idrico è ancora in corso», prosegue Bertucco, «in Italia esiste già una forma di privatizzazione dell’acqua, o meglio delle sorgenti concesse a prezzi ridicoli alle società che imbottigliano.
Una sorta di obolo in netto contrasto con il volume di affari del settore ma soprattutto in confronto all’altissimo valore di una risorsa limitata e preziosa come è l’acqua di sorgente».

Dal 2006 ad oggi sono solo 13 le Regioni che hanno varato una nuova normativa secondo il processo di revisione, mentre alcune regolano ancora i canoni di concessione con leggi del secolo scorso.
Rispetto allo scorso anno sono tre le Regioni che hanno modificato le regole per il rilascio di concessioni per l’imbottigliamento dell’acqua: Abruzzo e Lombardia con maggior successo, il Veneto che invece ha peggiorato la normativa e la Puglia che pur avendo aumentato il canone, ha mantenuto un canone per superficie.

«Nel Veneto», ricorda Michele Bertucco, «le novità sono purtroppo negative. Infatti se con il canone di 3 euro per ogni metro cubo imbottigliato, stabilito nel 2007, la Regione deteneva il primato nazionale, a fine 2009 con una legge regionale ad hoc ha “condonato” questo aumento. Alle aziende del settore per gli anni 2007-2009 è stato concesso di corrispondere un canone di 1,5 euro per metro cubo imbottigliato, a condizione che il pagamento venisse effettuato entro il 31 dicembre 2009. E il tutto avviene in una regione che ogni anno (è il record nazionale) nelle 19 concessioni autorizzate imbottiglia 2.415.671.214 litri d’acqua».

Secondo la classifica di Legambiente e Altreconomia tra le regioni bocciate perché prevedono i canoni di concessione solo in base alla superficie della concessione e non sui metri cubi di acqua imbottigliata, ci sono Liguria, Molise, Emilia Romagna, Sardegna, Puglia e la Provincia autonoma di Bolzano.

Se in Molise a stabilire il canone è ancora il Regio Decreto del 1927, che fissa un importo di circa 10 euro per ogni ettaro dato in concessione, in Liguria dove la legge regionale del 1977 stabilisce che per ogni ettaro dato in concessione si pagano solo 5 euro.

Emilia Romagna e Sardegna, invece, fanno pagare solo in base alla superficie della concessione, rispettivamente circa 19 e 37 euro per ettaro.
La Puglia invece pur avendo approvato nel 2010 una nuova norma in materia che alza la tariffa di concessione, ha lasciato come criterio di pagamento dell’acqua solo un canone di superficie.

Un caso a parte è infine quello della Provincia autonoma di Bolzano che determina il canone in base alle portate annue concesse con l’effetto di far pagare poco anche prelievi potenzialmente molto elevati.

Tra le regioni “rimandate” perché prevedono canoni in funzione dei volumi di acqua ma al di sotto di 1 euro per metro cubo imbottigliato, ci sono Piemonte, Basilicata e Campania. Promosse con riserva per aver previsto il doppio canone sulla superficie della concessione e sui volumi di acqua, superiore o uguale a 1 euro a metro cubo il Veneto, la Val d’Aosta, le Marche, la Provincia autonoma di Trento, la Lombardia, l’Umbria, il Friuli Venezia Giulia, la Toscana.
Tra queste il Veneto ha peggiorato la normativa con uno sconto incomprensibile, mentre la Lombardia ha approvato una nuova legge aumentando i canoni di concessione, anche se parzialmente.

Tra regioni promosse perché hanno previsto i maggiori canoni per le concessioni sulle acque minerali, anche quest’anno c’è il Lazio, affiancato dall’Abruzzo che con una nuova normativa ha finalmente alzato i canoni, adeguandosi alle linee guida nazionali. Eppure il business continua a essere insostenibile per la collettività sotto il punto di vista economico e ambientale.

Basta pensare che l’utilizzo di oltre 350 mila tonnellate di Pet, per un consumo di circa 700 mila tonnellate di petrolio e l’emissione di quasi un milione di tonnellate di Co2.
Delle bottiglie utilizzate solo il 78% sono in plastica e solo un terzo viene riciclato mentre i restanti due terzi finiscono in discarica o in un inceneritore. Ad alto impatto ambientale è anche il trasporto visto che solo il 15% delle bottiglie viaggia su ferro, mentre il resto si muove sul territorio nazionale su gomma, su grandi e inquinanti tir.

Simone Bernabè.


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