Archive for the ‘ecomostro’ Category

Ecomostro 2 il ritorno

26 settembre, 2011

AGGIORNAMENTO (29/11/2011): Articolo su L’Arena… e vabbè, porsi delle domande su come viene usato il nostro territorio ci fa etichettare  come “ambientalisti”. Ci sembra leggermente riduttivo: siamo CITTADINI, suona così strano? (CR)

Ci eravamo lasciati poco tempo fa con la prima puntata di questo film horror perciò vi riepilogo i precedenti. Dopo aver visto nascere un nuovo ecomostro nella campagna di Villafranca, sequestrato subito per difformità rispetto al progetto (ben 1 metro più alto), è arrivata subito  la “beffa” con la dichiarazione di “attività temporanea”,  in una zona assolutamente inadeguata e che resta agricola.

L’azienda ha potuto esercitare senza la VIA (Valutazione di Impatto ambientale) , sanando il  tutto con una somma ridicola e con la costruzione di una rotonda che non si capisce, se sia più per aiutare il traffico di Villafranca o i camion che devono arrivare al centro di riciclo.

E qui con la pausa della prima puntata ci chiediamo: ma i nostri politici cosa vogliono fare di questa zona? pensano di lasciarla agricola o vogliono creare una zona industriale? E se fosse la seconda scelta quale tipo di attività intendono ancora portarci?

Qui inizia la seconda puntata e devo dire anche gran male, in quanto da quando è iniziata l’attività, ogni giorno si sentono rumori assordanti che escono da quel bunker assomigliante ad Alcatraz e dove dal fianco escono delle colonne  impressionanti di fumo nero. Poveri i cittadini che abitano in quella zona!

Non riesco ancora a capacitarmi di come la politica abbia potuto partorire un “mostro” del genere e ancora una volta voglio fare i miei complimenti alla programmazione territoriale che è stata fatta sul comune.

Cari cittadini apriamo bene gli occhi al nuovo PAT che sta arrivando… chissà che belle sorprese ci potrà portare.

Ecomostro: dopo il danno, la beffa

13 marzo, 2011

Cari cittadini, dopo questa ulteriore notizia non possiamo continuare a starcene zitti.

Come abbiamo ripetuto più volte la nostra non è una critica alla Colfer in se,  ma a tutte quelle attività che vanno in deroga al piano regolatore.

Nel caso specifico, non solo sono state sanate le altezze mostruose di questo progetto e se ne è permessa l’attività in questa zona, ma ora si esercita anche senza la VIA (Valutazione di impatto ambientale), effettuando solo la procedura preliminare di SCREENING.

L’Europa in materia di tutela ambientale ci parla chiaro e applica il principio di massima precauzione che coinciderebbe nel nostro caso con la VIA, perciò possiamo dire dopo il danno, la beffa.

[Articoli comparsi su L’Arena di Verona di sabato 12 marzo 2011]

Riciclaggio rottami, la Colfer
può far partire il nuovo centro

VILLAFRANCA. Il progetto ha superato l’esame della commissione provinciale per la valutazione di impatto ambientale. La ditta ha ottenuto la licenza e aprirà tra due mesi nel capannone costruito in via Sommacampagna Sarà chiuso il sito a Coronini che fu sequestrato

