Archive for the ‘Mobilità’ Category

Piste ciclabili a Villafranca

11 agosto, 2012

Ci uniamo per solidarietà alla bimba in contromano multata in via Broli Antichi e a tutti i cittadini che sono stati multati in questi giorni per essere andati con la bici sul marciapiede.

Occorre una pianificazione delle piste ciclabili affinchè anche una famiglia con figli possa passare dalla periferia al centro senza rischiare la vita, dobbiamo dare priorità ai ciclisti/pedoni rispetto alle auto.

L’Olanda è il paese simbolo di come realizzare questo progetto, quando mancano le piste ciclabili perchè i marciapiedi non lo consentono, vengono realizzate anche su strada. Al semaforo il ciclista resta davanti alle auto per non respirarsi direttamente lo smog.

Manca la volontà politica di costruire ciclabili  che siano tra loro collegate,  capisco la situazione di crisi, ma non si può scaricare la colpa sui ciclisti. Non è certo multando in questo modo che si fa rispettare il codice della strada.

Vi lascio all’articolo di oggi sull’Arena:

Ciclisti: «Prima la sicurezza e poi le multe»

VILLAFRANCA. Dopo la sanzione di 154 euro data ai genitori di una bambina trovata contromano sul marciapiede con la sua bici a rotelle scoppia la polemica in città.c All’amministrazione si imputa di non aver previsto la messa in rete delle piste ciclabili. «Sono troppi i punti pericolosi»

Zoom Foto

Andare in bicicletta in via Milano può essere pericoloso FOTO PECORA

Villafranca. Sono uniti, pedoni e ciclisti, nel chiedere spazi sicuri per girare in centro a Villafranca. È la prima reazione, dopo la sanzione affibbiata l’altro ieri a una coppia di genitori a piedi in via Broli Antichi, preceduti dalla figlioletta sulla bici con le rotelline, sul marciapiede. La bimba, secondo i vigili, viaggiava contromano: una contravvenzione che comporta 154 euro di multa. Il caso sarà rivalutato, ma resta uno dei 21 verbali stilati dalla polizia municipale ai ciclisti che in questi giorni hanno percorso via Broli e via San Francesco contromano. La lotta tra pedoni e biciclette è nota a Villafranca. Gli uni si sentono minacciati dalle altre, che invadono i marciapiedi larghi del centro, anche a velocità sostenute. Così la polizia municipale ha deciso di passare alle maniere dure. Ma ieri Villafranca, sia per strada che sui social network, reclamava soprattutto «buon senso». Secondo il cittadino Alessandro Di Pietro i ciclisti vanno protetti, alla stregua dei pedoni. L’anziano pensionato, anni fa, fu investito da un ciclista che poi fuggì. Da allora porta avanti una lotta affinché i marciapiedi siano regolamentati: «Non ce l’ho con loro. Le bici, con questo traffico, non possono andare sulla strada. Ma occorre delimitare, sui marciapiedi, le zone per chi va a piedi e per chi va in bicicletta, con le dovute segnaletiche». Multati e non puntano il dito sulla mancanza di piste ciclabili e sull’organizzazione della viabilità, che impone di fare giri viziosi per raggiungere il centro. Si lamentano i grillini: «Siamo distanti anni luce dall’idea di città», accusa Carlo Reggiani del Movimento cinque stelle, «occorre più rispetto per chi si muove lasciando a casa l’automobile e per giunta sono spariti tutti i progetti per rendere pedonale il centro storico». Si accoda Simone Bernabè, che ha due figli piccoli e fa parte a sua volta del Movimento cinque stelle: «Non ci sono piste ciclabili decenti per le famiglie. Troppi camion in via Bixio e via Messedaglia: è impossibile transitarvi». I nuovi interventi urbanistici tengono conto oggi degli spazi per le piste ciclabili. Tuttavia, i circuiti rimangono scollegati tra loro: «La ciclabile di via dei Colli, di recente realizzazione», spiega Bernabè, «all’incrocio con via Sommacampagna si interrompe. La via per il centro sbuca sulla rotonda del consorzio agrario, che a percorrerla si rischia la vita».  «Faccende vecchie», aggiunge Elia Di Giovine, del comitato Parco del Tione, «la città non decolla: non si collegano tra loro le piste ciclabili e non ci sono isole pedonali in centro. Senza questi strumenti non si possono multare i cittadini. Devono cambiare le priorità». Si insinua anche il dubbio: le multe non serviranno a fare cassa? Nega il sindaco Mario Faccioli, ma la minoranza consiliare attacca: «L’amministrazione prevede di incassare dalle multe un milione e centomila euro. Dove li prenderà?», accusa il capogruppo Pd Paolo Martari, «se si mira a una funzione educativa, basta un richiamo verbale o la segnaletica. Spero che l’episodio sia un abbaglio estivo, altrimenti è solo uno scandalo e una carenza assoluta di buon senso». Martari va oltre il fatto in sé: «Gli ultimi progetti di piste ciclabili risalgono alla passata amministrazione. È una questione culturale e di visione politica: si dà priorità ad altro. Ma i circuiti ciclabili si possono fare, come avviene ovunque ci sia dignità civile. Le famiglie devono poter portare fuori i loro bambini. Non nego l’applicazione del codice della strada, ma i vigili hanno una funzione educativa, devono essere figure amiche. Con queste misure inique, invece, si arriva a un rapporto degenerato con la popolazione. Siamo chiamati ad amministrare non a sanzionare».

