Archive for the ‘trasporti e infrastrutture’ Category

Dopo aeroporto e 2 autostrade, a Villafranca anche la TAV?

22 luglio, 2012

Il mese di agosto si avvicina portando con se tanta voglia di ferie, ma anche, come oramai siamo abituati da qualche anno (vedi Motorcity), tante belle sorprese.

Mentre il nostro sindaco sbatte i pugni sul tavolo e abbandona la conferenza dei servizi a Venezia convocata per trovare una soluzione per l’apertura del primo stralcio della Grezzanella, ecco un altro tavolo che si apre per una nuova infrastruttura che potrebbe tagliare a metà il nostro territorio: la TAV Milano – Venezia.

Pensando alle disastrose gestioni di tematiche come Ospedale (siamo penso gli unici cittadini in Italia a potersi vantare di sale operatorie in container provenienti da aree di guerra), Aeroporto (solo noi abbiamo chiesto le dimissioni del consigliere comunale ed ex cda Catullo Pennacchia dopo aver ascoltato in tv la sua illuminata strategia a favore del territorio basata su assunzioni clientelari), Autostrade (abbiamo appena assistito ad uno scandaloso balletto della maggioranza sul casello A22 a Dossobuono, con una repentina uscita giustificabile solo per squallidi fini elettorali) tremano i polsi pensando che domani mattina (23/7/2012) a Desenzano si aprirà un un tavolo per mettere a punto una proposta di progetto per la linea ferroviaria ad alta velocità.

Leggendo l’articolo della Gazzetta di Mantova questa proposta di tracciato, studiato per tutelare l’alto Mincio e risolvere il passaggio vicino al Lago di Garda, farebbe entrare il tracciato dal mantovano nel veronese proprio nel nostro territorio.

Buone ferie a tutti.

TAV, rispunta il tracciato mantovano 

Lunedì a Desenzano il vertice per discutere il corridoio alternativo al Basso Garda. Il Governo: valutazione aperta

di Francesco Romani

Un treno Frecciarossa

CASTIGLIONE. Lo chiede la provincia di Brescia ed ora anche il Comune di Desenzano che ha chiamato a raccolta gli altri sindaci del tracciato ad un tavolo tecnico per fare fronte unico. La proposta da discutere: la linea ferroviaria ad Alta velocità, la Tav fra Brescia e Verona non deve passare sullo stretto fronte gardesano, così come prevede il progetto preliminare approvato, ma aggirando a sud le colline moreniche, attraversare il Mantovano in una linea fra Medole e Roverbella per entrare nel Veronese all’altezza di Villafranca. Una proposta già lanciata dal Parco per le colline moreniche anni fa e che sembrava caduta nel nulla, ma che ora sarà dibattuta ufficialmente dopo che il Governo ha accolto una risoluzione impegnandosi a verificare la possibilità di studiare alternative all’attuale tracciato e che la Provincia di Brescia ha valutato positivamente lo spostamento a sud dell’arco morenico dei binari. Contrario il consigliere provinciale di Sel Franco Tiana che dice: «La Tav non va fatta né nel Mantovano, né sul Garda». Ma quali sono i motivi dello spostamento a sud? Almeno quattro secondo il nascente, ma già l’agguerrito fronte bresciano.

Costo inferiore

Sui 48 km di percorso tra Brescia e Verona, 14 sarebbero in galleria, con costi almeno 10 volte superiori rispetto allo stesso percorso in rilevato o in trincea nel Mantovano. Costi difficilmente sostenibili in periodo di crisi economica, a cui si aggiunge un terreno geologicamente interessato da un sistema di acque sotterranee di cui non si conoscono precisamente consistenza e diffusione. Gli esempi? La galleria San Zeno di Lonato, spesso allagata, o la scelta di non fare tunnel sulla A4. Proprio perché l’interruzione della citata rete idrica sotterranea potrebbe provocare conseguenze inimmaginabili.

I vigneti di pregio

Non meno importante la parte che più si riferisce al territorio ‘visibile’, dai centinaia di ettari di terreni a vigne pregiate che con un progetto simile sono destinati a scomparire fino all’impatto economico negativo derivato dagli espropri o dalla vasta cantieristica. In Lugana vi sono più di mille ettari di terreno coltivato, di vigneti, un territorio con coltivazioni specializzate e proprio per questo da preservare. Con un importante ritorno per l’economia locale, confermato da un costante trend di crescita che si incrementerà anche nei prossimi anni.

