Archive for the ‘decrescita’ Category

Alla difesa dei beni comuni con “La valle che vorrei 3”

1 marzo, 2014

Vi propongo questa bellissima serata, attraverso la quale possiamo imparare a capire come mangiare con la bocca ma anche con la testa.

E’ un piacere sentire parlare produttori che hanno messo nel loro lavoro la passione, l’amore per la terra, per l’ambiente e per i beni comuni.

Sono sicuro che ogni consumatore che la vedrà ne uscirà arricchito personalmente, l’atto di comprare è un atto politico vuol dire incentivare qualcosa, appoggiare un modo di produrre, aderire ad un progetto che non è solo fine a riempirsi lo stomaco. 

organizzata da: Gianluca Godi del gruppo “Pescantina Comune Virtuoso” che ringrazio.

moderatrice: Eliana Rapisarda di VeronaGreen.it

Relatori:

Maurizio Gritta: presidente della cooperativa agricola IRIS BIO Il progetto del nuovo pastificio a Casteldidone e strutture sociali Costruzioni ecologiche e innovative a consumo zero. Progetto Mutualità.

Marcello Volanti: veterinario progetto pecora Brogna: “La pecora torna in Lessinia” Agricoltura/Allevamento sostenibile contro lo spopolamento della Lessinia

Antonio Nicolini: Intergas Verona progetto filiera corta del grano.

Giampietro Masella: bioagriturismo Thirta esperienza orti collettivi, apiario sociale.

Giovanni Beghini e Vittorio Betteloni: Associazione Terraviva monocultura pesticidi e salute “Impatto si questa agricoltura sull’ambiente e sulla salute” “Esperienze pratiche dal basso”

Annunci

Il futuro del nostro territorio

7 febbraio, 2012

Ringrazio i nostri amici del Movimento 5 Stelle di Bovolone per l’ottima serata che hanno organizzato parlando di futuro del nostro territorio.

Vi propongo di seguito l’intervento dei vari relatori e vi invito caldamente alla visione:

Gianni Tamino:

Luigi Gaetti:

Antonio Tesini:

Buona informazione!

Simone Bernabè

[AGGIORNAMENTO] Bambini a costo zero: il Comune di Padova regala kit pannolini lavabili a tutti i nuovi nati del 2010!

16 marzo, 2010

AGGIORNAMENTO (16/03/2010):

Segnaliamo una bellissima notizia (fonte Venetoinfo) che arriva dal comune di Padova. L’amministrazione patavina ha deciso di regalare un kit con 3 pannolini lavabili a tutti i nuovi nati nel suo comune nel corso del 2010 (circa 1800)!

Finalmente una VERA iniziativa anticrisi a sostegno delle famiglia, ma anche a sostegno delle casse comunali grazie alla riduzione dei rifiuti conferiti dai cittadini e quindi alla riduzione dei costi di smaltimento (quasi il 20% dei rifiuti urbani indifferenziati sono pannolini). Un progetto nel quale vincono tutti, bambini compresi (come abbiamo imparato grazie alla bellissima serata organizzata dalla nostra Francesca lo scorso 10 febbraio 2010, chiudere i nostri bambini dentro dei sacchetti di plastica non è proprio il massimo per il loro benessere).

Una iniziativa virtuosa da copiare al più presto da tutti i comuni veronesi. Villafranca compresa, ovviamente.

Carlo Reggiani

Pannolini ecologici

Venerdì 05 Marzo 2010 11:38
PADOVA – Il Comune di Padova, in collaborazione con AcegasAps, distribuirà ad ogni nuovo nato tre pannolini ecologici: lo scopo dell’iniziativa è mostrare alle famiglie una soluzione alternativa, ecosostenibile e economica rispetto ai pannolini usa e getta. L’iniziativa è dedicata a tutti i nuovi nati nel comune di Padova nel 2010 e quindi avrà anche valore retroattivo. È prevista la consegna di tre pannolini per ogni nuovo nato e questo dovrebbe comportare un riduzione di rifiuti prodotti pari a 1800 tonnellate all’anno, considerato che ogni anno a Padova nascono all’incirca 1800 bambini.
A differenza dei pannolini più diffusi, infatti, il pannolino che verrà distribuito è completamente riutilizzabile e quindi non produce rifiuti. Sono facilmente immaginabili le conseguenze ambientali, minor impatto sull’ambiente, minori costi della raccolta, riduzione dei volumi totali di rifiuti; inoltre questo tipo di pannolino comporta un risparmio stimato di 1500 euro l’anno per ogni bambino. La distribuzione dei pannolini avverrà secondo le seguenti modalità: a partire dai prossimi giorni sarà consegnato a casa alle famiglie dei nati nei primi mesi dell’anno, il kit contenente i 3 pannolini. A seguire tutti i nuovi nati si vedranno recapitare a casa il kit.


