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Erbicidi nelle acque superficiali

27 aprile, 2014

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08/01/2015 Aggiornamento Pesticidi nelle acque, Ispra: calano le vendite ma rinvenute 175 sostanze tossiche

Le immagini sopra ci danno subito una chiara visione di come si stia conducendo l’agricoltura intensiva e di come si stia gestendo il verde, lo sfalcio dell’erba manuale o meccanico viene sostituito da erbicidi che poi ci ritroviamo nell’acqua. L’Ispra nel 2010 facendo le analisi per le acque superficiali ha trovato che le maggiori sostanze presenti sono due erbicidi:  l’AMPA sostanza che si crea dalla degradazione del Glifosate e il Glifosate stesso. Guardatevi questo video fatto in Sardegna che spiega molto bene la situazione “Nulla si crea, Nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” una legge della fisica di Lavoisier che in tanti sembrano aver dimenticato, tutto ciò che buttiamo nell’ambiente ritorna nella catena alimentare e i costi che risparmiamo all’origine li rispendiamo poi in sanità ma sono molti di più e ricadono sui cittadini! Abbiamo chiesto ad Acque Veronesi se le due sostanze menzionate da Ispra vengono ricercate nelle analisi dell’acqua oppure no e se no per quale motivo. Questa la loro risposta:

la ricerca di glifosate e AMPA in matrici acquose viene effettuata dai laboratori con metodi internazionali (l’unico metodo analitico efficace al momento è quello pubblicato da U.S. Geological Survery nel 2002 e prevede la determinazione di glifosate e AMPA – il gufosinate viene invece determinato solo per le coltivazioni di OGM vietate in Italia – tramite estrazione on-line in fase solida, determinazione con cromatografia liquida e rilevazione con spettrometria di massa a triplo quadrupolo su matrice derivatizzata con FMOC – 9-fluorenilmetilcloroformiato).

Le difficoltà insite nella metodica analitica non hanno permesso finora di raggiungere livelli di prestazione del metodo tali da determinare con sicurezza gli analiti a livello di ultratracce nell’acqua di falda e nessun laboratorio in Italia, a quanto mi consta, è accreditato per la determinazione del glifosate in matrici acquose.

D’altra parte la pubblicazione da Lei citata, che riporta i dati del 2010, afferma che la ricerca di glifosate in Italia è stata effettuata solo in Lombardia e solamente per le acque superficiali (pag. 20). La pubblicazione dell’Istituto Superiore di Sanità “Rischio di contaminazione delle acque sotterranee: schede monografiche di alcuni metaboliti di prodotti fitosanitari” Rapporti ISTISAN 02/37 indica le motivazioni per cui è difficile trovare nell’acqua di falda in concentrazioni elevate questi potenziali contaminanti ancorché molto solubili in matrici acquose: essi vengono facilmente degradati nelle condizioni ambientali durante l’uso e sono fortemente adsorbiti dal suolo con conseguente bassa potenzialità a lisciviare. Infatti la pubblicazione da Lei citata riporta campioni positivi per glifosate e AMPA solamente in acque superficiali, ma mai in acque profonde, pur essendo l’erbicida maggiormente venduto in Italia.

La campagna analitica effettuata a scopo di screening dal laboratorio di Acque Veronesi su alcuni campioni di acqua di falda non ha potuto evidenziare la presenza di tali analiti in concentrazioni significative.

Da parte nostra stiamo valutando metodi alternativi, non pubblicati in letteratura, che permettano maggiore sensibilità per la ricerca di questi contaminanti anche a livelli di nanogrammi per litro, pur non essendo questi contaminanti prioritari, come tossicità e frequenza di ritrovamento, rispetto ad altri erbicidi normalmente utilizzati.

A disposizione per eventuali chiarimenti

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