La durata dei cantieri

I dati tecnici ad oggi disponibili confermano sia la durata media dei cantieri (da 5 a 10 anni) e la dimensione media dell’area stessa del cantiere, valutabile fino a 200 metri di larghezza mette di fronte la zona a un progetto che sconvolgerebbe interamente un territorio e tutta la sua determinata fisionomia, un territorio di chiara vocazione turistica e che subirebbe un considerevole impatto negativo . Il Mantovano verrebbe separato dall’area Gardesana per un lungo periodo. L’area dell’Alta Velocità affiancata all’A 4 a cantiere chiuso dovrebbe essere compresa tra i 20 e i 30 metri: questo significherebbe buttare giù tutti i ponti, rifare tutti i viadotti. Verrebbe sconvolto tutto il sistema viario e dunque anche turistico con un danno d’immagine ed economico impossibile da quantificare.

I beni archeologici e storici

Il tracciato approvato della Tav passa a un soffio dall’area del Lavagnone, che oggi è inserita come sito Unesco nel Patrimonio mondiale dell’Umanità per le sue palafitte lacustri

«Sia il Comitato per il Parco delle Colline Moreniche che il Consorzio del Lugana, assieme ad altre realtà come il Consorzio Garda Hill, hanno studiato alternative – ha detto poi lo studioso Vittorio Messori al Corriere – non velleitarie ma proposte da tecnici. Si tratterebbe, cioè, di un modesto spostamento a Sud del tracciato, sì che passi non attraverso i colli ma nella pianura, dove i terreni sono assai meno pregiati, dove non ci sono eccellenze da difendere. Sarebbero (dicono i promotori della variante) alcuni chilometri in più, ma, paradossalmente, con un notevole risparmio».

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La mobilità o meglio l’IMMOBILITA’

1 giugno, 2009

ATTENZIONE: nelle prossime ore metteremo online il video del confronto con Reggiani(!), Zardini, Miozzi e Piubello trasmesso da Telearena martedì 2 giugno

Domani sera, giovedì 4 giugno, Carlo Reggiani sarà ospite di Mario Puliero in diretta su Telearena alle ore 21 a “Diretta Verona”

In tanti pensano che l’automobile sia fondamentale nella nostra società, ma nella realtà è solo un peso, un’emergenza sanitaria ma anche economica. Cominciamo a fare due conti, cosa spendiamo in un anno? Abbiamo l’acquisto iniziale, l’assicurazione, il bollo, la manutenzione, senza tener conto del carburante e degli incidenti non coperti e poi in questa logica di mercato basata interamente sulla crescita del PIL, ogni 10 anni il ciclo si ripete. Con questa somma da ammortizzare, ci stiamo inquinando l’aria, muovendoci su un territorio che ha immense lacune sia per ciò che riguarda un piano di mobilità urbana, sia per qualità e progettazione delle infrastrutture.

Allora cerchiamo di essere realisti e guardiamo cosa ci dice un’indagine fatta fra l’altro dal comune di Verona nel 2002 sulle abitudini di spostamento dei cittadini (fonte ISFORT): la maggiorparte dei veronesi si sposta per lavoro (45%), e il 51% lo fa con la propria auto durante la settimana dal lunedì al venerdì raggiungendo una distanza di massimo 5 km per il 54%.

Questo ci fa riflettere su quali possono essere le soluzioni ai problemi che abbiamo per il traffico nelle nostre città. Utilizziamo tutti la nostra auto la mattina quando andiamo a portare i figli a scuola o all’asilo? Allora dobbiamo incentivare maggiormente la mobilità pubblica attraverso l’uso di autobus o meglio organizzando dei pedibus per far arrivare autonomamente i bambini a scuola. E poi guardando le percentuali sopracitate quando ci rechiamo al lavoro: la metà potrebbe farlo con una bici (rientrando nel 54%) e forse sarebbe anche più incentivata se la priorità del traffico fosse data alle ciclabili, ma quali? Le poche piste ciclabili esistenti non sono collegate tra loro e talvolta (a Villafranca è la norma!) ostacolate da cassonetti e auto parcheggiate. E nel frattempo andare in bici sulle strade diventa sempre più pericoloso!

Anche un buon servizio pubblico con un prezzo accettabile e un passaggio più frequente, realizzato con dei mezzi meno inquinanti aiuterebbe a disincentivare l’uso dell’auto privata, creando le condizioni per una maggiore qualità della vita. Dalle statistiche fornite vediamo poi come nel fine settimana il traffico si riduce notevolmente, per questo sarebbe buona cosa chiudere i centri storici, agevolando il passaggio pedonale e delle bici. Proprio oggi parlano sull’Arena di uno studio sulla mobilità urbana a Villafranca, cosa dire, tutto confermato, ma quando inizieremo a mettere in pratica una mobilità diversa? Anche a Report abbiamo appreso che all’estero come Germania e Francia stanno puntando tantissimo sul recupero delle costruzioni frenando la nuova cementificazione e incentivando il trasporto pubblico e la bicicletta.