Maria Vittoria Adami

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Eppure lo sappiamo che quello è un incrocio pericoloso

21 settembre, 2010

 

AGGIORNAMENTO (24/03/2011): Ancora incidente grave in Strada dell’Alpo. E continua il silenzio dell’amministrazione su Alpo e il suo isolamento verso Verona (nessun mezzo pubblico, strada pericolosissima su due ruote, impossibile da percorrere in bici, pressione demografica in crescita con nuove case)

Ancora una pausa pranzo, ancora ambulanze, ancora vigili ubani che fanno segni per terra ed automobili ammaccate in mezzo alla strada, gente che guarda con negli occhi la rassegnazione di assistere alla nuova replica di uno spettacolo sempre in scena in quel tratto di strada.

Per fortuna oggi non ho visto corpi a terra coperti da lenzuoli, ma il pensiero è subito andato a Massimiliano Bordon, 32 anni di Povegliano,  deceduto nello stesso punto lo scorso agosto 2008 e a tutte le altre vittime di quell’incrocio.

Le promesse lette sui giornali dopo la morte di Massimiliano sulla messa in sicurezza di quell’incrocio sono rimaste sulla carta, la svolta in quella via strettissima che porta ad Ognisanti non è stata vietata da chi proviene da Verona, non ci sono indicazioni sull’asfalto di incrocio pericoloso ne richiami e controlli sulla velocità in quel punto che rappresenta l’ingresso alla frazione di Alpo.

Nessuna risposta anche alle richieste di avere un servizio pubblico per la frazione di Alpo (ma anche Dossobuono, Caluri) a Verona, mentre paesi della nostra provincia hanno finalmente cominciato a potenziare i colelgamenti con la città investendo nel trasporto pubblico. E nel frattempo si continuano a costruire nuove case, senza progettare un futuro per questa comunità.

Ma adesso aspettiamo solo buone notizie da quell’ambulanza.

Carlo Reggiani

Progettiamo l’immobilità a Villafranca

19 gennaio, 2010

In questi giorni ho letto un articolo che mi ha fatto molto riflettere; ve lo ripropogo e vi chiedo:
Cosa vuol dire oggi riprogettare la mobilità per la nostra città?