Corso “Smonta & Rimonta”: l’informatica sostenibile e solidale

22 febbraio, 2010

I nostri Personal Computer sono costretti a diventare “obsoleti” sempre più velocemente a causa del frenetico rincorrersi di vere o presunte “novità” hardware e software e dei prezzi di acquisto del nuovo sempre più bassi.

Ma che fine fanno i nostri rifiuti tecnologici prematuri?

Secono il rapporto globale di GreenpeaceToxic Tech : non nel nostro cortile del 2008, un ammasso di materiali tossici e plastiche dismesse transita per la gran parte in circuiti poco noti o del tutto sconosciuti, e spesso finisce nei paesi in via di sviluppo, che talvolta ne accettano l’importazione per disperazione o perchè non hanno gli strumenti per impedirla. Persino l’Unione Europea, che ha varato regole più severe di altre aree del mondo, nei fatti non sa che fine fanno il 75 per cento dei rifiuti hi-tech che produce.

Assumono quindi particolare importanza le iniziative come quella degli amici dell’ Officina S3 di Sommacampagna che, proseguendo nel loro impegno per la diffusione del software libero e del riutilizzo dell’hardware precocemente dismesso, hanno organizzato la terza edizione del corso: Smonta & Rimonta.

Parte martedi 23 febbraio 2010 alle 21:00 presso la loro sede un ciclo di lezioni teoriche e pratiche volte a formare un piccolo gruppo di persone all’attività del trashware, ossia il ricavare macchine funzionanti, dotate di software libero, da computer dismessi. Il costo del corso compresa la quota sociale e’ di 30 euro. Per informazioni e prenotazioni info@os-3.org oppure direttamente presso la loro sede a Sommacampagna Via Carlo Alberto 25/A il martedì dalle 18:30 alle 22.

Di seguito il calendario del corso:

Rapporto ISTAT e PIL: fotografia sbagliata della realtà

24 agosto, 2009

Si può dire che un paese stia crescendo se il suo PIL è in ascesa? Vi faccio un esempio: abbiamo due possibilità per sfamarci, la prima è andare al supermercato e comperare il cibo di cui abbiamo bisogno, in questo caso il PIL cresce perchè andiamo a spendere, ma possiamo anche autoprodurci ciò di cui abbiamo bisogno, nel qual caso questo indice rimane invariato. Sicuramente ciò che ci autoproduciamo è qualitativamente migliore di ciò che possiamo trovare comprandolo e comunque possiamo dire di essere più ricchi se riusciamo a soddisfare le nostre necessità senza dipendere dal denaro.

Anche l’ultimo rapporto ISTAT riferito al 2008 sullo stato di salute di 111 capoluoghi italiani mi lascia molto perplesso. Prendiamo ad esempio Verona dove si registra un netto miglioramento fra i vari fattori indicati anche per esempio su: inquinamento dell’aria, raccolta differenziata e spreco di acqua. Per ciò che riguarda l’inquinamento si considera solo la parte relativa ai PM10, quando esistono polveri molto più sottili e pericolose che non vengono misurate, senza contare che 41 giorni di superamento dei limiti in meno non ci rendono affatto tranquilli. Anche la raccolta differenziata con una percentuale del 40 percento, non mi sembra un gran traguardo, ma la prova che la nostra città rimane sotto una soglia che indica che spingendo sul riciclo si otterrebbero grandi risultati, vedi per esempio il comune di Sommacampagna, ma ciò non accade perchè non abbiamo ancora esteso il porta a porta su tutto il territorio. Per ciò che riguarda l’importanza di un bene prezioso come l’acqua, aggiungo inoltre che non consideriamo il fattore inquinamento che compromette le nostre riserve e che il nostro paese sta spingendo per la privatizzazione mentre abbiamo un consumo per quel che riguarda l’acqua in bottiglia ancora altissimo.

