Stop al consumo di territorio

6 marzo, 2010 di Bernabe' Simone

Ieri sera ho partecipato a una delle bellissime serate che stanno organizzando per il mese di Marzo gli “Amici del Garda” insieme con gli  ”Amici del territorio” che ringrazio.

Ospiti il sindaco di Torri del Benaco Giorgio Passionelli con la sua vicenda del ricorso al TAR , ma la cosa che mi ha incuriosito di più è sentire il sindaco di Cassinetta di Lugagnano Domenico Finiguerra che è arrivato primo nella premiazione dei comuni virtuosi edizione 2008 sulla categoria di gestione del territorio.

Cassinetta di Lugagnano è un piccolo comune di 1800 abitanti in provincia di Milano, che grazie alla lista civica di questo sindaco, che è al suo secondo mandato con più del 60% di consenso; è riuscito a cambiare gli schemi della solita politica che progetta il futuro del territorio in base alle logiche di interesse economico e clientelare, tralasciando il bene dei suoi cittadini.

La sua ricetta è di una semplicità, che raccontata oggi diventa quasi disarmante:  Stop al consumo di territorio, che non vuol dire stop all’edilizia, perchè per recuperare gli edifici esistenti e diminuire il loro consumo energetico, di lavoro ce n’e’ fin troppo.

E mentre penso al nostro sindaco che rincorre il progetto del Chievo, quando a Villafranca non abbiamo ancora un parco degno di questo nome e a Vigasio e Trevenzuolo faranno sparire con il Motorcity 4 milioni e mezzo di metri quadri di territorio a destinazione agricola, vi lascio riflettere con il video della serata:

RICORDO MARTEDI 9 MARZO ore 20:45 L’ALTRA FACCIA DEL MOTORCITY.

Simone Bernabè

L’ALTRA FACCIA DEL MOTORCITY – Coopsette: i nuovi proprietari di Vigasio?

5 marzo, 2010 di carloreggiani

Serata informativa sul fotovoltaico

2 marzo, 2010 di carloreggiani

Salve a tutti,

in collaborazione con la gli Amici di Beppe Grillo di Villafranca, vi invitiamo a partecipare alla serata informativa sul tema del fotovoltaico.
Le serate informative  servono per capire innanzitutto cosa significa fotovoltaico, come funzionano gli incentivi statali del conto energia e perchè conviene aderire ad un gruppo d’acquisto solidale.

giovedì 4  marzo 21:00
sala della biblioteca comunale
Piazza Villafranchetta – Villafranca (VR)

Vi ricordiamo che la partecipazione alle serate è libera e gratuita.
Per qualsiasi informazione:

Gloria Testoni
tel 320366999
raenergiasolidale@gmail.com
www.raenergiasolidale.com

Ospedale Magalini: i cittadini non meritano di essere informati

26 febbraio, 2010 di carloreggiani

AGGIORNAMENTO: presentata allo ore 11:45 di oggi venerdì 26/02/2010 la lista civica Nogara Virtuosa. Alle 17 presentazione della lista civica Vigasio Comune Virtuoso. Grazie a tutti i cittadini che hanno firmato per permettere questo risultato!

Siamo usciti dal blog. Era capitato solo con le elezioni del 2008, sugli stalli elettorali.

Dopo vari tentativi di avere risposte alle nostre domande sul progetto del nuovo ospedale Magalini, dopo aver presentato una istanza lo scorso 11 novembre 2009 e poi ancora l’8 gennaio 2010 (ad oggi nessuna risposta), finalmente la convocazione per il 23 febbraio 2010 di un consiglio comunale straordinario per illustrare a tutta la cittadinanza (consiglieri, assessori e sindaco compresi) come la Regione Veneto ha deciso di spendere 40 milioni di euro.

Venerdì scorso, verso sera, la notizia del rinvio del consiglio comunale straordinario a dopo la conclusione della gara europea appena iniziata con la pubblicazione del bando regionale.

Mentre discutevamo delle reali motivazioni del rinvio (la campagna elettorale evidentemente non permette leggerezze), solo ieri pomeriggio abbiamo scoperto che al Magalini la Regione Veneto aveva convocato in mattinata una conferenza stampa con l’assessore Sandro Sandri e il direttore dell’ULSS 22 Alessandro Dall’Ora per illustrare il progetto del nuovo ospedale.

Siamo riusciti a mandare un comunicato stampa, pubblicato oggi su L’Arena.