La Grezzanella sarà una bretellina che devierà il traffico di attraversamento del nostro territorio su un fianco di Villafranca, evitando il centro storico. Proviamo a chiederci se quest’opera sarà la soluzione per la mobilità della Villafranca del futuro (il progetto della Grezzanella risale a più di 15 anni fa).
Quando si parla di mobilità e vivibilità urbana, o più in generale di intervenire sulla mobilità per migliorare la qualità della vita, bisogna stare attenti a non cadere in quello che possiamo definire i “paradossi della mobilità”.
Il primo paradosso (è squisitamente tecnico-fisico ed ha a che fare col principio fisico della incomprimibilità dei corpi) nasce dalla diffusa convinzione che per aumentare l’efficienza della mobilità, e diminuire il traffico veicolare, sia sufficiente aumentare il numero delle strade e/o le loro dimensioni. L’effetto che si ottiene è in genere esattamente il contrario. Basta osservare una qualsiasi strada o autostrada nelle ore di punta per constatare che non c’è strada, superstrada, terza o quarta corsia che sia in grado di smaltire volumi di traffico privi di controllo.
La possibilità di raggiungere rapidamente luoghi molto lontani fra loro, se apparentemente sembra corrispondere al massimo della libertà e delle opportunità disponibili, in realtà è la premessa alla perdita di coesione sociale delle comunità e di qualità ambientale dei luoghi.
Pensiamo al comparto della vendita al dettaglio e della distribuzione: “la diffusione dei grandi magazzini ha fatto sparire il 17 % delle panetterie (17.800) e l’84% delle salumerie (73.800) e il 43% dei negozi di casalinghi (4.300). Quello che è scomparso è una parte importante della sostanza stessa della vita locale, con il corrispondente disfacimento del tessuto sociale.” E non esistono giustificazioni ne’ di ordine economico che occupazionale: “un posto di lavoro precario creato dalla grande distribuzione distrugge cinque posti di lavoro stabili nel commercio di prossimità” (S.Latouche. Breve trattato della decrescita serena.)
E qual è la dinamica di questo processo? Il sabato mattina ci allontaniamo in auto dalle attività commerciali del nostro quartiere, verso i centri commerciali in periferia, dove, insieme a migliaia di sconosciuti, in maniera anonima ed impersonale, facciamo i nostri acquisti. Quindi, sempre in auto, torniamo alle nostre residenze, stupendoci, magari, dello stato di abbandono delle strade, dell’assenza di spazi comuni di incontro e di punti di
aggregazione.
Più ci muoviamo, più lo facciamo spesso e rapidamente, e più lasciamo sguarnito il nostro territorio ed allentiamo i legami con esso. Non siete convinti? Parliamo allora di agricoltura, rapporto città-campagna.
“Negli anni settanta si diceva che le strade costruite per il benessere dei contadini e per rendere meno marginali le zone rurali, sarebbero state utilizzate dall’ultimo degli agricoltori per andare in città e dal primo cittadino per costruire la propria casa di campagna nella masseria appena liberata.” Guardando oggi le periferie delle nostre città e lo stato di abbandono delle nostre campagne, siamo ancora convinti che una sempre più efficiente rete viaria sia necessariamente un elemento di avvicinamento fra le persone?
Non ci credete ancora? Lo so. Sembra incredibile. 150 anni di progresso. Pubblicità di auto che corrono a 200 km. all’ora in campagne verdeggianti. Millemiglia. Granpremi di F1. Record dell’ora ed Olimpiadi, ci hanno convinto che veloce è meglio. Che gli altri vanno lasciati indietro. Che chi va lento, o peggio sta fermo, è un perdente. E quindi via!
Tutti di corsa!
L’apoteosi si raggiunge col turismo di massa. La legittima curiosità e la scoperta culturale sono state trasformate dall’industria turistica in consumo mercificato dell’ambiente, della cultura e del tessuto sociale dei paesi “obiettivo”, in base all’assunto: “sempre più lontano, sempre più in fretta, sempre più spesso (e sempre più a buon mercato)”.
E ancora una volta il facile accesso alla mobilità è il motore del sistema.
La soluzione? E’ il banale l’elogio della lentezza. Percorrere il proprio territorio a piedi o in bicicletta, per conoscerlo, apprezzarlo, valorizzarlo e, se occorre, difenderlo. “Una volta mettersi in viaggio era un’avventura piena di imprevisti, per la maggior parte del tempo si restava nel luogo natale e non necessariamente per mancanza di immaginazione”.
Solo chi conosce ed apprezza il proprio territorio è poi disposto a difenderlo da un incendio, dalla speculazione edilizia, da un inceneritore o da qualche altra “grande opera”.
Gli altri, i turisti, al primo problema, alla prima difficoltà, fanno presto, accendono il motore della propria auto, ingranano la marcia e vanno in un altro posto.
Finchè ci sarà un altro posto dove poter andare!
Genova, dicembre 2009.
Arch. Alberto Ariccio
(Circolo MDF Genova)
Avete letto? E adesso proviamo a pensare perchè, quando abbiamo problemi di traffico, la prima cosa a cui pensiamo è sempre e semplicemente creiamo nuove strade?
Da un sindaco facente parte del consiglio di amministrazione di ATV ci aspettiamo molto di più, visto che ci sono degli studi che dimostrano il contrario e considerato anche quanti anni sono passati per poter iniziare a costruire questa tanto acclamata strada, la domanda che mi faccio da tempo è:  potevamo in qualche altro modo, ridurre il traffico, utilizzando i soldi che sono stati spesi per la Grezzanella in maniera migliore? Esistono altre soluzioni per diminuire l’inquinamento dell’aria?
Sull’Arena è uscito un articolo sulle strade di Villafranca: realizzare strade nuove vuol dire spendere tanti soldi pubblici, ma vuol dire anche creare spese fisse per il bilancio di comune/provincia/regione e quindi per le tasche del cittadino. Ma allora come mai non riusciamo ad utilizzare anche qualche investimento per migliorare i trasporti pubblici in maniera più efficiente e funzionale, valorizzando e incentivando altre forme di spostamento delle persone oltre all’auto privata? Perchè non investiamo anche in isole pedonali, piste ciclabili, centri storici a traffico limitato, mezzi pubblici ecologici (elettrici/metano), metropolitana leggera (riutizzando vecchi tratti della ferrovia)?
L’Europa ha gia bocciato il piano della regione Veneto, cosa stiamo aspettando ad attuare qualcosa di significativo per ridurre l’inquinamento nell’aria?
Possono i cittadini pagare sempre prima in salute e poi economicamente per questo continuo scarico di resposabilità fra coloro che dovrebbero occuparsene?
Vi lascio il link del dossier di Legambiente: Mal’aria 2010.

