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San Giovanni Lupatoto va a lezione di RIFIUTI ZERO a Capannori. E Villafranca?

19 giugno, 2012

AGGIORNAMENTO 19/06/2012: Finalmente sul sito del comune compare qualche dato della raccolta differenziata, compresa la novità di bicchieri e piatti nella plastica

A San Giovanni Lupatoto lo scorso maggio i cittadini hanno deciso di andare verso RIFIUTI ZERO! Le elezioni hanno premiato il programma del MoVimento 5 Stelle, prima lista in assoluto, eleggendo come consigliere  Andrea Nuvoloni.

Il sindaco Vantini nel suo programma ha inserito il progetto RIFIUTI ZERO come antidoto alla riaccensione dei forni a Cadelbue: una ricetta vincente che più volte abbiamo proposto e tentato di spiegare anche a Villafranca.

Michele Ghibellini del M5S di SGL è andato “a lezione” da chi dal 2007 sta facendo azioni concrete verso RIFIUTI ZERO: l’assessore Alessio Ciacci del Comune di Capannori (LU).

Tutto è partito da Capannori…
Un anno fa erano venti i Comuni che in Italia avevano iniziato a costruire il percorso verso questo traguardo. Oggi sono 75. Significa che 2 milioni e mezzo di cittadini sono amministrati da giunte che credono alla strategia no waste (no rifiuto), partita da Canberra nel 1995 e avviata nel 2007 a Capannori, 46 mila abitanti in provincia di Lucca.

Prima di sbarcare in Toscana, l’onda no waste sostenuta dallo scienziato statunitense Paul Connet, che si oppone all’incenerimento come metodo di smaltimento dei rifiuti urbani, ha contagiato due terzi delle municipalità neozelandesi, la città di San Francisco, la Svezia, parte della Germania, Buenos Aires, India, Giappone, Filippine, Sudafrica, Norvegia, Taiwan, Irlanda. Insomma, il movimento Rifiuti Zero, è attivo in tutto il mondo grazie a ricercatori e amministratori che credono non solo nel riciclo, ma nella riduzione dei rifiuti.

Noi da sempre ci opponiamo all’incenerimento per lo smaltimento dei rifiuti urbani e proponiamo la VERA ALTERNATIVA!

E a Villafranca? Non molliamo: abbiamo presentato una nuova istanza sull’argomento, nella speranza che l’amministrazione ci risponda insieme alle ultime 3 istanze presentate negli ultimi 6 mesi.

Al Signor Sindaco del Comune di Villafranca
e P.c. All’Assessore comunale all’Ambiente
Al Presidente del Consiglio comunale


Oggetto: ISTANZA (ai sensi dell’art 19 dello Statuto comunale) per chiedere informazioni sulla raccolta differenziata porta a porta nel nostro comune.

I sottoscritti cittadini di Villafranca,

premesso


*
Che la percentuale di raccolta differenziata porta a porta nel nostro comune ha superato il 70%

* che per migliorare la percentuale di raccolta occorre mettere in campo tutte quelle politiche di riduzione del rifiuto (es. compostaggio domestico etc..) attraverso uno studio attento dei flussi di materiali prodotti e immessi sul mercato

* che per verificare la qualità del sistema di raccolta occorre controllare tutta la filiera: dalla produzione, all’avvio dei materiali raccolti al riciclo, all’effettiva trasformazione in nuovi prodotti e alla vendita degli stessi

chiedono:


1. Che l’amministrazione costantemente attraverso il sito o attraverso invio lettera con la tassa rifiuti, informi i cittadini di come sta procedendo la raccolta, indicando oltre alla percentuale effettiva di riciclo, anche le entrate(divise per materiale) e le uscite del comune.

2. Che ci vengano comunicati i luoghi presso i quali arriva la nostra raccolta in riferimento a tutta la filiera del riciclo divisi per materiale.

3. che ci venga spiegato come mai non è ancora stata comunicata la variazione di raccolta per piatti e bicchieri entrata in vigore da Maggio 2012 e già in funzione a Sommacampagna

4. che ci venga spiegato quali politiche l’amministrazione intende metter in piedi per ridurre e aumentare la percentuale effettiva di raccolta. 

