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La politica con la motosega e il calcestruzzo!

9 gennaio, 2013

alberello

PROGETTO CHIEVO: 80 OSSERVAZIONI SONO VERAMENTE POCHE?

Non sempre i cittadini hanno tempo e competenze e perchè no, anche il coraggio di esporre pubblicamente il proprio disagio, magari attraverso un documento protocollato. Madri di famiglia, nonne. studenti e lavoratori presi dai numerosi impegni quotidiani di certo non hanno la possibilità di dedicare ore e ore a cercare di interpretare dei documenti in cui leggi decreti e chi più ne ha più ne metta ti ubriacano al primo sguardo. Se l’Ass. Dall’Oca puntualizza che in fondo sono poche le Osservazioni presentate in comune  all’Accordo di Programma , non ha capito ( o forse l’ha capito benissimo…) che in questo caso i risultati non sono come in una partita di calcio, non contano nulla! Se da un lato siamo sicuri che delle Osservazioni il Sindaco ne farà l’utilizzo a cui si dedica da sempre con tutte  le  firme raccolte dai cittadini, dall’altro siamo certi che abbiamo ormai dato uno scossone   all’opinione pubblica.

I cittadini sono stanchi ma curiosi, si stanno informando ed è questa la cosa fondamentale, la partecipazione anche se ancora passiva.

In tutti i banchetti che abbiamo fatto in questi anni, abbiamo non solo raccolto delle sterili firme, abbiamo dialogato e discusso con ogni persona  e da quei 1500 cittadini abbiamo avuto lo stimolo e l’incitamento ad andare avanti. La nostra non è una lotta contro delle persone o delle correnti politiche, la nostra è una battaglia a favore dei diritti dei nostri figli e nipoti, affinchè domani possano ancora avere la possibilità di correre in un prato, senza dover fare centinaia di chilometri in macchina, di passeggiare lungo le nostre strade cittadine in un ambiente dove possano coesistere funzionalità e alberi per l’ombra estiva e per purificare l’aria contrastando l’inquinamento del traffico urbano.  Lottiamo però fortemente contro tutte quelle intese e quegli accordi. che con la scusa di creare dei servizi (che qualsiasi amministrazione dovrebbe dare, quali  palestre,  marciapiedi e piste ciclabili), cambiano le leggi e  tolgono ai cittadini  i diritti sanciti  e tutelati da delle leggi nazionali:  il diritto alla salvaguardia del  territorio, dei beni arborei della qualitò dell’aria e della sostenibilità ambientale.

Ps. per quanto riguarda le osservazioni dei cittadini non residenti, ricordiamo all’ass Dall’Oca che il finanziamento per il progetto viene dalla Regione Veneto e non dal solo comune di Villafranca, per cui avevano tutti i diritti di “osservare”

LE SCUSE PER L’ABBATTIMENTO DEGLI ALBERI DI VIA NINO BIXIO

Sembra quasi che tra L’attuale sindaco di Villafranca  e il verde pubblico e in particolar modo gli alberi ad alto fusto ci sia una sorta di rapporto conflittuale , oseremo dire un odio profondo. Da quando questa maggioranza si è accomodata nel municipio, il numero dei ceppi, miseri resti di antichi eseplari di pini marittimi e altre conifere messe a dimora negli anni sessanta, è aumentato progressivamente e inesorabilmente. Via Nino Bixio, così come i giardini del Castello sono stati appositamente lasciati nel degrado totale così da rendere necessario e opportuno qualsiasi tipo di intervento proposto, portando il cittadino a pensare che peggio di così non si può. Il vero problema è che al peggio non c’è mai fine, soprattutto con questa amministrazione che ha contribuito anche al degrado stesso del centro storico a cui noi villafranchesi non eravamo abituati Ogni scusa è valida per abbattere alberi. Nel 2010 gli aghi di pino che ostruivano le caditoie e via 60 alberi, poi via Bixio si allagò comunque. Oggi l’urgenza delle piste ciclabili, fantomatica scusa che non ha nè capo nè coda, perchè la via è talmente spaziosa che basta fare una riga sul marciapide e la pista è fatta, in attesa di tempi migliori che diano la certezza al comune di poter potare a termine il lavoro progettato. Anche dopo la prima sequenza di abbattimenti la via doveva essere riqualificata e sono già passati quasi tre anni.

