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Comuni virtuosi, quando iniziamo a copiare seriamente?

14 gennaio, 2011

Apprendiamo con molta soddisfazione che finalmente l’idea dei pannolini lavabili ha avuto dei risultati, come pure l’abolizione delle borse di plastica, iniziando  il riuso di quelle di stoffa. Tutto quello che abbiamo  proposto già da tempo sembra essere andato in porto, ma di buone pratiche che permettono di far guadagnare soldi, migliorando l’ambiente in cui viviamo ce ne sarebbero a bizzeffe. L’obbiettivo di un comune che vuole sconfiggere la crisi, migliorando le condizioni di vita dei suoi cittadini, deve essere quello di studiare e cercare tutte quelle politiche che permettono di arrivare a “RIFIUTI ZERO“. Non lo diciamo noi, ma lo dicono tanti comuni che hanno sperimentato sulle proprie finanze che si può fare!

Ecco un’altra iniziativa che merita l’attenzione del nostro assessore Adami e che proponiamo:

100.000 bottiglie di plastica in meno nelle scuole con l’acqua in brocca

Ogni settimana sono 1.890 le bottiglie di plastica non immesse nell’ambiente

OLTRE 100 MILA  BOTTIGLIE IN PLASTICA RISPARMIATE  CON  L’INTRODUZIONE DELL’ACQUA DI RUBINETTO SULLE MENSE  SCOLASTICHE
Grazie al progetto ‘Acqua Buona’ varato dal Comune insieme ad Acque spa

brocca49010_120_013 (Small)Oltre 100 mila bottiglie di acqua minerale in meno con un risparmio di 5.000 chilogrammi di plastica e di 3.000  chilogrammi di CO2 in atmosfera.
E’ l’ottimo risultato del progetto ‘Acqua Buona’ nelle mense scolastiche avviato nell’anno scolastico 2009-2010.
Un bilancio davvero lusinghiero per il progetto varato dal Comune di Capannori insieme ad ‘Acque spa’ a partire dal 2007 in via sperimentale e poi entrato  a pieno regime nel 2009 con il coinvolgimento di tutte le 22 scuole comunali grazie ad un protocollo firmato con i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi.
Da tempo, quindi, sulle mense scolastiche i 2.500 studenti capannoresi interessati non trovano più la bottiglia di plastica con l’acqua minerale proveniente da varie parti d’Italia, bensì una brocca in vetro fornita da ‘Acque spa’ con l’acqua di rubinetto che viene periodicamente analizzata. I risultati delle analisi chimiche vengono anche affissi all’interno della scuola per dare evidenza dell’ottima qualità dell’acqua utilizzata.
“Siamo davvero molto soddisfatti dei risultati di questo progetto – dichiara l’assessore all’ambiente Alessio Ciacci -, che è una delle azioni più importanti portate avanti dall’amministrazione comunale per ridurre la produzione dei rifiuti e che ci ha portato un risparmio economico ed un risparmio ‘ambientale’. Una ‘buona pratica’  che ha  una forte valenza educativa per i giovani studenti, che fin da piccoli imparano il rispetto dell’ambiente e l’importanza delle risorse naturali locali come l’acqua. E’ importante infatti diffondere una corretta informazione sulla qualità dell’acqua di rubinetto e su quella minerale. La prima infatti ha sicuramente meno inquinanti, perché per legge questi devono essere inferiori rispetto a quelli presenti nell’acqua minerale. I controlli effettuati sulle acque in bottiglia inoltre sono molto meno frequenti di quelli realizzati sugli acquedotti. L’acqua è un bene comune fondamentale ed è importante che sia sottratta da pericolose logiche commerciali –  conclude Ciacci – e sia invece tutelata e valorizzata come un bene pubblico fondamentale per la comunità. Il messaggio che passa però è che le acque minerali siano migliori grazie a imponenti campagne pubblicitarie che fanno sì che l’Italia sia il paese europeo con il maggior consumo pro capite di acque in bottiglia”.
Visto il successo il progetto proseguirà anche nei prossimi anni scolastici.
Le scuole che partecipano ad ‘Aqcua buona’ sono: scuole dell’infanzia di Lunata, Badia Borgonuovo, Camigliano, Castelvecchio, Colognora, Guamo, Lammari, Lappato, Marlia, S. Leonardo in Treponzio. Scuole primarie di Lunata, Camigliano, Colle di Compito, Guamo, Lammari, Marlia, Massa Macinaia, Segromigno Monte, S.Ginese. Scuole medie di Lammari e Camigliano.

