Archive for the ‘agricoltura biologica’ Category

Arena di pace e disarmo

25 aprile, 2014

Vi presentiamo il video della conferenza stampa organizzata da Francesco Badalini del movimento Decrescita Felice di Verona che ringraziamo insieme ai relatori.

Fra i temi discussi si è parlato di dove investire i soldi risparmiati dal disarmo: agricoltura biologica, cibo buono e giusto, sociale, alternative alle grandi opere, efficientamento energetico e bioeconomia.

Presenti in sala gli interventi di:

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Convegno P.A.N. e C.N.P.N.G. per la settimana senza pesticidi

25 marzo, 2014

Siamo orgogliosi di presentarvi questo convegno organizzato da PAN (Pesticide Action Network) Italia e dal CNPNG (Coordinamento nazionale pesticidi no grazie) che ringraziamo. Gli argomenti sono stati tanti e interessanti ed è stato un’incontro che a livello nazionale ha fatto emergere due importanti realtà che condividono gli stessi obbiettivi.  L’agricoltura ha bisogno di queste persone per ritrovare la sua natura, ma tutti in generale dobbiamo ripensare alle nostre azioni quotidiane, a cosa incentiviamo anche come consumatori, per salvaguardare la nostra salute e preservare la nostra terra e la nostra acqua. Le alternative ai pesticidi esistono e funzionano, un modo diverso di produrre ciò che mangiamo si può e si deve pretendere e oggi il futuro è senza alcun dubbio quello dell’agricoltura biologica. Mai come oggi abbiamo bisogno di tante piccole realtà legate al territorio, che producono principalmente per loro e per i consumatori di prossimità, dobbiamo ricreare quell’importante legame che si è perso fra contadino e consumatore perchè l’uno ha bisogno dell’altro. Argomenti affrontati (E’ possibile cliccare sui titoli per saltare ai singoli interventi) :

Un’agricoltura sostenibile e sociale

16 marzo, 2014

Slow Food, condotte di Verona e Valeggio, insieme alle Associazioni A.Ve.Pro.Bi. (ass. veneta produttori biologici e biodinamici), EcoAction e Aps Ergo che ringraziamo, hanno organizzato un convegno dedicato all’agricoltura biologica e sostenibile.

moderatore: Antonella Bampa, Fiduciario della Condotta Slow Food di Verona.

“Alimentazione e Salute: una agricoltura che produca buono, pulito e giusto”, con Daniele Degl’Innocenti, fiduciario della Condotta di Valeggio sul Mincio:

“Valorizzazione della produzione di prossimità e delle nuove filiere locali” con Il Presidente di A.Ve.Pro.Bi. Gan Domenico Cortiana:

“La nuova legge regionale sull’agricoltura sociale” con dott. Riccardo De Gobbi dirigente della Regione Veneto:

” Come costruire la convivenza tra un parco urbano e l’attività agricola: un percorso di interazione tra cittadini e istituzioni per ilParco Adige Sud a Verona” con Nico Cattapan dell’Università di Venezia IUAV:

“Percorsi per una Agricoltura Sociale” con il Presidente di Verona Ecoaction, Sandro Delaini:

Alla difesa dei beni comuni con “La valle che vorrei 3”

1 marzo, 2014

Vi propongo questa bellissima serata, attraverso la quale possiamo imparare a capire come mangiare con la bocca ma anche con la testa.

E’ un piacere sentire parlare produttori che hanno messo nel loro lavoro la passione, l’amore per la terra, per l’ambiente e per i beni comuni.

Sono sicuro che ogni consumatore che la vedrà ne uscirà arricchito personalmente, l’atto di comprare è un atto politico vuol dire incentivare qualcosa, appoggiare un modo di produrre, aderire ad un progetto che non è solo fine a riempirsi lo stomaco. 

organizzata da: Gianluca Godi del gruppo “Pescantina Comune Virtuoso” che ringrazio.

moderatrice: Eliana Rapisarda di VeronaGreen.it

Relatori:

Maurizio Gritta: presidente della cooperativa agricola IRIS BIO Il progetto del nuovo pastificio a Casteldidone e strutture sociali Costruzioni ecologiche e innovative a consumo zero. Progetto Mutualità.

