Posts Tagged ‘decrescita’

Arena di pace e disarmo

25 aprile, 2014

Vi presentiamo il video della conferenza stampa organizzata da Francesco Badalini del movimento Decrescita Felice di Verona che ringraziamo insieme ai relatori.

Fra i temi discussi si è parlato di dove investire i soldi risparmiati dal disarmo: agricoltura biologica, cibo buono e giusto, sociale, alternative alle grandi opere, efficientamento energetico e bioeconomia.

Presenti in sala gli interventi di:

arenapace_1

Il futuro del nostro territorio

7 febbraio, 2012

Ringrazio i nostri amici del Movimento 5 Stelle di Bovolone per l’ottima serata che hanno organizzato parlando di futuro del nostro territorio.

Vi propongo di seguito l’intervento dei vari relatori e vi invito caldamente alla visione:

Gianni Tamino:

Luigi Gaetti:

Antonio Tesini:

Buona informazione!

Simone Bernabè

Rapporto ISTAT e PIL: fotografia sbagliata della realtà

24 agosto, 2009

Si può dire che un paese stia crescendo se il suo PIL è in ascesa? Vi faccio un esempio: abbiamo due possibilità per sfamarci, la prima è andare al supermercato e comperare il cibo di cui abbiamo bisogno, in questo caso il PIL cresce perchè andiamo a spendere, ma possiamo anche autoprodurci ciò di cui abbiamo bisogno, nel qual caso questo indice rimane invariato. Sicuramente ciò che ci autoproduciamo è qualitativamente migliore di ciò che possiamo trovare comprandolo e comunque possiamo dire di essere più ricchi se riusciamo a soddisfare le nostre necessità senza dipendere dal denaro.

Anche l’ultimo rapporto ISTAT riferito al 2008 sullo stato di salute di 111 capoluoghi italiani mi lascia molto perplesso. Prendiamo ad esempio Verona dove si registra un netto miglioramento fra i vari fattori indicati anche per esempio su: inquinamento dell’aria, raccolta differenziata e spreco di acqua. Per ciò che riguarda l’inquinamento si considera solo la parte relativa ai PM10, quando esistono polveri molto più sottili e pericolose che non vengono misurate, senza contare che 41 giorni di superamento dei limiti in meno non ci rendono affatto tranquilli. Anche la raccolta differenziata con una percentuale del 40 percento, non mi sembra un gran traguardo, ma la prova che la nostra città rimane sotto una soglia che indica che spingendo sul riciclo si otterrebbero grandi risultati, vedi per esempio il comune di Sommacampagna, ma ciò non accade perchè non abbiamo ancora esteso il porta a porta su tutto il territorio. Per ciò che riguarda l’importanza di un bene prezioso come l’acqua, aggiungo inoltre che non consideriamo il fattore inquinamento che compromette le nostre riserve e che il nostro paese sta spingendo per la privatizzazione mentre abbiamo un consumo per quel che riguarda l’acqua in bottiglia ancora altissimo.

E’ giusto allora pensare che quando riprenderà il PIL ci troveremo fuori dalla crisi? E’ corretto valutare la nostra situazione secondo questi indici? Possiamo dopo un resoconto ISTAT di questo genere ritenerci veronesi virtuosi? E ancora non è forse il caso di prendere altri tipi di riferimenti per poter valutare se migliorano le nostre condizioni di vita?

Simone Bernabè

La decrescita a Villafranca: Serge Latouche

23 ottobre, 2008

Lo ammetto: fino a pochi mesi fa non sapevo cosa volesse dire il termine “decrescita“. Il punto interrogativo sulle facce dei miei amici quando stamattina raccontavo della conferenza di qualche ora prima mi ha ricordato la mia sorpresa qualche tempo fa leggendo sul web termini come “decrescita felice” e inviti del tipo “dePilamoci“.

Ascoltando il professor Serge Latouche alla conferenza organizzata da Emmaus martedì sera mi sono reso conto che la decrescita non è più una posizione ideologica radicale (Latouche comunque rivendica il sue essere radicale), bensì una necessità per cominciare a rispondere a domande importanti come il riscaldamento globale, l’inquinamento e l’impoverimento delle risorse naturali, un modello di sviluppo sostenibile, il rispetto dei diritti fondamentali di tutti gli uomini.

La decrescita è già nella nostra vita di tutti i giorni:

Ridurre
Riutilizzare
Riciclare

grazie alla raccolta porta a porta dei rifiuti (materiali post-utilizzo, come ricorda sempre Carla Poli del Centro di Vedelago)

Rilocalizzare
R
idistribuire

grazie al Gruppo di Acquisto Solidale con il quale da questa estate qualche decina di famiglie stanno cominciando a cambiare le proprie abitudini di acquisto di beni come frutta verdura pasta formaggio detersivi, unendo al consumo parole come solidarietà e sostenibilità

Rivalutare

il nostro essere cittadini, la possibilità di incidere davvero nelle scelte che decidono il nostro futuro e in quello dei nostri figli, senza più la scusa di una politica irrimediabilmente distante e inavvicinabile

RESISTERE

ai discorsi del tipo “alla fine non possiamo cambiare nulla “, alla tentazione di dare deleghe in bianco a qualcuno perchè prenda decisioni al posto nostro “perchè non conosciamo la complessità dei problemi

Anche Serge Latouche ci ha parlato di utopie? Noi, nel frattempo che cerchiamo una risposta, ci siamo messi in cammino.

Carlo Reggiani

PS: Sara ha ripreso tutta la conferenza. Video integrale in arrivo!