5. che si passi il prima possibille dalla Tarsu, tassa sui rifiuti  calcolata in base alle dimensioni  dell’immobile comprese le sue pertinenze, alla TIA tariffa di igiene ambientale, calcolata anche  sull’effettivo volume di rifiuto prodotto da conferire in discarica riducendo la quota ai cittadini virtuosi.

6. che vengano posizionati urgentemente dei cestini per raccolta rifiuti separati (vetro, lattine, plastica e secco) nei giardini del castello soprattutto al  lato sud, dove sono praticamente inesistenti e dove quotidianamente vengono abbandonati rifiuti preziosi riciclabili come bottiglie in vetro, lattine e bottigliette e sacchetti di plastica.

Con la presente facciamo presente che abbiamo anche tre istanze protocollate che non hanno ancora ricevuto risposta delle quali è trascorso il termine per statuto:
18 Ottobre 2011: posizione dell’amministrazione rispetto all’incenerimento di rifiuti:
https://pervillafranca.wordpress.com/2011/10/18/istanza-allamministrazione-sugli-inceneritori/
In attesa di un cortese riscontro nei termini stabiliti dallo Statuto, porgono distinti saluti.
Simone Bernabè, Carlo Reggiani, Ivo Mondini, Nadia Zulian

Villafranca di Verona, 14 Giugno 2012.

Raccolta Porta a Porta si parte? Ma in che modo?

22 marzo, 2011

Dopo ripetuti ripensamenti (ricordate il mitologico “A Villafranca siamo diversi” del nostro Supermario in consiglio comunale un annetto fa) e continue “false partenze”, sembra che anche a Villafranca l’amministrazione si sia convinta della necessità di darci ascolto e introdurre la raccolta “Porta a Porta” su tutto il territorio comunale. Del resto vi sarete resi conto che nel frattempo (è dal 2008 che continuiamo a denunciare l’assurdità economica e ambientale di questa situazione) siamo rimasti gli unici in provincia di Verona ad avere i cassonetti per strada!

Ma adesso che l’amministrazione si dichiara pronta per partire con il porta a porta su tutto il territorio Villafranchese, i cittadini sono pronti? Un buon piano di raccolta per riuscire DEVE prevedere anche un coinvolgimento dei cittadini nelle pratiche che questa scelta comporterà, ma fin’ora non si è ancora visto niente. Avete mai messo la testa nei cassonetti per vedere come differenziano i rifiuti i villafranchesi? Avete mai controllato nei bidoni dell’umido per vedere cosa ci finisce? Per far partire un buon sistema di raccolta porta a porta spinto, occorre coinvolgere le persone per tempo, questo serve sia a diminuire  i tempi per andare a regime, ma soprattutto ad aiutare le persone che si troveranno ad iniziare questa nuova esperienza.

L’amministrazione comunale dovrebbe parlarci anche di compostaggio e di azioni per la riduzione della produzione di rifiuti per esempio attraverso l’incentivazione del consumo dell’acqua del rubinetto (ma per fare questo dovrebbe avere anche la trasparenza di pubblicare le analisi in maniera puntuale e approfondita considerato che Acque Veronesi le pubblica solo sul sito web ogni 6 mesi e con generici parametri indicatori). Vorrei sentire anche parlare di detersivi alla spina e di vere e incisive campagne per i pannolini lavabili. E vogliamo sapere come è composto quel 45% di raccolta differenziata di cui si parla, quanto viene pagato e come utilizza il comune questo introito.

E’ dal 2008 che chiediamo il porta a porta a Villafranca, insieme all’isola ecologica per il centro che avevamo e non è stata più ripristinata!  Quanti soldi avremmo risparmiato?

La raccolta differenziata con il porta a porta sta abbassando le tariffe in molti comuni (Verona compresa): ora ci spetta un rimborso per questi 3 anni di ritardo e di costi in più per i cittadini!

Per fare le cose fatte bene, come sempre non dobbiamo inventare niente, basta copiare da chi le cose le ha già fatte.

Guardate che risultati ha raggiunto il comune di Capannori con più di 45 mila abitanti e una differenziata a Giugno 2010 dell’82%. E noi quando incominciamo?