Marcello Volanti: veterinario progetto pecora Brogna: “La pecora torna in Lessinia” Agricoltura/Allevamento sostenibile contro lo spopolamento della Lessinia

Antonio Nicolini: Intergas Verona progetto filiera corta del grano.

Giampietro Masella: bioagriturismo Thirta esperienza orti collettivi, apiario sociale.

Giovanni Beghini e Vittorio Betteloni: Associazione Terraviva monocultura pesticidi e salute “Impatto si questa agricoltura sull’ambiente e sulla salute” “Esperienze pratiche dal basso”

Incontro “PESTICIDI E SALUTE”

10 marzo, 2013

Siamo andati a filmare l’incontro organizzato da:

Comitato Organizzatore: C. Modonesi, C. Panizza e GP. Velo
Sezione Provinciale di Verona – ISDE Italia Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Verona

Qui sotto trovate anche i singoli interventi dei relatori:

Cristina Micheloni, Responsabile scientifico dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB) 
L’utilizzo dei pesticidi in Italia e in Europa e l’alternativa dell’agricoltura biologica

Enrico Oddone, Medico del lavoro, Università degli Studi di Pavia, membro ISDE
Pesticidi e salute umana: materiali e metodo epidemiologico

Carlo Modonesi, Zoologo, Università degli Studi di Parma, membro ISDE
Tossicità e ‘endocrine disruptors’ negli organismi animali

Celestino Panizza, Medico del lavoro, ASL di Brescia, membro ISDE
Effetti sulla salute dell’esposizione professionale e non-
professionale a pesticidi

Ernesto Burgio, Medico Pediatra, Coordinatore nazionale del Comitato scientifico di ISDE
Pesticidi ed epigenetica

Gianni Tamino, Biologo, Università degli Studi di Padova, membro ISDE
Agricoltura, pesticidi e sistemi ambientali

L’Arena Domenica 10 marzo 2013 – CRONACA – Pagina 19
CIBI E SALUTE. L´associazione medici per l´ambiente fa il punto sui fitofarmaci e sollecita più informazioni ai cittadini
«In campagna troppi pesticidi
Utilizzarne meno e meglio»
Il farmacologo Velo: «Servono i 600 prodotti oggi in commercio o è solo business? Migliorare gli studi clinici sugli effetti tossici»