E’ giusto allora pensare che quando riprenderà il PIL ci troveremo fuori dalla crisi? E’ corretto valutare la nostra situazione secondo questi indici? Possiamo dopo un resoconto ISTAT di questo genere ritenerci veronesi virtuosi? E ancora non è forse il caso di prendere altri tipi di riferimenti per poter valutare se migliorano le nostre condizioni di vita?

Simone Bernabè

Incentiviamo l’uso dei pannolini lavabili per i nostri bimbi: un grosso risparmio per la famiglia e per tutta la comunità!

3 agosto, 2009

pannolino

“La nostra esperienza nell’uso dei pannolini lavabili”

Siamo una coppia di neogenitori di Villafranca di Verona, divenuti papà e mamma a giugno di quest’anno.

Abbiamo deciso da subito di adottare l’uso dei pannolini lavabili per il nostro bimbo; ne siamo venuti a conoscenza durante la gravidanza all’interno del meetup del nostro gruppo e visitando il sito dei Comuni Virtuosi d’Italia, per poi approfondirne materia durante il corso pre parto organizzato dal Consultorio famigliare di Villafranca di Verona.

Il sistema è semplice, si ritorna ai vecchi tempi con un po’ di tecnologia in più:una volta si utilizzavano mutandine impermeabili con triangolini di cotone ora le mutandine sono in micro fibra con inserti assorbenti in spugna di cotone.

Questo sistema “della nonna” non è però pubblicizzato le informazioni sono divulgate su internet in siti e forum per le mamme dove ci si scambiano le esperienze.

Digitando “pannolini lavabili” sul motore di ricerca ci si apre un mondo infinito di soluzioni e alternative, più o meno pratiche e apparentemente dispendiose di denaro ed energia ma non è così, il sistema è assolutamente semplice, economico e da ultimo ma non meno importante, salvaguardia la salute dei bambini.

In generale i pannolini lavabili si dividono in “Poket” formati da una mutandina in micro fibra nella quale si interiscono gli inserti assorbenti in spugna di cotone e i “Tutto in uno” che hanno gli inserti già cuciti nella mutandina e che quindi assomigliano in tutto e per tutto a quelli usa e getta. Ci sono modelli a taglia unica con bottoncini e strap in velcro che si adattano al bambino dai 3 ai 13 chiligrammi e modelli di taglie diverse a seconda della grandezza dei bambini.

Tra il sederino ed il pannolino si dovrà inserire un foglio di carta tessuto biodegradabile che raccoglierà la cacca e che andrà gettato nel water ad ogni cambio. Il pannolino e gli inserti invece non si buttano nel cestino ma si lavano comodamente in lavatrice a 60 gradi usando solo pochissimo detersivo e un pochino di aceto o di bicarbonato. L’importante è non usare ammorbidenti o additivi che non servono assolutamente e che rovinano i tessuti. Le mutandine, essendo in tessuto tecnico escono dal lavaggio che sono praticamente asciutte, gli inserti invece impiegano un pochino più di tempo ad asciugare ma si possono mettere tranquillamente in asciugatrice oppure, d’inverno, sopra i termosifoni senza che si rovinino.

Con un kit iniziale di circa 15 pannolini lavabili a taglia unica, per una spesa iniziale di circa 300 euro, non si dovrà più pensare alla spesa per i pannolini fino ai 2 anni del bambino. La spesa media totale dei pannolini usa e getta è di circa 1500,00 euro quindi il risparmio è notevolissimo, non bisogna quindi spaventarsi della spesa iniziale dei pannolini lavabili che viene ammortizzata in brevissimo tempo.