A questo punto l’unico modo per utilizzare i 70.000 euro dei cittadini sarebbe quello di ripristinare al meglio la porzione di via già devastata dai precedenti abbattimenti, presentare il risultato ai cittadini, con la messa a dimora di un’altra tipologia di alberi più adatti al nostro territorio (il wwf consiglia gli aceri che sono alberelli di  dimensioni ridotte che non creano problemii anzichè  i lecci si ammalano e crescono male).

Si risparmierebbero i costi di abbattimento e via Nino Bixio non correrebbe il rischio di rimanere spoglia ancora per molti anni, a scapito non solo dell’estetica , ma soprattutto della qualità dell’aria di questa trafficatissima via di comunicazione.

Nadia Zulian

Movimento 5 Stelle Villafranca

Democrazia diretta: il nostro impegno per Villafranca

18 agosto, 2012

Quando si parla di democrazia i nostri “dipendenti” fanno sempre riferimento alla “democrazia rappresentativa”, ma ne esite anche un’altra: “la democrazia diretta”.

Questo tipo di democrazia trova la sua massima espressione all’interno dello stato svizzero, ma si è diffusa molto anche in America attraverso le Town meeting del New England e in molti Laender  della Germania.

Se fosse per i nostri “dipendenti” i cittadini non andrebbero mai consultati perchè questo per loro è ritenuto come un fallimento, una perdita di tempo e una spesa inutile.

Per questo dovrebbero essere i cittadini a intrapprendere questa strada, specialmente quando i progetti in questione gravano in maniera significativa  sul bilancio comunale o sull’ambiente o hanno un grande interesse generale. Naturalmente i cittadini dovrebbero saperlo con anticipo ed essere coinvolti dall’amministrazione nelle decisioni importanti della città fin dall’inizio.

Insomma con la scusa di  “siamo stati eletti quindi abbiamo la facoltà di farlo!vengono imposte le decisioni di pochi per la maggioranza dei cittadini. Non si dice di fare un referendum per ogni piccolezza, sarebbe assurdo, ma il cittadino che ci mette i soldi e che vota, dovrebbe avere sempre la possibilità di indirizzare l’amministrazione specialmente quando viene fatta una scelta sbagliata.

Gli strumenti a disposizione per esercitare questo potere da parte dei cittadini sono i referendum consultivi, propositivi o abrogativi e vengono indicati dallo statuto comunale e normati dal regolamento, ma sono molto limitati e quasi sempre l’amministrazione non ha obbligo di far seguito poi al risultato.

Nello statuto del nostro comune sono presenti due referendum: il consultivo e il propositivo, ma manca ancora un regolamento in merito! Cosi questo strumento della nostra democrazia è praticamente inutilizzabile!

Di fatto in ogni caso per essere funzionali e per aumentare la partecipazione, i referendum dovrebbero avere delle caratteristiche ben precise: per esempio non avere il quorum,  obbligare l’amministrazione a seguire l’esito del voto, aggiungere nei certificatori anche i proponenti del referendum, pubblicare tutti i contributi per la campagna referendaria, non essere limitati solo su certi argomenti.

Con la rielezione del sindaco di Verona Flavio Tosi è passato il concetto che i cittadini di Verona volevano l’inceneritore di Ca’ del Bue, in quanto questa opera era inserita nel suo programma elettorale. Ma giustamente il sindaco Avesani di S.Martino Buon Albergo si è chiesto: Ma quanti cittadini sono realmente interessati a questo inceneritore? E’ giusto che la scelta elettorale dei cittadini di Verona ricada anche su tutta la provincia? Si perchè per quanto dichiarato nella relazione introduttiva dell’Istituto Superiore dalla Sanità le emissioni impattano per un raggio di oltre 10 km dall’impianto.

E a Villafranca? Nel frattempo sull’inceneritore nessuna posizione ufficiale! Anche se abbiamo mandato diverse istanze per i temi di Villafranca nessuna risposta! Il sindaco ci ha accusato di abusare degli strumenti messi a disposizione dallo statuto per fini politici.

Ma su diversi progetti come il “Calcio Chievo” sul Parco del Tione, la riqualificazione dei giardini del castello, la costruzione di varie rotonde, l’ospedale, la Grezzanella, la questione  Catullo e chi più ne ha più ne metta a suo tempo forse il parere dei villafranchesi poteva avere un senso.

Vi lascio al video preso da un consiglio comunale, guardate voi stessi cosa è successo quando Paolo Martari per la minoranza ha chiesto lumi sul fatto che manca il regolamento per i referendum e qual’e’ stata la reazione e le risposte del sindaco.