Avevano già appeso i manifesti a Villafranca e nei paesi vicini per invitare i cittadini al Consiglio

Avevano già appeso i manifesti a Villafranca e nei paesi vicini per invitare i cittadini al Consiglio comunale sull’ospedale, previsto per martedì scorso e poi annullato. Dopo la conferenza stampa di ieri, gli Amici di Beppe Grillo sono passati al contrattacco, criticando il modo con cui Regione e Ulss hanno presentato il progetto del nuovo Magalini. «Abbiamo cercato di far riflettere i cittadini sulla scelta dell’intervento», spiega Carlo Reggiani, «e li abbiamo invitati al Consiglio straordinario, annullato all’ultimo minuto con la scusa della gara d’appalto in corso. Ai cittadini non è stato permesso di conoscere in prima persona le scelte che questa politica sta compiendo con i soldi di tutti».
Per Reggiani «ai villafranchesi non sono state date spiegazioni in Consiglio, preferendo una più semplice visibilità attraverso una conferenza stampa. Ancora una volta sono usati solo per raccogliere consenso. Non possiamo che tornare a condannare questo modo di concepire l’amministrazione del bene comune». «La politica sta sacrificando 40 milioni di euro pubblici», conclude Reggiani, «per una soluzione che non darà servizi alla cittadinanza».F.T.

Ma la vera spiegazione del motivo del perchè è stato annullato il consiglio comunale straordinario, dopo lo spot elettorale di Sandri, l’ha data Dall’Ora:

La decisione è presa: non c’è più niente da discutere.

Complimenti!

Carlo Reggiani

PS: ma dove è il nostro sindaco?

Corso “Smonta & Rimonta”: l’informatica sostenibile e solidale

22 febbraio, 2010 di Cristiano Cinotti

I nostri Personal Computer sono costretti a diventare “obsoleti” sempre più velocemente a causa del frenetico rincorrersi di vere o presunte “novità” hardware e software e dei prezzi di acquisto del nuovo sempre più bassi.

Ma che fine fanno i nostri rifiuti tecnologici prematuri?

Secono il rapporto globale di GreenpeaceToxic Tech : non nel nostro cortile del 2008, un ammasso di materiali tossici e plastiche dismesse transita per la gran parte in circuiti poco noti o del tutto sconosciuti, e spesso finisce nei paesi in via di sviluppo, che talvolta ne accettano l’importazione per disperazione o perchè non hanno gli strumenti per impedirla. Persino l’Unione Europea, che ha varato regole più severe di altre aree del mondo, nei fatti non sa che fine fanno il 75 per cento dei rifiuti hi-tech che produce.

Assumono quindi particolare importanza le iniziative come quella degli amici dell’ Officina S3 di Sommacampagna che, proseguendo nel loro impegno per la diffusione del software libero e del riutilizzo dell’hardware precocemente dismesso, hanno organizzato la terza edizione del corso: Smonta & Rimonta.

Parte martedi 23 febbraio 2010 alle 21:00 presso la loro sede un ciclo di lezioni teoriche e pratiche volte a formare un piccolo gruppo di persone all’attività del trashware, ossia il ricavare macchine funzionanti, dotate di software libero, da computer dismessi. Il costo del corso compresa la quota sociale e’ di 30 euro. Per informazioni e prenotazioni info@os-3.org oppure direttamente presso la loro sede a Sommacampagna Via Carlo Alberto 25/A il martedì dalle 18:30 alle 22.

Di seguito il calendario del corso:

Interrogazione sui prodotti biologici nelle mense scolastiche

18 febbraio, 2010 di Bernabe' Simone

CLICCA QUI PER SCARICARE L’INTERROGAZIONE

Al Signor Presidente del Consiglio Comunale
del Comune di Villafranca (VR)

e p.c. Al Sindaco del Comune di Villafranca
All’Assessore all’Istruzione del Comune di Villafranca

Villafranca, 16 febbraio 2010

Oggetto: Interrogazione al Consiglio comunale, art. 21 dello Statuto comunale e all’art. 41 Regolamento – Introduzione dei prodotti biologici nelle mense scolastiche ai sensi della legge nazionale 488/1999 e legge regionale 6/2002.

Illustre Presidente Maurizio Facincani,

premesso

- che la legge nazionale n. 488/1999 all’art. 59, comma 4 recita: “Per garantire la promozione della produzione agricola biologica e di qualità, le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche ed ospedaliere prevedono nelle diete giornaliere l’utilizzazione di prodotti biologici, tipici e tradizionali nonché di quelli a denominazione protetta, tenendo conto delle linee guida e delle altre raccomandazioni dell’Istituto nazionale della nutrizione. Gli appalti pubblici di servizi relativi alla ristorazione delle istituzioni suddette sono aggiudicati ai sensi dell’articolo 23, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.157, e successive modificazioni, attribuendo valore preminente all’elemento relativo alla qualità dei prodotti agricoli offerti.

