Sarà questo lo spazio trovato dal comune per i giovani?

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AGGIORNAMENTO (06/10/2009): Blitz di sindaco e vigili urbani per chiudere le palazzine. Hanno murato gli ingressi.

AGGIORNAMENTO (20/09/2009): Articolo su L’Arena

QUI TUTTE LE 12 FOTO!

Abbiamo fatto una visita ai locali attigui alla stazione ferroviaria di Villafranca (ma si può ancora chiamarli stazione? basterebbe dire pensilina per treni!), sono state scattate alcune foto a ciò che un tempo serviva probabilmente come centralina della stazione. Pur trovandoci a pochi passi da un palazzo e un parcheggio molto frequentato, a fianco del bar della stazione, il degrado e l’abbandono sono desolanti: rifiuti, vetri infranti, porte divelte, odori di latrina a cielo aperto ed escrementi ovunque, un materasso e una struttura che probabilmente è servita come letto a castello per sbandati. Qualcuno dei frequentatori si è preso la briga di precisare l’uso del luogo, lasciando questa scritta inequivocabile sul muro: “La casa della droga…”.
Una domanda da cittadino: di chi è la responsabilità di questa incuria, quando questi locali potrebbero essere utilmente utilizzati per attività sociali e ricreative da destinare ai gruppi di volontariato, stante la penuria di spazi pubblici? Chi può o vuole ci dia una risposta.

Ivo Mondini

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24 Risposte to “Sarà questo lo spazio trovato dal comune per i giovani?”

  1. Stefano Nosè Says:

    Questo è luogo riservato alla cultura, ai giovani, a quegli interventi che “devono venire dal basso”: ai margini, non ottimali (sarà come Binario Zero: rumoroso per i treni e gli aerei che passano ed acusticamente inadeguato?).
    Si sta parlando di Villafranca CITTA’ VIVA per quelle due manifestazioni che hanno fatto per soli scopi d’immagine (Maria Cordioli al suo insediamento non sapeva chi era Santo Vecio e non era mai entrata al Bottagisio; e poi presenzia “Par non desmentegar Vilafranca”. La “Ragazza cin-cin” semmai non desmentega i rinfreschi. Per inaugurare cosa ha poca importanza).
    Staremo a vedere quanto viva sarà Villafranca da settembre, quando si ricomnicerà con gli incontri ad allertarsi con le emergenze educative giovanili, già segnalate dal sottoscritto fino a qualche mese fa.
    Di sicuro io, che con una verve alla Beppe Grillo insidierò le conferenze della zona, munito della mia telecamerina.
    Vi aspetto.

  2. nadia zulian Says:

    E’ vero che continuare a lamentarsi non serve a niente, ma il risentimento che ho nei confronti di Villafranca per ciò che negli ultimi vent’anni non ha fatto per i giovani e per la loro formazione culturale è talmente forte che adesso on line sento il bisogno di sfogarmi!(anni fa era impossibile…o si era del”giro” o la tua voce veniva pressochè inascoltata!…) In tutti questi anni a parte le attività parrocchiali (…e anche qui vigeva una sorta di numero chiuso…) i ragazzini erano in balia di se stessi e delle loro famiglie, su cui l’amministrazione ha sempre contato, senza pensare che i ragazzini pur vivendo in una famiglia senza particolari problematiche devono abituarsi a convivere con i loro coetanei, a condividere esperienze sia ludiche che culturali. Il perno attorno a cui avrebbe dovuto ruotare tutto doveva essere la Biblioteca con annesso il centro giovanile…e tutta l’organizzazione di eventi, film, concerti attività …. E’ demoralizzante e frustrante vedere quelle foto, sapere quanti soldi sono stati spesi per la nuova Biblioteca, e assistere alle manifestazioni culturali villafranchesi che vanno dalla mostra di macchine e barche di lusso sul corso a cene di gala al Castello, mentre i giovani (…quelli bene..) passano da un bar alla moda all’altro tra uno spriz e un coktail a programmare feste in discoteca o nelle ville degli amici …Certo meglio dei drogati della stazione…dirà qualcuno, ma la differenza sta solo nel fatto che i primi non hanno problemi economici ed hanno alle spalle delle famiglie che li tutelano, gli altri sono soli, ma in sostanza dentro tutti loro c’è un’inadeguatezza nell’affrontare la vita!….e la colpa non è loro!…

