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Che aria tira a Villafranca?

9 giugno, 2012

Abbiamo partecipato alla serata organizzata dal comitato contro il nuovo casello di Dossobuono in cui si parlava della qualità dell’aria a Villafranca.

Anche noi siamo contrari a questa opera faraonica costruita su un ipotetico aumento di passeggeri, in una delle ultime zone verdi comprendente anche il parco “Mariotto”. Ricordiamo che la procura di Verona sta ancora indagando sull’aeroporto Catullo per la mancanza di valutazione di impatto ambientale e per la gestione quantomeno “allegra” dello scalo.

Villafranca ha già dato anche troppo, sia per attraversamento di aerei che di traffico che sono la principali cause di inquinamento come è stato fatto vedere da ARPAV. E’ ora che trasformiamo questo fantomatico sviluppo in vere e proprie compensazioni ambientali per tutto il nostro territorio frazioni comprese.

A Villafranca abbiamo bisogno di alberi e di un vero parco! E’ da Settembre 2011 che abbiamo fatto un’istanza per l’aeroporto ma ad oggi nessuna risposta!

L’amministrazione fa “orecchie da marcante”!  Ma lo statuto non dice all’art.19 che il sindaco dovrebbe rispondere entro massimo 60 giorni? Non solo hanno tolto ai cittadini la possibilità di formulare domande di interesse collettivo in consiglio comunale, ma non rispettano neanche le istanze dei cittadini che gli vengono presentate.

L’unica aria buona che sento sta arrivando a Villafranca è quella delle elezioni, meditate gente! meditate!

Simone Bernabè

Piano regolatore, questo inutile strumento

16 ottobre, 2008

Una domanda mi sono sempre fatto vedendo nuove lottizzazioni nascere, interi complessi residenziali crescere, magari nei posti meno indicati per vivere in un ambiente sano, con servizi poco adeguati in termini di trasposto pubblico, infrastrutture, asili e scuole, farmacie, esercizi commerciali, centri sociali e ricreativi.

Durante la campagna elettorale, distribuendo i nostri volantini, abbiamo potuto visitare bene anche Caluri: nella frazione, schiacciata tra la pista dell’aeroporto, la base militare e la famosa discarica, negli ultimi mesi era nato un intero quartiere residenziale, con alcune abitazioni ancora da consegnare.

Durante la serata organizzata lo scorso 9 ottobre dal Comitato anti-discarica, ho potuto rivolgere quella domanda direttamente all’ex-sindaco Luciano Zanolli:

Zanolli mi ha risposto.

lo si dovrebbe chiedere principalmente a chi mi ha preceduto“, “Nel 2004 c’era una una pietra tombale sulla questione discarica“…

Ma ecco il grande responsabile: “il piano regolatore è del ’94 e nel ’94 c’erano realtà completamente diverse“.

E il nostro attuale sindaco? Dopo aver disertato la serata a Caluri, per coincidenza mi risponde dalle pagine de L’Arena del 14/10/2008 in un articolo sull’inquinamento da rumore provocato dall’aeroporto Catullo: scopriamo che solo ora la nostra amministrazione si sta muovendo, in ritardo di ben 14 anni rispetto alla leggere Regionale del ’94 che imponeva una variante urbanistica al nostro fantomatico piano regolatore per individuare e tutelare le fasce di rispetto nei confronti del rumore prodotto dai velivoli.

Il piano regolatore è vecchio, inutile, superato. Un caso o una scelta politica ben precisa? I cittadini di Villafranca forse meritano qualche risposta.

Carlo Reggiani

PS: Leggete su L’Arena del 14/10/2008 e del 15/10/2008 la situazione dell’inquinamento da rumore e dell’aria provocato dall’aeroporto. Finalmente(!) qualcuno se ne è accorto.

Discarica di Caluri: è arrivato il tempo delle decisioni

22 giugno, 2008

Discarica Caluri

A Caluri abbiamo una bomba ecologica: una discarica nella quale non sappiamo cosa ci sia finito! Sicuramente qualcosa di molto pericoloso considerato che la discarica è stata sequestrata più volte negli ultimi 15 anni; nel progetto di bonifica, approvato nel 2003, esclude la rimozione del materiale versato fuori dalla legge (compresi fanghi putrescibili) perchè troppo pericoloso! E intanto la falda acquifera che inzuppa il fondo della discarica ringrazia!

Incredibilmente nello stesso sito una azienda-fotocopia della precedente (la Bastian Beton Spa di Cordioli Sebastiano ha venduto la discarica nel 2006 alla savonese Redo Srl), ha ripresentato un progetto di riapertura della discarica per versamenti di rifiuti speciali. E in Regione adesso sembra ci sia una bozza di relazione con orientamento affermativo alla richiesta!!!!

Le nostre amministrazioni comunali e provinciali si sono sempre espresse negativamente… adesso Faccioli dovrà mettere alla prova tutte le sue leve in Regione, tanto decantante in campagna elettorale!

Intanto la nostra nuova amministrazione ha preso tempo, per studiare le carte, facendo rimandare il tavolo della commissione tecnica convocato a Venezia per mercoledì prossimo.

Studiamo anche noi: ho caricato la cronistoria della vicenda della discarica di Caluri raccolta dall’omonimo comitato.

Il documento (che riporto integralmente come mi è stato consegnato) dovrebbe far riflettere sugli interessi e sui giochi che si fanno sulla salute dei cittadini: riporto un passaggio che spiega molto bene il contesto nel quale si è svolta questa vicenda negli anni scorsi, nella speranza di non rileggere cose del genere nei prossimi mesi.

[12.01.1996] In alcune annotazioni di Polizia Giudiziaria redatte dal Corpo Forestale dello Stato e allegate al procedimento penale n.106/95 si legge testualmente: “ Il Cordioli (titolare della discarica di Caluri) ha gestito fino ad ora la discarica di rifiuti speciali e tossico/nocivi sita in Caluri diVillafranca, beneficiando sia dell’avvallo della Pubblica Amministrazione preposta al controllo dell’attività, (Ndr Provincia) sia della copertura politica offerta da Assessori provinciali e regionali del settore Ecologia ed Ambiente. Questo malgoverno ha bloccato i provvedimenti sanzionatori doverosamente conseguenti a svariate violazioni delle prescrizioni d’esercizio della discarica ed ha, infine, permesso l’autorizzazione nel 1994 alla continuazione dell’attività ……risulta inoltre che il Cordioli intrattiene con i funzionari della Regione Veneto, rapporti amichevoli che esulano dalla normale attività dei pubblici dipendenti….. Questi amichevoli rapporti hanno sicuramente permesso al Cordioli di gestire la discarica di Caluri come meglio credeva, violando sistematicamente le prescrizioni autorizzative decretate dalla Giunta Regionale; ne è esempio eclatante lo smaltimento nell’impianto, a partire dal 1992, di migliaia di metri cubi di fanghi putrescibili, di cui era vietato lo stoccaggio in discarica” e poi ancora ” la rete di connivenze con la Pubblica Amministrazione ha permesso al Cordioli di ottenere nel novembre 1994 dalla Regione Veneto, il rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio della discarica, scaduta nel febbraio dello stesso anno, e ciò nonostante alcune gravi problematiche ancora da risolvere”


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