Simone Bernabè

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Incontro nazionale delle liste civiche a Firenze.

10 marzo, 2009

cartafirenze

Domenica finalmente abbiamo trasformato anni di discussione dei meetup di tutta Italia, in una carta che rappresenta i punti comuni a tutti i gruppi sparsi nel territorio nazionale che vorranno portare un programma e creare una lista civica per le elezioni comunali. A Villafranca abbiamo anticipato i tempi: siamo partiti con questa convinzione con un programma e con la nostra lista civica già ad Aprile 2008  e non ci siamo mai fermati a lottare per le nostre 5 stelle.  Cari cittadini non siete ancora stufi di farvi prendere in giro dalle solite facce della politica? Sicuramente i nostri 630 elettori presumo di si. Anche a Villafranca sono passati gli anni, sono cambiate le amministrazioni, prima destra, poi sinistra, ancora destra, cosa è cambiato? Vedo facce deluse,  stanche, sento critiche, sfiducia abbiamo un opportunità ogni 5 anni quando va male, di dare un po’ di aria fresca, di cambiare un po’ le logiche che ci governano. Mario Faccioli ha vinto le ultime elezioni con più del 60% dei voti, un grande successo. E’ ancora presto per fare un bilancio della sua amministrazione,  ma quello che noi come gruppo ci stiamo già chiedendo è:  il nostro sindaco, la sua giunta, la nuova amministrazione sta governando la città nel modo giusto? Ma sopratutto noi, come cittadini, ci stiamo interessando perchè questo avvenga?

La nostra “Carta di Firenze” parla chiaro su come vogliamo sia amministrato il nostro comune.  Molti cittadini sono stufi di sentire la parola politica, sono nauseati dalla parola partito, sentono questa cosa come qualcosa di lontano rispetto a ciò che vivono ogni giorno, allora io dico leggetevi questo documento non è un libro, è un foglio, ma rappresenta un programma democraticamente pensato per i veri valori che conosciamo da sempre:  si parla di acqua pubblica, di salute, di risparmio economico ed energetico, si parla di sviluppo,  certamente, ma si parla anche di ecosostenibilità, di recupero del nostro territorio e non certo di continua cementificazione senza senso.

Paul Connect docente di chimica ambientale St. Lawrence University è più di 22 anni che studia i rifiuti e ci dice che quando abbiamo uno scarto che non possiamo riciclare,  stiamo commettendo degli errori di progettazione e dobbiamo ripensare a tutta la filiera del rifiuto, dalla produzione nelle aziende al riciclo del consumatore, in una logica di riduzione e riutilizzo. La cosa più sbagliata che possiamo fare è bruciare i rifiuti in un inceneritore, in quella maniera trasformiamo una materia prima in uno scarto non riutilizzabile e tossico.

Nel nostro comune non abbiamo ancora esteso il sistema porta a porta a tutto il territorio e mentre aspettiamo pensando all’estetica nella nostra pigrizia,  i cassonetti si riempiono di porcherie, migliaia di rifiuti escono dalla nostra provincia con grandi costi per i cittadini e nella logica di creare nuovi inceneritori come Ca’ Del Bue. Un inceneritore costa 200 milioni di euro, un centro di riciclo di Vedelago  ne costa 5 con il progetto non di creare nuove discariche per rifiuti tossici, ma di eliminarle definitivamente.

Abbiamo un inquinamento molto alto di polveri PM10, ma non sappiamo precisamente quanto se non in zone che non fanno testo per la città,  non abbiamo una centralina di rilevazione fissa in centro, non si trovano i soldi e intanto i camion continuano a scorrere nelle tre vie principali, tanto l’inquinamento da trasporto è il meno, sono le caldaie che inquinano di più? Allora aspettiamo un nuovo piano di studi sull’inquinamento che rimanderà ancora chissà per quanto la questione.

Se non vogliamo sentir parlare di politica, forse la nostra attenzione deve essere rivolta un po’ di più alla nostra salute, al luogo in cui dobbiamo vivere e se non abbiamo abbastanza rispetto per noi stessi, forse dovremmo averlo per i nostri figli ai quali lasciamo l’eredità delle nostre scelte!

Simone Bernabè

Vi lascio ai video della giornata:
Introduzione di Beppe Grillo e intervento di Marco Travaglio

Matteo Incerti sui rifiuti

Maurizio Gotta sul digital divide

Jacopo Fo

Sonia Alfano


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