  3. Stefano Nosè Says:

    Vedi cara Nadia, io mi sono documentato ed istruito per creare un progetto che ho presentato alle amministrazioni locali, ma niente.
    Allora se “la mia voce non viene ascoltata in questo senso”, se non ho visibilità, allora mi ascolteranno in altro modo.
    Se qualcuno mi dirà “ma chi cazzo sei?”… benissimo, se c’è qualcuno migliore di me si faccia avanti e lo dimostri.
    Per quanto riguarda il mio blog, fino a qualche tempo fa c’erano dei post. Ho cancellato tutto. Adesso pian piano lo ri-riempirò.

  4. daniele residori Says:

    in verità una risposta alla tua domanda” di chi è la responsabilità di questa incuria, …”
    bene questi beni sono delle Ferrovie dello Stato ragione per cui a casa loro fanno quello che vogliono, di sistemarla o no, come una casa privata. Penso non sia imputabile a nessuno del comune di villafranca alcuna responsabilità ragionevolmente.
    Probabilmente si sono mossi verso il proprietario (FS) chiedendone l’uso in cambio di una sistemata.
    Quindi a costi minimi hanno qualcosa da sfoggiare per la cittadinanza..(poco).

    C’è ben poco a Villafranca secondo paese in numero di abitanti della provincia di Verona, quindicesimo del Veneto. Manca una biblioteca io la do per mancante, quel che si ha è un deposito libri, qui in questo senso sta meglio comuni come Marano della Valpolicella, ben più piccolo.
    Manca un teatro, manca un cinema, manca una discoteca.
    Ci sono gli impianti sportivi e le piscine,
    tu hai mai visto organizzare qualche evento nei campi da calcio? se non per calcio? NO….
    se si vuole organizzare …occorre organizzare nei GIARDINI fronte piscine…
    Altri comuni ragionano diversamente vedi Caprino (havana volley)..

  5. Stefano Nosè Says:

    Una “casa loro” dove chiunque può passare e fare quello che vuole.
    Una “casa loro” la quale contribuisce a dare un’immagine del paese dato che il paese OPS “la città” passa di lì.
    E di questo… ma il Comune non è responsabile.

    Probabilmente Residori a questo non aveva pensato.
    Ragionevolmente.
    Dato che valgono le leggi piuttosto che il buon senso civile.

  6. Elìa Says:

    …BENE avanti GIOVANI, interessatevi della Città del Futuro..
    Oltre alle proteste, stimoliamo il cambiamento con delle PROPOSTE pubbliche forti.

    E ha fatto bene Ivo a riproporre la questione degrado e scarsa attenzione per la cultura.
    Io per quasi 20 anni mi sono dibattuto con “quattro gatti” -come ci aveva classificato l’ex sindaco Facincani- per sollevare i temi della qualità della vita cittadina… ho ottenuto poco, però non demordo.

    VIVI la Citttà, certo in modo salutare e colto…
    Biblioteca, centro giovanile e di svago adeguati, parco urbano, piazze e arredo urbano, trasporti e verde pubblici, scuole superiori e palestre sufficienti (ieri ho scoperto che a Vigasio c’è un palazzetto dello sport che noi ci sogniamo).

    E pensiamo pure alla nostra storia: sabato scorso sono stato in consiglio comunale alla rievocazione della cosiddetta PACE del 1859, per me invece fu la fine di un’orrenda guerra che causò la morte di 40.000 giovani soldati e molti invalidi o pazzi per lo sgomento delle atrocità che avevano assistito.
    Ebbene a quella conferenza -presente l’assessore Maria Cordioli- c’era meno di una ventina di cittadini (in parte non residenti qui).