Chi dovrebbe mobilitare le risorse (ma forse basta solo la volontà) per far sì che queste cose diventino realtà? Perchè non vengono realizzate queste politiche? Perchè la soluzione al traffico sono sempre nuove strade, continuando imperterriti a creare centri commerciali e parcheggi che sono attrattori di traffico?

L’immobilità è il nostro futuro, guardiamoci intorno abbiamo tutto quello che ci serve: dobbiamo incentivare le produzioni locali, bere la nostra acqua, valorizzare il nostro territorio e le nostre risorse, attuare il telelavoro queste sono le soluzioni per il traffico. Il futuro è stare fermi! E avere più tempo per la nostra vita.

“Verona Provincia Virtuosa” porterà avanti questi temi in provincia, se siete anche voi di questa idea, il 6/7 Giugno aspettiamo la Vostra fiducia.

Simone Bernabè

Eugenio Benetazzo e Marco Boschini ci aiutano a costruire una Provincia Virtuosa

3 maggio, 2009

lucchifinale

AGGIORNAMENTO (8/5/2009) VIDEO DELLA SERATA:

AGGIORNAMENTO (4/5/2009): siamo sul blog dell’Associazione di Comuni Virtuosi e del Distretto Solidale di Verona “El Selese

Lunedì 4 maggio, alle ore 20:30 avremo ospiti in sala Lucchi a Verona (zona Stadio) Eugenio Benetazzo e Marco Boschini per una serata dal tema: “Crisi economia e territorio: Verona Provincia Virtuosa“.

Vogliamo andare oltre la crisi, farci aiutare a capire come trasformare un momento di crollo dei mercati e delle economie mondiali in un’occasione da non sprecare per “cambiare marcia“, per cominciare ad applicare sistematicamente comportamenti virtuosi sia come singoli cittadini sia come amministratori e politica.

I nostri ospiti presenteranno i loro libri (“Banca Rotta” di Eugenio Benetazzo e “Anticasta – L’Italia che funziona” di Marco Boschini) e ci aiuteranno a diventare concreti: la lista civica VERONA PROVINCIA VIRTUOSA che si presenta alle prossime elezioni amministrative per la Provincia di Verona vuole riprendere il lavoro cominciato con le 5 stelle presentate a Villafranca le scorse elezioni comunali, riproponendole a livello più esteso e forse nel luogo, la Provincia, più adatto ad un’opera di indirizzo e programmazione.

Eugenio Benetazzo è l’analista finanziario indipendente che da anni scrive e denuncia (anche attraverso spettacoli e trasmissioni televisive) ciò che stiamo vivendo in questi primi mesi del 2009. La sua analisi delle cause macroeconomiche che hanno portato alla crisi finanziaria e alle ricadute sull’economia e nella vita delle persone ci aiuta nel cercare una nuova strada, lontana dalla speculazione e attenta a costruire intorno a noi una economia dalle basi solide e concrete. Eugenio è già stato nostro ospite a Villafranca per una tavola rotonda molto apprezzata dal pubblico.

Marco Boschini è coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi, e componente del consiglio direttivo  dell’associazione Decrescita Felice: i temi della decrescita sono il fondamento per le nostre 5 stelle che parlano di Acqua Pubblica e non mercificabile, Ambiente inteso come risorsa limitata e da valorizzare senza consumarla da lasciare alle prossime generazioni, Energia come risparmio energetico e uso delle fonti rinnovabili, Trasporti come superamento del modello di mobilità individuale (“l’auto è morta” come dice Beppe Grillo) in favore di una mobilità di massa per le persone e su ferro per le merci, Sviluppo come un abbandono della logica dell’aumento del PIL in favore di quella del BIL (Benessere Interno Lordo) con una attenzione al tema dell’economia solidale e delle reti tra le persone che si realizzano per esempio attraverso i GAS.

Vi aspettiamo!

Carlo Reggiani

PS: sala Lucchi sarà aperta dalle ore 19:30. Vi chiederemo un piccolo contributo per coprire le spese di organizzazione. Per informazioni chiamatemi al 393  7690102

Villafranca attende tante opere di compensazione: cominciamo dalle più semplici!