Con i pannolini lavabili si salvaguardia la salute dei nostri bambini che non hanno sulla pelle strati di plastica e gel ricavati della lavorazione del petrolio che assorbono pipì e cacca dei nostri piccoli ma che non lasciano traspirare la pelle, ma tessuti di cotone che sono naturali, non arrossano ed irritano il sederino delicato dei nostri cuccioli. Il vero controsenso nel consumo dei pannolini usa e getta che promettono bambini asciutti e felici è il fatto che nessuna mamma lascia il proprio bimbo sporco per tante ore, e quindi non ha senso acquistare pannolini super assorbenti che vengono cambiati in media ogni 3 ore soprattutto nei primi mesi di vita dei nostri piccoli.

Il bambino percepisce il senso di bagnato con i pannolini lavabili e mediamente riesce ad abituarsi prima al vasino.

Un altro vantaggio è la salvaguardia dell’ambiente:i pannolini usa e getta sono rifiuti che non possono essere smaltiti essendo formati da tessuti di plastica uniti a sostanze organiche.

Per questo motivo soprattutto ma anche per quelli sopra elencati ci chiediamo il motivo per cui questi prodotti non vengano pubblicizzati a livello nazionale e perchè non venga incentivato il loro utilizzo da parte delle amministrazioni comunali con buoni spesa per il loro acquisto o la loro adozione negli asili nido del comune. In molti comuni virtuosi questa politica viene già adottata e promossa ma nel nostro e in moltissimi altri paesi nulla si fa per aiutare ed incentivare le famiglie che vogliono adottare questo sistema che protegge la salute del bambino, dell’ambiente e del portafoglio!

La nostra esperienza è positiva e ci sentiamo di consigliarne l’uso alle neomamme e papà.

Vi lasciamo alcuni link utili per le informazioni e l’acquisto dei pannolini:

http://www.babymio.it

http://portale.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=14497

http://www.comunivirtuosi.org/index.php/progetti-realizzati/75-i-pannolini-lavabili-di-maserada-sul-piave

Corrado, Francesca ed il piccolo Davide

Eugenio Benetazzo e Marco Boschini ci aiutano a costruire una Provincia Virtuosa

3 maggio, 2009

lucchifinale

AGGIORNAMENTO (8/5/2009) VIDEO DELLA SERATA:

[blip.tv ?posts_id=2098111&dest=-1]

[blip.tv ?posts_id=2098278&dest=-1]

[blip.tv ?posts_id=2098307&dest=-1]

AGGIORNAMENTO (4/5/2009): siamo sul blog dell’Associazione di Comuni Virtuosi e del Distretto Solidale di Verona “El Selese

Lunedì 4 maggio, alle ore 20:30 avremo ospiti in sala Lucchi a Verona (zona Stadio) Eugenio Benetazzo e Marco Boschini per una serata dal tema: “Crisi economia e territorio: Verona Provincia Virtuosa“.

Vogliamo andare oltre la crisi, farci aiutare a capire come trasformare un momento di crollo dei mercati e delle economie mondiali in un’occasione da non sprecare per “cambiare marcia“, per cominciare ad applicare sistematicamente comportamenti virtuosi sia come singoli cittadini sia come amministratori e politica.

I nostri ospiti presenteranno i loro libri (“Banca Rotta” di Eugenio Benetazzo e “Anticasta – L’Italia che funziona” di Marco Boschini) e ci aiuteranno a diventare concreti: la lista civica VERONA PROVINCIA VIRTUOSA che si presenta alle prossime elezioni amministrative per la Provincia di Verona vuole riprendere il lavoro cominciato con le 5 stelle presentate a Villafranca le scorse elezioni comunali, riproponendole a livello più esteso e forse nel luogo, la Provincia, più adatto ad un’opera di indirizzo e programmazione.

Eugenio Benetazzo è l’analista finanziario indipendente che da anni scrive e denuncia (anche attraverso spettacoli e trasmissioni televisive) ciò che stiamo vivendo in questi primi mesi del 2009. La sua analisi delle cause macroeconomiche che hanno portato alla crisi finanziaria e alle ricadute sull’economia e nella vita delle persone ci aiuta nel cercare una nuova strada, lontana dalla speculazione e attenta a costruire intorno a noi una economia dalle basi solide e concrete. Eugenio è già stato nostro ospite a Villafranca per una tavola rotonda molto apprezzata dal pubblico.