- che la legge regionale 6/2002 all’art 2 recita: “Utilizzo dei prodotti agricoli di origine regionale nei servizi di ristorazione collettiva affidati da enti pubblici

1. I servizi di ristorazione collettiva affidati da enti pubblici devono garantire che nella preparazione dei pasti siano utilizzati prodotti agricoli di origine regionale in misura non inferiore al 50 per cento, in termini di valore, dei prodotti agricoli, anche trasformati, complessivamente utilizzati su base annua.

2. Negli appalti pubblici di servizi o di forniture di prodotti alimentari ed agroalimentari destinati alla ristorazione collettiva costituisce titolo preferenziale per l’aggiudicazione, l’utilizzo di prodotti agricoli di origine regionale in misura superiore alla percentuale di cui al comma 1. Sono fatti salvi i contratti in essere al momento dell’entrata in vigore della presente legge, fino alla loro scadenza.

3. L’utilizzazione di prodotti agricoli di origine regionale nella preparazione dei pasti forniti dai gestori dei servizi di ristorazione collettiva affidati da enti pubblici deve risultare espressamente attraverso l’impiego di idonei strumenti di informazione agli utenti dei servizi.

- che il problema alimentare riveste oggi un ruolo di estrema importanza nel condizionare lo stato di salute dei cittadini

- che la certificazione biologica è un requisito importante per un’alimentazione sana, priva di pesticidi

- che non si tiene conto degli effetti dei pesticidi sui bambini che assorbono maggiori quantità di residui poichè mangiano di più in proporzione al loro peso corporeo e i cui organi sono ancora in fase di sviluppo, quindi più vulnerabili e che la compresenza di residui di più fitofarmaci contemporaneamente produce effetti dalle conseguenze ancora sconosciute

- che l’introduzione del cibo biologico a scuola asseconda la consapevolezza che le abitudini alimentari rappresentino un importante strumento di acquisizione dei modelli culturali e comportamentali che influiranno poi sulle scelte del bambino in tutte le fasi della crescita

- che mangiare biologico e locale vuol dire anche sostenere la “filiera corta” per incentivare i nostri produttori locali e nello stesso tempo tutelare l’ambiente nella misura in cui si evita l’inquinamento dei mezzi di trasporto e l’utilizzo di tecniche di produzione intensive

si chiede

quale tipologia di prodotti siano stati introdotti nelle mense scolastiche del nostro comune.

Inoltre si propone  nel caso vengano consumati esclusivamente o parzialmente prodotti convenzionali, che venga data priorità a prodotti esclusivamente biologici e locali in osservanza alla leggi di cui sopra e che nelle prossime assegnazioni di appalti di ristorazione delle mense scolastiche si preveda espressamente l’utilizzo di prodotti derivanti da agricoltura biologica certificata e di produzione locale.

Con osservanza

A nome del gruppo Amici di Beppe Grillo di Villafranca

Sara Vallan, Simone Bernabè

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Segnaliamo la serata organizzata con Piero Ricca dagli amici di  NogaraOnLine.net e Articolo54
Appuntamento a Nogara venerdì 19 febbraio, alle ore 21.00, sala consiliare.

Vi aspettiamo!

Parco del Tione: parliamone con il sindaco Mario Faccioli

17 febbraio, 2010 di carloreggiani

Elia Di Giovine da più di 12 anni si batte per dare a Villafranca un  parco urbano degno dello status di città che questa comunità di oltre 32.000 abitanti ha raggiunto. In tutti questi anni non si contano le iniziative, le istanze presentate ai consigli comunali, i convegni organizzati.

Dopo varie vicessitudini siamo quasi arrivati ad avere il parco: il commissario Faillaci nel 2007 diede il via ai lavori per il parco progettato dalla giunta Zanolli (con relativa spesa a carico dei cittadini), lavori formalmente conclusi ma che non hanno mai consegnato il parco alla città.

Fino alla novità di fine 2009: il sindaco Mario Faccioli annuncia alla stampa, prima che ai cittadini (non c’è traccia di questo progetto nel programma elettorale, ne in quello amministrativo, ne nelle discussioni in consiglio comunale), che al posto del parco avremo la “Città dello Sport”, ossia gli impianti per gli allenamenti ed i  ritiri della società sportiva del Chievo Calcio.