    Villafranca è rimasta “povera” cittadina di confine, battiamoci affinché diventi il “cuore vitale” virtuoso del Lombardo-veneto.

    Ciao Elìa

  7. Stefano Nosè Says:

    PROLOGO – 1990

    Si potrebbe cominciare da qui: “E’ un’iniziativa caduta dal cielo, nel senso che, se l’idea non posse partita da alcuni privati, a nessuno di quelli “preposti a fare cultura”, sarebbe mai venuta in mente. Mi sono iscritto per curiosità e perché stufo del niente di Villafranca”.
    Questa intervista è stata pubblicata su L’Altro Giornale il 23 luglio 1990 dove i titoli recitavano:
    Villafranca: concluso il primo dei corsi organizzati con il patrocinio del Comune.
SCUOLA DI TEATRO: BILANCIO POSITIVO PER I PARTECIPANTI
”Contribuisce ad elevare il livello culturale”
    Da allora fino ad oggi la “Città di Villafranca” pare sia città solo per il traffico, soprattutto in via Nino Bixio.
Se ne sono andati i negozi di dischi, il cinema Metropol, il teatro Verdi; la nuova biblioteca a Villafranchetta è bloccata per la burocrazia e per la competenza degli “esperti addetti ai lavori” riguardo al nuovo quartiere residenziale attorno ad essa.
In compenso è aumentato l’interessamento verso i disagi giovanili e della terza età: vandalismo, tossicodipendenza, alcolismo, noia.
    Interessamento a parole: una corsa al lavaggio della coscienza da parte di sindaci, assessori, preti, educatori, medici, psicologi e chi più ne ha, più ne metta, dall’alto dei loro pulpiti nei luoghi per la comunità. Ma alla comunità non è permesso disporre di tali luoghi (teatri, sale della comunità, auditorium, ecc) se non come presenza molto passiva.
Solo alle autorità è concesso sfilare – predicare bene e razzolare male.
    Per anni, nel periodo da settembre a maggio, interrompendo ovviamente i lavori a dicembre, molti “luminari” si sono alternati nel divulgare l’unica (la loro) idea possibile in proposito, che in fin dei conti, se si volevano tirare le somme, si riduceva in tre punti: colpa della famiglia e della scuola, colpa dei mass media, … comunque una faccenda difficile da gestire.
    Ma da alcuni anni sta succedendo una cosa strana. Pur continuando a descrivere con dovizia di particolari le aberrazioni mentali e comportamentali di chi vive il disagio (ormai unica fonte culturale che ci è stata trasmessa), dall’autorità religiosa a quella laica, passando per quella scientifica, si sente l’esortazione di “agire dal basso” per cambiare le cose.
    Eccovi accontentati.

  8. Stefano Nosè Says:

    SERVONO AZIONI CHE PARTONO DAL BASSO
    (il cervello, il computer e la rete)