Un´irroratrice di fitofarmaci in un campo

Oltre ottomila prodotti in commercio, che utilizzano all´incirca 600 principi attivi di cui poco o nulla si sa. E che nove volte su dieci vengono irrorati sulla frutta, la verdura e i prodotti animali con cui ci alimentiamo. Un giro d´affari miliardario gestito da multinazionali.
SOSTANZE CHIMICHE. Sono alcuni numeri della galassia pesticidi, ossia tutte quelle sostanze chimiche che – da sole o in associazione fra loro – vengono utilizzate per proteggere le coltivazioni dagli assalti di insetti, funghi, muffe e roditori. I consumatori italiani li conoscono e li temono, eppure di pesticidi e fitofarmaci, sino a oggi, a parlare sono soprattutto le associazioni ambientaliste, mentre il mondo scientifico resta alla finestra. Per avvicinare i medici alle tematiche della salute ambientale, la sezione veronese di Isde (Associazione medici per l´ambiente) ha organizzato ieri mattina, nella sala covegni dell´Ordine dei medici, un incontro su “Pesticidi e salute”, con gli interventi di medici del lavoro, un pediatra, uno zoologo e un agronomo.
INFORMARE I MEDICI. Spiega il presidente di Isde Verona, professor Giampaolo Velo: «È doveroso che i medici comincino a interessarsi di queste tematiche, per essere poi in grado di fornire le necessarie informazioni ai loro assistiti».
PESTICIDI E FARMACI. «Per i pesticidi», chiarisce il farmacologo, «occorre l´approccio usato con le medicine. Ogni farmaco, è un dato di fatto, provoca un piccolo o grande effetto indesiderato, ma con gli studi approfonditi e soprattutto l´utilizzo a lungo termine siamo in grado di valutare il rapporto fra rischio e beneficio, così da decidere se rinunciare all´utilizzo di un dato farmaco. Con i pesticidi questo approccio è impossibile; le variabili in campo sono troppe e soprattutto il mercato continua o offrire prodotti nuovi. Il mio suggerimento? Sono realista. Azzerare l´uso dei pesticidi è impossibile, ma sarebbe già un buon punto di partenza rispondere a una domanda apparentemente banale: in Italia servono tutti i prodotti oggi in commercio oppure è solo business? Cominciamo a ridurne il numero e a usarne meno, così sarà più facile studiarne gli effetti indesiderati».
PESTICIDI E UOMO. I dati scientifici sulle conseguenze dei pesticidi sull´uomo e sull´ambiente sono tanti e pochi ormai li contestano. Il dottor Celestino Panizza, medico del lavoro alla Asl di Brescia, ne ha elencati alcuni: negli agricoltori che utilizzano pesticidi le percentuali di tumori al cervello, alla prostata e alla pelle sono maggiori. Nei loro figli sono più elevate le possibilità di patologie congenite. Si ritiene che le api siano a rischio per i troppi pesticidi, mentre le particelle velenose finite nelle acque di alcuni laghi hanno provocato una mutazione sessuale in alcune specie di pesci. E tracce di pesticidi spesso vengono riscontrate in campioni di latte materno.
BIOLOGICO E´ MEGLIO? L´agricoltura biologica può aiutarci a ridurre la mitridizzazione da pesticidi? «L´agricoltura biologica, ossia che non usa fitofarmaci e antibiotici, è sicuramente un aiuto, ma non un elisir di lunga vita», ha spiegato l´agronoma Cristina Micheloni, «a patto che il consumatore accorci il più possibile la filiera. Più passaggi ci sono, più alta è la possibilità di contaminazione. E bisogna rivolgersi a produttori certificati. I recenti scandali, gli abusi del marchio biologico, se da un lato preoccupano, dall´altro devono tranquillizzare: significa che i controlli vengono fatti a regola d´arte». P.COL.

Il futuro del nostro territorio

7 febbraio, 2012

Ringrazio i nostri amici del Movimento 5 Stelle di Bovolone per l’ottima serata che hanno organizzato parlando di futuro del nostro territorio.

Vi propongo di seguito l’intervento dei vari relatori e vi invito caldamente alla visione:

Gianni Tamino:

Luigi Gaetti:

Antonio Tesini:

Buona informazione!

Simone Bernabè

Effetti dei pesticidi sulla popolazione

30 ottobre, 2011

Sabato 29 Ottobre 2011 abbiamo partecipato alla giornata organizzata dal Dott. Giovanni Beghini che ringraziamo insieme ai relatori, sul tema dei pesticidi e dei loro effetti sulla popolazione.

Vi proponiamo tutti i video degli interventi, rimarcando che occorre sempre maggiore trasparenza e informazione su questi temi importantissimi, perciò ve ne consiglio caldamente la visione.

Dott. Giovanni Beghini, MMG, San Floriano, Verona ci introduce sul tema:

Dott. Gianbattista Montanari, Sian ULSS 22 ci parla delle normative che regolano l’uso dei pesticidi e dati delle vendite del 2009 nella regione Veneto  e dei risultati dei controlli effettuati nel 2010:

Dott. Giuseppe Mastrangelo, Clinica del Lavoro di Padova ci parla degli effetti cronici non cancerogeni e cancerogeni dei pesticidi:

Dott. Silvia Zanini, Verona pediatra ci parla di ambiente e salute dei bambini:

Dott. Ernesto Burgio, ISDE Scientific Office ci parla di tossicogenomica e epigenetica, come i pesticidi influiscono sul DNA e lo trasmettono alle generazioni future:

Dott. Enrico Marchesini, fitopatologo Agrea ci parla del perchè si usano i pesticidi e come si usano:

Dott. Roberto Magarotto, oncologo Ospedale di Negrar ci parla degli effetti dei pesticidi:

Dott. Carlo Pomari, Pneumologo Ospedale di Negrar ci parla di conseguenze dell’esposizione dell’apparato respiratorio ai prodotti chimici:

Dott. Daniele Degl’Innocenti, Ricercatore Università di Verona ci parla di pesticidi nell’alimentazione:

Pesticidi e salute, qualità del cibo necessità del biologico.

