Archive for the ‘Infrastrutture’ Category

Che aria tira a Villafranca?

9 giugno, 2012

Abbiamo partecipato alla serata organizzata dal comitato contro il nuovo casello di Dossobuono in cui si parlava della qualità dell’aria a Villafranca.

Anche noi siamo contrari a questa opera faraonica costruita su un ipotetico aumento di passeggeri, in una delle ultime zone verdi comprendente anche il parco “Mariotto”. Ricordiamo che la procura di Verona sta ancora indagando sull’aeroporto Catullo per la mancanza di valutazione di impatto ambientale e per la gestione quantomeno “allegra” dello scalo.

Villafranca ha già dato anche troppo, sia per attraversamento di aerei che di traffico che sono la principali cause di inquinamento come è stato fatto vedere da ARPAV. E’ ora che trasformiamo questo fantomatico sviluppo in vere e proprie compensazioni ambientali per tutto il nostro territorio frazioni comprese.

A Villafranca abbiamo bisogno di alberi e di un vero parco! E’ da Settembre 2011 che abbiamo fatto un’istanza per l’aeroporto ma ad oggi nessuna risposta!

L’amministrazione fa “orecchie da marcante”!  Ma lo statuto non dice all’art.19 che il sindaco dovrebbe rispondere entro massimo 60 giorni? Non solo hanno tolto ai cittadini la possibilità di formulare domande di interesse collettivo in consiglio comunale, ma non rispettano neanche le istanze dei cittadini che gli vengono presentate.

L’unica aria buona che sento sta arrivando a Villafranca è quella delle elezioni, meditate gente! meditate!

Simone Bernabè

Salviamo il Paesaggio, anche a Villafranca!

2 aprile, 2012

Abbiamo protocollato al Comune di Villafranca la lettera (e relativa istanza per proporre la presentazione ed il voto in consiglio comunale) di sollecitazione al nostro sindaco Mario Faccioli per aderire alla campagna di monitoraggio degli edifici sfitti e della situazione generale delle superfici edificate ed edificabili residue.

Per il nostro Comune questa iniziativa risulta fondamentale per poter meglio affrontare le prossime fasi di discussione e valutazione del progetto di PAT (Piano Assetto del Territorio) che l’amministrazione sta per presentare in consiglio comunale.

La scheda per procedere al censimento è stata inviata dal Forum a tutti i sindaci italiani.

Segnaliamo che stasera 2/4/2012 ore 20:45 saremo presenti a Legnago, presso Sala Civica (Palazzo di Vetro) in Corso Matteotti: è il primo appuntamento per il nascente Forum Salviamo il paesaggio per la provincia di Verona.

Forum Italiano dei Movimenti
per la Terra e il Paesaggio
www.salviamoilpaesaggio.it

Al Sindaco del Comune di Villafranca di Verona

Illustrissimo Signor Sindaco,

con la presente provvediamo formalmente a richiederLe, a nome e per conto del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio e delle 555 organizzazioni attualmente ad esso aderenti, di voler provvedere ad attivare con urgenza massima un capillare censimento del patrimonio edilizio presente all’interno dei confini del Comune da Ella guidato.

Tale necessario censimento viene in questi giorni richiesto a tutti i Comuni italiani, allo scopo di mettere in luce con assoluta esattezza la realtà delle strutture edilizie già presenti nel territorio di ciascun municipio e, in particolare, il numero di quelle sfitte, vuote, non utilizzate (ed eventualmente la superficie), le superfici edificabili residue del vigente piano urbanistico e quelle previste da eventuali piani adottati. Questo elemento è ritenuto di estrema importanza per monitorare lo stato attuale dell’offerta edilizia e ragionare – senza pregiudizi e con precisi dati di ausilio – il fenomeno del consumo di suolo e tutte le necessarie pianificazioni conseguenti.

La scheda – preparata da un folto gruppo di cittadini, da professionisti del settore e da amministratori – si compone di due parti:

  • la prima parte riassume i punti nevralgici indispensabili richiesti a tutti i Comuni;
  • la seconda parte enuclea altri elementi importanti e facoltativi che ci auguriamo possano comunque essere segnalati, onde rendere ancora più efficace il monitoraggio.

La scheda è stata ideata allo scopo di offrire un metodo di lavoro che possa guidare ogni nuova futura pianificazione dello strumento urbanistico comunale e favorire una discussione basata su informazioni certe ed aperta ai contributi di tutti i cittadini.

La portata delle informazioni previste, ci portano anche ad invitarla a valutare,
successivamente, la decisione di adottare, per il tramite di idonea modifica/revisione del vigente piano urbanistico, una moratoria per le nuove edificazioni su aree libere previste dallo strumento urbanistico attualmente in vigore e/o da sue varianti: i dati che il Suo Comune avrà modo di mettere in luce, infatti, potrebbero profondamente modificare il quadro complessivo delle pianificazioni attualmente definite in assenza di riferimenti metodologici che abbraccino l’intero assetto urbanistico comunale.

Il nostro invito è di dar corso anche nel Suo Comune a questo specifico lavoro censuario e, rispettando gli impegni amministrativo-burocratici degli uffici di riferimento, avviarlo possibilmente entro uno o due mesi dal ricevimento della presente e completarlo entro i 6 mesi successivi.