Villafranca. Il progetto del nuovo centro di riciclaggio dei rottami della Colfer, nel grande capannone a ferro di cavallo di via Sommacampagna, ha superato l’esame della commissione provinciale per la valutazione dell’impatto ambientale (via). Il 22 febbraio scorso, con una determinazione, l’ingegner Carlo Poli, responsabile del settore Ambiente di Palazzi scaligeri, ha sancito la conclusione dello screening, cioè l’esame ambientale del progetto.
Proprio Poli, il 12 luglio dell’anno scorso, dispose che disegni e relazioni sul centro di riciclaggio fossero vagliati dalla commissione ambientale. E concesse una proroga al completamento dell’impianto entro il prossimo 7 settembre. La decisione di sottoporre gli incartamenti al gruppo di tecnici si basò sul fatto che, nel frattempo, erano state apportate modifiche al piano approvato dalla Provincia nel 2005 e nel 2007. Le nuove variazioni ottennero un permesso in sanatoria del Comune nel 2009. Le innovazioni riguardano gli uffici, i parcheggi e l’aumento in altezza del capannone di stoccaggio dei rottami e delle materie prime seconde (mps), per un utilizzo più agevole dei ragni per spostare materiali. Dopo aver ricevuto i documenti, gli esperti ambientali hanno ritenuto sufficienti le relazioni, elaborate dalla Colfer, con le proiezioni della futura attività del sito. Poli, in base al parere della commissione riportato nel verbale del 10 febbraio, ha escluso la necessità di sottoporre il piano ad un’ulteriore e più lunga valutazione di impatto ambientale. Il dirigente, inoltre, ha prescritto alla Colfer alcune azioni obbligatorie, una volta avviato l’impianto.
Poli ha stabilito che «vengano effettuati, con gli impianti in esercizio, appositi monitoraggi acustici, sia per i valori di fondo, sia per quelli differenziali, relativamente alle abitazioni più vicine». I controlli, secondo il tecnico, «dovranno avere cadenza annuale, per almeno tre anni». Il provvedimento è stato inviato al titolare della Colfer, Roberto Cobelli, e al Comune. Ora serviranno un paio di mesi perché il centro entri in funzione, il tempo necessario per chiedere e ottenere dalla Provincia la licenza finale. Intanto la ditta continuerà a commerciare, senza lavorarlo, il materiale già pronto per le fonderie. L’avvio del capannone, secondo i patti con l’amministrazione scaligera, consentirà la chiusura del vecchio sito per il riciclaggio, sempre della Colfer, a Coronini, ai piedi della collina di Custoza. Questo impianto, dal 21 dicembre del 2009 al 28 giugno del 2010, fu sequestrato dalla magistratura, in seguito a irregolarità rilevate dall’Arpav. Il centro, che aveva creato disagi ai residenti, una volta bonificato fu riaperto: l’attività in questi giorni è minima. Nelle relazioni depositate in Provincia, la Colfer evidenzia che la dismissione del vecchio sito porterà un miglioramento alla zona di Coronini. E alleggerirà la viabilità sulla provinciale per Valeggio e sulla comunale per Custoza.
Il capannone di via Sommacampagna, completato nell’aprile 2010, fu autorizzato dalla Provincia. L’edificio finì al centro di polemiche, per l’impatto sulla campagna. Gli Amici di Beppe Grillo di Villafranca definirono la costruzione, su area a destinazione agricola, in deroga al piano regolatore, un «ecomostro». Il Comune sospese i lavori per le difformità, oggi sanate, tra il piano depositato e le reali dimensioni del complesso.
Fabio Tomelleri

Al massimo entreranno 53 camion al giorno.
L’edificio di via Sommacampagna che assorbirà l’attività del centro di riciclaggio dei rottami a Coronini, è stato realizzato perché si trova più vicino al casello autostradale di Sommacampagna.

La Colfer, che è proprietaria dello stabile, ha costruito a sue spese la rotatoria del capitello di San Luigi, in via Portogallo, che consentirà ai tir provenienti da Sommacampagna di entrare nell’impianto senza intralciare il traffico.
L’azienda ha previsto che, al massimo della produzione, corrispondente a 1.660 tonnellate di rottami e mps (materie prime seconde) al giorno, ci saranno circa 53 camion in entrata e in uscita dal centro di riciclaggio. Cioè 6,6 passaggi all’ora, evitando le ore di punta.F.T.

Riaperto il cantiere dell'”Ecomostro”!

30 settembre, 2009
Cancello d'ingresso ditta Colfer senza sigilli

Cancello d'ingresso ditta Colfer senza sigilli

Eccoci qua, come promesso abbiamo vigilato!

A circa un anno dalla chiusura del cantiere per la costruzione del fabbricato destinato a deposito materiale ferrosi della ditta Colfer in via Sommacampagna a Villafranca di Verona, si assiste ora alla sua ripertura con consegeunte proseguo dei lavori.

Alcune domande sorgono spontanee: tutto si è risolto con il pagamento di una sanzione amministrativa? E’ stato condonato il metro di altezza in più di fabbricato incriminato?