    Cosa significa? Significa innanzitutto essere informati, interessarsi alle cose positive, costruttive. Cercare, leggere, confrontare, vedere, ascoltare cose che siano vere, coerenti, e trasmetterle agli altri, condividerle. Lasciar perdere le cose negative, distruttive, le baggianate, le balle. Lasciar perdere la droga, l’alcol, lo sballo, i comportamenti violenti, gli abusi, e occuparsi, che so… di botanica, danza, musica, fai-da-te, teatro, pittura, letteratura, cinema, sport, …
    Ma… la gente, è lasciata a sé stessa, non le viene dato quell’incentivo abbastanza forte perché si attivino in questo senso. Inoltre gli interessi sopraccitati sono ancora troppo monopolizzati da entità ancora troppo forti, che hanno troppo potere, che gli si dà troppo potere. O che se lo prendono senza difficoltà appunto perché sono forti (o noi siamo troppo deboli, tenuti in una situazione intenzionalmente, premeditatamente svantaggiata). Magari gestiti anche in modo discutibile.
    Esistono sì iniziative che permettono di non cadere in qualche comportamento deviato o deviante, ma sono troppo lontane dalla presenza giornaliera, e lasciano buchi dove può succedere di tutto. E infatti così è. Si deve cambiare metodo.
    E’ facile dare il buon esempio 2-3 volte l’anno (le conferenze sui disagi) o 1-2 volte alla settimana per 4-6 mesi (le università del tempo libero). E il resto del tempo?
    Lo sappiamo che la corruzione, la degenerazione è sempre attiva?
    Come può il comune cittadino respingerle sistematicamente quando la presenza delle autorità competenti si muove solo a danno conclamato o per un tempo limitato; e non a tutto tondo?
    Il comune cittadino non ha tutti i mezzi e tutte le risorse che hanno questi signori (locali, uffici, teatri, auditorium, sale, mass media, ecc) per divulgare il buon esempio. Come può riuscire dove proprio loro hanno fallito o stanno fallendo?
    E quando qualcuno si “azzarda” a percorrere la strada che loro indicano (in che modo?), e parlo per esperienza diretta, questo trova mille difficoltà, oltre quella di acquisire una considerevole competenza: silenzi, porte chiuse in faccia, indifferenza.
    Quindi l’unico modo per praticare questo “agire dal basso” è far sempre presente la discordanza che c’è nel rapporto teoria-pratica.
    Ma per fare questo, la sera, bisogna essere svegli, attenti, non perdere nessun passaggio del discorso, altrimenti tutto viene preso per buono. Il che non è mai.
    E ancora, per poter cogliere l’incongruenza, la falsità, la demagogia, la presunzione, la doppiezza, si devono conoscere i fatti, quello che è successo, raccogliere notizie, collezionarle, memorizzarle, ricordarle.

  9. Stefano Nosè Says:

    PERPLESSITÀ

    Questo blog non è una pubblicazione periodica. I post che appaiono non hanno una cadenza regolare, ma molto casuale, a seconda di come mi gira e del tempo che ho.
    Il presente l’ho voluto mettere per documentare una particolare attenzione di una attualità che si sta svolgendo in questo preciso momento.

    Questo paginone all’interno del giornale (Target) che da poco è entrato nelle case mi suscita non poche perplessità. E’ perché siamo sotto elezioni europee o c’è un autentico ravvedimento per il sociale visto anche l’articolo a pag. 19 sempre di Target sull’anno zero per i contributi sportivi?
    Comunque…
    Da tempo, che più giusto non si può, sto raccogliendo articoli di giornale. Per altri intenti ne ho raggruppato una serie che parte dalla fine dell’anno scorso fino, con questo informativo, ai giorni nostri.

    (L’Arena, 14-12-2008, pag. 40):
    “Alcol e droga tra i minori – Dossier shock in Comune”.
    “il 40% dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni ha già provato gli stupefacenti. Allarme dei sociologi”.
    “Tra i giovanissimi considerati a rischio ci sono 10 ragazze. E c’è chi è bulimica o anoressica”.

    “il sindaco Mario Faccioli spiega: Questa relazione ci permette di avere una visione chiara della situazione attuale. E’ per noi un punto di partenza per cominciare a lavorare a tutto tondo per cambiare le cose. Noi crediamo in un intervento che coinvolga, oltre il Comune, anche altri enti come le polisportive, le associazioni culturali e anche le famiglie stesse. Tutti i nostri assessori si trovano uniti insieme in questa direzione”.

    “Il Comune si impegnerà a far avvicinare quanto più è possibile questi ragazzi alle società sportive e alle associazioni, per strapparli a pub, bar, sale giochi e discoteche, eccetera”.

    (L’Arena, 03-02-2009, pag. 32):
    “Villafranca: Approvata in Consiglio comunale la manovra per rientrare nel bilancio”.
    “Tagli a sport e cultura”. “Salvati i 100mila euro per celebrare i 150 anni della filma del Trattato”.