Elia, dopo questo annuncio, ha prontamente presentato una istanza al sindaco, istanza che ad oggi non ha ancora avuto alcuna risposta (ricordate il “legittimo impedimento” nella seduta del consiglio comunale di dicembre?).

Ieri Elia si è presentato in Municipio per chiedere all’architetto Toffali (dirigente ufficio tecnico) dettagli del progetto.  E’ finito a parlare con il sindaco Mario Faccioli.

La parola ad Elia. E ovviamente al sindaco se desidera replicare: questo spazio è sempre a disposizione per il dialogo costruttivo e trasparente con i cittadini.

Carlo Reggiani

PS: rimaniano comunque in attesa delle risposte in consiglio comunale.

Al pomeriggio mi incontro con l’architetto Toffali per sapere perchè il parco non viene aperto al pubblico.

Per l’arch. Toffali (per due volte ha insistito che io parlassi con il sindaco):
- il parco è collaudato e agibile, per sicurezza è stata messa una barriera provvisoria per impedire l’accesso da via Calatafimi (strada che conduce al ponte e agli impianti),
- il sindaco aveva detto di soprassedere alla costruzione della barriera fissa.

Dopo alcuni chiarimenti sul nuovo progetto Chievo, andiamo dal sindaco.

Secondo il Sindaco Faccioli,
- il parco del Tione non esiste, è solo un viale pericoloso di aiuole con asse sporgenti che stanno marcendo;
- non è stato collaudato e, senza una variante al Prg, è irregolare;
- per ampliarlo si devono
comprare i terreni, servono soldi che non abbiamo, perché per il comune è prioritaria la sistemazione delle scuole…(non è servito fargli notare che si spendono soldi pure per rotonde in via quadrato al consorzio, a Le Chè e altre opere non urgenti e indispensabili…);
- invece il progetto del centro sportivo Chievo si trova nel posto giusto in continuità con gli impianti sportivi esistenti;
-
quando gli faccio vedere il disegno del Parco Tione proposto nel 1998 (v. allegato) e asserisco che quello è il modo razionale di pensare a una città modello dotata di un parco cittadino ben inserito nel centro urbano e in continuità con il futuro parco fluviale regionale del Tione, lui ribatte: che non ci sono i soldi per mantenerlo e che c’è il pericolo che diventi un luogo di degrado urbano;
-
e ancora incalzante, dandomi del tu: “fammi vedere dove trovi i soldi, con il patto di stabilità non è possibile più alcuna spesa!” (non è servito rispondergli che conosco i bilanci e che se si vuole si trovano..)
- un parco cittadino non serve, basta quello lungo le rive del Tione che si estende fino a Custoza(?);
-
gli faccio osservare che i comuni di S. Giovanni L., S. Bonifacio, Erbè, Bovolone sono dotati di pachi ben più ampi, risposta …” meglio investire in una struttura di 12 milioni che in futuro diventerà patrimonio per il comune”;
-
gli chiedo perché non si sposta il progetto nell’area più a nord lungo la bretellina per Valeggio, risposta: “…. sono terreni dei privati (…come se i terreni dati del comune dell’ex marcato delle pesche -80.000 mq- dati in uso a Campedelli non avessero valore!) e non si può spendere…”
-
sbotto allora che sia Campedelli a comprarsi quei terreni, risposta: “… in tal caso non c’è alcun interesse a venire a Villafranca…”
- per il sindaco non è vero che il comune dovrà spendere 2.000.000 di euro, dice seccato
non è vero, chi lo dice?…vengono finanziate dalla Regione…
- ribatto che la Regione finanzia solo 900.000 euro, mente le spese alla fine con gli espropri e quelle già sostenute per il comune saliranno a 5.600.000 euro (meno le 900.000 della regione)…
- e ci lasciamo in sala Giunta con il mio appello: “Sindaco faccia l’interesse di tutti i cittadini per un città migliore“…
- e lui: “… lo faccio, non c’è stato nessun sindaco che ha portato in comune progetti per 30 milioni

ACQUA: Villafranca batte un colpo

14 febbraio, 2010 di carloreggiani

Venerdì sono arrivate due belle notizie.

