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L’informazione passa per Povegliano Veronese: Acqua Bene Comune!

26 gennaio, 2009

L’acqua è bene primario, l’acqua è vita.

E’ uno dei primissi valori insegnati ai nostri bambini a scuola: prendi un seme, lo interri e lo annaffi con l’acqua e la vita all’interno del seme si risveglia.

Un bene prezioso che forse stiamo sottovalutando: per nostra fortuna abitiamo in zone dove l’acqua non è di difficile reperibilità ed è di buona qualità, ma come sentiamo sempre più spesso dai media in molte zone del territorio nazionale ci sono problemi di approvvigionamento dovuti ad una cattiva distribuzione della stessa e problemi di inquinamento delle falde. Se poi aggiungiamo il fattore “clima”, la situazione che si prospetta all’orizzonte non è delle migliori.

Che fare allora? Ognuno di noi può contribuire in qualche misura a preservare questo bene prezioso? Le Istituzioni, alle quali demandiamo attraverso il nostro voto poteri decisionali, come si stanno comportando e come intendono agire per il futuro?

Il singolo cittadino nel suo piccolo ha il dovere di utilizzare l’acqua con parsimonia, senza sprechi, da “buon padre di famiglia”: con piccoli accorgimenti tecnici presenti sul mercato (per esempio installare sui rubinetti i filtro rompiflusso per aumentare la presenza di aria nel getto d’acqua che esce dal rubinetto, installare sistemi goccia a goccia per irrigare) e con un po’ di buon senso nei semplici gesti quotidiani (es. chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti).

E le istituzioni? Il loro ruolo sull’argomento acqua è fondamentale e riassumendo possiamo estrapolare le tre funzioni principali a loro delegate:

  1. l’approvvigionamento dell’acqua
  2. il controllo dell’acqua
  3. la distribuzione dell’acqua

L’approvvigionamento attraverso la creazione di acquedotti e bacini idrici ai quali attingere la preziosa H2O; il controllo sanitario, attraverso analisi costanti sulla potabilità dell’acqua che viene estratta; la distribuzione ai cittadini del bene attraverso una rete capillare di idonee tubazioni.

L’organo sul territorio che rappresenta l’Istituzione e che quindi provvede a questi tre servizi basilari è il Comune: noi stiamo fruendo (e speriamo ancora di fruire nel prossimo futuro) dell’acqua cosiddetta “del Sindaco”!

Perché dico speriamo?

L’anno scorso ad agosto, mese prediletto per i nostri dipendenti per legiferare ed approvare emendamenti importanti, l’ onorevole Tremonti ha inserito all’interno della legge 133/2008 (“Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 25 giugno 2008 n.112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione , la competitività la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria) l’art. 23bis che impone, cosa unica in Europa, che entro il 31 dicembre 2010 il servizio idrico dovrà essere privatizzato.

Queste sono le domande che il Comune di Povegliano Veronese, in collaborazione con il Comitato Provinciale “Acqua bene comune”, ha posto ai relatori nella serata intitolata “Il diritto all’acqua nell’era della privatizzazione, come garantire un servizio idrico e partecipato” svoltasi martedì 20 gennaio nella sala conferenze Villa Balladoro di Poveglino V.se:

  • Anna Maria Bigon, Sindaco di Povegliano Veronese: “Perché parlare di diritto all’acqua, il ruolo degli amministratori locali”
  • Rosario Lembo, Segretario Comitato Italiano per il Contratto mondiale sull’acqua: “Il servizio idrico prima e dopo la legge Galli: quali prospettive per una gestione pubblica alla luce delle nuove disposizioni di legge”
  • Giovanni Cocciro, Assessore alla Cultura, alla Pace e all’Educazione Ambientale di Cologno Monzese: “L’esperienza dei sindaci lombardi per la ripubblicizzazione del servizio idrico e la proposta di un coordinamento degli enti locali per l’acqua pubblica”
  • Luciano Franchini, Direttore AATO Veronese: “L’organizzazione del servizio idrico integrato nella Provincia di Verona
  • Matteo Gaddi, Attac Italia: “Una proposta concreta per la gestione pubblica dell’acqua: l’azienda speciale
  • Luca Cecchi, Comitato Provinciale Acqua Bene Comune: “La partecipazione dei cittadini nel governo del servizio idrico

Dal dibattito ha fatto luce sui nostri interrogativi sono emersi i seguenti dubbi e preoccupazioni:

  • dovremo privatizzare un servizio che nel nostro comprensorio, con le aziende pubbliche A.G.S. S.p.A. (per la parte gardesana) e Acque Veronesi S.c.a.r.l. (per il resto della provincia), sta funzionando bene ed è controllato per la sua totalità dai Comuni della provincia di Verona e quindi dai cittadini!!!
  • queste aziende per poter continuare ad operare dovranno fornire, in base alla legge 133 del 6 agosto 2008, comma 3, giustificazioni particolari legate al territorio, all’economia, al sociale e alla geormorfologia del territorio, per non soccombere all’assalto della privatizzazione del 2010!!
  • il cittadino verrà visto non più come utente ma come cliente con aggravio della fascia più debole della popolazione magari impossibilitata a far fronte al pagamento della bolletta dell’acqua: quest’ultima sicuramente subirà variazioni al rialzo per poter dar utili ai nuovi speculatori!!