    E’ questo l’intervento?
    Così le associazioni chiudono, altro che avvicinare i ragazzi.

    (L’Arena, 04-02-2009, pag.30)
    “Biblioteca mai aperta – E metà è già da rifare”.
    “L’edificio della cultura è atteso da sette anni”.

    (L’Arena, 12-02-2009, pag.31)
    Villafranca. Approvato in giunta il progetto per realizzare un “sipario d’acqua” illuminato da fari posto a destra della rocca.
    Fontana a colori davanti al castello. Costerà 30.000 euro. L’ultima parola spetta alla sopraintendenza ai beni architettonici.

    Vorrei mettere poi assieme questi due articoli:

    (L’Arena, 10-09-2008, pag.23)
    Villafranca. Notte bianca. “Noi costretti a stare svegli”

    (L’Altro giornale, Febbraio 2009, pag.11)
    Villafranca. Venetostellato premia il Comune per gli interventi fatti a Madonna di Dossobuono.
    Lotta all’inquinamento luminoso

    Non è un processo alle intenzioni, ma una certa preoccupazione per i comportamenti poco ortodossi del sindaco Faccioli.
    Se è ed era così interessato al sociale, che sotto Natale fa tanto (finto)buonista, che vogliono dire i tagli alla cultura ed allo sport (sociale) per salvare forse la celebrazione del trattato che come la Rivista dell’Aurora appartengono a Valeggio?
    Che vuole dire la costruzione raffazzonata di Villafranchetta (dove qui sorge appunto la bisastrattata biblioteca)?
    Cosa c’entra la fontana da 30.000 euro, che è solo un monumento sì, ma al consumo inutile di denaro e di corrente elettrica a scapito di iniziative migliori?

    “L’impianto costerà 30.000 euro e sarà dotato di fari che creeranno giochi di luce, visibili da tutto il corso Vittorio Emanuele.”

    “L’idea della cascata mi è venuta durante uno dei viaggi fatti come consigliere provinciale. Di sipari d’acqua ce ne sono in tutta Europa, in maniera speciale in Spagna.”

    Caro signor sindaco, quanto costerà la manutenzione? Ci siamo dimenticati del fossato, da sempre asciutto, ai lati dell’entrata? E sì che questo richiedeva molte meno attenzioni.
    E poi mi sembra che in Spagna e nel resto dell’Europa la cultura e il sociale siano un pelino di più prese in considerazione. Ma che ha visto lei in giro?

    Ma tutto questo cosa importa quando si viene premiati per la lotta all’inquinamento luminoso all’indomani (o quasi) della dissoluta Notte Bianca e della schizofrenia dopo qualche mese della campagna “M’illumino di meno” aderendo all’eco nazionale di Caterpillar (programma radiofonico), schizofrenica pure lui in quanto l’anno prima appoggiava la Notte bianca nelle città italiane (2007) in piena crisi energetica conclamata?
    Ma in che mani siamo?

    Ma non è finita qui.

    (L’Arena, 12-5-2009, pag.31)
    Villafranca. Il Comune sospende la gara per assegnare i lavori dal costo di 450mila euro e già programmati.
    Piano asfalti bloccato perché mancano soldi

    Prima pagina di Target
    I soldi destinati all’ampliamento del Magalini sono stati dirottati all’ospedale dell’Aquila

    Non è che il cinque per mille destinato al sociale, con questi chiari di luna, paletti e, forse domani… cetrioli, vadano da qualche altra parte, o non vadano proprio?