17 aprile, 2011

Abbiamo partecipato come gruppo a una bellissima conferenza, dove si è parlato di come quello che mangiamo influenzi la nostra salute. la serata è stata organizzata dal gruppo Terra Viva che ringraziamo per le preziose informazioni che ci ha fornito e che abbiamo voluto condividere nel nostro blog. La cosa che mi è rimasta più impressa è stata sicuramente  l’introduzione della dottoressa Gentilini che ci ha parlato di quanto i residui dei pesticidi che troviamo in tutto quello che mangiamo, possano provocare a lungo andare tutta una serie di patologie fra cui anche il cancro. Ma interessantissimo è stato anche conoscere che ci sono delle tecniche illustrate dal ricercatore Daniele Degl’Innocenti dell’università di Verona, che permettono di vedere chiaramente, quanto una agricoltura di qualità  e quindi priva di pesticidi possa aiutare la nostra salute. Per non parlare del gran finale dove Luisa Mattedi agronoma di San Michele All’Adige ha brevemente introdotto le nuove tecniche utilizzate per sostituire i veleni che vengono usati.

p.s. L’Europa ce lo impone a partire dal 1° gennaio 2014 dovranno essere applicati solamente sistemi di protezione integrata delle colture oltre, ovviamente, al metodo di produzione biologico.

Simone Bernabè.

Villafranca ed i finanziamenti europei: un’occasione persa

4 ottobre, 2010

Durante il consiglio comunale della settimana scorsa abbiamo appreso che Villafranca, insieme con i comuni di Sona, Valeggio, Sommacampagna e Bussolengo, stanno partecipando, attraverso la Regione, ad un bando europeo per ricevere finanziamenti di progetti per la promozione del nostro territorio attraverso la creazione di piste ciclabili e aree verdi, percorsi enogastronomici, promozione del turismo, sistemazione e manutenzione degli edifici di pregio architettonico e artistico.

La domanda preliminare il progetto, è già stata accolta dalla regione. La somma che arriverà come finanziamento, una volta vinto il bando, sarà per il nostro Comune di 400.000 euro (1.2 milioni in totale). Il finanziamento dei progetti sarà parziale, con una percentuale a carico del Comune a seconda del tipo di progetto: 25% per restauri, 30% per percorsi cicloturistici, 50% per promozione turistica.

Il tecnico consultente che sta curando la stesura dei progetti, illustrando il suo lavoro, ha raccontato che, tra gli ambiti a disposizione per ricevere i finanziamenti, c’era la possibilità di scegliere anche il  risparmio energetico e le fonti rinnovabili. L’assessore Adami, sentento salire dal pubblico il rumore di disappunto per l’esclusione di tale tema nelle scelte fatte dai politici dei 5 comuni, ha tentato di spiegare che si potevano fare poche cose con quei finanziamenti nel campo del risparmio energetico e che quindi hanno preferito la promozione turistica.

Caro assessore Adami e sindaco Faccioli, purtroppo abbiamo capito bene la limitatezza della politica che queste amministrazioni riscono a mettere in campo. Dopo aver perso più di tre anni per decidere di attivare il porta a porta per la gestione dei rifiuti a Villafranca, ora siamo a rivendicare tre anni di richieste ed offerta di disponibilità a collaborare alla stesura di un piano energetico comunale (PEC), necessario per far decollare anche nel nostro territorio una responsabilità diretta nella sfida mondiale per il superamento dell’energia di origine fossile.

Per non parlare della necessità di ripensare al modo con il quale facciamo agricoltura nei nostri territori: in un periodo nel quale l’agricoltura è in perenne sofferenza e alla ricerca di nuovi modelli (vedi filiera corta e minor impatto inquinante sull’ambiente per evitare altri casi atrazina e nitrati nei nostri rubinetti), non si vedono iniziative che, oltre a valorizzare i nostri prodotti come la pesca, cerchino di dare un impulso verso una decisa conversione al biologico. Se si volesse davvero, potremo trasformare tutta la produzione italiana in biologico, oggi!