Restiamo a completa disposizione Sua e dei tecnici e funzionari comunali per ogni necessaria ulteriore delucidazione.

RingraziandoLa anticipatamente per la Sua attenzione, porgiamo le nostre più vive cordialità restando in attesa di cortese ed urgente risposta.

Per Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio

Carlo Reggiani
Amici di Beppe Grillo di Villafranca
http://villafranca5stelle.org 

L’aeroporto Catullo arriva a LA7 “Gli Intoccabili”… ed è subito scandalo!

3 febbraio, 2012

AGGIORNAMENTO (5/2/2012): ASSUNZIONI PERSONALE Il capitolo assunzioni è uno di quelli già messi a fuoco dalla Procura dopo le dichiarazioni dell’ex consigliere di amministrazione Franco Pennacchia che di questo si occupava. Maresciallo dell’aeronautica in pensione, titolare di un’azienda, è lui che all’inviato di La7 spiega che pretende il 27% di assunzioni. Lui aveva la delega per occuparsi di questo. E negli uffici delle risorse umane nella primavera 2011 arrivavano pacchi di curriculum vitae e segnalazioni, mettendo in grave imbarazzo i funzionari.

AGGIORNAMENTO (4/2/2012): Il procuratore di Verona Schinaia apre un’inchiesta sul Catullo. Consigliere (nonchè capogruppo PDL e primo sostegno della giunta Faccioli) Pennacchia: forse non solo a noi le tue dichiarazioni hanno fatto venire in mente una parola: DIMISSIONI!

L’aeroporto di Brescia è di proprietà  di quello di Verona che a sua volta è di proprietà degli enti locali: Provincia di Verona, Trento, Brescia e dei comuni di Villafranca e Sommacampagna.

Ogni anno Montichiari perde 5 milioni di euro e negli ultimi 10 anni ha prodotto un buco di 90 milioni di euro.

Finiti i contributi per incentivare le compagnie low cost l’aeroporto di Brescia è diventato un fantasma che nell’ultimo anno ha perso 4 milioni 600 mila euro.

Bortolazzi, ex presidente del Catullo, nella sua intervista dice chiaramente che le persone che compongono il consiglio di amministrazione sono nomine puramente politiche che rispondono solo ai partiti di appartenenza.

E Francesco Pennacchia, consigliere nonchè nuovo capogruppo del pdl nel consiglio comunale di Villafranca, rincara la dose affermando che è un obbligo prendere le persone segnalate a seconda delle quote proprietarie dell’ente. Infatti dice:

“La provincia di Verona quanto ha di quote?   il 20…22…23… e il comune di Villafranca quanto ha il 4%? siamo a 27 quindi “NINO”  ìo voglio il 27% delle assunzioni”.

Insomma non c’e che dire: un vero esempio di  trasparenza e meritocrazia! Specialmente alla spalle dei cittadini di Villafranca che da anni non hanno ancora visto un minimo di compensazione ambientale!

Lo scorso 30 Settebre 2011 abbiamo protocollato un’istanza al Comune di Villafranca sull’aeroporto Catullo: sono passati più di 4 mesi e non abbiamo ancora ricevuto risposta!

Caro sindaco Mario Faccioli, invece di mandare le ruspe per togliere un innocuo cartello donato dai cittadini al NOSTRO Parco Urbano del Tione, sarebbe ora che insieme alla tua giunta facessi veramente qualcosa per salvaguardare la salute dei tuoi cittadini. A cominciare dal verde che è sempre poco per tutto quello che subiamo dal traffico di attraversamento sia stradale che aereo (ricordiamoci che la giunta Faccioli per ora ha solo tagliato alberi, vedi via Bixio!).

Abbiamo bisogno di un parco a Villafranca! Un parco fatto di alberi, non di un parco giochi meccanici, notoriamente incapaci di produrre ossigeno e assorbire pm10!

Caro sindaco Faccioli, considerato che come cittadini di Villafranca possediamo (ancora per quanto non lo sappiamo) il 4% di quote della società Catullo, invece delle INUTILI “poltrone”, per una volta vuoi provare ad impegnarti veramente per il bene dei tuoi concittadini e portare a casa qualche compensazione ambientale per la città di Villafranca?

Simone Bernabè e Carlo Reggiani

PS: le elezioni amministrative si avvicinano e un nuovo comune veronese è stato abbandonato dalla “politica”! Un in bocca al lupo agli amici di Gazzo Veronese, ai quali continueremo a dare tutto il nostro supporto insieme ai gruppi di Verona e San Giovanni Lupatoto. Noi non molleremo mai.

Dove sono gli alberi dei bambini?