  10. Stefano Nosè Says:

    HO UN PROGETTO

    L’avevo latente, da diversi anni. È un progetto culturale e ricreativo.
    Ho colto l’occasione di proporlo, anche se era in embrione in confronto ad oggi, dopo aver assistito ad un incontro molto toccante (anno 2007) sull’alcolismo, organizzato dalla Parrocchia di Dossobuono.
    Perché, mi son chiesto, non iniziare dal parroco stesso, dato che sembrava interessato attivamente alla risoluzione di questi problemi? Fisso un appuntamento.
    Ricevuto dall’ecclesiastico ho esposto la mia idea ma come risposta ho ricevuto un: “Non è possibile, perché non è dato scavalcare gli enti già preposti a fare queste cose”.
    Non mi sono demoralizzato, abbattuto, alla prima difficoltà. Ho semplicemente collezionato il fatto, perché sapevo che ne avrei collezionato altri. (e avevo ragione)
    Mi sono invece documentato ancora di più, su tutto quello che girava attorno all’argomento di questo progetto: aspetti storici, psicofisici, didattici, sociali, commerciali, editoriali, ecc.
    Contemporaneamente cercavo di partecipare (documentandomi anche su questo) il più possibile ad incontri e conferenze che trattavano il tema del disagio nelle forme più eclatanti (scarse iniziative sociali, alcol, droga, depressione), facendo puntualmente i miei interventi, i quali venivano immancabilmente cassati.
    Ma che gioco è?
    Venni a conoscenza dell’Associazione Culturale Moscacieca dove mi permisero di realizzare questo progetto al Binario Zero. Ma (non parlo di fallimento…) ebbi uno “share” bassissimo (… perché il fallimento non fu mio, e neanche dei ragazzi di Moscacieca: noi c’eravamo!).
    Dovevo puntare più in alto. Ho chiesto consiglio a Massimo Merlini, un educatore di Informagiovani del Comune di Villafranca. Ne è uscita una semplicissima presentazione di 3 pagine, affidate poi all’ufficio Protocollo, da indirizzare agli assessori della cultura e alle politiche giovanili Maria Cordioli* e Luca Zamperini.
    Non ho mai ricevuto risposta in, all’incirca, 5 mesi, da novembre 2008 ad aprile 2009, momento in cui in occasione dell’intervento di Don Merola a Hotelissimi nel mese (o settimana) dedicato alla “Cultura della legalità”, ho parlato di persona con Zamperini, il quale mi disse che, innanzitutto, non aveva mai ricevuto la brochure (complimenti per la logistica nei rapporti cittadino-uffici Comunali e tra questi e gli assessori), e che comunque non c’era la possibilità di realizzarlo, anche se le condizioni erano molto favorevoli.
    Ho anche contattato Vittoria Tommasi, coordinatrice delle università de tempo libero di Villafranca e Sommacampagna. Nulla.
    A Vigasio con gli assessori Locatelli e Merlini ma anche qui la cosa si trascina da troppo.
    Pure agli improbabili operatori del SERT Andrea Benedetti e Sofia Di Bella, dato che si erano dati tanto da fare nello stigmatizzare famiglie, mass-media, volontà dei singoli e scuola, ho tentato di illustrare il progetto e le sue finalità, ma il dialogo che complessivamente ne è uscito è degno dei De Rege. Ovvio se parlando con qualcuno (dott. Benedetti), la persona più adatta a cui rivolgersi (dott. Di Bella) viene segnalata, ma poi non informata anticipatamente.
    Anche nel piccolo paese di Povegliano con la presidente di Acropoli (associazione che cura la cultura per conto del Comune) Carla Massagrande, e anche qui i mesi d’attesa trascorsi sono di regola.
    La difficoltà di questo progetto, espressa un po’ da tutti, chi con perplessità, chi con la risolutezza di chi non vuole cambiare tattica dalle solite “cavalcate d’onda” o dall’uscita dai binari, caratteristica primaria di prestigio “secolare”, è quella di “spalmarla” lungo tutto l’anno, ogni santa settimana, ogni santo mese.
    Mai notato che la degenerazione e il disagio non vanno mai in vacanza, non staccano mai?
    Tra poco inizia l’estate (!!) e a settembre-ottobre ci si dimentica di tutto.
    Ma non dimentico io, dato che se iniziative non è possibile attuare con, cosa che non perseguo, conseguente visibilità data dal portarle in giro, ho iniziato a realizzare un attivismo correlato all’iniziativa costruttiva: andare contro l’immobilismo deleterio.
    Per ora penso di aver provocato un leggera e vaga noia, da settembre/ottobre prossimi cercherò di essere un guaio.