Mah! Considerato il silenzio al quale stiamo assistendo sulle nostre richieste di informazioni all’amministrazione (nessuna istanza/proposta ha avuto risposta, contravvenendo a quanto scritto nello statuto comunale che prevede massimo 30 giorni massimi per dare una risposta)… ai posteri ardua sentenza. Ma questa amministrazione non doveva essere quella “vicina ai cittadini”? Quella che “non servono le consulte di quartiere/frazione: tutti gli assessori saranno a disposizione dei cittadini e presenti sul territorio” (parole di Mario Faccioli in campagna elettorale)?

Corrado Sonato

La Regione continua a scavare

23 settembre, 2009

AGGIORNAMENTO (29/09/2009): Il nostro post ha avuto risalto sulla stampa locale – Articolo su L’Arena

Non è passato tanto tempo che l’Arena riportava questo articolo:

L’Arena 08/08/2009

Cave, otto richieste e soltanto un via libera

  • VILLAFRANCA. Unica autorizzazione da Venezia per il sito di Pezze Corte vicino all’aeroportoLa commissione regionale blocca anche l’ampliamento dell’impianto a Quaderni Il sindaco soddisfatto

Una ruspa nella cava di Quaderni

Un piano del Comune per limitare le nuove cave ed impedire lo scempio del territorio. Lo propongono il sindaco Mario Faccioli e il suo vice Alessio Adami, reduci dall’incontro a Venezia con la commissione tecnica regionale, convocata per valutare otto richieste di apertura di siti per lo scavo di sabbia e ghiaia nel territorio villafranchese. Il risultato della riunione a Venezia, per il Comune, è stato confortante. La commissione ha dato il via libera solo a un impianto, quello di Pezze Corte, vicino all’aeroporto. Ha sospeso il giudizio per altri due interventi: l’ampliamento della cava Quaderni, a ovest della frazione, e la realizzazione della cava Colombara, vicina alla località Colombarotto.
Sull’allargamento della Quaderni, proposto dalla Bastian Beton, la Regione vuole ulteriori verifiche di compatibilità con le norme ambientali. Per il sito della Colombara, progettato dalla Sartori Movimento Terra, sarà necessario un sopralluogo dei tecnici per valutare l’impatto sulla viabilità. Cinque le richieste bocciate: furono presentate, assieme alle altre, tra il 2003 e il 2006. La prima istanza respinta è quella della Bastian Beton di abbassare il fondo della cava Quaderni già aperta. La commissione, ha bocciato quattro nuovi siti, proposte da ditte diverse: Quaderni, Quaderni ovest, Morenica e Rosegaferro.
«Le cinque richieste sono state respinte perché i siti che le riguardano sono nell’area tutelata dalla variante al piano regolatore approvata nel 2003», osserva soddisfatto il sindaco, «quando ero assessore all’ecologia». In quell’occasione il Comune definì un confine che taglia trasversalmente il territorio villafranchese, dalla località Coronini fino ad Alpo, a sud del quale la zona è tutelata dal Piano d’area Quadrante Europa (Paqe), che vieta l’apertura di nuove cave.
«È stato raggiunto un risultato positivo anche su Pezze Corte», osserva Adami, «perché i lotti scavati verranno riempiti, man mano che si esauriranno, con materiale di riporto, evitando la trasformazione in discarica, com’è avvenuto, invece, in altri casi». Assieme ai tecnici regionali, il Comune calcolerà quanta superficie manca per raggiungere la soglia del 3 per cento del totale delle aree agricole comunali, oltre la quale non è possibile l’apertura di nuove cave. I nuovi impianti di scavo saranno disciplinati con il piano cave del Comune.
«Lo allegheremo al Piano di assetto del territorio (Pat)», rivela il sindaco, «e servirà ad individuare sul territorio un’area dove potranno insediarsi le ditte per le escavazioni, applicando poi il principio di ricomposizione ambientale. Non vogliamo che il nostro territorio si riduca a groviera». «Il piano servirà a risolvere in via urgente il problema della continua richiesta di aprire cave», spiega Adami, «e la zona di Quaderni è la più bersagliata. Il territorio è fragile dal punto di vista idrogeologico. L’area destinata alle nuove cave deve essere ancora definita. È una proposta su cui possono convergere i Comuni limitrofi , vincolando a loro volta delle zone. Il piano, nel rispetto di chi investe sul territorio, sarà rivolto soprattutto alla tutela del cittadino, al quale verranno fornite le giuste spiegazioni».
Sulla questione dell’ampliamento della cava di Quaderni è intervenuto Andrea Marani, presidente della sezione di Verona dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance). «Finalmente in provincia di Verona c’è la possibilità di aprire una cava per reperire materie prime per il nostro lavoro», ha detto, «e per questo vogliamo che tutto si svolga nel pieno rispetto delle regole: siamo i primi che non vogliono deturpare il territorio, ma salvaguardarlo. È fondamentale un tavolo di confronto coordinato dalla Regione per trovare un punto di incontro».