22 febbraio, 2011

Al signor Presidente del Consiglio comunale
del Comune di Villafranca (VR)

e  p.c.
Al signor Sindaco del Comune di Villafranca (VR)
all’Assessore all’Ecologia del Comune di Villafranca (VR)

Villafranca 18 febbraio 2011

Oggetto: “Un albero per ogni neonato” – Domanda di attualità al Consiglio Comunale (art. 21 dello Statuto comunale, art. 47 del Regolamento) in osservanza della legge 29.01.1992 n. 113 I sottoscritti cittadini di Villafranca,

Premesso

  • che la legge del 29.01.1991 n. 113, obbliga per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato,
  • che il Consiglio dei Ministri del 12/3/2010 ha approvato, su proposta del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, un disegno di legge sul Verde Urbano che punta a promuovere l’ampliamento degli spazi di verde urbano e la “cultura del verde”, con la motivazione che «Gli alberi – spiega il Ministro – non sono solo essenziali elementi di “arredo” ecologico per le nostre città ma anche grandi fornitori di “servizi ambientali”. Infatti un singolo albero è in grado di fornire abbastanza ossigeno per 10 persone e di assorbire, a seconda delle dimensioni, da 7 a 12 kg. di emissioni di CO2 all’anno. Inoltre, gli alberi riducono l’inquinamento acustico e possono farci risparmiare sino al 10 % del consumo energetico» (da http://www.minambiente.it),
  • che, sempre relativamente al DDL approvato dal consiglio dei ministri dello scorso 12/3/2010, il ministro Prestigiacomo ha ben precisato quale sia l’orientamento del Governo nei confronti degli indirizzi per le amministrazioni comunali: “ll decreto punta a rendere effettivo per i comuni l’obbligo di piantare un albero per ogni nato modificando la normativa vigente e rendendola più cogente per i sindaci. In particolare si abbreviano i tempi per la messa a dimora dell’albero portandoli da 12 mesi a 30 giorni. Analogamente si stabilisce che entro 30 giorni dalla nascita del neonato il comune informi la famiglia sul luogo esatto in cui l’albero è stato piantato. Si impone quindi ai comuni di effettuare entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge un censimento degli alberi piantati nelle aree pubbliche. Due mesi prima del termine del mandato il sindaco dovrà rendere pubblico il “bilancio arboricolo” del Comune, evidenziando il rapporto fra gli alberi piantati all’inizio ed alla fine del ciclo amministrativo”,
  • che molti comuni, allo scopo di migliorare le condizioni dell’aria, hanno varato un “piano verde” di forestazione del territorio,
  • che il 27 gennaio u.s. il comune di S. Giovanni Lupatoto ha posto le prime piante di un Piano verde di 6mila alberi realizzato nell’ambito del progetto della Regione Veneto «Foresta Veneto: forestazione e formazione per progettare lo sviluppo sostenibile» (progetto al quale partecipano anche i comuni di Zevio e San Martino Buon Albergo),

rivolgono le seguenti domande all’Amministrazione comunale:

  • in relazione alle prescrizione normative (legge 113/92) quali interventi di piantumazione sono stati fatti nel corso delle annualità già trascorse?
  • per attuare il disposto di cui all’art. 2.1 della legge 113/92, l’amministrazione intende avvalersi del Corpo forestale regionale di Montecchio Precalcino (VI) per mettere a dimora gli alberi da assegnarsi ai neonati del 2010? (dalle informazioni rilevate in ufficio anagrafe nel 2010 risultano: n. 295 nati registrati all’anagrafe di Villafranca e di 98 nati registrati nella delegazione di Dossobuono)
  • è intenzione attivare anche nel comune di Villafranca il progetto della Regione Veneto «Foresta Veneto: forestazione e formazione per progettare lo sviluppo sostenibile» o comunque interventi di estesa piantumazione in relazione alla compensazione alla città per l’impatto ambientale (emissione CO2, emissioni inquinanti, rumore) dell’aeroporto Catullo e delle infrastrutture di viabilità autostradale che incidono sul nostro territorio?

I sottoscritti confermano la massima disponibilità a collaborare con codesta Amministrazione per porre in essere nuove piantumazioni anche attraverso progetti a costo zero per le casse comunali.

Carlo Reggiani – Villafranca
Ivo Mondini – Villafranca
Elìa Di Giovine – Vilalfranca
Simone Bernabè – Villafranca
M. Luisa Zecchinato – Villafranca
Nadia Zulian – Villafranca
Silvana Bicego – Villafranca
Giuseppe Della Valle – Villafranca
Sara Vallan – Villafranca

Motorcity: il nostro ricorso al Presidente Napolitano

14 luglio, 2010

AGGIORNAMENTO (01/08/2010): Articolo su L’Arena di Verona

AGGIORNAMENTO (19/07/2010): Caro Beniamino Sandrini, ci auguriamo che la tua battaglia dal blog Vivicaselle.eu per la VAS del Quadrante Europa faccia il paio con la nostra per Motorcity e tutte le opere relative al District Park. Per ora festeggiamo la richiesta di chiarimenti sulle opere di compensazione del Quadrante Europa (Aeroporto Catullo e dintorni) chiesta dal ministero dell’Ambiente alla Regione Veneto.

Abbiamo studiato, ci siamo informati, abbiamo chiesto pareri e opinioni a comitati, associazioni, amministratori; abbiamo frequentato i consigli comunali di Villafranca, Povegliano, Sommacampagna, Nogara, Vigasio, Trevenzuolo.

