Acqua sicuramente pubblica, ma soprattutto preziosa

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E’ passato più di un mese, da quando abbiamo iniziato questa battaglia per arrivare a un referendum perchè l’acqua rimanga pubblica  e abbiamo raggiunto fin’ora un buon risultato superando le 500.000 firme in poche settimane. Un grande lavoro di tanti gruppi,  dove i cittadini ci stanno dimostrando, che questo tema è molto sentito. Su questo, vorrei riprendere però anche un altro aspetto altrettanto importante, di cui parla anche Lester Brown sul blog di Beppe Grillo, sottolineando quanto questo bene sia prezioso. Ho trovato su internet un video, secondo me molto significativo di una puntata del “Senso della vita” condotta da Paolo Bonolis un anno fa ma ancora attuale, dove Giuseppe Altamore autore del libro Qualcuno vuol darcela a bere (ringrazio Mirco Moreschi e il suo blog NogaraOnLine per la dritta) ci fornisce dei dati molto significativi, che sono sicuramente peggiorati e su cui vi invito se non lo avete ancora fatto a riflettere.

Vi riporto la parte più significativa:

Il 70% del nostro corpo è composto di acqua, un bambino appena nato ne possiede il 90%. L’Acqua oltre all’uso alimentare, serve anche per l’agricoltura (70%), per l’industria e soprattutto all’igiene. 2 miliardi e 600 mila persone sono senza servizi igienici. Un miliardo e mezzo di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Ogni giorno dalle 14.000 alle 30.000 persone muoiono a causa di malattie correlate all’acqua, di queste almeno 5000 sono bambini.  il 15% delle risorse d’acqua mondiali è in mano alle multinazionali, una grande fetta tenendo conto che la maggior parte della terra non ha servizi idrici e che questo bene diventa sempre più importante e strategico per il controllo dei paesi. Entro il 2025 su una popolazione mondiale di 8 miliardi, 2 miliardi e 300 milioni non avranno acqua potabile. Lo sciaquone del WC in un paese occidentale impiega una quantità d’acqua uguale a quella che nel terzo mondo una persona impiega per lavare bere e cucinare nell’arco dell’intero giorno. il 7 per cento della tariffa della bolletta dell’acqua va a remunerare, di diritto, il capitale investito: garantendo un profitto per legge agli imprenditori (anche esteri). Il 50% delle risorse idriche in Italia è stato dato in mano a privati. Il 20% della popolazione mondiale, detiene l’86% delle risorse e consuma l’88% dell’acqua disponibile. Un terzo del paese in Italia non ha accesso regolare all’acqua potabile. Il consumo dell’acqua si è sestuplicato fra il 1900 e il 1995, più del doppio del livello di crescita della popolazione della terra. Negli ultimi 50 anni la quota procapite nel mondo di acqua si è dimezzata grazie a un consumo e a un aumento della popolazione sempre maggiore).

Siamo arrivati a questi dati e continueremo a peggiorarli grazie a commissari per l’emergenza idrica che per anni non risolvono nulla, a reti idriche ormai vecchie, che non vengono sostituite e che hanno grandissime perdite, al fatto che mangiamo senza seguire le stagioni e pochi prodotti locali, ai tanti pozzi privati che minano le falde aumentandone la dispersione, all’industria dell’imbottigliamento che ci illude e ci inganna sulla purezza e sulle qualità di quello che consumiamo nelle bottiglie, quando il solo obbiettivo è il guadagno, al fatto che siamo i primi consumatori di acqua in bottiglia al mondo, ai ridicoli canoni che facciamo pagare ancora oggi come concessione per l’imbottigliamento, all’uso scondiderato di pesticidi e di concimi che facciamo, al fatto che ricicliamo poco l’acqua piovana, alla mancata separazione fra acque nere e chiare, ai continui disastri ambientali che perpetriamo sul pianeta e a tutto ciò che buttiamo nel cestino senza preoccuparci di dove va a finire e se viene riciclato.

Dobbiamo pensare a tutti i gesti e a tutte le decisioni che prendiamo per il nostro quotidiano in merito a questo bene importantissimo, anche questo è fare bene politica, diamo l’esempio sempre prima noi come cittadini e poi pretendiamo anche che lo facciano i “nostri dipendenti”, perchè questo influirà sulla nostra vita e su quella delle nostre generazioni.

Simone Bernabè

Vi lascio qualche link interessante in merito:
Appennino la guerra dell’acqua a secco il paese delle-fonti
Privatizzare lacqua per darla a chi ecco cosa succede in sicilia
Acque minerali canoni di concessione spesso quasi regalati
Acque minerali e far west per i canoni di concessione regionale
23 Marzo 2010 l’Arena
Dossier acque minerali
Dossier Acque minerali 2010
Dossier un paese_in_bottiglia
Bocciata l’acqua che la san benedetto vuole imbottigliare
Acqua potabile buona e sicura

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Una Risposta to “Acqua sicuramente pubblica, ma soprattutto preziosa”

  1. Elìa Says:

    Simone, poni la giusta attenzione sul tema esistenziale per la vita umana e grazie a Mirko per il costante impegno civico (anche se a Nogara mi sembra che che manchi ancora l’acquedotto pubblico…).

    Non posso che unirmi alle sollecitazioni di Lester Brown e di Giuseppe Altamore, tuttavia mi soffermo su due pensieri interrogativi:
    – Lavoiser formulò la legge della conservazione della massa (in chimica ancora valida) “nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”
    – l’Africa soffre la sete per condizioni climatiche geografiche, ingiustizie civili ed economiche, ma esistono enormi risorse di acqua che non vengono utilizzate, finiscono in mare e tornano in ciclo nell’atmosfera….

    AUGURI mondo!

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