Intanto la Regione Veneto ha approvato la VIA e relativo ampliamento della cava “Colombarotto”, ancora una volta le decisioni prese da questo ente non tengono conto di quanto il territorio Villafranchese sia gia abbastanza martoriato, senza rappresentare chi dovrebbe avere maggiore voce in capitolo su queste decisioni in primis i cittadini che lo abitano e in secondo luogo il Comune.

PS: sembra che all’ecomostro di via Sommacampagna della ditta Colfer di Cobelli Roberto siano stati tolti i sigilli

Ci stanno consumando il futuro! Costruiamo insieme una Provincia a 5 Stelle

18 maggio, 2009

discariche

AGGIORNAMENTO (19/05/2009): Uscita delibera di approvazione discarica Caluri

AGGIORNAMENTO (19/05/2009): “battesimo” televisivo per la Lista Verona Provincia Virtuosa e il candidato presidente Carlo Reggiani a Buongiorno Verona – Telearena. Intervista a Carlo Reggiani su L’Arena

Villafranca è stata e sembra destinata a rimanere territorio da saccheggiare con la “coltivazione di nuove cave”, da riempire poi con rifiuti speciali e i cosiddetti “inerti”, magari come quelli che giacciono a contatto con la falda a Caluri.

Ma non solo,  a Villafranca  quanti impianti di recupero “rifiuti” esistono che non conosciamo? Forse più di quelli che pensiamo,  ci fà piacere questa grande sensibilità, ma ciò che ci preoccupa maggiormente è il fatto che queste attività non stiano lavorando in regola con la “normativa vigente“, perche sul sito della regione si trovano molte diffide in tutto il territorio veronese.

E’ cosi difficile rispettare le leggi imposte? Quello che mi viene da pensare  è che per fare queste attività occorre disporre di tanti soldi, che non tutti sono disposti a spendere.

Tempo fa ci siamo occupati di quella struttura che poi abbiamo battezzato come “Ecomostro”, la ditta Colfer di Cobelli Roberto, che ha un impianto di raccolta e riciclo di materiale ferroso ai Coronini e che ha costruito una nuova grande struttura a Villafranca in via Sommacampagna. Di cosa ci siamo lamentati in quel caso? Visto il curriculum che la provincia ci ha messo a disposizione, qualche preoccupazione penso sia stata legittima e in ogni caso la struttura con una simile altezza non è proprio un gran bel vedere da qualsiasi punto di Villafranca. Per adesso la ditta è disposta ai sigilli, anche se nessuno penso ha la speranza che venga spostata o modificata, è solo questione di tempo, vista anche l’espansione in quella direzione che la zona industriale vuole prendere.

In questi giorni abbiamo cercato  informazioni sul sito della regione relative alla delibera sulla nuova discarica di Caluri e ci stiamo accorgendo che sono stati approvati diversi VIA (Valutazioni di impatto ambientale):

Discarica Ca’ Bianca di ZevioSiberie di Sommacampagna, Torretta di Legnago.

Con l’approvazione della regione, verrà riaperta la discarica di Caluri e questo ci lascia molto perplessi, specialmente per il fatto che la scelta è stata motivata dalla sicurezza che avremo in questa nuova cava/discarica. Si è detto più volte:  l’importante è che i controlli ci siano e funzionino e su questo la passata esperienza con la discarica Bastian Beton non ci ha lasciato un bel ricordo.

Ora, il fatto che sia stata approvata la discarica in un luogo cosi fragile dal punto di vista ambientale e vicino a dei lotti non ancora bonificati, considerato anche il fatto che poco distante sta per essere aperta la discarica delle Siberie e che il nostro territorio si trova a valle rispetto a Sommacampagna, non ci rende affatto tranquilli.

