Riaperto il cantiere dell'”Ecomostro”!

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Cancello d'ingresso ditta Colfer senza sigilli

Cancello d'ingresso ditta Colfer senza sigilli

Eccoci qua, come promesso abbiamo vigilato!

A circa un anno dalla chiusura del cantiere per la costruzione del fabbricato destinato a deposito materiale ferrosi della ditta Colfer in via Sommacampagna a Villafranca di Verona, si assiste ora alla sua ripertura con consegeunte proseguo dei lavori.

Alcune domande sorgono spontanee: tutto si è risolto con il pagamento di una sanzione amministrativa? E’ stato condonato il metro di altezza in più di fabbricato incriminato?

Mah! Considerato il silenzio al quale stiamo assistendo sulle nostre richieste di informazioni all’amministrazione (nessuna istanza/proposta ha avuto risposta, contravvenendo a quanto scritto nello statuto comunale che prevede massimo 30 giorni massimi per dare una risposta)… ai posteri ardua sentenza. Ma questa amministrazione non doveva essere quella “vicina ai cittadini”? Quella che “non servono le consulte di quartiere/frazione: tutti gli assessori saranno a disposizione dei cittadini e presenti sul territorio” (parole di Mario Faccioli in campagna elettorale)?

Corrado Sonato

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5 Risposte to “Riaperto il cantiere dell'”Ecomostro”!”

  1. Elìa Says:

    Corrado hai centrato bene la questione.
    Passa il tempo e non si muove nulla di nuovo e peggio come al solito non si risponde alle istanze.

    Domenica scorsa passando davanti all’imponente struttura io e Simone ci siamo fatti le stesse tue domande tutto prosegue nella disinformazione e nel SILENZIO connivente con i più scaltri…
    Al prossimo consiglio provinciale dovremmo portare documentazione all’opposizione (credo che almeno l’attivo Campagnari sia disposto a fare un’interrogazione in merito).

    Ciao

  2. Corrado Says:

    Sul quotidiano L’Arena di ieri è uscito l’articolo che fa chiarezza sui fatti (riporto il link sul Meetup 482 : http://beppegrillo.meetup.com/482/it/messages/boards/thread/4879410/150#31180970)

  3. carloreggiani Says:

    Hai detto bene Corrado: fa chiarezza sul fatto che se ci sono problemi basta pagare una multa e poi tutto a posto, avanti come prima.

    Che tristezza.

    Ne riparliamo appena cominciano a lavorare a pieno regime!

  4. sara Says:

    domanda spontanea visto la zona dove e’ ubicato l’ ecomostro agricola-residenziale ha limiti di rumore piu’ agevolati della zona industriale visto che fara’ un lavoro “molto silenzioso” rottame ferroso?sara’ salvaguardata la zona dai frastuoni?saluti

  5. Corrado Says:

    La materia dell’inquinamento acustico ambientale, considera due aspetti fondamentali: il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone.

    Il D.P.C.M. 01/03/91 predispone, ai fini della determinazione dei limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno, una classificazione in zone sulla base della quale i Comuni sono tenuti a ripartire il rispettivo territorio.
    La zonizzazione acustica viene determinata con provvedimento del Comune territoriale competente.
    Il D.P.C.M. 14/11/97 “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore” (Gazzetta Ufficiale n. 280 del 1° dicembre 97), in attuazione di quanto previsto dalla legge quadro n. 447 del 26 ottobre 1995 (“Legge quadro sull’inquinamento acustico” in Gazzetta Ufficiale n. 254 del 30 ottobre 1995) individua i valori limite di emissione, di immissione, i valori di attenzione e i valori di qualità. Le misurazioni del rumore faranno riferimento a quanto stabilito dal DM 16/03/98 (Tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico), nonché ai criteri di buona tecnica indicati ad esempio dalle norme UNI 10855 del 31/12/99 (Misura e valutazione del contributo acustico di singole sorgenti) e UNI 9884 del 31/07/97 (Caratterizzazione acustica del territorio mediante la descrizione del rumore ambientale).

    D.P.C.M. 14/11/97
    Tabella A: classificazione del territorio comunale (art.1)

    CLASSE I – aree particolarmente protette: rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo ed allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc.
    CLASSE II – aree destinate ad uso prevalentemente residenziale: rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali e artigianali.
    CLASSE III – aree di tipo misto: rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali, uffici con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici.
    CLASSE IV – aree di intensa attività umana: rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie.
    CLASSE V – aree prevalentemente industriali: rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni.
    CLASSE VI – aree esclusivamente industriali: rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi.

    Tabella B
    VALORI LIMITE DI EMISSIONE – Leq in dB(A) (art. 2)

    Classi di destinazione d’uso del territorio Tempi di riferimento
    Diurno (06.00-22.00) Notturno (22.00-06.00)
    I aree particolarmente protette 45 35
    II aree prevalentemente residenziali 50 40
    III aree di tipo misto 55 45
    IV aree di intensa attività umana 60 50
    V aree prevalentemente industriali 65 55
    VI aree esclusivamente industriali 65 65

    Tabella C
    VALORI LIMITE ASSOLUTI DI IMMISSIONE – Leq in dB(A) (art. 3)
    Classi di destinazione d’uso del territorio Tempi di riferimento
    diurno (06.00-22.00) Notturno (22.00-06.00)
    I aree particolarmente protette 50 40
    II aree prevalentemente residenziali 55 45
    III aree di tipo misto 60 50
    IV aree di intensa attività umana 65 55
    V aree prevalentemente industriali 70 60
    VI aree esclusivamente industriali 70 70

    Tabella D
    VALORI DI QUALITÀ – Leq in dB(A) (art. 7)
    Classi di destinazione d’uso del territorio Tempi di riferimento
    Diurno (06.00-22.00) Notturno (22.00-06.00)
    I aree particolarmente protette 47 37
    II aree prevalentemente residenziali 52 42
    III aree di tipo misto 57 47
    IV aree di intensa attività umana 62 52
    V aree prevalentemente industriali 67 57
    VI aree esclusivamente industriali 70 70

    Secondo il mio parere sarà necessario identificacare bene la zona in oggetto come classificazione comunale e ad impianto a regime richiede all’ARPAV un’uscita di un loro tecnico per fare le dovute misurazioni fonometriche.

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