Simone Bernabè

Parco del Tione: parliamone con il sindaco Mario Faccioli

17 febbraio, 2010

Elia Di Giovine da più di 12 anni si batte per dare a Villafranca un  parco urbano degno dello status di città che questa comunità di oltre 32.000 abitanti ha raggiunto. In tutti questi anni non si contano le iniziative, le istanze presentate ai consigli comunali, i convegni organizzati.

Dopo varie vicessitudini siamo quasi arrivati ad avere il parco: il commissario Faillaci nel 2007 diede il via ai lavori per il parco progettato dalla giunta Zanolli (con relativa spesa a carico dei cittadini), lavori formalmente conclusi ma che non hanno mai consegnato il parco alla città.

Fino alla novità di fine 2009: il sindaco Mario Faccioli annuncia alla stampa, prima che ai cittadini (non c’è traccia di questo progetto nel programma elettorale, ne in quello amministrativo, ne nelle discussioni in consiglio comunale), che al posto del parco avremo la “Città dello Sport”, ossia gli impianti per gli allenamenti ed i  ritiri della società sportiva del Chievo Calcio.

Elia, dopo questo annuncio, ha prontamente presentato una istanza al sindaco, istanza che ad oggi non ha ancora avuto alcuna risposta (ricordate il “legittimo impedimento” nella seduta del consiglio comunale di dicembre?).

Ieri Elia si è presentato in Municipio per chiedere all’architetto Toffali (dirigente ufficio tecnico) dettagli del progetto.  E’ finito a parlare con il sindaco Mario Faccioli.

La parola ad Elia. E ovviamente al sindaco se desidera replicare: questo spazio è sempre a disposizione per il dialogo costruttivo e trasparente con i cittadini.

Carlo Reggiani

PS: rimaniano comunque in attesa delle risposte in consiglio comunale.

Al pomeriggio mi incontro con l’architetto Toffali per sapere perchè il parco non viene aperto al pubblico.

Per l’arch. Toffali (per due volte ha insistito che io parlassi con il sindaco):
il parco è collaudato e agibile, per sicurezza è stata messa una barriera provvisoria per impedire l’accesso da via Calatafimi (strada che conduce al ponte e agli impianti),
– il sindaco aveva detto di soprassedere alla costruzione della barriera fissa.

Dopo alcuni chiarimenti sul nuovo progetto Chievo, andiamo dal sindaco.

Secondo il Sindaco Faccioli,
il parco del Tione non esiste, è solo un viale pericoloso di aiuole con asse sporgenti che stanno marcendo;
– non è stato collaudato e, senza una variante al Prg, è irregolare;
– per ampliarlo si devono
comprare i terreni, servono soldi che non abbiamo, perché per il comune è prioritaria la sistemazione delle scuole…(non è servito fargli notare che si spendono soldi pure per rotonde in via quadrato al consorzio, a Le Chè e altre opere non urgenti e indispensabili…);
– invece il progetto del centro sportivo Chievo si trova nel posto giusto in continuità con gli impianti sportivi esistenti;
quando gli faccio vedere il disegno del Parco Tione proposto nel 1998 (v. allegato) e asserisco che quello è il modo razionale di pensare a una città modello dotata di un parco cittadino ben inserito nel centro urbano e in continuità con il futuro parco fluviale regionale del Tione, lui ribatte: che non ci sono i soldi per mantenerlo e che c’è il pericolo che diventi un luogo di degrado urbano;
e ancora incalzante, dandomi del tu: “fammi vedere dove trovi i soldi, con il patto di stabilità non è possibile più alcuna spesa!” (non è servito rispondergli che conosco i bilanci e che se si vuole si trovano..)
– un parco cittadino non serve, basta quello lungo le rive del Tione che si estende fino a Custoza(?);
gli faccio osservare che i comuni di S. Giovanni L., S. Bonifacio, Erbè, Bovolone sono dotati di pachi ben più ampi, risposta …” meglio investire in una struttura di 12 milioni che in futuro diventerà patrimonio per il comune”;
gli chiedo perché non si sposta il progetto nell’area più a nord lungo la bretellina per Valeggio, risposta: “…. sono terreni dei privati (…come se i terreni dati del comune dell’ex marcato delle pesche -80.000 mq- dati in uso a Campedelli non avessero valore!) e non si può spendere…”
sbotto allora che sia Campedelli a comprarsi quei terreni, risposta: “… in tal caso non c’è alcun interesse a venire a Villafranca…”
– per il sindaco non è vero che il comune dovrà spendere 2.000.000 di euro, dice seccato
non è vero, chi lo dice?…vengono finanziate dalla Regione…
– ribatto che la Regione finanzia solo 900.000 euro, mente le spese alla fine con gli espropri e quelle già sostenute per il comune saliranno a 5.600.000 euro (meno le 900.000 della regione)…
– e ci lasciamo in sala Giunta con il mio appello: “Sindaco faccia l’interesse di tutti i cittadini per un città migliore“…
– e lui: “… lo faccio, non c’è stato nessun sindaco che ha portato in comune progetti per 30 milioni

Le risposte ai cittadini sono rimandate. Per “legittimo impedimento”

19 dicembre, 2009

AGGIORNAMENTO (03/01/2010): Articolo su L’Arena che dà i numeri dell’iniziativa di Faccioli. Il centro sportivo del Chievo Calcio ci costerà dai 2 milioni di euro in sù )soldio dei cittadini di Villafranca), più 900.000 euro dalla Regione (sempre soldi nostri, si intende). E che adesso non ci si venga a raccontare che “era scritto nel programma”! Proprio un bel modo di iniziare il 2010. Ovviamente ancora nessuna risposta alle domande di Elia sul Parco del Tione. Auguri.

Ieri sera il Consiglio Comunale era convocato con al primo punto dell’ordine del giornoRisposta a domanda di attualità su questioni di rilevante interesse ai sensi dell’articolo 21 dello statuto e articolo 47 del regolamento comunale“.

Fin dai primi mesi di questa nuova amministrazione abbiamo continuato a segnalare tramite lo strumento dell’istanza dei cittadini (art. 21 statuto e art. 47 del regolamento comunale) problematiche e situazione dal nostro punto di vista meritevoli di attenzione da parte dei nostri amministratori. Il regolamento prevede delle rigorose procedure per la risposta a tali istanze, procedure mai rispettate dall’attuale consiglio comunale. Nei mesi scorsi abbiamo più volte segnalato al segretario comunale il problema della mancata risposta. Recentemente mi sono rivolto al presidente del consiglio per denunciare la situazione, ottenendo il suo impegno a verificare le motivazioni della mancata applicazione di quanto previsto in statuto e regolamento.

Prima di lasciare la parola ad Elia per la cronaca di quanto successo ieri sera in consiglio comunale, desidero ringraziare il presidente del consiglio Maurizio Facincani per la sua opera di garanzia per l’applicazione delle regole della nostra democrazia. Ovviamente rimaniamo sempre in attesa delle risposte.

Carlo Reggiani

Al 1° punto dell’Odg si doveva dare risposta all’interrogazione (una rara forma di partecipazione concessa ai cittadini) sul perché il “nuovo” Parco cittadino del Tione resta inutilizzato da 15 mesi e perché ora si progetta di sostituirlo con il Centro sportivo Calcio-Chievo…

Il sindaco Faccioli era assente (…succede rare volte)
Il Presidente Maurizio Facincani sortisce con: “spetta al sindaco dare risposta all’interrogante se arriverà prima della fine della seduta, altrimenti la risposta verrà data la prossima volta”…
Il sindaco non si è visto più (e forse si sapeva che non sarebbe venuto).
A fine seduta un consigliere celiava “spero che, visti i tempi, non sia stato un legittimo impedimento”.

Queste le mie tristi riflessioni:

  • era presente il vice-sindaco Alessio Adami (nonché “competente” assessore leghista all’Ecologia, informato della interrogazione), non poteva dare lui la risposta?
  • l’interrogazione non sarebbe stata presentata, senza tre mesi di pressing con il dirigente segretario dr. Giuliano (pensate, non conosceva l’esistenza del “Regolamento” e in questi giorni è stato promosso alla segreteria della Provincia),
  • al proponente (sarei io) per “Regolamento” doveva giungere a casa la comunicazione di convocazione, il dr. Giuliano si è scusato con me in sala consigliare, (memore dei tanti ostacoli “formali” subiti per far giungere l’interrogazione in Consiglio) non ho rinunciato a fargli rilevare il mancato rispetto “formale”.

Conclusione: sono convinto che c’era poca voglia di affrontare la questione e che probabilmente non è stata “mai” affrontata dalla Giunta e dal Presidente Facincani.

Elia Di Giovine


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