Chiediamo chiarezza sulle scelte per il nostro territorio e trasparenza sulle modalità con le quali vengono prese le decisioni:  le recenti deliberazioni prese hanno dimostrato come venga ignorato il dissenso di un intero consiglio comunale e di tanti cittadini che sicuramente conoscono meglio le problematiche del loro territorio!

E’ democrazia questa? Può questa gente rappresentarci? Ma la cosa che più ci preme dire è il 6/7 Giugno torneremo a votare per provinciali ed europee, pensiamo bene a chi deleghiamo le nostre scelte con il nostro voto, perchè stiamo decidendo il nostro futuro.

Simone Bernabè

SIGILLI ALL’ECOMOSTRO!

9 ottobre, 2008

AGGIORNAMENTO: articolo su L’Arena del 10/10/2008

Evidentemente qualcosa di strano c’e’ in questa storia.

Nelle ultime ore sono comparsi i sigilli ai cancelli del cantiere (su un foglio appeso si legge un cartello che recita “Cantiere sottoposto a sequesto preventivo posto a disposizione dall’Autorità Giudiziaria”) del nuovo insediamento da noi segnalato lo scorso 20 agosto come “un nuovo ecomostro” sul nostro territorio.

In questo momento non conosciamo le motivazioni del sequestro. E’ certo che seguiremo con molta attenzione gli sviluppi della vicenda.

Un nuovo ecomostro

20 agosto, 2008

AGGIORNAMENTO (26/08/2008): articolo su L’Arena

Sta prendendo vita giorno dopo giorno in questi mesi un nuovo ecomostro a Villafranca; appena hanno iniziato a costruirlo la gente ha iniziato a farsi domande, io per primo: ma cosa sta succedendo?

Una muraglia del genere “non c’azzecca” per niente con la grande pianura coltivata ai piedi dei monti Lessini. Come se non bastasse, da questa enorme base di cemento è nata una struttura prefabbricata altissima tre capannoni affiancati che hanno interamente coperto la bella visuale che avevamo. La struttura, da quel che si legge dal cartello sbiadito sul quale non compare alcuna informazione sui lavori, è di proprietà della Colfer di Cobelli Roberto (che ha già un punto di raccolta del ferro ai Coronini – vedi sotto).

Come può essere stato approvato un progetto del genere, in aperta campagna? Come si può non accorgersi che una struttura del genere è totalmente invasiva in un punto del genere e con queste altezze?

Ma la sovrintendenza ai beni architettonici e paesaggistici, così solerte a bloccare progetti di impianti fotovoltaici in tutta la provincia di Verona, che dice?

Diamo un’occhiatina a come si deve amministrare la raccolta del ferro: ogni ditta che svolge questa attività deve comunicarlo alla provincia, deve possedere una garanzia finanziaria (una polizza assicurativa e una fidejussoria), avere un numero valido di registro provinciale che deve essere rinnovato attraverso richiesta correlata di documentazione completa (ogni 5 anni o in caso di cambio attività di recupero), mantenere un registro di carico e scarico dei materiali che non devono comunque superare le 30 tonnellate di stoccaggio corrispondenti a circa 4 metri cubi. I rifiuti vengono catalogati per la normativa europea secondo una codifica chiamata CER decisa dalla Commissione europea 2001/118/CE il 16 gennaio 2001. Ogni due anni devono essere eseguite le analisi/test di cessione sui rifiuti o sulle materie prime seconde per capire quali codici assegnare nella prossima richiesta di rinnovo. Una ditta quindi può passare da rifiuti pericolosi, a non pericolosi dello stesso tipo e viceversa a seconda che l’analisi passi oppure no il limite imposto. La ditta non deve accettare materiali non autorizzati e cioè che non rientrano nei codici assegnati dall’apposita richiesta sopraccitata.

Ed è proprio per la violazione di tali regolamenti che leggiamo dal sito della Provincia di Verona che dallo scorso gennaio 2008 il sito ai Coronini ha avuto il divieto a proseguire l’attività emananto dall’ufficio ecologia dopo i sopralluoghi dell’ARPAV!

Un bel biglietto da visita per la nuova struttura!!!!

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Simone Bernabè


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