Abbiamo assistito da spettatori al lavori del Consiglio Provinciale di Verona e poi partecipato con una nostra lista civica alle elezioni amministrative del 2009, impegnandoci a proporre un’alternativa concreta ai cittadini per un uso virtuoso del territorio e dei nostri beni comuni. Abbiamo continuato a sfruttare l’occasione della campagna elettorale di questa primavera 2010 presentando liste civiche “virtuose” nei comuni di Vigasio e Nogara, anche per poter parlare di questo progetto oramai arrivato alla fine del suo percorso di approvazione. Abbiamo avuto conferma, con grande amarezza, che solo pochissimi cittadini veronesi hanno qualche informazione su cosa sta per accadere ad oltre 12 milioni di metri quadrati di territorio agricolo famoso per le produzioni di riso pregiato e per le sue oasi faunistiche. Un territorio che parla del nostro passato e che ci potrebbe raccontare il nostro futuro.

Lo scorso gennaio la giunta del Veneto ha approvato il documento di VIA regionale sul progetto Motorcity. 4,5 milioni di cemento dedicati all’automobile nel secolo che vedrà la morte dell’automobile. Dopo i ricorsi al TAR presentati da Legambiente di Verona e dalla Provincia di Mantova, ci proviamo anche noi a dire la nostra.

Lo scorso 30 giugno 2010 abbiamo presentato un ricorso al Presidente della Repubblica per chiedere l’annullamento dell’autorizzazione alla costruzione del progetto. Il nostro ricorso è stato sottoscritto da decine di cittadini da tutta la provincia di Verona e da altre province e regioni d’Italia.

Non abbiamo chiesto aiuto ad avvocati o fini giuristi. Ci appelliamo al presidente Napolitano da cittadini, portando nostre osservazioni originali e ponendo domande ancora ad oggi rimaste senza risposta (per esempio abbiamo chiesto di avere una valutazione complessiva dell’impatto sul territorio e sull’inquinamento dell’aria provocato dall’insieme degli interventi progettati e singolarmente approvati nella fascia che va da Mozzecane e Isola della Scala).

Un grazie agli amici de I Grilli di Verona, all’Associazione Giuseppe e Paolo Borsellino, agli Amici di Beppe Grillo di Vigasio, al Circolo Legambiente Il Tiglio di Vigasio, all’Associazione Nogara 5 Stelle, al PoveglianoATuttoGAS e tutti i cittadini che hanno firmato e sostenuto il ricorso.

E permettemi a nome di tutto il gruppo degli Amici di Beppe Grillo di Villafranca di ringraziare Ivo Mondini per il grande lavoro che ha portato avanti per preparare il ricorso. Un altro pezzo di esperienza da mettere a disposizione di tutti i cittadini che vogliono dire la loro.

Carlo Reggiani


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Progettiamo l’immobilità a Villafranca

19 gennaio, 2010

In questi giorni ho letto un articolo che mi ha fatto molto riflettere; ve lo ripropogo e vi chiedo:
Cosa vuol dire oggi riprogettare la mobilità per la nostra città?