La prima: il consiglio comunale di Torino ha approvato la modifica dello statuto comunale per inserire le proposte arrivate dai cittadini riuniti e dai comitati riuniti nel Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. I cittadini chiedevano di inserire nello statuto, la “carta costituzionale” del proprio Comune, parole chiare e inequivocabili a difesa dell’acqua come bene comune non mercificabile in nessun modo, un atto politico forte in contrapposizione con quanto i governi di sinistra (Prodi) e di destra (Berlusconi) stanno cercando di fare: privatizzare il servizio idrico nazionale aprendo le porte alle grandi multinazionali, soprattuto estere, specializzate nel settore. Torino si aggiunge alle decine di comuni italiani che hanno già modificato il loro statuto comunale.

In cassetta della posta la seconda buona notizia: il presidente del consiglio comunale di Villafranca, dott. Maurizio Facincani, ci ha inviato la risposta scritta alla nostra proposta di modifica dello statuto comunale. Già il fatto di aver finalmente ricevuto una risposta coerente con i dettami del nostro regolamento comunale è una notizia (rimaniamo in fiduciosa attesa di risposta per le decine di istanze presentante negli ultimi mesi). Ci scrive il presidente del consiglio comunale, Maurizio Facincani:

Oggetto: Interrogazione al Consiglio comunale, art. 21 dello Statuto comunale – art. 42 del Regolamento –  ”Modifica ed integrazione dello statuto comunale, definizione dei servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica” presentata dai signori: prof. Ivo Mondini, Simone Bernabè, Caro Reggiani e Della Valle Giuseppe.”

Trasmetto il parere del segretario reggente formulato a seguito della mia richiesta di inserimento del punto, in oggetto indicato, per esame-approvazione del Consiglio Comunale.

Se ritenete possiamo affrontare il tema di grande rilevanza con modalità propositive quali una proposta di mozione.

Cordiali saluti

Il Presidente del Consiglio Comunale (dott. Maurizio Facincani)”

Le note prodotte dal segretario reggente, dott. Francesco Botta, recitano:

(…) Le modifiche richieste rientrano in una materia coperta da riserva di legge e, pertanto, esorbitano dalle competenze dello statuto. Infatti la definizione di servizi pubblici locali a rilevanza economica o meno e le relative forme di gestione sono disciplinate dall’art. 113 del Dlgs 267/2000 (oggetto di recenti normative introdotte dal D.L. 135/2009).

Pertanto è possibile effettuare le convocazioni richieste (commissioni e capigruppo) ma nel corso delle riunioni occorre evidenziare quanto sopra.

Ma certo che la tutela dell’acqua come bene pubblico non rientra nei poteri delle amministrazioni comunali. Lo sappiamo! Come bene lo sanno i consiglieri comunali di Torino insieme alle decine di amministratori comunali che hanno già deciso di impegnare politicamente i consigli comunali e tutti i loro cittadini per difendere un bene primario per la vita dagli attacchi delle potenti lobby dell’acqua privata.

Una scelta POLITICA: questo chiediamo ai nostri amministratori.

Grazie Presidente per la risposta: attendiamo ora di vedere un deciso atto politico coerente con le posizioni del sindaco (sulla stampa subito dopo il voto in Parlamento che ha imposto la privatizzazione dei servizi idrici), di vari assessori e consiglieri di maggioranza e minoranza da me personalmente interpellati. Speriamo di vedere presto inserito nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale di Villafranca la proposta di modifica dello statuto.

Difendiamo insieme il diritto all’acqua pubblica!

Carlo Reggiani

PS: Visitate il blog e sostenete con noi il Comitato Veronese Acqua Bene Comune.

Cosa mangiano i nostri bambini a scuola?

8 febbraio, 2010 di Bernabe' Simone

Mi è capitato di leggere un articolo molto interessante sulla regione Veneto (grazie Silvia):

La legge nazionale 488/1999 e quella regionale (Veneto) 6/2002 impongono l’utilizzo quotidiano di prodotti biologici. Da questa indagine, condotta da luglio a settembre 2009 e concentrata sulla ristorazione scolastica pubblica dei comuni di maggiore dimensione (sopra i 10.000 abitanti), è risultato, in estrema sintesi, che quasi i due terzi del campione esaminato (60,61%) utilizza quotidianamente almeno alcuni prodotti biologici. Il rimanente, ovvero quasi il 40% (il 39,39%), è ancora inadempiente al dettato legislativo, cioè non li usa poco o quasi mai. A dire il vero va segnalato che la metà di questi ultimi, il 21,21%, dichiara di mangiare “biologico” più volte alla settimana, ma non tutti i giorni.