Simone Bernabè

La mobilità o meglio l’IMMOBILITA’

1 giugno, 2009

ATTENZIONE: nelle prossime ore metteremo online il video del confronto con Reggiani(!), Zardini, Miozzi e Piubello trasmesso da Telearena martedì 2 giugno

Domani sera, giovedì 4 giugno, Carlo Reggiani sarà ospite di Mario Puliero in diretta su Telearena alle ore 21 a “Diretta Verona”

In tanti pensano che l’automobile sia fondamentale nella nostra società, ma nella realtà è solo un peso, un’emergenza sanitaria ma anche economica. Cominciamo a fare due conti, cosa spendiamo in un anno? Abbiamo l’acquisto iniziale, l’assicurazione, il bollo, la manutenzione, senza tener conto del carburante e degli incidenti non coperti e poi in questa logica di mercato basata interamente sulla crescita del PIL, ogni 10 anni il ciclo si ripete. Con questa somma da ammortizzare, ci stiamo inquinando l’aria, muovendoci su un territorio che ha immense lacune sia per ciò che riguarda un piano di mobilità urbana, sia per qualità e progettazione delle infrastrutture.

Allora cerchiamo di essere realisti e guardiamo cosa ci dice un’indagine fatta fra l’altro dal comune di Verona nel 2002 sulle abitudini di spostamento dei cittadini (fonte ISFORT): la maggiorparte dei veronesi si sposta per lavoro (45%), e il 51% lo fa con la propria auto durante la settimana dal lunedì al venerdì raggiungendo una distanza di massimo 5 km per il 54%.