La Grezzanella sarà una bretellina che devierà il traffico di attraversamento del nostro territorio su un fianco di Villafranca, evitando il centro storico. Proviamo a chiederci se quest’opera sarà la soluzione per la mobilità della Villafranca del futuro (il progetto della Grezzanella risale a più di 15 anni fa).
Quando si parla di mobilità e vivibilità urbana, o più in generale di intervenire sulla mobilità per migliorare la qualità della vita, bisogna stare attenti a non cadere in quello che possiamo definire i “paradossi della mobilità”.
Il primo paradosso (è squisitamente tecnico-fisico ed ha a che fare col principio fisico della incomprimibilità dei corpi) nasce dalla diffusa convinzione che per aumentare l’efficienza della mobilità, e diminuire il traffico veicolare, sia sufficiente aumentare il numero delle strade e/o le loro dimensioni. L’effetto che si ottiene è in genere esattamente il contrario. Basta osservare una qualsiasi strada o autostrada nelle ore di punta per constatare che non c’è strada, superstrada, terza o quarta corsia che sia in grado di smaltire volumi di traffico privi di controllo.
La possibilità di raggiungere rapidamente luoghi molto lontani fra loro, se apparentemente sembra corrispondere al massimo della libertà e delle opportunità disponibili, in realtà è la premessa alla perdita di coesione sociale delle comunità e di qualità ambientale dei luoghi.
Pensiamo al comparto della vendita al dettaglio e della distribuzione: “la diffusione dei grandi magazzini ha fatto sparire il 17 % delle panetterie (17.800) e l’84% delle salumerie (73.800) e il 43% dei negozi di casalinghi (4.300). Quello che è scomparso è una parte importante della sostanza stessa della vita locale, con il corrispondente disfacimento del tessuto sociale.” E non esistono giustificazioni ne’ di ordine economico che occupazionale: “un posto di lavoro precario creato dalla grande distribuzione distrugge cinque posti di lavoro stabili nel commercio di prossimità” (S.Latouche. Breve trattato della decrescita serena.)
E qual è la dinamica di questo processo? Il sabato mattina ci allontaniamo in auto dalle attività commerciali del nostro quartiere, verso i centri commerciali in periferia, dove, insieme a migliaia di sconosciuti, in maniera anonima ed impersonale, facciamo i nostri acquisti. Quindi, sempre in auto, torniamo alle nostre residenze, stupendoci, magari, dello stato di abbandono delle strade, dell’assenza di spazi comuni di incontro e di punti di
aggregazione.
Più ci muoviamo, più lo facciamo spesso e rapidamente, e più lasciamo sguarnito il nostro territorio ed allentiamo i legami con esso. Non siete convinti? Parliamo allora di agricoltura, rapporto città-campagna.
“Negli anni settanta si diceva che le strade costruite per il benessere dei contadini e per rendere meno marginali le zone rurali, sarebbero state utilizzate dall’ultimo degli agricoltori per andare in città e dal primo cittadino per costruire la propria casa di campagna nella masseria appena liberata.” Guardando oggi le periferie delle nostre città e lo stato di abbandono delle nostre campagne, siamo ancora convinti che una sempre più efficiente rete viaria sia necessariamente un elemento di avvicinamento fra le persone?
Non ci credete ancora? Lo so. Sembra incredibile. 150 anni di progresso. Pubblicità di auto che corrono a 200 km. all’ora in campagne verdeggianti. Millemiglia. Granpremi di F1. Record dell’ora ed Olimpiadi, ci hanno convinto che veloce è meglio. Che gli altri vanno lasciati indietro. Che chi va lento, o peggio sta fermo, è un perdente. E quindi via!
Tutti di corsa!
L’apoteosi si raggiunge col turismo di massa. La legittima curiosità e la scoperta culturale sono state trasformate dall’industria turistica in consumo mercificato dell’ambiente, della cultura e del tessuto sociale dei paesi “obiettivo”, in base all’assunto: “sempre più lontano, sempre più in fretta, sempre più spesso (e sempre più a buon mercato)”.
E ancora una volta il facile accesso alla mobilità è il motore del sistema.
La soluzione? E’ il banale l’elogio della lentezza. Percorrere il proprio territorio a piedi o in bicicletta, per conoscerlo, apprezzarlo, valorizzarlo e, se occorre, difenderlo. “Una volta mettersi in viaggio era un’avventura piena di imprevisti, per la maggior parte del tempo si restava nel luogo natale e non necessariamente per mancanza di immaginazione”.
Solo chi conosce ed apprezza il proprio territorio è poi disposto a difenderlo da un incendio, dalla speculazione edilizia, da un inceneritore o da qualche altra “grande opera”.
Gli altri, i turisti, al primo problema, alla prima difficoltà, fanno presto, accendono il motore della propria auto, ingranano la marcia e vanno in un altro posto.
Finchè ci sarà un altro posto dove poter andare!
Genova, dicembre 2009.
Arch. Alberto Ariccio
(Circolo MDF Genova)
Avete letto? E adesso proviamo a pensare perchè, quando abbiamo problemi di traffico, la prima cosa a cui pensiamo è sempre e semplicemente creiamo nuove strade?
Da un sindaco facente parte del consiglio di amministrazione di ATV ci aspettiamo molto di più, visto che ci sono degli studi che dimostrano il contrario e considerato anche quanti anni sono passati per poter iniziare a costruire questa tanto acclamata strada, la domanda che mi faccio da tempo è:  potevamo in qualche altro modo, ridurre il traffico, utilizzando i soldi che sono stati spesi per la Grezzanella in maniera migliore? Esistono altre soluzioni per diminuire l’inquinamento dell’aria?
Sull’Arena è uscito un articolo sulle strade di Villafranca: realizzare strade nuove vuol dire spendere tanti soldi pubblici, ma vuol dire anche creare spese fisse per il bilancio di comune/provincia/regione e quindi per le tasche del cittadino. Ma allora come mai non riusciamo ad utilizzare anche qualche investimento per migliorare i trasporti pubblici in maniera più efficiente e funzionale, valorizzando e incentivando altre forme di spostamento delle persone oltre all’auto privata? Perchè non investiamo anche in isole pedonali, piste ciclabili, centri storici a traffico limitato, mezzi pubblici ecologici (elettrici/metano), metropolitana leggera (riutizzando vecchi tratti della ferrovia)?
L’Europa ha gia bocciato il piano della regione Veneto, cosa stiamo aspettando ad attuare qualcosa di significativo per ridurre l’inquinamento nell’aria?
Possono i cittadini pagare sempre prima in salute e poi economicamente per questo continuo scarico di resposabilità fra coloro che dovrebbero occuparsene?
Vi lascio il link del dossier di Legambiente: Mal’aria 2010.

Simone Bernabè

Ospedale Magalini: ma dove è il progetto? Istanza al sindaco dai cittadini

16 novembre, 2009

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AGGIORNAMENTO (21/11/2009): Articolo su L’Arena

Al Signor Sindaco del Comune di Villafranca

Al Presidente del Consiglio comunale di Villafranca

Al Segretario Generale del Comune di Villafranca

p.c.        Al Consigliere di Minoranza Luciano Zanolli

Oggetto: Istanza ai sensi dell’articolo 21 dello Statuto Comunale- Richiesta di interventi per superare i disagi dell’assistenza ospedaliera distrettuale, la precarietà e le prospettive dell’ospedale Magalini.

