La politica con la motosega e il calcestruzzo!

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alberello

PROGETTO CHIEVO: 80 OSSERVAZIONI SONO VERAMENTE POCHE?

Non sempre i cittadini hanno tempo e competenze e perchè no, anche il coraggio di esporre pubblicamente il proprio disagio, magari attraverso un documento protocollato. Madri di famiglia, nonne. studenti e lavoratori presi dai numerosi impegni quotidiani di certo non hanno la possibilità di dedicare ore e ore a cercare di interpretare dei documenti in cui leggi decreti e chi più ne ha più ne metta ti ubriacano al primo sguardo. Se l’Ass. Dall’Oca puntualizza che in fondo sono poche le Osservazioni presentate in comune  all’Accordo di Programma , non ha capito ( o forse l’ha capito benissimo…) che in questo caso i risultati non sono come in una partita di calcio, non contano nulla! Se da un lato siamo sicuri che delle Osservazioni il Sindaco ne farà l’utilizzo a cui si dedica da sempre con tutte  le  firme raccolte dai cittadini, dall’altro siamo certi che abbiamo ormai dato uno scossone   all’opinione pubblica.

I cittadini sono stanchi ma curiosi, si stanno informando ed è questa la cosa fondamentale, la partecipazione anche se ancora passiva.

In tutti i banchetti che abbiamo fatto in questi anni, abbiamo non solo raccolto delle sterili firme, abbiamo dialogato e discusso con ogni persona  e da quei 1500 cittadini abbiamo avuto lo stimolo e l’incitamento ad andare avanti. La nostra non è una lotta contro delle persone o delle correnti politiche, la nostra è una battaglia a favore dei diritti dei nostri figli e nipoti, affinchè domani possano ancora avere la possibilità di correre in un prato, senza dover fare centinaia di chilometri in macchina, di passeggiare lungo le nostre strade cittadine in un ambiente dove possano coesistere funzionalità e alberi per l’ombra estiva e per purificare l’aria contrastando l’inquinamento del traffico urbano.  Lottiamo però fortemente contro tutte quelle intese e quegli accordi. che con la scusa di creare dei servizi (che qualsiasi amministrazione dovrebbe dare, quali  palestre,  marciapiedi e piste ciclabili), cambiano le leggi e  tolgono ai cittadini  i diritti sanciti  e tutelati da delle leggi nazionali:  il diritto alla salvaguardia del  territorio, dei beni arborei della qualitò dell’aria e della sostenibilità ambientale.

Ps. per quanto riguarda le osservazioni dei cittadini non residenti, ricordiamo all’ass Dall’Oca che il finanziamento per il progetto viene dalla Regione Veneto e non dal solo comune di Villafranca, per cui avevano tutti i diritti di “osservare”

LE SCUSE PER L’ABBATTIMENTO DEGLI ALBERI DI VIA NINO BIXIO

Sembra quasi che tra L’attuale sindaco di Villafranca  e il verde pubblico e in particolar modo gli alberi ad alto fusto ci sia una sorta di rapporto conflittuale , oseremo dire un odio profondo. Da quando questa maggioranza si è accomodata nel municipio, il numero dei ceppi, miseri resti di antichi eseplari di pini marittimi e altre conifere messe a dimora negli anni sessanta, è aumentato progressivamente e inesorabilmente. Via Nino Bixio, così come i giardini del Castello sono stati appositamente lasciati nel degrado totale così da rendere necessario e opportuno qualsiasi tipo di intervento proposto, portando il cittadino a pensare che peggio di così non si può. Il vero problema è che al peggio non c’è mai fine, soprattutto con questa amministrazione che ha contribuito anche al degrado stesso del centro storico a cui noi villafranchesi non eravamo abituati Ogni scusa è valida per abbattere alberi. Nel 2010 gli aghi di pino che ostruivano le caditoie e via 60 alberi, poi via Bixio si allagò comunque. Oggi l’urgenza delle piste ciclabili, fantomatica scusa che non ha nè capo nè coda, perchè la via è talmente spaziosa che basta fare una riga sul marciapide e la pista è fatta, in attesa di tempi migliori che diano la certezza al comune di poter potare a termine il lavoro progettato. Anche dopo la prima sequenza di abbattimenti la via doveva essere riqualificata e sono già passati quasi tre anni.

A questo punto l’unico modo per utilizzare i 70.000 euro dei cittadini sarebbe quello di ripristinare al meglio la porzione di via già devastata dai precedenti abbattimenti, presentare il risultato ai cittadini, con la messa a dimora di un’altra tipologia di alberi più adatti al nostro territorio (il wwf consiglia gli aceri che sono alberelli di  dimensioni ridotte che non creano problemii anzichè  i lecci si ammalano e crescono male).

Si risparmierebbero i costi di abbattimento e via Nino Bixio non correrebbe il rischio di rimanere spoglia ancora per molti anni, a scapito non solo dell’estetica , ma soprattutto della qualità dell’aria di questa trafficatissima via di comunicazione.

Nadia Zulian

Movimento 5 Stelle Villafranca

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