Lo scenario che si prospetta non è dei più rosei: facciamo pressione sui nostri dipendenti perché l’acqua resti un bene pubblico a tutti gli effetti!!

E Villafranca? Siamo in attesa di sapere cosa farà il Comune di Villafranca in tema di Acqua Pubblica! Per ora siamo ai buoni propositi ovviamente non basta!

Corrado Sonato

Ancora l’assessore Giancarlo Conta: cosa volete che sia un inceneritore!

15 dicembre, 2008

Giuro che non l’ho fatto apposta!

Neanche avevo fatto caso che tra i relatori al convegno Acqua&Rifiuti organizzato a Padova venerdì 12 dicembre scorso dalla Settima Commissione della Regione Veneto presieduta dal leghista Maurizio Conte (comunicato stampa), era atteso anche l’assessore regionale all’ecologia Giancarlo Conta.

In effetti l’assessore è arrivato oramai a lavori conclusi, con una sala quasi deserta (i lavori più seguiti sono stati durante la mattinata, con la presenza di un centinaio di amministratori e tecnici comunali da tutto il Veneto), giusto il tempo di lasciarci un’altra sua “perla”. Fortunatamente ho avuto l’accortezza di estrarre il mio cellulare e riprendere il suo monologo (interrotto per un attimo dagli amici della Lista civica “Amici di Beppe Grillo” di Padova, anche loro presenti alla giornata).

Parla di rifiuti, del fatto che il Veneto ha raggiunto il 54% di raccolta differenziata (raccolta o smaltimento? mah) e che per il restante 46% il piano regionale prevede 6 inceneritori (Schio, Padova e Fusina in funzione, Cadelbue in riattivazione, altri due impianti per Treviso/Belluno e Rovigo) più la discarica strategica di Sant’Urbano.

Parla dell’ineluttabilità della crescita dei rifiuti urbani (dopo aver detto che per il 2012 saliremo al 65% di differenziata), che oramai le famiglie sono state circuite dalla multinazionali e vogliono bere acqua minerale in bottiglia.., e poi di come sia diventato difficile trovare sindaci disposti a fare inceneritori, tutta colpa della cattiva informazione fatta dai comitati contro, incapaci di proporre dati concreti e alternative (hei ragazzi dei GrilliVerona: mi sa’ che l’assessore sta parlando di voi e del sindaco di San Giovanni Lupatoto).

Lui, l’assessore, ha visitato 30 impianti in questi 3 anni e non ha mai riscontrato problemi per la salute dei cittadini e l’ambiente!

Ma poi… prendendo ad esempio proprio l’impianto di Cadelbue lungo l’autostrada A4, esclama:

Ma sapete quanto inquina di più l’autostrada rispetto a quel camino che c’e li’ a 50 metri?

Assessore, ho capito che forse l’analisi delle cause dell’inquinamento e la ricerca delle soluzioni non sono il suo mestiere, che lei è sinceramente convinto che per abbattere l’inquinamento nella zona di Vigasio e Trevenzuolo (c’è un’altra autostrada del resto) bisogna costruire 4.5 milioni di metri quadrati di insediamento in Classe B, ma questa se la poteva anche risparmiare!

Ho trascritto i primi 12 minuti dell’intervento dell’assessore. Ho indicato i minuti dei passaggi più eclatanti… e pensare che la giornata era stata molto utile e produttiva (si parlava di come organizzare i servizi idrici integrati e di gestione dei rifiuti, analizzando le varie esperienze in giro per il Veneto e l’Italia).

Buona visione e lettura.

Intervento dell’assessore regionale Gianfranco Conto (FI):

Rifiuti. Noi come Veneto siamo la prima regione in Italia: abbiamo raggiunto proprio in questi giorni il 54% come media regionale di raccolta differenziata e come obiettivo al 2012 ci siamo posti il 65%.

E’ indubbio che il merito va ai cittadini, va ai sindaci, va a tutte quelle amministrazioni che da anni hanno perseguito questa strada incentivando la raccolta differenziata. Sui 4 milioni di tonnellate all’anno di rifiuti, vuol dire che 2 milioni li abbiamo gia’ risolti.

Sul resto la posizione della Regione e’ chiara ed e’ semplice: c’e’ un piano regionale per i rifiuti urbani che stabiliva un percorso, che prendeva atto che in regione ci sono 4 impianti dei quali 3 funzionanti (Schio, Padova e Fusina) e uno che proprio in questi giorni, grazie il bando di AGSM di Verona per rimettere a regime l’impianto di Cadelbue.

La nostra legge regionale individuava poi per essere autonomi e autosufficienti in questo settore importante e delicato la possibilita’ di individuare altri due impianti per la zona di Belluno/Treviso e per la provincia di Rovigo che andava anche a soddisfare le esigenze di parte del basso veronese e parte della bassa padovana.