I sottoscritti cittadini di Villafranca, Mondini Ivo, Reggiani Carlo, Di Giovine Elia, rivolgono la seguente richiesta:

PREMESSO CHE

–          Risulta sempre più grave l’emergenza sanitaria e i disagi che i cittadini sopportano a causa dell’Ospedale Magalini che versa da anni in una situazione inqualificabile in quanto struttura incompleta e inefficace a soddisfare l’assistenza ospedaliera e sanitaria distrettuale

–          Non si nota alcun segnale dei provvedimenti chiesti alla D. G. dell’Ulss 22 dal Consiglio Comunale per completare entro il prossimo 30 novembre la dotazione di 120 posti letto con le attività di medicina, chirurgia e il settore materno infantile

–          Prosegue lo slittamento inaccettabile della data di approvazione del finanziamento  statale di 40 milioni di Euro, per il progetto di ampliamento della struttura ospedaliera villafranchese a 210 posti letto

–          Non è possibile la visura del progetto perché in Comune non ne possiede una copia, per cui, pur essendo stato assicurato il prosieguo dell’iter procedurale con il bando di gara d’appalto dei lavori all’inizio del prossimo anno, restano sconosciute alla cittadinanza le caratteristiche procedurali e le implicazioni future dell’ubicazione in termini di viabilità, di accesso, di rumorosità del sito e degli spazi necessari per i parcheggi (già attualmente insufficienti)

–          La degenza ospedaliera nei piccoli ospedali dell’Ulss 22 costa 752 euro a fronte delle media regionale di 560 euro, mentre restano in rosso i bilanci dell’azienda di Bussolengo: 42,400 milioni di euro di perdita nel 2006, 45,430 milioni nel 2007 e 56,647 milioni nel 2008

–          Ed infine che il Consiglio comunale di Nogarole Rocca il mese scorso ha deliberato, in un’affollatissima seduta un documento qui allegato, in cui si chiede la convocazione di una Conferenza dei servizi dei Sindaci dell’Ulss 22 in seduta pubblica alla presenza dell’Assessore regionale alla sanità e del Presidente della Provincia,

CHIEDONO AL SIGNOR SINDACO

–          Come intende procedere affinchè siano risolte in modo chiaro e trasparente le criticità e i ritardi negli interventi sull’ospedale Magalini, anche in prospettiva delle decisioni regionali Paque, in quella che è denominata “porta sud del veronese”

–          Se intende aderire alle richieste dell’Amministrazione comunale di Nogarole Rocca (relative all’odg n. 41 del 10/09/2009, qui allegata in sintesi) e in particolare convocare in seduta pubblica una Conferenza dei sindaci in cui si possa analizzare il progetto di ampliamento del Magalini e le implicazioni logistiche ed economiche della scelta del polo a due gambe che abbina le strutture ospedaliere di Bussolengo e Villafranca.

Con osservanza, nella certezza di ricevere risposta entro 30/60 gg. fissati dall’art. 21 comma 2 dello Statuto e dall’art. 46 del Regolamento comunale.

Villafranca di Verona, 15/11/2009

Mondini Ivo, Reggiani Carlo, Di Giovine Elia

E se succedesse a Villafranca?

1 settembre, 2009

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Ore 22.10 del 1 settembre 2009 – Corriere della Sera

Airbus diretto a Fiumicino urta la pista
di Verona durante il decollo: danni

Colpita la carlinga posteriore: l’aereo è rimasto a terra. Inchiesta dell’Agenzia nazionale per la sicurezza sul volo

ROMA – Attimi di terrore all’aeroporto Catullo di Verona. Un Airbus A320 in fase di decollo ha urtato la pista con la parte posteriore della carlinga riportando danni alla struttura. L’aereo, che era diretto allo scalo romano di Fiumicino, non ha potuto proseguire il volo. L’incidente è avvenuto martedì e l’agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha aperto subito un’inchiesta tecnica.

ANALISI DELLE SCATOLE NERE – «In fase di decollo, al momento del distacco dal suolo – ha spiegato Ansv – l’A320 urtava la pavimentazione della pista con la parte posteriore, riportando danni alla struttura dell’aereo stesso. Alla luce dei danni riportati, l’evento è stato classificato quale incidente». L’Agenzia ha reso anche noto che un team investigativo sta raggiungendo Verona per «espletare un primo sopralluogo operativo ed acquisire i registratori di bordo», le cosiddette scatole nere.

Mentre la “politica” mette in scena un teatrino inqualificabile (non uso parole tipo “VERGOGNA”, altrimenti vengo tacciato di demagogia poco costruttiva) sulle sorti dell’ospedale Magalini ad oggi inutile per gestire qualsiasi emergenza, migliaia di cittadini di Villafranca e Sommacampagna vivono quotidianamente sotto un rischio purtroppo non trascurabile, con strutture di pronto intervento e soccorso tutte da verificare soprattutto in previsione dei milioni di viaggiatori (e relativi migliaia di voli aggiuntivi) che si aggiungeranno nel nostro scalo, attratti dal Motorcity.

Stasera qualcosa non ha funzionato sul volo per Roma. Anche a Madrid qualcosa andò storto esattamente un anno fa. Ora che l’aeroporto è diventato civile, possiamo avere finalmente qualche verifica sull’impatto di questa infratruttura sul nostro territorio?

Ma soprattutto, oltre alla questione sempre irrisolta dei documenti di VIA e VAS mai prodotti per il Catullo, è vero che il Piano di Rischio dei Comuni dell’intorno aeroportuale deve essere ancora integrato nei piani regolatori?