E a Villafranca cosa mangiano i nostri bambini? Che cibi hanno deciso di portare i nostri “dipendenti” nelle scuole pubbliche?

Siamo sempre preoccupati di dare ai nostri figli il meglio che possiamo, l’alimentazione penso sia una delle cose più importanti; mangiare biologico non ha prezzi tanto più esorbitanti di ciò che paghiamo per il cibo tradizionale (la scuola può diventare un grande GAS Gruppo Acquisto Solidale), con il vantaggio però di avere una certificazione importante per salvaguardare la salute dei nostri ragazzi.

l’Associazione nazionale della ristorazione collettiva e servizi vari ANGEM, ci dice che un bando di gara su quattro per il servizio mensa, nel 2009, è stato aggiudicato con il criterio del massimo ribasso (cioè pagando il meno possibile).

Ricordiamoci che l’agricoltura biologica è priva di pesticidi e che i limiti di legge sui fitofarmaci sono tarati su un consumatore adulto. C’e’ da considerare anche, che l’effetto contemporaneo di più fitofarmaci, non ha ancora avuto studi accurati che ne verifichino l’innocuità (anzi ce ne sono molti che ne dimostrano l’esatto contrario).

Quale modo migliore allora di incentivare nei nostri territori l’agricoltura di qualità e la ripresa delle aziende, portando nelle mense scolastiche prodotti biologici?

Non ci resta allora che chiedere ai nostri dipendenti, se non l’hanno già fatto: cosa state aspettando?

Porteremo una nuova istanza sull’argomento in questi giorni e vi pubblicheremo anche la risposta(se ci sarà), tornate a trovarci.

Nel frattempo segnaliamo alle Amministrazioni comunali, alle scuole e agli enti (pubblici o privati) che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere, ai medici pediatri, ai dietisti, alle imprese di ristorazione, la giornata che si svolgerà a Padova da Veneto Agricoltura a riguardo.

e il pieghevole dei  seminari.

RICORDIAMO MERCOLEDI 10 LA SERATA “BAMBINI A COSTO ZERO”

VI ASPETTIAMO NUMEROSI.

Simone Bernabè, Sara Vallan.

E’ questa la nostra risposta alla crisi economica?

27 gennaio, 2010 di carloreggiani

Non so voi, ma avere degli schiavisti come vicini di casa (e non parlo solo dei cinesi arrestati, ma soprattutto della rete che ha fatto finire questa merce nei negozi della nostra provincia) non mi lascia indifferente, come non mi hanno lasciato per nulla indifferente i servizio di Report Disoccupati del Lusso e Una poltrona per due .

Attendiamo risposte. E che siano degne di un paese e di una comunità che si considera civile.

Carlo Reggiani

PS: il 9 febbraio, dopocena, tenetevi liberi: parleremo di legalità a Villafranca. Dettagli nei prossimi giorni.

da L’Arena OnLine del 27/01/2010

Laboratorio clandestino cinese
scoperto a Villafranca: due arresti

Villafranca. Le fiamme gialle di Villafranca, in collaborazione con funzionari dell’Inps di Verona, hanno scoperto un laboratorio clandestino cinese e individuato quattro lavoratori in nero, due dei quali sono stati arrestati per violazione delle norme sull’immigrazione clandestina. I due cinesi in manette erano già colpiti da provvedimenti di espulsione, emessi dalle Questure di Milano e Reggio Emilia. Avevano solo cambiato città senza allontanarsi dall’Italia. Denunciato anche il titolare della ditta per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, non nuovo a questo tipo di reato e già denunciato a marzo del 2009. L’azione è stata resa difficoltosa dalla presenza all’esterno dell’azienda di telecamere posizionate per prevenire eventuali controlli. I finanzieri hanno aggirato l’ostacolo arrivando al capannone attraverso i campi. Nel laboratorio venivano prodotti giubbini di una griffe famosa, capi che solitamente, secondo le indicazioni delle Fiamme Gialle, si possono trovare esposti in vendita ad oltre 800 euro in diversi negozi della provincia di Verona, mentre per la loro realizzazione all’artigiano cinese venivano pagati 27 euro a capo.

AGGIORNAMENTO: la notizia è dell’11 gennaio scorso, ma ci tocca comunque molto da vicino (dal Gazzettino OnLine)

Rosarno padovana: «Costretto a vivere in stalla e a lavorare 12 ore al giorno»

La denuncia: anche a Nordest c’è chi vive come uno schiavo
«Pagati pochi euro e picchiati, ma solo pochi denunciano»