E invece si continua a scegliere il profilo basso, il continuo rimando a enti superiori che devono decidere per noi mentre oramai è chiaro che i cittadini e i loro amministratori saranno sempre più responsabili diretti del proprio territorio sia in termini di tutela che di modello di sviluppo.

Ci riempiamo tanto la bocca di parole come “federalismo” e “autonomia”, per poi ridurci a scegliere i seppur favolosi  tortellini, sfogliatine e vino Custozza invece di politiche di risparmio energetico negli edifici, sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, riduzione impatto sull’ambiente del mondo agricolo!

L’ennesima brutta pagina di questa politica incapace di reagire alle sfide del nostro tempo. Siamo convinti che si possa fare di meglio, magari prendendo spunto dai Comuni Virtuosi!

PS: proviamo a recuperare un qualche senso nell’usare questi soldi pubblici? Rilanciamo il concetto di valorizzazione del territorio e della vocazione turistica attivando la copertura WIFI nei 5 comuni per garantire accesso ad internet gratuito a cittadini e turisti. Esiste il progetto Guglielmo, molto ben implementato dal Comune di Verona grazie all’assessore Di Dio e attivato nei comune di Sommacampagna e Peschiera.

Simone Bernabè e Carlo Reggiani

Dove cuciniamo i nostri cibi?

7 maggio, 2010

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Dopo tanti post sul biologico e sull’importanza di mangiare sano, mi vorrei soffermare oggi, su un’altro aspetto altrettanto importante: dove cuciniamo i nostri cibi?

Molte delle pentole che usiamo più spesso, perdono piano a piano lo strato antiaderente, e ciò mi ha indotto a pensare:  Dove va a finire la parte che per graffi, per l’usura, per i continui lavaggi ad alte temperature e magari con aggressivi chimici non vedo più nel fondo?

Il fatto che quella parte si sia piano a piano consumata, finendo magari in quello che mangiamo, non è molto confortante, cosi mi sono deciso ad investire qualche euro in più, per quella che ritengo una delle cose importanti del quotidiano: l’alimentazione.

Non ascoltando il detto: “Quel che no strangola ingrassa”, ho iniziato ad informarmi, su quale poteva essere il prodotto che ha il miglior rapporto qualità/prezzo. Visitando alcuni negozi e navigando su internet, mi sono fatto una cultura sul tipo di pentole che si possono usare, tra cui anche l’antiaderente. Il materiale che permette questa caratteristica è il Teflon, un tipo di plastica resistente alle alte temperature 200° e oltre, che viene trattato con un tensioattivo chiamato PFOA. Fin qui niente di strano, se non ché l’EPA (Enviromental Protection Agency) ha accusato nel 2006 la DU-PONT (nota azienda chimica prima a produrre il Teflon) di aver nascosto le informazioni riguardanti gli effetti tossici del PFOA sulla salute e sull’ambiente, imponendo di ridurre le emissioni del 95% entro il 2010 e la cessazione entro il 2015.

Allora mi sono chiesto, indipendentemente dal fatto che queste pentole ad alta temperatura possano o meno rilasciare questo tipo di sostanze (che non è poco), ma in Italia abbiamo industrie che emettono questo tipo di sostanze per fare pentolame e quant’altro? A quali rischi sono esposte le persone che vivono nei dintorni di queste aziende? Quali valori sono stati  riscontrati nelle immediate vicinanze di queste industrie? A quali pericoli sono esposti i lavoratori di queste aziende?

Cercando sul web ovviamente non ho trovato risposte confortanti:

Una ricerca dell’ISRA del CNR ha riscontrato nelle aree di bacino idrografico del Po valori di queste sostanze da 10 a 200 volte superiori a quelli dei principali fiumi europei, senza contare l’ultimo disastro ambientale del Lambro.

Vi lascio per approfondire le due interrogazioni con relativa risposta che ho trovato: La prima è un’interrogazione al ministero dell’ambiente e la seconda indirizzata alla commissione ambiente europea.

Simone Bernabè


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