Comuni virtuosi, quando iniziamo a copiare seriamente?

14 gennaio, 2011

Apprendiamo con molta soddisfazione che finalmente l’idea dei pannolini lavabili ha avuto dei risultati, come pure l’abolizione delle borse di plastica, iniziando  il riuso di quelle di stoffa. Tutto quello che abbiamo  proposto già da tempo sembra essere andato in porto, ma di buone pratiche che permettono di far guadagnare soldi, migliorando l’ambiente in cui viviamo ce ne sarebbero a bizzeffe. L’obbiettivo di un comune che vuole sconfiggere la crisi, migliorando le condizioni di vita dei suoi cittadini, deve essere quello di studiare e cercare tutte quelle politiche che permettono di arrivare a “RIFIUTI ZERO“. Non lo diciamo noi, ma lo dicono tanti comuni che hanno sperimentato sulle proprie finanze che si può fare!

Ecco un’altra iniziativa che merita l’attenzione del nostro assessore Adami e che proponiamo:

100.000 bottiglie di plastica in meno nelle scuole con l’acqua in brocca

Ogni settimana sono 1.890 le bottiglie di plastica non immesse nell’ambiente

OLTRE 100 MILA  BOTTIGLIE IN PLASTICA RISPARMIATE  CON  L’INTRODUZIONE DELL’ACQUA DI RUBINETTO SULLE MENSE  SCOLASTICHE
Grazie al progetto ‘Acqua Buona’ varato dal Comune insieme ad Acque spa

brocca49010_120_013 (Small)Oltre 100 mila bottiglie di acqua minerale in meno con un risparmio di 5.000 chilogrammi di plastica e di 3.000  chilogrammi di CO2 in atmosfera.
E’ l’ottimo risultato del progetto ‘Acqua Buona’ nelle mense scolastiche avviato nell’anno scolastico 2009-2010.
Un bilancio davvero lusinghiero per il progetto varato dal Comune di Capannori insieme ad ‘Acque spa’ a partire dal 2007 in via sperimentale e poi entrato  a pieno regime nel 2009 con il coinvolgimento di tutte le 22 scuole comunali grazie ad un protocollo firmato con i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi.
Da tempo, quindi, sulle mense scolastiche i 2.500 studenti capannoresi interessati non trovano più la bottiglia di plastica con l’acqua minerale proveniente da varie parti d’Italia, bensì una brocca in vetro fornita da ‘Acque spa’ con l’acqua di rubinetto che viene periodicamente analizzata. I risultati delle analisi chimiche vengono anche affissi all’interno della scuola per dare evidenza dell’ottima qualità dell’acqua utilizzata.
“Siamo davvero molto soddisfatti dei risultati di questo progetto – dichiara l’assessore all’ambiente Alessio Ciacci -, che è una delle azioni più importanti portate avanti dall’amministrazione comunale per ridurre la produzione dei rifiuti e che ci ha portato un risparmio economico ed un risparmio ‘ambientale’. Una ‘buona pratica’  che ha  una forte valenza educativa per i giovani studenti, che fin da piccoli imparano il rispetto dell’ambiente e l’importanza delle risorse naturali locali come l’acqua. E’ importante infatti diffondere una corretta informazione sulla qualità dell’acqua di rubinetto e su quella minerale. La prima infatti ha sicuramente meno inquinanti, perché per legge questi devono essere inferiori rispetto a quelli presenti nell’acqua minerale. I controlli effettuati sulle acque in bottiglia inoltre sono molto meno frequenti di quelli realizzati sugli acquedotti. L’acqua è un bene comune fondamentale ed è importante che sia sottratta da pericolose logiche commerciali –  conclude Ciacci – e sia invece tutelata e valorizzata come un bene pubblico fondamentale per la comunità. Il messaggio che passa però è che le acque minerali siano migliori grazie a imponenti campagne pubblicitarie che fanno sì che l’Italia sia il paese europeo con il maggior consumo pro capite di acque in bottiglia”.
Visto il successo il progetto proseguirà anche nei prossimi anni scolastici.
Le scuole che partecipano ad ‘Aqcua buona’ sono: scuole dell’infanzia di Lunata, Badia Borgonuovo, Camigliano, Castelvecchio, Colognora, Guamo, Lammari, Lappato, Marlia, S. Leonardo in Treponzio. Scuole primarie di Lunata, Camigliano, Colle di Compito, Guamo, Lammari, Marlia, Massa Macinaia, Segromigno Monte, S.Ginese. Scuole medie di Lammari e Camigliano.