Marco Boschini è coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi, e componente del consiglio direttivo  dell’associazione Decrescita Felice: i temi della decrescita sono il fondamento per le nostre 5 stelle che parlano di Acqua Pubblica e non mercificabile, Ambiente inteso come risorsa limitata e da valorizzare senza consumarla da lasciare alle prossime generazioni, Energia come risparmio energetico e uso delle fonti rinnovabili, Trasporti come superamento del modello di mobilità individuale (“l’auto è morta” come dice Beppe Grillo) in favore di una mobilità di massa per le persone e su ferro per le merci, Sviluppo come un abbandono della logica dell’aumento del PIL in favore di quella del BIL (Benessere Interno Lordo) con una attenzione al tema dell’economia solidale e delle reti tra le persone che si realizzano per esempio attraverso i GAS.

Vi aspettiamo!

Carlo Reggiani

PS: sala Lucchi sarà aperta dalle ore 19:30. Vi chiederemo un piccolo contributo per coprire le spese di organizzazione. Per informazioni chiamatemi al 393  7690102

SCEC: la solidarietà comincia a camminare… anche a Verona

15 marzo, 2009

scec

AGGIORNAMENTO (8/4/2009): il comune di Trento adotta gli SCEC!

[Riceviamo da Valentina Zuccher (anima del PoveglianoATuttoGAS) e pubblichiamo con piacere! Abbiamo parlato di SCEC sia a Villafranca, durante la nostra serata sulla crisi finanziaria, sia a Firenze all’incontro nazionale delle liste civiche con Beppe Grillo.]


UNA RISPOSTA CONCRETA ALLA CRISI: DIFFONDIAMO GLI SCEC

SERATA DIVULGATIVA E DI FORMAZIONE SUL CIRCUITO DEI BUONI LOCALI

Giovedi’ 19 Marzo alle ore 20.45

Arbizzano di Negrar, presso le scuole elementari

In questo periodo i media ci bombardano sulla crisi economica che causa perdita di posti di lavoro, aumento della povertà e delle situazioni di disagio, trasmettendo insicurezza e paura del futuro. In realtà il sistema economico dominante, quello liberista-capitalista, si nutre di queste crisi, e le guerre sono fonte di guadagno e di conquista. Questo può essere il momento buono per decidere di cambiare, per costruire insieme un sistema solidale di convivenza comune. Uno stile di vita in armonia con la natura e le sue risorse indispensabili alla vita, e che abbandoni l’individualismo e la superficialità che caratterizzano le nostre relazioni. Molti sono gli strumenti per avviarsi verso un vero cambiamento dell’economia, nel suo senso etimologico, ovvero la “gestione della casa”. Uno di questi è lo SCEC (solidarietà che cammina), che permette di incentivare lo scambio locale di beni e servizi, creando un patto sociale tra chi decide di utilizzarlo. Gli SCEC sono dei buoni locali che hanno parità di valore con l’euro (1 scec = 1 euro) e che vengono distribuiti gratuitamente a chi ne fa richiesta. Le attività economiche possono decidere di aderire al circuito accettando di essere pagati con una percentuale in scec (in media il 20%).

Per conoscere meglio il progetto ARCIPELAGO SCEC (www.arcipelaveneto.org , www.arcipelagoscec.net ), siete tutti invitati all’incontro che si terrà ad Arbizzano di Negrar, presso le scuole elementari, giovedì 19 marzo alle ore 20.45, che ha lo scopo di diffondere l’uso dello scec a Verona e di creare un gruppo di attivisti che propongano gli abbuoni nel proprio territorio.

Per chi proviene da Verona, all’unico semaforo del paese di Arbizzano girare a destra, se si proviene da S. Pietro in Cariano (tangenziale nord) al semaforo girare a sinistra; avanti fino in fondo alla via (circa 200 metri) poi girare a sinistra (via Carlo Montanari) e quindi la prima a destra, si giunge al parcheggio delle scuole.