    (*) Che bello. Maria Cordioli assessore alla cultura. Una che a poco più di un mese dal suo insediamento, 7/5/2008, non sapeva chi fosse Santo Vecio e non fosse mai entrata a Palazzo Bottagisio.
    (Sentita in occasione della rappresentazione dell’Antologia di Spoon River in Sala Miró – 13 e 14 giugno 2008).
    Proprio una bella cultura del territorio!
    Ma CRIBIO !!! Cosa-le-hanno-insegnato-allo-IULM ???

  11. Stefano Nosè Says:

    PERSONAGGI MISTERIOSI/1

    Massimo Merlini (di Informagiovani ed educatore del Comune di Villafranca).

    Io e Massimo ci conosciamo da un annetto (2007) per uno scambio di e-mail in occasione della prima edizione di “Spazio Libero”
    All’indomani del 25mo del Circolo parrocchiale Noi a Dossobuono (Maggio 2008) continuiamo a rimanere in contatto per scambiarci idee sulla bontà di queste iniziative ipocrite. In particolar modo, il 5 Giugno del 2008, se non vado errato per un articolo su L’Arena che parlava di atti criminosi… per noia, io gli scrivo: “Sicuramente non sarà scappato neanche a te” – “NOIA A VERONA???, figuriamoci a Villafranca”
    Per tutta risposta, lui candidamente dice (faccio notare e ricordo che è un educatore): “sì… speriamo che i giovani trovino qualche passatempo più interessante delle rapine da fare… magari leggere, ascoltare musica o vedere qualche bel film ”
    Quando ti arrivano risposte così, rimani imbambolato, non riesci a dire neanche un vaffa.
    I rapporti sono comunque continuati: a lui ho parlato del PROGETTO, e mi ha indicato le strade da percorrere. Ma, lui compreso, tutti i soggetti interessati e più autorevoli contattati, hanno come recitato una scena di un personaggio che non sa come agire, con le mani legate.
    Passa il tempo e casualmente mi viene in mano questo depliant raffigurato qui sopra. Lo apro, e cosa ti trovo dentro?

    Ma porca miseria, sapendo che il novembre scorso ho protocollato in Comune IL PROGETTO, tu non mi dici niente? (e qui si scopre un po’ di cosa tratta)
    Se non altro per discutere con un altro appassionato, per vedere come viene trattato l’argomento, per imparare.
    Niente!
    Ora, non penso di essere chissà chi e non pretendo che mi si renda conto. Mi sta bene anche che vengano attivate iniziative totalmente diverse con le stesse modalità suggerite da me.
    Questo tipo di comportamento però è proprio un chiaro esempio di arrogante indifferenza.

  12. Elìa Says:

    Caro Stefano Nosè, mi pare che ti sia sfogato bene..

    Tanta voglia di partecipare e di proporre delle proposte non può essere lasciata senza risposte.

    Spero che anche altri leggano i tuoi numerosi messaggi e si contribuisca a darti delle risposte.
    Considerato il dinamismo che dimostri e l’impegno civico/culturale che svolgi da anni, perché non vieni a trovarci al prossimo meetup/482 per lavorare con noi sui 5 obiettivi di un comune (e una provincia) d’eccellenza a 5stelle.

    Abbiamo bisogno di aumentare forze attive per dare messagi “concreti2 della volontà di migliorare la nostra città.
    Muore la citttà, VIVA la VITTA’!
    Battiamoci per una vera “Città VIVA” -non come l’ha descritta l’euforica Maria Cordioli- con la proposta minimale di spettacoli commemorativi…
    (Parco cittadino, piazza e zona pedonale in centro storico e una bella fontana -davanti al castello o in pieno centro- li avevo suggeriti più volte anch’io, ma senza trascurare l’esigenza di scuole adeguate, palestre sufficienti, di teatro e di luoghi di aggregazione culturale e del divertimento giovanile: si è fatto poco, quasi NULLA!)