Simone Bernabè

Proposta per rilancio economia locale: i “Negozi Leggeri”

3 settembre, 2009

Il comune di Capannori e il suo assessore Alessio Ciacci continuano la sfida verso “rifiuti zero” e lo fanno rilanciando i prodotti locali, con un vecchio e validissimo modo: eliminando la maggior parte degli imballaggi, attraverso negozi che propongano prodotti sfusi.

Vorrei quindi nella logica dei comuni virtuosi rilanciare al nostro comune questa idea, proponendo incentivi  ai commercianti che iniziassero nuovi modi di fare business, contribuendo alla diminuzione dei rifiuti e creando nei nostri cittadini come dice il nostro assessore “Un pensiero Green”.

Dopo “Porta la sporta” quindi, anche “Negozi leggeri”.

Simone Bernabè

Lettera all’assessore Alessio Adami

19 agosto, 2009

Dal mese di giugno sono momentaneamente residente in una frazione del vicino comune di Valeggio e avendo tale comune adottato già da alcuni anni il sistema di raccolta differenziata con il porta a porta, mi sono rifornita negli uffici competenti e all’isola ecologica di tutto il materiale necessario per attuarla al meglio.
Ho ricevuto oltre all’utilissimo calendario e a tutto il materiale cartaceo informativo molto dettagliato una serie di sacchetti per la raccolta di secco , plastica e umido più un bidone per il verde e due contenitori per l’umido, uno piccolo da tenere in casa e uno più grande con chiusura ermetica da posizionare in strada il giorno della raccolta. Direi che a distanza di due mesi la mia esperienza è assolutamente positiva.
Lavoro a Sommacampagna e anche qui la raccolta porta a porta funziona splendidamente e fa risparmiare soldi all’Amministrazione e secondo me anche tempo ai cittadini, perché se riciclare ormai è un dovere morale (e di questo dovrebbero tenerne conto anche le varie autorità religiose e morali nella loro missione educativa …), diventa più semplice se qualcuno viene puntualmente a ritirare i vari materiali davanti alla tua abitazione senza che tu debba andare alla ricerca dei cassonetti in cui smistare il tutto.
E’ impensabile un sistema di raccolta differenziata come quello di Villafranca, il mio amato comune di residenza, che anno dopo anno sta diventando fanalino di coda nei confronti delle iniziative dei comuni confinanti molto più piccoli. Come si può pretendere che i residenti del centro attuino una raccolta differenziata se non hanno le idee chiare su dove conferire i vari materiali una volta separati. Non tutti sono disposti a dedicarsi ad una ” caccia al tesoro del cassonetto” o al gioco ” e questo dove lo metto?” solo perché nessuno ha ancora informato qual è la plastica da riciclare e quale no, cosa se ne fa dei vassoi in polistirolo che i nostri supermercati distribuiscono a profusione come se glieli regalassero (forse il consumatore non sa che è lui a pagarli, come anche le varie sportine di plastica con tanto di pubblicità), per non parlare poi dei contenitori in tetrapak sempre più utilizzati!
A settembre mio malgrado sarò costretta a tornare a Villafranca e ricomincerà la mia “odissea del rifiuto” e, chissà perché, pare che l’Amministrazione comunale non abbia nessuna intenzione di attuare il porta a porta nelle vie del centro nemmeno in futuro, forse per questioni “estetiche”.
E i cassonetti sono estetici? Al loro posto non sarebbero più utili delle belle rastrelliere per le biciclette?
Per la raccolta dei rifiuti differenziati nelle vie del centro più frequentate basterebbe fornire gli utenti di contenitori tutti uguali in cui conferire i rifiuti. Un conto è vedere dei sacchetti per la strada di notte, un altro dei contenitori ordinati ben posizionati di fianco all’ingresso o al passo carraio.
L’Amministrazione comunale e precisamente Lei, Assessore all’ecologia ha obiettato che il porta a porta in centro comporterebbe degli ingenti costi, ma la continua manutenzione di tutti i cassonetti grandi non costa molto di più? E il conferimento dei rifiuti in discarica non costa ancora di più soprattutto in termini di salute dei cittadini? E se qualcuno dovesse pensare all’incenerimento i costi allora diventerebbero insostenibili per il futuro dei nostri figli! Ma sembra che ai nostri figli i vari politici e amministratori si interessino solo quando sono fonte di disturbo e disagio, senza tener conto che alla loro formazione si devono interessare solo le loro famiglie anche se queste sono volutamente private dei mezzi per poterlo fare?! ma questa è un’altra storia.
Tornando alla nostra “immondizia” caro Assessore all’Ecologia di Villafranca noi cittadini vogliamo dare di più , vogliamo essere partecipi in prima persona contribuire a far risparmiare l’Amministrazione e a salvaguardare il nostro territorio, ma da soli non ce la possiamo fare.
Per favore la preghiamo ci dia la possibilità di poter differenziare correttamente i nostri rifiuti e scoraggi i commercianti in zona a utilizzare borsine di plastica e contenitori in polistirolo. Qualche piccolo sacrificio oggi, porterà sicuramente a dei vantaggi in futuro!