Questo ci fa riflettere su quali possono essere le soluzioni ai problemi che abbiamo per il traffico nelle nostre città. Utilizziamo tutti la nostra auto la mattina quando andiamo a portare i figli a scuola o all’asilo? Allora dobbiamo incentivare maggiormente la mobilità pubblica attraverso l’uso di autobus o meglio organizzando dei pedibus per far arrivare autonomamente i bambini a scuola. E poi guardando le percentuali sopracitate quando ci rechiamo al lavoro: la metà potrebbe farlo con una bici (rientrando nel 54%) e forse sarebbe anche più incentivata se la priorità del traffico fosse data alle ciclabili, ma quali? Le poche piste ciclabili esistenti non sono collegate tra loro e talvolta (a Villafranca è la norma!) ostacolate da cassonetti e auto parcheggiate. E nel frattempo andare in bici sulle strade diventa sempre più pericoloso!

Anche un buon servizio pubblico con un prezzo accettabile e un passaggio più frequente, realizzato con dei mezzi meno inquinanti aiuterebbe a disincentivare l’uso dell’auto privata, creando le condizioni per una maggiore qualità della vita. Dalle statistiche fornite vediamo poi come nel fine settimana il traffico si riduce notevolmente, per questo sarebbe buona cosa chiudere i centri storici, agevolando il passaggio pedonale e delle bici. Proprio oggi parlano sull’Arena di uno studio sulla mobilità urbana a Villafranca, cosa dire, tutto confermato, ma quando inizieremo a mettere in pratica una mobilità diversa? Anche a Report abbiamo appreso che all’estero come Germania e Francia stanno puntando tantissimo sul recupero delle costruzioni frenando la nuova cementificazione e incentivando il trasporto pubblico e la bicicletta.

Chi dovrebbe mobilitare le risorse (ma forse basta solo la volontà) per far sì che queste cose diventino realtà? Perchè non vengono realizzate queste politiche? Perchè la soluzione al traffico sono sempre nuove strade, continuando imperterriti a creare centri commerciali e parcheggi che sono attrattori di traffico?

L’immobilità è il nostro futuro, guardiamoci intorno abbiamo tutto quello che ci serve: dobbiamo incentivare le produzioni locali, bere la nostra acqua, valorizzare il nostro territorio e le nostre risorse, attuare il telelavoro queste sono le soluzioni per il traffico. Il futuro è stare fermi! E avere più tempo per la nostra vita.

“Verona Provincia Virtuosa” porterà avanti questi temi in provincia, se siete anche voi di questa idea, il 6/7 Giugno aspettiamo la Vostra fiducia.

Simone Bernabè

Eugenio Benetazzo e Marco Boschini ci aiutano a costruire una Provincia Virtuosa

3 maggio, 2009

lucchifinale

AGGIORNAMENTO (8/5/2009) VIDEO DELLA SERATA:

AGGIORNAMENTO (4/5/2009): siamo sul blog dell’Associazione di Comuni Virtuosi e del Distretto Solidale di Verona “El Selese

Lunedì 4 maggio, alle ore 20:30 avremo ospiti in sala Lucchi a Verona (zona Stadio) Eugenio Benetazzo e Marco Boschini per una serata dal tema: “Crisi economia e territorio: Verona Provincia Virtuosa“.

Vogliamo andare oltre la crisi, farci aiutare a capire come trasformare un momento di crollo dei mercati e delle economie mondiali in un’occasione da non sprecare per “cambiare marcia“, per cominciare ad applicare sistematicamente comportamenti virtuosi sia come singoli cittadini sia come amministratori e politica.

I nostri ospiti presenteranno i loro libri (“Banca Rotta” di Eugenio Benetazzo e “Anticasta – L’Italia che funziona” di Marco Boschini) e ci aiuteranno a diventare concreti: la lista civica VERONA PROVINCIA VIRTUOSA che si presenta alle prossime elezioni amministrative per la Provincia di Verona vuole riprendere il lavoro cominciato con le 5 stelle presentate a Villafranca le scorse elezioni comunali, riproponendole a livello più esteso e forse nel luogo, la Provincia, più adatto ad un’opera di indirizzo e programmazione.