Per informazioni potete contattare il coordinatore di zona: Andrea Tronchin (347 4664391)

Valentina Zuccher

Risposta al sindaco e proposte concrete per affrontare la crisi

23 gennaio, 2009

La crisi che avanza fa paura.

Una paura palpabile ieri sera in consiglio comunale: la discussione sul bilancio di previsione ha visto una pacata e rispettosa discussione tra maggioranza e minoranza sul contesto macroeconomico (crisi finanziaria, patto di stabilità, bilanci comunali strozzati dai mancati trasferimenti), ma nessuna formale richiesta di modifica da parte dei consiglieri sulle delle voci di spesa, al punto di arrivare ad un voto senza nessun contrario (la minoranza si è astenuta).

I nostri dipendenti si stanno arroccando, stanno preparando punti di osservazione per guardare dall’alto la crisi distendersi anche sul nostro territorio. Ieri sera hanno approvato un bilancio attenti più alle promesse elettorali della scorsa primavera rispetto a costruire le basi per una società diversa, fatta di comportamenti sostenibili e più responsabili da parte di tutti i cittadini (a proposito, nessuna notizia della nostra istanza sulla biblioteca).

Tutto il mondo sta reagendo a questa crisi con espliciti e convinti “mea culpa” (Stati Uniti davanti a tutti), con continui impegni per affrontare questo momento difficile come una grande opportunità, un’occasione storica per riconsiderare il nostro stile di vita, il nostro modello di sviluppo occidentale, riqualificando il nostro ruolo di cittadini all’interno della comunità (ricordate le parole di Serge Latouche?).

Per il nostro sindaco (e la maggioranza che in consiglio lo sostiene) i cittadini villafranchesi invece sono diversi, forse addirittura “superiori” (Faccioli ha citato i nostri grandi eventi che ci rendono ben diversi da Castel D’Azzano e altri paesi qui vicino). Forse i villafranchesi non sono stati ancora toccati dalla crisi (“ci sono poche situazioni di povertà nel nostro comune“) al punto di non aver bisogno di ripensare al loro stile di vita.

I nostri dipendenti sono preoccupati di disturbare i loro concittadini: Faccioli ci ha intrattenuto con alcune perle, che pensavo fossero parimonio esclusivo del nostro assessore regionale Gianfranco Conta (oramai famose le sue recenti uscite sull’Autodromo e sull’inceneritore di Cadelbue): il nostro sindaco ha sostenuto che la raccolta dei rifiuti con il sistema porta a porta è inutile per Villafranca, perchè è solo un problema di cultura altrimenti si possono usare benissimo i cassonetti per aumentare la percentuale di raccolta differenziata (che infatti negli ultimi mesi a Villafranc è scesa soto il 40%):

[Mario Faccioli] (…) Non capisco capisco perchè non ce la facciamo con i cassonetti, è un problema di cultura. Non capisco perchè ci dobbiamo ammazzare con i sacchetti, porta la carta stasera, domani la plastica…

[blip.tv ?posts_id=1707536&dest=-1]

Sempre Faccioli ha sostenuto che se introducessimo il porta a porta, ciò non comporterebbe una diminuzione della produzione dei rifiuti da parte dei cittadini… in pratica un delirio (senza infierire ulteriormente, consiglio la visione del video della nostra visita a Vedelago con la relazione della sig. Carla Poli sul funzionamento del ciclo integrato per i rifiuti).

Da cittadini villafranchesi rivendichiamo il fatto di essere cittadini come tutti gli altri veronesi, cittadini veronesi che in tutta la provincia hanno aderito con convinzione alle modalità di raccolta porta a porta arrivando a risultati altissimi di differenziazione, con vantaggi documentati per i bilanci comunali e i piani provinciali e regionali di gestione dei rifiuti (ricordo al nostro sindaco che il costo di conferimento dei rifiuti è per la parte secca non riciclabile, mentre dai materiali differenziati si hanno ritorni economici che ripagano i costi operativi di gestione).

Non è ovviamente solo una questione di soldi (riciclare costa meno!), ma soprattutto un contributo concreto alla difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini. Non ci stancheremo mai di chiedere l’attivazione del Porta a porta SUBITO in tutto il territorio villafranchese attraverso l’estensione del servizio già oggi attivo ad Alpo-Rizza.