Carlo Reggiani

La mobilità o meglio l’IMMOBILITA’

1 giugno, 2009

ATTENZIONE: nelle prossime ore metteremo online il video del confronto con Reggiani(!), Zardini, Miozzi e Piubello trasmesso da Telearena martedì 2 giugno

Domani sera, giovedì 4 giugno, Carlo Reggiani sarà ospite di Mario Puliero in diretta su Telearena alle ore 21 a “Diretta Verona”

In tanti pensano che l’automobile sia fondamentale nella nostra società, ma nella realtà è solo un peso, un’emergenza sanitaria ma anche economica. Cominciamo a fare due conti, cosa spendiamo in un anno? Abbiamo l’acquisto iniziale, l’assicurazione, il bollo, la manutenzione, senza tener conto del carburante e degli incidenti non coperti e poi in questa logica di mercato basata interamente sulla crescita del PIL, ogni 10 anni il ciclo si ripete. Con questa somma da ammortizzare, ci stiamo inquinando l’aria, muovendoci su un territorio che ha immense lacune sia per ciò che riguarda un piano di mobilità urbana, sia per qualità e progettazione delle infrastrutture.

Allora cerchiamo di essere realisti e guardiamo cosa ci dice un’indagine fatta fra l’altro dal comune di Verona nel 2002 sulle abitudini di spostamento dei cittadini (fonte ISFORT): la maggiorparte dei veronesi si sposta per lavoro (45%), e il 51% lo fa con la propria auto durante la settimana dal lunedì al venerdì raggiungendo una distanza di massimo 5 km per il 54%.

Questo ci fa riflettere su quali possono essere le soluzioni ai problemi che abbiamo per il traffico nelle nostre città. Utilizziamo tutti la nostra auto la mattina quando andiamo a portare i figli a scuola o all’asilo? Allora dobbiamo incentivare maggiormente la mobilità pubblica attraverso l’uso di autobus o meglio organizzando dei pedibus per far arrivare autonomamente i bambini a scuola. E poi guardando le percentuali sopracitate quando ci rechiamo al lavoro: la metà potrebbe farlo con una bici (rientrando nel 54%) e forse sarebbe anche più incentivata se la priorità del traffico fosse data alle ciclabili, ma quali? Le poche piste ciclabili esistenti non sono collegate tra loro e talvolta (a Villafranca è la norma!) ostacolate da cassonetti e auto parcheggiate. E nel frattempo andare in bici sulle strade diventa sempre più pericoloso!

Anche un buon servizio pubblico con un prezzo accettabile e un passaggio più frequente, realizzato con dei mezzi meno inquinanti aiuterebbe a disincentivare l’uso dell’auto privata, creando le condizioni per una maggiore qualità della vita. Dalle statistiche fornite vediamo poi come nel fine settimana il traffico si riduce notevolmente, per questo sarebbe buona cosa chiudere i centri storici, agevolando il passaggio pedonale e delle bici. Proprio oggi parlano sull’Arena di uno studio sulla mobilità urbana a Villafranca, cosa dire, tutto confermato, ma quando inizieremo a mettere in pratica una mobilità diversa? Anche a Report abbiamo appreso che all’estero come Germania e Francia stanno puntando tantissimo sul recupero delle costruzioni frenando la nuova cementificazione e incentivando il trasporto pubblico e la bicicletta.

Chi dovrebbe mobilitare le risorse (ma forse basta solo la volontà) per far sì che queste cose diventino realtà? Perchè non vengono realizzate queste politiche? Perchè la soluzione al traffico sono sempre nuove strade, continuando imperterriti a creare centri commerciali e parcheggi che sono attrattori di traffico?

L’immobilità è il nostro futuro, guardiamoci intorno abbiamo tutto quello che ci serve: dobbiamo incentivare le produzioni locali, bere la nostra acqua, valorizzare il nostro territorio e le nostre risorse, attuare il telelavoro queste sono le soluzioni per il traffico. Il futuro è stare fermi! E avere più tempo per la nostra vita.

“Verona Provincia Virtuosa” porterà avanti questi temi in provincia, se siete anche voi di questa idea, il 6/7 Giugno aspettiamo la Vostra fiducia.

Simone Bernabè

Lettera ai cittadini

14 maggio, 2008

L’associazione Il Ricco di Dossobuono ci scrive: scrive ai cittadini di Villafranca, scrive a suoi neo-amministratori.

Le operazioni post-elettorali sono iniziate: il casello autostradale di Dossobuono si farà: i soldi già ci sono e ce li mette la Brennero A22 (come deliberato dal cda della società concessionaria qualche giorno fa).

La metropolitana di superficie? Forse si farà (qui i soldi non sono così sicuri) ma dovremo aspettare l’autodromo, come se il nostro territorio non fosse già arrivato alla saturazione delle infrastrutture già oggi.

Entro il 27 maggio ci sarà il secondo consiglio comunale di Villafranca: attendiamo di conoscere i progetti della giunta Faccioli. A partire da Dossobuono.

Appuntamento in consiglio.

Al Sindaco del Comune di Villafranca di Verona

A tutti gli Assessori .

Alle Forze politiche di Maggioranza

e di Opposizione del Consiglio Comunale

Al Comando della Polizia Municipale

Alle Associazioni , Ai Cittadini.

Boci in Bici 2008 – DOSSOBUONO 11 maggio

Per una mobilità sostenibile Per la libertà di muoversi con dolcezza

A conclusione della nostra iniziativa di Domenica che ha visto la festosa partecipazione di numerosi cittadini del nostro paese, vogliamo portare alla vostra conoscenza alcune riflessioni e proposte.