Eugenio Benetazzo è l’analista finanziario indipendente che da anni scrive e denuncia (anche attraverso spettacoli e trasmissioni televisive) ciò che stiamo vivendo in questi primi mesi del 2009. La sua analisi delle cause macroeconomiche che hanno portato alla crisi finanziaria e alle ricadute sull’economia e nella vita delle persone ci aiuta nel cercare una nuova strada, lontana dalla speculazione e attenta a costruire intorno a noi una economia dalle basi solide e concrete. Eugenio è già stato nostro ospite a Villafranca per una tavola rotonda molto apprezzata dal pubblico.

Marco Boschini è coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi, e componente del consiglio direttivo  dell’associazione Decrescita Felice: i temi della decrescita sono il fondamento per le nostre 5 stelle che parlano di Acqua Pubblica e non mercificabile, Ambiente inteso come risorsa limitata e da valorizzare senza consumarla da lasciare alle prossime generazioni, Energia come risparmio energetico e uso delle fonti rinnovabili, Trasporti come superamento del modello di mobilità individuale (“l’auto è morta” come dice Beppe Grillo) in favore di una mobilità di massa per le persone e su ferro per le merci, Sviluppo come un abbandono della logica dell’aumento del PIL in favore di quella del BIL (Benessere Interno Lordo) con una attenzione al tema dell’economia solidale e delle reti tra le persone che si realizzano per esempio attraverso i GAS.

Vi aspettiamo!

Carlo Reggiani

PS: sala Lucchi sarà aperta dalle ore 19:30. Vi chiederemo un piccolo contributo per coprire le spese di organizzazione. Per informazioni chiamatemi al 393  7690102

Villafranca attende tante opere di compensazione: cominciamo dalle più semplici!

22 aprile, 2009

E’ dalla campagna elettorale dello scorso anno che diciamo che Villafranca è una città di attraversamento, non solo da camion e macchine, ma anche dagli aerei (voi mi direte che novità!). Purtroppo le zone verdi sono poche  e manca una congiunzione fra le ciclabili che scarseggiano. Togliere i cassonetti e incentivare il porta a porta a lungo andare diminuirebbe la tariffa sui cittadini, aumenterebbe la percentuale di raccolta differenziata, gli  introiti del comune e rendebbe maggiormente percorribili le ciclabili, molto spesso ostacolate nel percorso. L’amministrazione nella progettazione del territorio sembra punti soprattutto sulla viabilità, realizzando nuove strade come la Grezzanella, per creare alternative al traffico del centro,  ma si è progettato poco per quel che riguarda diminuire e creare un nuovo modo di concepire la mobilità. Abbiamo appreso da L’Arena che non si potrà realizzare il polo scolastico nella zona del parco del Tione non ancora completato, questo perchè vengono oltrepassati i limiti acustici imposti per gli edifici pubblici come ospedali e scuole, rispetto alle costruzioni residenziali, come se ci fosse differenza fra il rumore percepito fra due costruzioni diverse situate nello stesso posto. Visto quindi che il progetto non è realizzabile, perchè non completiamo il parco Tione aumentando un po’ il verde della nostra città?  Perchè inoltre non contribuiamo a unire e migliorare tutte queste ciclabili in un bel percorso per valorizzare il nostro territorio?

Nella Valle di Illasi hanno realizzato un bellissimo progetto promosso da Aldo Masconale del Comitato Verona Est, che collega 9 comuni: un’importante sinergia atta a valorizzare la bellezza della valle e a creare una valida alternativa di mobilità all’interno del territorio. Perchè Villafranca deve solo subire il traffico e l’inquinamento dovuto a un attraversamento continuo? Perchè  i cittadini devono sobbarcarsi continuamente tutto questo senza avere delle opere adeguate di compensazione? Non sarebbe bello collegare le zone verdi della/e nostre città e creare un progetto cosi anche a Villafranca?


Mobilità a Villafranca

5 agosto, 2008

Nella nostra campagna elettorale vi parlavamo di istituire un Ecopass per i mezzi pesanti che attraversano la nostra città, una soluzione immediata ed economica e subito fattibile per respirare aria molto meno inquinata e ricavarne delle entrate per il comune da impiegare in nuovi servizi per il cittadino.

