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Prodotti derivati: gli analisti finanziari ci danno ragione!

9 novembre, 2008

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I prodotti derivati sono una scommessa di tipo speculativo fatta con i soldi dei cittadini. Ma sono una scommessa non tra pari: se vincono i cittadini vincono una cifra ben determinata e limitata, mentre SE VINCONO LE BANCHE POSSONO VINCERE SENZA LIMITI!

Tre settimane fa siamo andati a trovare il nuovo segretario comunale, il dott. Giuseppe Giuliano: le nostre istanze, quella sulla discarica di Caluri e sui prodotti derivati, giacciono da mesi nei cassetti del municipio, in barba ai dettami del nostro statuto che indica 30 giorni di tempo massimo per la risposta.

L’accelerare della crisi finanziari di quest’autunno ci ha costretti ad un richiamo verso i nostri dipendenti rispetto le nostre domande: la difficoltà con le quale le banche si prestano denaro tra loro stava facendo lievitare pericolosamente il valore dell’Euribor verso il valore soglia sopra il quale i nostri prodotti derivati sarebbero diventati una vera catastrofe per le casse comunali.

Il segretario comunale, chiedendoci di pazientare ancora qualche settimana, ci aveva promesso una risposta alle due istanze sui derivati dopo aver interpellato (gratuitamente!) gli esperti de Il Sole24 Ore – Inserto Plus.

A dire la verità, nella nostra seconda istanza al sindaco, noi avevamo chiesto di poter avere i contratti per farli analizzare da analisti finanziari indipendenti. Sempre il segretario ci ha promesso che, con la risposta del Sole24, avremmo avuto anche copie dei contratti.

Sul giornale di sabato 8/11/2008 l’analisi dell’avvocato Massimiliamo Palumbaro di Cfi Advisor di Percara:

I due contratti swap sottoscritti da Comune di Villafranca di Verona con Banca Monte dei Paschi di Siena (Bmps) e Banco di Bresia hanno prodotto sino ad oggi incassi, ma i rischi che l’ente ha corso e corre ancora sono notevolmente maggiori dei benefici ottenuti. Infatti, a non far peggiorare i contratti dell’ente locale è stata soltanto la riduzione “pilotata” di questi giorni del tasso variabile Euribor a sei mesi: la certezza che il calo avvenga però anche nei prossimi mesi è da valutare attentamente vista la mancanza di fiducia che regna sovrana su mercati finanziari di questi ultimi mesi.
(…)

Veniamo alla parte più tecnica ma anche più inquietate:

Date le caratteristiche dei contratti, se il livello barriera non viene superato dall’Euribo 6Mesi il Comune ottine un vantaggio in quanto il tasso incassato (5.90%) è più alto di quello pagato, mentre in caso contrario subirebbe perdite piuttosto elevate e, cosa ancora iù grave, senza alcun limite massimo. (…)

Più avanti nell’articolo, dopo i dettagli tecnici del funzionamento del contratto (dove scopriamo che le banche hanno incassato fino ad ora 276.000 euro di commissioni), cosa succede se si volesse chiudere questi contratti:

A oggi i prodotti presentano ancora un mark to market [la penale per uscire dai contratti anticipatamente; ndr] negativo per l’ente, ma di importo decisamente più ridotto rispetto a quello iniziale [554mila euro]: se Villafranca di Verona volesse uscire dal contratto dovrebbe infatti pagare a Bmps e Banco di Brescia un totale di circa 50mila euro, quindi molto meno di quanto incassato fino ad oggi [278mila euro]. “Tuttavia – conclude Palumbaro – eventuali ulteriori abbassamenti della curva dei tassi farebbe scendere il mark to market che potrebbe addirittura diventare positivo e quindi implicare un incasso da parte del Comune in caso di uscita anticipata. Un eventuale aumento dei tassi a medio termine, però, potrebbe portare la situazione a un peggioramento repentino.

L’analista chiude con queste parole:

Spetta quindi all’ente locale, sulla base delle capacità d’interpretare i mercati finanziari, sciegliere se mantenere ancora in essere i due swap oppure uscire adesso pagando il relativo onere e senza rischiare più i soldi dei contribuenti

Su L’Arena di oggi il nostro sindaco risponde all’esperto del Sole24Ore dicendo che non c’e’ da preoccuparsi e che “Siamo in una botte di ferro“. E il nostro ex-sindaco Maurizio Facincani (ora presidente del consiglio comunale) gli fa eco con “le banche si metteranno una mano sulla coscienza“. Il tutto senza indicare chi saranno gli esperti finanziari INDIPENDENTI che seguiranno GIORNO PER GIORNO da oggi al 2012 l’andamento dei mercati per evitare salassi ai cittadini di Villafranca.

Speriamo che il nostro sindaco Faccioli e l’ex sindaco Facincani (i due derivati sono stati acquistati durante la sua amministrazione) si siano premuniti di una adeguata polizza assicurativa PERSONALE in grado di coprire il rischio illimitato di questi contratti: noi cittadini non abbiamo mai dato nessun mandato a fare speculazione finanziaria con i nostri soldi e non abbiamo nessuna intenzione di pagare neanche un centesimo di euro di penale su questa operazione!

Ribadiamo l’invito ad uscire SUBITO da questi contratti, tra l’altro dallo scorso agosto vietati dal Governo agli enti locali!

Rimaniamo in attesa di una risposta formale.

Carlo Reggiani

Ma le banche hanno chiamato il nostro assessore?

3 ottobre, 2008

Lo scorso 21 luglio presentammo una istanza indirizzata all’assessore al bilancio Riccardo Maraia e al sindaco Mario Faccioli. Chiedevamo di conoscere “l’entità e l’importo dei prodotti finanziari derivati a carico del debito comunale“.

Abbiamo atteso il primo consiglio comunale dopo la pausa estiva per ricevere una risposta. Il consiglio c’è stato. Siamo ancora in attesa di replica.

Nel frattempo, lo scorso 15 settembre la situazione è precipitata: i giornali danno notizia del fallimento della banca d’affari Lehman Brother.

E in Italia? Le banche italiane, per recuperare fiducia e credibilità degli cittadini italiani “scottati” dalle vicende Parmalat, Cirio e bond argentini, nel settembre 2003 lanciano l’iniziativa “Pattichiari” per segnalare prodotti finanziari adatti ai cittadini, alle famiglie, alle imprese.

IL GIORNO SUCCESSIVO al fallimento della più grande banca d’affari del mondo è uscito questo comunicato Ansa:

USCITA TITOLI LEHMAN BROTHERS DA ELENCO BASSO RISCHIO PATTICHIARI
In data 15/09/2008 tutti i titoli Lehman Brothers sono usciti dall’Elenco Pattichiari “Obbligazioni Basso Rischio Basso Rendimento”  a seguito della comunicazione della
stessa società di voler depositare la dichiarazione di fallimento (Chapter 11 of the U.S. Bankruptcy Code).

Proviamo ora a rileggere l’articolo di Francesco Bommartini su L’Arena dello scorso 15 agosto con le dichiarazioni l’assessore al bilancio Riccardo Maraia in merito alla nostra istanza (almeno qualcuno l’ha letta in comune!):

(…)
«Se il tasso d’interesse rimane sotto il 5,9 per cento le banche pagano la differenza al Comune. Se il tasso d’interesse viene superato, è il Comune a dover pagare la differenza con l’aggiunta di 3 punti di percentuale. Finora lo swap è stato a nostro vantaggio: abbiamo incassato 178 mila e 240 euro dal 2003. Altri 250 mila euro ce li hanno dati le banche al momento della firma dello swap. Ma se di qui al 2012 le cose si girassero? «L’amministrazione», risponde Maraia, «può recedere dal contratto in qualsiasi momento senza pagare alcuna penale. C’è anche la possibilità di rinegoziare l’accordo. Le banche ci fanno da advisor, cioè hanno il compito di controllare l’andamento dell’operazione e di avvertire il Comune in caso di cambiamenti significativi.
Qualora venisse raggiunto il limite massimo negativo del 5,9 per cento l’amministrazione potrà portarlo al 6,25 per cento».
(…)

Se abbiamo capito bene, circa un terzo del debito del nostro comune (12,5 milioni di euro) è “coperto” da strumenti derivati. Chiedevamo di leggere questi contratti e di sapere se c’era l’intenzione di chiuderli, in considerazione della moratoria imposta dal Governo con un decreto legge di quest’estate.

Ma soprattutto ci stiamo fidando delle banche (sempre quelle del “Pattichiari”) che ci avviseranno IN ANTICIPO se la situazione peggiora!

Rimaniamo in attesa di una risposta. Sperando che non sia troppo tardi.

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Carlo Reggiani

PS: segnalo che anche Beppe sta parlando di questo argomento

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