Da più parti ormai si riconosce che è il traffico dei veicoli a motore che ogni anno fa aumentare l’inquinamento dell’aria che respiriamo, e crea problemi alla salute di molte persone

Il mito della libertà di movimento e della velocità che ci è stato inculcato e favorito da scelte economiche e politiche crea intasamento delle strade, incidenti e…. blocco della mobilità !!!.

L’attuale sistema dei trasporti comincia a gravare in modo notevole anche sulle tasche dei cittadini visto l’aumento del prezzo dei carburanti legato anche all’esaurimento dei giacimenti di petrolio

Gli interventi da compiere per la mobilità delle persone e delle merci, per limitare i danni che i veicoli a motore provocano, devono essere drastici, ma risultano necessari per la nostra salute, per la nostra economia e per le tasche di tutti e non devono essere vissuti come inutili imposizioni .

Dossobuono è passato in pochi anni da paese di campagna a periferia della città; spesso le nostre strade sono più intasate di quelle cittadine e la qualità dell’aria che respiriamo è pessima.

E’ evidente che la vicinanza all’Aeroporto, al Quadrante Europa e all’incrocio di due autostrade non ci hanno favorito .

Le progettate terza corsia della Brennero e la nuova uscita autostradale per l’Aeroporto non potranno che aggravare questa situazione e speriamo almeno che i progetti possano essere visionati e discussi dalla popolazione visto che ci riguardano da vicino.

Le nostre idee per salvaguardare i nostri polmoni e per il diritto a muoverci con dolcezza

– Monitoraggio costante della qualità dell’aria con la comunicazione dei dati alla popolazione

– Per limitare il traffico che passa dal nostro paese, nei pressi di Madonna di Dossobuono, sulla tangenziale, va realizzato uno svincolo per l’Aeroporto e la futura Grezzanella senza dover raggiungere Verona Nord .

-Serve un collegamento diretto dalla tangenziale alla zona artigianale tra Paluani e Famila in modo da impedire che il traffico merci passi in via Paolo Bembo che deve diventare una strada interna al paese dotata di pista ciclabile.

-Su entrambi i lati dell’Autostrada del Brennero, da Dossobuono fino alla fine del paese di Alpo e lungo il perimetro dell’Aeroporto vanno installate barriere protettive e consitenti alberature per ripararci dall’inquinamento dell’aria e acustico da essi provocato. Le suddette barriere sono indispensabili anche lungo le tangenziali e a nord per contenere l’ Autostrada Serenissima.

-Va impedita la costruzione di nuovi parcheggi nel nostro territorio soprattutto se vicini ai centri abitati perché sono attrattori di traffico . Le attuali disponibilità sono più che sufficienti e le aree destinate a servizi vicine all’Aeroporto e alla Autostrada vanno mantenute a verde agricolo o trasformate in boschi di pianura.

-Per la mobilità delle persone e delle merci bisogna privilegiare i trasporti pubblici anche con convenzioni con le aziende di trasporto .

-La linea ferroviaria Verona – Mantova può essere trasformata in metropolitana .Pensate che valida alternativa all’uso della macchina. E se passasse all’Aeroporto renderebbe inutile anche il “famoso”casello di uscita dell’Autostrada.

Servono nuovi cartelli lungo Viale Europa e via Stazione per far spegnere i motori quando il passaggio a livello della ferrovia è chiuso e controlli della Polizia Municipale

– E’ necessario ridurre la velocità dei veicoli che transitano in paese, con dossi, rotonde, semafori intelligenti , isole pedonali, restringimenti alle carreggiate per far posto alle bici e ai pedoni .

-alcune strade vanno modificate a senso unico( es. via Vertua) in altre, particolarmente ampie si può ridurre la carreggiata per far posto a piste ciclabili e /o pedonali ( es .via S.Luca , via Mantovana, via D. Nicola Mazza, via Nogare, via Valle).

Chi si sposta a piedi o in bici deve essere protetto e privilegiato poiché aiuta l’ambiente , non intossica le altre persone, favorisce la socialità e si mantiene in buona salute non gravando sui costi della sanità pubblica.

Servono percorsi campestri pedonali e ciclabili per il tempo libero, per abbellire il territorio e come valida alternativa per chi intende usare la bici o i piedi per i propri spostamenti

Vedremo nel 2008 l’inaugurazione della ciclabile Dossobuono – Alpo che chiediamo da anni?

Ci candidiamo a procurare la forbice per il taglio del nastro

Proposte per altre ciclabili-pedonali

Ciclabile verso Calzoni

Ciclabile verso Villafranca partendo da via Valle sull’ex canale del Conagro a lato della ferrovia, da acquisire ad uso pubblico.

La linea ferroviaria dismessa Dossobuono -Rovigo in assenza di progetti per trasformarla in metropolitana potrebbe diventare una pista ciclabile fino a Isola Della Scala. Da subito, a lato della ferrovia si potrebbe attrezzare un percorso pedonale per passeggiate, fino ad Alpo.

Ringraziando per l’attenzione accordataci

Porgiamo cordiali e distinti saluti

Dossobuono 13 Maggio 2008


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