22 aprile, 2009

E’ dalla campagna elettorale dello scorso anno che diciamo che Villafranca è una città di attraversamento, non solo da camion e macchine, ma anche dagli aerei (voi mi direte che novità!). Purtroppo le zone verdi sono poche  e manca una congiunzione fra le ciclabili che scarseggiano. Togliere i cassonetti e incentivare il porta a porta a lungo andare diminuirebbe la tariffa sui cittadini, aumenterebbe la percentuale di raccolta differenziata, gli  introiti del comune e rendebbe maggiormente percorribili le ciclabili, molto spesso ostacolate nel percorso. L’amministrazione nella progettazione del territorio sembra punti soprattutto sulla viabilità, realizzando nuove strade come la Grezzanella, per creare alternative al traffico del centro,  ma si è progettato poco per quel che riguarda diminuire e creare un nuovo modo di concepire la mobilità. Abbiamo appreso da L’Arena che non si potrà realizzare il polo scolastico nella zona del parco del Tione non ancora completato, questo perchè vengono oltrepassati i limiti acustici imposti per gli edifici pubblici come ospedali e scuole, rispetto alle costruzioni residenziali, come se ci fosse differenza fra il rumore percepito fra due costruzioni diverse situate nello stesso posto. Visto quindi che il progetto non è realizzabile, perchè non completiamo il parco Tione aumentando un po’ il verde della nostra città?  Perchè inoltre non contribuiamo a unire e migliorare tutte queste ciclabili in un bel percorso per valorizzare il nostro territorio?

Nella Valle di Illasi hanno realizzato un bellissimo progetto promosso da Aldo Masconale del Comitato Verona Est, che collega 9 comuni: un’importante sinergia atta a valorizzare la bellezza della valle e a creare una valida alternativa di mobilità all’interno del territorio. Perchè Villafranca deve solo subire il traffico e l’inquinamento dovuto a un attraversamento continuo? Perchè  i cittadini devono sobbarcarsi continuamente tutto questo senza avere delle opere adeguate di compensazione? Non sarebbe bello collegare le zone verdi della/e nostre città e creare un progetto cosi anche a Villafranca?


Ma a cosa serve la Provincia di Verona? Parte 1: Autodromo

9 aprile, 2009

[link per scaricare il filmato]

Da qualche settimana stiamo seguendo i lavori del consiglio provinciale. E stiamo riuscendo a riprendere e pubblicare le sedute. Troppo spesso “la Provincia” viene citata come organo che decide e vincola le scelte di sindaci e amministratori e troppo poco noi cittadini sappiamo come funzioni e come si comportano i nostri dipendenti seduti in questa assemblea.

Dopo qualche seduta possiamo fare una considerazione:  fa tristezza infinita vedere come decisioni che condizioneranno tutte le generazioni future di veronesi, modificando radicalmente il nostro territorio e la nostra salute, vengano utilizzate per prove di forza tra forze politiche impegnate a distinguersi in una campagna elettorale da tempo iniziata. Qui non si tratta di abolire le Province perchè costano troppo o perchè sono ritenute inutili. Questi organi della nostra democrazia hanno un ruolo costituzionale e DEVONO perseguire il bene comune e rispondere ai cittadini del loro operato! Solo dopo aver asservito questo compito potremo discuterne l’abolizione o la riorganizzazione, altrimenti avremo solo spostato il problema da qualche altra parte. E da quello che stiamo osservando, a Verona c’è tanto lavoro da fare.

Vi lascio al resoconto di Elia della seduta di ieri pomeriggio. Sul meetup è disponibile il prologo della discussione sull’autodromo della seduta del primo aprile. In serata sarà disponibile la seconda parte del video (grazie al nostro Simone sempre presente con la sua videocamera!) relativo alla discussione della “mozione Andreoli” sulle diossine che verranno prodotte della riattivazione dell’inceneritore di Cadelbue.

Carlo Reggiani

8 APRILE Bufera in PROVINCIA: “E’ la POLITICA che ha avuto BISOGNO di ME e NON IO della POLITICA”

Con questa frase ieri sera il Presidente MOSELE ha reagito agli attacchi dei consiglieri dell’ex-AN sulla delibera di approvazione dell’Accordo di programma e del relativo atto unilaterale con alla soc. Autodromo Veneto per le nuove opere di viabilità a Vigasio/Trevenzuolo (per 120 mln di euro).

Uno scontro violento della “partitocrazia”, tutto interno al Popolo della Libertà e contro Mosele (si dice anche che c’entrino le manovre per la candidatura a Presidente della Provincia del sindaco di Isola provenienza AN).

La miccia è partita quando si è scatenata l’ira di Mosele  e in quel momento mi è venuta in mente la sua immagine alla TV nell’ultimo giorno della scorsa campagna elettorale; al giornalista diceva “ho appena finito il giro delle parrocchie..” (uno dei suoi bacini elettorali).

Il Presidente, furioso per il comportamento dei consiglieri (di lega e AN) rimasti di proposito fuori dall’aula per non esprimere il proprio voto, contestava quel comportamento ricordando quanto fosse simile a quello di alcuni parlamentari che, al momento di votare incrementi dei propri appannaggi, si assentano dall’aula.

La delibera pro-nuova viabilità passa con 14 SI (FI, Udc e 2 consiglieri del gruppo misto ex-centrosinistra), 3 NO (sinistra e libertà) e 1 astenuto (Udc).
BEN 17 consiglieri non hanno votato!

Nell’aula consiliare c’era una grande euforia (?!). Davanti a me il nostro sindaco Supermario [Mario Faccioli, NdR] abbracciava gli amici e poi significativamente si è seduto tra i banchi dell’opposizione.

Alla ripresa dei lavori scatta il putiferio, quando interviene il consigliere (ex-AN) contestando con frasi pesanti il comportamento evasivo di Mosele, addirittura gli sfugge “… Presidente lei ormai è un uomo morto …”.
La reazione di Mosele è altrettanto dura “ …è una frase volgare e indecorosa per AN…”

Per riaccendere l’atmosfera chiede la parola il nostro Supermario “….è inaccettabile che il Presidente ci indichi come consiglieri di AN, apparteniamo al PdL, anche se facciamo fatica a rimanerci…”

E così passa un atto “unilaterale” molto contestato, tra l’altro non si sa qual’è l’onere finale dei costi per la nuova viabilità a carico della Provincia! Per ottenere 120 mln di finanziamento dalla soc. Autodromo Veneto.
A tal proposito è sorprendente la dichiarazione di voto il consigliere Tosoni (ex-lista Franchetto), ha detto “…voto a favore perché l’ing. Pellegrini (dirigente provinciale) in commissione ci ha detto che se la delibera non fosse passata si perderanno 120 mln di euro di finanziamento” (?!! – sembra proprio che non abbia capito quale disastro ambientale e sociale ha contribuito a far realizzare…)

Elìa Di Giovine

Morire in pausa pranzo

21 agosto, 2008

AGGIORNAMENTO del 22/08

Con grande tristezza le strade di Villafranca fanno ancora un’altra vittima: MUORE UN SEDICENNE di Lugagnano Omar Cordioli. Due fratelli in ciclomotore si scontrano con un furgone. L’incidente stamani a Caluri. Ferita la sorella della vittima, vogliamo tenere aggiornata questa mappa per indicare tutti i luoghi pericolosi di Villafranca se ritenete necessario lasciateci un commento o comunicateci via mail su quali strade, su quali incroci ritenete sia necessario un intervento prima che sia troppo tardi.

Lavoro vicino a casa, in ZAI a Verona.

Lavoro così vicino che farei davvero a meno dell’automobile, ma non esiste alternativa con mezzi pubblici (la linea ATV serve specificatamente le esigenze delle scuole).

Andrei anche volentieri su due ruote, magari con la bici, ma Strada dell’Alpo è di una pericolosità inaudita: stretta, trafficatissima da auto e camion oramai a tutte le ore del giorno, che sfrecciano ben oltre i limiti di velocità soprattutto nella parte villafranchese della strada.

Lavoro così vicino che posso permettermi di andare a mangiare a casa…

Ambulanza, carabinieri… un corpo immobile a terra, coperto da un lenzuolo azzurro con gli infermieri come spettatori.

Non si capiva se a terra era una donna, un uomo… un motorino accartocciato appoggiato ai bordi della strada.

AGGIORNAMENTO: la vittima si chiamava Massimiliano Bordon, 32 anni di Povegliano

Tornando in ufficio il lenzuolo sul corpo ancora a terra era diventato bianco, l’ambulanza non c’era più, sostituita dalla telecamere per il servizio nel tg serale.

Sembra inutile continuare a ripetersi con le denunce dei cittadini sulla pericolosità della strada e la sua inadeguatezza ai carichi di traffico e tipologia di veicoli (dai pedoni e ciclisti agli autoarticolati).

Permettetemi però di denunciare con profonda amarezza e delusione l’irresponsabilità politica di chi in questi anni ha permesso la realizzazione di lottizzazioni e insediamenti ad Alpo e Ognisanti senza preoccuparsi di adeguare le infrastrutture e i servizi PRIMA di procedere con le urbanizzazioni.

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Carlo Reggiani


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