Vodpod videos no longer available.

AGGIORNAMENTO: i video integrali della conferenza sono visibili (e scaricabili) anche su Blip.tv:

  1. Serge Latouche – conferenza a Villafranca di Verona (Parte 1)
  2. Serge Latouche – conferenza a Villafranca di Verona (Parte 2)

Alessio Ciacci: Rifiuti Zero e l’importanza dell’utopia

14 ottobre, 2008

L’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare. (Eduardo Galeano)

Alessio Ciacci è il giovane (28 anni) assessore all’ecologia del Comune di Capannori.

Al convegno di sabato scorso sulle buone pratiche nella gestione dei rifiuti (rimando a post e video integrale prodotto da Simone) ha raccontato come nel loro comune si è impostata la strategia per arrivare ad eliminare tutti i rifiuti: riciclare (sono materiale post-utilizzo, come ha ribadito Carla Poli del Centro di Riciclo di Vedelago), ma soprattutto provare a cambiare le abitudini di acquisto e di consumo dei cittadini (acqua del rubinetto, latte e detersivi alla spina, pannolini lavabili, niente piatti usa e getta anche nelle sagre) arrivando a condizionare il modo con il quale le aziende imballano e offrono i loro prodotti.

L’obiettivo del 2020 per raggiungere il risultato “Rifiuti Zero” senza discariche o inceneritori può sembrare un’utopia. Forse è davvero un’utopia credere che sia possibile in così pochi anni convincere le persone a cambiare i loro stili di vita per farli diventare sostenibili dal nostro pianeta. Un’utopia che ha messo in cammino una comunità di 45.000 abitanti e che sta contagiando i paesi vicini.

Un’utopia che a noi piace chiamare Politica, interessata a perseguire fini così importanti da aver bisogno della partecipazione dei cittadini giorno per giorno, della responsabilità individuale di ciascuno di noi.

E i cittadini di Villafranca, verso quali “utopie” stanno camminando?

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Carlo Reggiani

Decrescita, sviluppo sostenibile e stili di vita

10 settembre, 2008


Riciclare vuol dire prevenire la produzione di rifiuti! Sul blog di Beppe Grillo è stato pubblicato questo video del Meetup di Bologna che parla di cosa può comportare il fatto di consumare latte alla spina piuttosto che acquistarlo in qualche punto vendita già confezionato. Dal video possiamo vedere come al posto di accumulare un sacco di tetrapack e plastica, si può riutilizzare una sola bottiglia di vetro. Ma non guardiamo solo il lato ambientale: attraverso un prodotto fresco, possiamo anche evitare di introdurre nel nostro organismo molti conservanti, insieme al fatto che saltando gran parte della filiera della vendita e del trasporto, abbiamo un prodotto che costa molto meno. Guardiamo bene dentro le nostre case, osserviamo i nostri comportamenti per capire che siamo noi per primi, con il nostro stile di vita, a creare il problema dei rifiuti. Lo stesso esempio del latte possiamo applicarlo per l’acqua (beviamo l’acqua del rubinetto e non nelle bottiglie di plastica), per i detersivi (prendiamoli alla spina riutilizzando il contenitore), per la frutta e verdura (acquistiamo prodotti biologici direttamente dal produttore/cooperative certificate o diventiamo produttori costruendoci un piccolo orto in casa aumentando la qualità in maniera sostenibile), rifiutiamo i sacchetti di plastica riutilizzando borse di tela quando andiamo a fare spesa. Se dobbiamo comprare una nuova auto, indirizziamo la nostra scelta verso impianti a metano/gpl o elettrico. Se abbiamo bambini piccoli, possiamo acquistare pannolini lavabili (la Provincia di Verona ha appena finanziato un progetto per diffonderne l’uso) e sfatare il mito del latte in polvere, facendo il possibile per allattare al seno (il latte che riceve il bambino è impagabile per le sue qualità naturali e digestive). I nostri dipendenti non hanno ancora trovato la soluzione giusta al problema rifiuti, continuano a riproporre l’idea ormai fallita di inceneritori e discariche. Dobbiamo essere noi i primi, a togliere la fonte dei loro problemi, diminuendo ciò che distrugge il nostro territorio e la nostra salute. Vi sembrano grandi scoperte o novità queste? No non credo. Ciò che conta è metterle in pratica nella vita di tutti i giorni. Il cittadino deve pretendere che l’acqua resti pubblica e che ciò che esce dal suo rubinetto sia potabile, oltre che vengano pubblicati i controlli in modo da sapere cosa si sta bevendo. Il comune in contatto continuo con l’ente che gestisce la cosa pubblica, deve assicurarsi di avere le condizioni per mantenerne il corretto controllo. I nostri beni devono essere preservati, non è compito nostro rivedere tutta la filiera della vendita, in modo che vengano eliminati gli sprechi sugli imballaggi e che siano equi i guadagni dal produttore al venditore; il nostro compito però è quello di scegliere non secondo il denaro, ma secondo la qualità di quello che mangiamo. Un appello per la Nostra vita, per la Nostra salute, ma sopratutto per quella dei Nostri figli, cambiare stile, non ci costa proprio tanto, entrare nella mentalità della decrescita e di uno sviluppo sostenibile sicuramente non aumenterà il PIL, ma lo farà la qualità della nostra vita.

Simone Bernabè

PS: nel nostro territorio ci sono tre distributori di latte fresco alla spina: in centro a Villafranca, (via Pace), in periferia Villafranca via Portogallo e in località Casotti di Povegliano, sul confine con Alpo.


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