Sono passati circa tre mesi e il nostro pensiero di riuscire a disincentivare il passaggio dei mezzi più inquinanti e far tornare la nostra città un po più vivibile, torna a farsi sentire.

Come siamo messi con i livelli di inquinamento a Villafranca? Non abbiamo ancora i dati di rilevamento delle centraline sulle polveri sottili che dovrebbero essere fisse e manca un quadro approfondito di quello che stiamo respirando.

Addirittura i nostri amministratori neanche si sono presentati al primo tavolo provinciale sull’inquinamento dell’aria, convocato dall’assessore all’ecologia Coletto, presenti tutti i comuni della cintura metropolitana di Verona (Non sono stati invitati? Sanno già tutto? Hanno “lasciato detto”? Chiederemo lumi al sindaco).

Ma forse non è tanto questo il problema, sappiamo benissimo che siamo al limite, la questione più importante è che non stiamo ancora facendo niente per salvaguardare la vivibilità della nostra città e salute dei suoi cittadini.

Sembra che questo problema per il momento sia stato parcheggiato, abbiamo visto l’articolo apparso sull’Arena poco tempo fa, si dava la colpa al fatto che d’inverno anche le caldaie fanno la loro parte e che misurare l’inquinamento vicino all’autostrada o all’aeroporto non è uguale alla misurazione in punti con basso impatto ambientale. L’articolo parlava di questionari per poter sapere quali tipi di caldaie sono in uso dai cittadini, quanto sono vecchie e con quale alimentazione funzionano. Alessio Adami, il nostro assessore all’ambiente, ci diceva che aveva appena ereditato la poca documentazione in merito lasciata della vecchia amministrazione e che era ancora presto per sapere qualcosa.

Alla mattina insieme con mia moglie porto i miei figli all’asilo in due delle vie più trafficate (Nino Bixio e Angelo Messedaglia), ogni giorno penso a quanto sarebbe bello avere un vero e proprio centro storico, mantenendo solo il minimo del traffico necessario per le attività commerciali, incentivando l’uso delle bici, sostituendo i mezzi pubblici e incentivando i privati con metano o gpl. Per i cittadini sarebbe come festeggiare la sagra di S.Pietro e Paolo tutti i giorni, ma quando si parla di questa cosa sembra si racconti una bella favola.

Passeggiando per le vie di Villafranca volantinando per la nostra lista civica durante la campagna elettorale, ho riscoperto la voglia di gustarmi questo territorio, cosa che di solito facevo in macchina con i finestrini alzati, ma mi sono accorto anche bene cosa stiamo respirando.

Tanto inquinamento da traffico stradale, senza contare che abbiamo vicino un aeroporto e che dal 2006 i voli non hanno fatto che aumentare.

Si parla ora di nuove procedure di decollo; io li vedo e sento dalle finestre di casa, in fase di atterraggio nella zona Madonna del Popolo e ne passa uno ogni 5 minuti quando va’ bene.

Cosa c’è nell’aria che respiriamo, ve lo siete mai chiesto? Non c’e’ nessuno che attualmente vi può rispondere e la cosa non è più accettabile.

Andate a leggere il blog di Vivicaselle che da tempo studia l’inquinamento acustico e ambientale dell’aeroporto e vi renderete conto se ancora non lo sapete di cosa sto parlando.

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Simone Bernabè

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PS: la nostra stella sulla mobilità auspicava anche un decoroso servizio di trasporto pubblico per il collegamento delle frazioni con il centro di Villafranca e verso Verona, in modo da permettere anche ai lavoratori, e non solo agli studenti, di usare gli autobus. In attesa di conoscere le linee programmatihe dell’amministrazione Faccioli anche su questo tema, chiediamo al neo-consigliere ATV Mario Faccioli (AGGIORNAMENTO: neo-vicepresidente): cosa sta facendo per i cittadini di Villafranca in tema di mobilità pubblica?


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