Una residente del centro che non vorrebbe essere costretta a lasciarlo per problemi di invivibilità.

Nadia Zulian

Alessio Ciacci: Rifiuti Zero e l’importanza dell’utopia

14 ottobre, 2008

L’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare. (Eduardo Galeano)

Alessio Ciacci è il giovane (28 anni) assessore all’ecologia del Comune di Capannori.

Al convegno di sabato scorso sulle buone pratiche nella gestione dei rifiuti (rimando a post e video integrale prodotto da Simone) ha raccontato come nel loro comune si è impostata la strategia per arrivare ad eliminare tutti i rifiuti: riciclare (sono materiale post-utilizzo, come ha ribadito Carla Poli del Centro di Riciclo di Vedelago), ma soprattutto provare a cambiare le abitudini di acquisto e di consumo dei cittadini (acqua del rubinetto, latte e detersivi alla spina, pannolini lavabili, niente piatti usa e getta anche nelle sagre) arrivando a condizionare il modo con il quale le aziende imballano e offrono i loro prodotti.

L’obiettivo del 2020 per raggiungere il risultato “Rifiuti Zero” senza discariche o inceneritori può sembrare un’utopia. Forse è davvero un’utopia credere che sia possibile in così pochi anni convincere le persone a cambiare i loro stili di vita per farli diventare sostenibili dal nostro pianeta. Un’utopia che ha messo in cammino una comunità di 45.000 abitanti e che sta contagiando i paesi vicini.

Un’utopia che a noi piace chiamare Politica, interessata a perseguire fini così importanti da aver bisogno della partecipazione dei cittadini giorno per giorno, della responsabilità individuale di ciascuno di noi.

E i cittadini di Villafranca, verso quali “utopie” stanno camminando?

.

Carlo Reggiani

“Zero Waste” rifiuti zero

13 ottobre, 2008

Ma da questo fine settimana li possiamo anche chiamare “Infinite resource” risorse infinite perchè i rifiuti esistono solo quando non c’e’ la volonta politica di andare verso questa direzione.

Il nostro futuro deve essere senza rifiuti, occorre in primo luogo produrne di meno, ma il riciclo è l’unica strada attraverso un porta a porta spinto.

BASTA CON DISCARICHE E INCENERITORI I NOSTRI DIPENDENTI DEVONO INIZIARE AD OCCUPARSI DELLA SALUTE DI NOI CITTADINI!

Giudicate voi stessi attraverso questi video sulla nostra webtv, siamo gia in ritardo e tanti comuni hanno gia iniziato con ottimi risultati.
Li trovate cliccando una volta all’interno della webtv sul bottone “on demand”

Vodpod videos no longer available.

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