Io mi rendo conto che il rifiuto negli ultimi 15 anni, soprattutto negli ultimi 5 anni e’ cambiato notevolmente: e’ cambiata la societa’, oggi abbiamo piu’ single, le ditte fanno la confezione anche del singolo bicchiere perche’ queste sono le necessita’ di mercato. E’ cambiata tutta una certa impostazione del rifiuto che ci aiuta in qualche maniera ad aumentare la quota della raccolta differenziata, ma comunque non ci aiuta a diminuire quella che e’ la produzione del rifiuto.

E sull’acqua: noi abbiamo un’acqua tra le migliore che abbiamo in Italia, ma oramai e’ una questione di pressing commerciale che in tutti questi anni e’ stato fatto a livello delle grandi multinazionali e grandi aziende che producono l’acqua minerale che hanno convinto noi cittadini che l’acqua che esce dai nostri rubinetti non e’ un’acqua buona. Cosa che non e’ vera soprattutto per il Veneto, almeno per la stragrande maggioranza del nostro Veneto.
Sarebbe per noi importante, soprattutto per il momento delicato che stiamo vivendo, dove le spese fisse che incidono sulle nostre famiglie… penso che l’acqua minerale sia un spesa fissa che oramai sia entrata nelle nostre famiglie, cioe’ le nostre signore o anche noi stessi (perche’ pesano troppo) andiamo a prenderci le sei bottiglie  di acqua gasata o naturale e ce le portiamo a casa… Sarebbe da fare un grosso lavoro su questo.

Dicevo… e’ ambiato il settore del rifiuto, e’ cambiato il rifiuto e probabilmente sono cambiate le necessita’ riferite al piano regionale. Dicevo che noi abbiamo 3 impianti funzionanti, uno sta ripartendo (ormai il bando e’ approvato e partira’ la gara) e quindi nell’arco di due/tre anni avremo in funzione l’impianto di Verona.

In questi tre anni di mia esperienza in questo settore importantissimo e anche delicato da affrontare e da capire, da entrare nelle problematiche che ripeto finalmente sono giunte all’attenzione di tutti, io ho sempre insisto ce in quesot settore che e’ appunto delicato due sono i punti piu’ importanti sui quali dobbiamo lavorare. Che sono la formazione e la corretta informazione.

(5 e 40) E’ facile fare la strumentalizzazione in un settore quando si va a toccare la salute dei cittadini, la sicurezza ambientale… e ne ho sentite i tutti i colori in questi tre anni, a partire dai comitati contro.

Io sono uno che non si e’ mai tirato indietro, sono sempre andato ad ascoltarli, a sentire.. speravo sempre di attingere qualche dato anche tecnico rilevante perche’ non penso che noi che noi, provvisoriamente siamo al di qua del tavolo, e che dobbiamo dare delle risposte a delle problematiche siamo dei pazzi o dei fuori di testa. Penso che il buon senso sia quello che ci detta anche le scelte che strategiche, le scelte strutturali, le scelte che dobbiamo fare come amministratori.

E quindi mi sono reso conto che per porre fine al nostro piano regionale e quindi per realizzare gli altri due impianti regionali…. ho visitato 30 impianti e mi hanno assicurato tutti che questi impianti garantiscono la sicurezza ambientale e della salute dei cittadini… tutti i parametri sono 10 volte sotto i limiti europei. A Cadelbue quel poco che ha funzionato, una cosa che ha veramente funzionato benissimo sono stati i controlli.

Ora, visto che non abbiamo il petroli, che non abbiamo il gas, che non abbiamo energia e visto che abbiamo ancora il 50% dei rifiuti da risolvere, la strada piu’ di buon senso e piu’ logica penso sia quello di bruciarli dando in assoluto, come prerequisiti, il fatto che sia garantita la sicurezza dei cittadini e la sicurezza ambientale.

E quindi sono convinto che per le nostre necessita’ di regione veneto, probabilmente oggi con un altro impianto, aggiunto ai quattro esistenti, potremo essere definitivamente autonomi per un lungo periodo, visto che la scelta nostra come regione veneto e’ quella di non avere piu’ discariche.

Ma il problema e’ sempre quello. trovare un sindaco disponibile… e’ il problema della corretta informazione ai cittadini.. e ovvio che un camino da’ fastidio.

(minuti 10 e 20): Vi faccio l’esempio di Cadebue a Verona: ma sapete quanto inquina di piu’ l’autostrada di quel camino che c’e’ li’ a 50 metri?

Pero’ mi sono reso conto che e’ difficilissimo realizzarlo, non si trova un sito, non si trova un sindaco disposto a farlo… e quindi mi sta venendo l’idea, siccome in maniera intelligente era stata prevista una discarica tattica regionale (quella di Sant’Urbano nel padovano), potrebbe essere forse il caso che qualcuno si assumesse la responsabilita’ di scegliere un sito per realizzare un termovalorizzatore… e che questa responsabilita’ se la prendesse la Regione se nessuno vuole farlo.

Per chi volesse dare qualche consiglio al nostro assessore scrivete a: ass.ambiente@regione.veneto.it



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