Ci offriamo di collaborare con l’amministrazione comunale per attivare iniziative di educazione nelle scuole e sensibilizzazione verso i cittadini, andando a “disturbarli” per coinvolgerli in un progetto di civiltà.

Per rispondere a questo clima generale di paura e incertezza per il futuro, abbiamo un’altra proposta per i cittadini di Villafranca e di tutta la provincia: l’11 febbraio, alle ore 20:30 nell’aula magna dell’Istituto Anti, organizzeremo una serata di approfondimento sulla crisi finanziaria e su cosa possiamo fare per affrontarla.

Abbiamo invitato Eugenio Benetazzo (analista finaziario indipendente), Daniele Del Maestro (analista specializzato in prodotti derivati), Mario Cavani (vicepresidente Banca Etica).

Siete tutti invitati (seguiranno dettagli – per informazioni: grilliparlanti.villafranca@gmail.com – 045 4852724)

Carlo Reggiani

Risparmio, qualità e aiuto all’economia = NO OGM.

8 novembre, 2008

logo_pomodoro_color

La globalizzazione, le multinazionali, le grandi aziende attraverso i media, ci stanno martellando continuamente e non vogliono smettere. Il PIL è fermo, siamo in recessione ci dicono! La loro regola è crearci il bisogno, farci comprare anche se non abbiamo i soldi, tanto ci sono sempre i prestiti.

Indebitandosi sempre di piu’ i cittadini non fanno piu’ fronte alle loro spese, che pesano sempre di piu’ sul bilancio. I debiti dilaniano i nostri risparmi: il mutuo per la casa, l’asilo, la scuola dei bambini, l’affitto, la spesa per gli alimenti e del vivere quotidiano.

In questo clima, un cittadino non può trovare altro rimedio che risparmiare. Allora guardiamo per esempio la nostra spesa, la maggiorparte dei cittadini diventano preda dei grandi sconti dei supermercati, il prezzo diventa il vero protagonista del bene a discapito pero’ della qualità. Se un prodotto presenta bene non è detto che sia anche gustoso giusto? come un prodotto esteticamente accattivante e gustoso non è detto sia sano.

Come coniugare oggi un buon prodotto con il risparmio? Forse dobbiamo ritrovare un po’ di buon senso, i cittadini hanno un grande potere nelle loro mani, se la maggioranza fa una scelta dall’oggi al domani si possono fare dei cambiamenti significativi.

I piccoli gesti dei consumatori fanno il mercato, se andiamo a comprare frutta e verdura direttamente da un contadino della nostra città, risparmiamo e premiamo la gente che produce con la nostra terra. Se compriamo la frutta e la verdura di stagione (meglio se dei nostri posti), abbiamo un prodotto che è più buono e costa meno perchè abbiamo saltato tanti passaggi della catena alimentare. Se scegliamo un prodotto biologico diamo un mais-ogmmessaggio chiaro al nostro produttore/venditore, noi vogliamo che i nostri prodotti siano sani e gustosi più che belli da vedere e preferiamo mangiare un prodotto poco trattato e fresco piuttosto che un prodotto che per arrivare da altri stati chissà a quali trattamenti è stato sottoposto.

Ricordiamoci che nel prezzo finito del prodotto abbiamo all’interno anche il costo dell’imballaggio e dello smaltimento del rifiuto prodotto, niente meno che del trasporto. Andare direttamente alla fonte vuol dire oltretutto inquinare meno, disincentivare la produzione gli imballaggi, diminuire le tasse. Il comune prende i soldi dalle nostre tasche per lo smaltimento dei rifiuti perchè vogliamo continuare a pagare due volte lo smaltimento?

Dobbiamo fare più attenzione alla nostra salute e alla conservazione delle nostre tradizioni, lo sconvolgimento di tutto ciò che la natura ha creato in miliardi di anni è in arrivo, l’Europa è in mano ai grandi interessi delle lobby, l’nformazione deve girare e far riflettere, gli OGM stanno arrivando sulle nostre tavole e forse è il caso che iniziamo a pensare oltre a risparmiare dove stiamo spendendo i nostri soldi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: