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Un nuovo ecomostro

20 agosto, 2008

AGGIORNAMENTO (26/08/2008): articolo su L’Arena

Sta prendendo vita giorno dopo giorno in questi mesi un nuovo ecomostro a Villafranca; appena hanno iniziato a costruirlo la gente ha iniziato a farsi domande, io per primo: ma cosa sta succedendo?

Una muraglia del genere “non c’azzecca” per niente con la grande pianura coltivata ai piedi dei monti Lessini. Come se non bastasse, da questa enorme base di cemento è nata una struttura prefabbricata altissima tre capannoni affiancati che hanno interamente coperto la bella visuale che avevamo. La struttura, da quel che si legge dal cartello sbiadito sul quale non compare alcuna informazione sui lavori, è di proprietà della Colfer di Cobelli Roberto (che ha già un punto di raccolta del ferro ai Coronini – vedi sotto).

Come può essere stato approvato un progetto del genere, in aperta campagna? Come si può non accorgersi che una struttura del genere è totalmente invasiva in un punto del genere e con queste altezze?

Ma la sovrintendenza ai beni architettonici e paesaggistici, così solerte a bloccare progetti di impianti fotovoltaici in tutta la provincia di Verona, che dice?

Diamo un’occhiatina a come si deve amministrare la raccolta del ferro: ogni ditta che svolge questa attività deve comunicarlo alla provincia, deve possedere una garanzia finanziaria (una polizza assicurativa e una fidejussoria), avere un numero valido di registro provinciale che deve essere rinnovato attraverso richiesta correlata di documentazione completa (ogni 5 anni o in caso di cambio attività di recupero), mantenere un registro di carico e scarico dei materiali che non devono comunque superare le 30 tonnellate di stoccaggio corrispondenti a circa 4 metri cubi. I rifiuti vengono catalogati per la normativa europea secondo una codifica chiamata CER decisa dalla Commissione europea 2001/118/CE il 16 gennaio 2001. Ogni due anni devono essere eseguite le analisi/test di cessione sui rifiuti o sulle materie prime seconde per capire quali codici assegnare nella prossima richiesta di rinnovo. Una ditta quindi può passare da rifiuti pericolosi, a non pericolosi dello stesso tipo e viceversa a seconda che l’analisi passi oppure no il limite imposto. La ditta non deve accettare materiali non autorizzati e cioè che non rientrano nei codici assegnati dall’apposita richiesta sopraccitata.

Ed è proprio per la violazione di tali regolamenti che leggiamo dal sito della Provincia di Verona che dallo scorso gennaio 2008 il sito ai Coronini ha avuto il divieto a proseguire l’attività emananto dall’ufficio ecologia dopo i sopralluoghi dell’ARPAV!

Un bel biglietto da visita per la nuova struttura!!!!

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Simone Bernabè


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