Giù le mani dal nostro tesoro!

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Abbiamo partecipato alla serata “LA VALEGGIO CHE VOGLIAMO” organizzata dal gruppo “El Morar” che ringraziamo! questo video merita di essere visto non solo dai cittadini di Valeggio, ma da chiunque abbia a cuore il futuro delle prossime generazioni!

Paolo Biondani giornalista dell’Espresso ha fatto una bellissima introduzione:

L’Italia non è famosa perche ricchissima di petrolio o di gas, ma per il suo paesaggio!

Lo dimostrano tanti turisti che vengono per ammirare questo tesoro immenso formatosi dopo migliaia di anni.  Una composizione perfetta, ineguagliabile  fra ambiente e opere storiche costruite dall’uomo.  Una caratteristica cosi preziosa che abbiamo solo in Italia e invece di valorizzarla, la stiamo abbandonando e piano a piano distruggendo, attraverso una continua opera di nuova urbanizzazione e cementificazione.

Bisogna favorire lo sviluppo si dice e quindi l’edilizia che ha bisogno di nuove case. Cosi ogni anno in Italia paese già abbastanza urbanizzato, secondo l’ISTAT dal 1981 ci troviamo con 261 milioni di metri cubi di cemento in più (capannoni, centri commerciali e fabbricati residenziali).

Dal 1991 (quindi finita la grande emigrazione dal sud al nord) al 2006 la cementificazione del territorio ha accumulato 3 miliardi 339 milioni di metri cubi, come se a ciascun italiano in 15 anni gli avessero regalato 55 scatoloni di cemento di un metro di lato (solo in Veneto 98).

Dall’ultimo censimento risulta che dal 1991 al 2001 (anni dell’immigrazione straniera)  la popolazione è aumentata del 4 per 1000 immigrati compresi. Senza di loro saremmo calati! Eppure i terreni edificati sono aumentati del 15%.

Il PAT prevede aumenti insensati di abitanti e le amministrazioni con l’interesse di far cassa lasciano fabbricare palazzine ecomostri e tante case che poi restano in affitto. Chi se non la mafia può permettersi di spendere tutti questi soldi per speculazione? Basta fare delle visure sulle società costruttrici dove a capo ci sono fiduciarie anonime. La mafia ancor prima della droga si è arricchita con la speculazione edilizia e continua a farlo.

Fino al 2008 c’e’ stato un boom edilizio a credito delle banche che hanno anche rivenduto lo stesso debito attraverso strumenti finanziari molto complessi. Si è generata cosi una bolla finanziaria che è scoppiata quando i finanziatori hanno smesso di pagare.

Il nostro territorio non è di proprietà dei politici! ma è un bene comune che va salvaguardato.

Il gruppo “El Morar” a un certo punto ha proiettato una frase, un motto dei giovani americani migliori, da contrapporre al menefreghismo con la scritta: “I CARE”, tradotto mi importa, mi sta a cuore.

Anche a noi sta molto a cuore la sorte dei nostri luoghi storici e paesaggistici nei quali siamo nati! Prima o poi anche il nostro PAT arriverà al traguardo, prepariamoci!

Simone Bernabè

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