    Ciao Elìa

  13. Stefano Nosè Says:

    Sfogato? Non direi. Quei post sono latenti da mesi. Qualche volta li tiro fuori e li metto a volte un po’ qui e a volte un po’ là. Quindi ho raggiunto una certa tranquillità.

    … al prossimo meetup482 vedrò di esserci. Ma più che messaggi concreti propenderei più sul far succedere qualcosa (nulla di negativo e pericoloso).

  14. Riccardo Maraia Says:

    Caro Ivo, per la stima che nutro nei tuoi confronti volevo lasciare alcune precisazioni.
    La struttura, decisamente degradata, è di proprietà delle Ferrovie dello Stato. Il comune di Villafranca, ancora l’anno scorso, l’ha chiesta in comodato gratuito con la proposta di risistemazione a spese dell’amministrazione in modo da destinarla a spazio per associazioni. Proprio in questi giorni la struttura ci è stata concessa, manca la firma al protocollo d’intesa. Nel frattempo si è provveduto a chiudere i locali che venivano utilizzati la notte in modo decisamente improprio.
    Quello che trovo strano è l’interesse improvviso per questo degrado, dopo che l’amministrazione ha reso pubblica l’intenzione di averlo dalle Ferrovie proprio per riqualificare l’area. Ma forse è stata solo una svista
    Un cordiale saluto

  15. ivo mondini Says:

    Ciao Riccardo,
    grazie per il tuo intervento, poichè da assessore mi dici che da tempo hai pensato a risolvere una situazione che non poteva più essere rinviata; poichè di spazi per associazioni e gruppi ce n’è tanto bisogno, questi mi sembrano ottimi, naturalmente con le opportune modifiche per la sicurezza, dato che siamo in una zona ferroviaria.
    Una considerazione sull’argomento: ho notato che i pochi luoghi pubblici che abbiamo a villafranca (non parlo delle frazioni, dove mi pare la situazione sia migliore), o sono costosi per usarli una serata (le sale del ciricupe passate da 20 E. a 30 da un anno all’altro per un paio d’ore), o sono date in uso esclusivo a qualche gruppo, il quale le usa, se va bene 1 sera alla settimana, rimanendo del tutto inutilizzate per il resto dei giorni. Non si potrebbe dare in uso, senza l’esclusione di altri gruppi, in modo che quando c’è bisogno di fare una riunione, sia possibile trovarsi in qualche sala civica (le chiamavano una volta!), senza bisogno di trovarsi al bar o spendere 30 euro, altrimenti siamo si in democrazia, ma sempre mettendo mano al taccuino.
    Quanto all’ultima affermazione, lo sapevo anch’io del degrado, non lo immaginavo però così forte, se non dopo la visita sul posto. Non mi interessa polemizzare con alcuno, in questo caso i responsabili sono le ferrovie che hanno abbandonato non solo le stazioni ferroviarie, ma anche tutte le linee che loro chiamano secondarie, concentrati come sono sulla Tav, e sulle commesse miliardarie che introita.
    Mi fa piacere invece che come amministrazione comunale siate subentrati all’insipienza dei veritici ferroviari e che stai cercando di risolvere il problema.
    con stima, Ivo Mondini

  16. Stefano Nosè Says:

    prova.
    (non riesco a postare).

  17. Stefano Nosè Says:

    Qualcuno può rispondermi in proposito?

  18. Riccardo Maraia Says:

    Caro Ivo, dopo le informazioni che ti ho dato non credi sia opportuno perlomeno cambiare il titolo del tuo servizio? Così com’è da una informazione distorta e certamente non rispondente alla realtà dei fatti
    Cordialmente, Riccardo Maraia

    • ivo mondini Says:

      Ciao Riccardo,
      ieri mi sono recato nei locali vicini alla stazione per constatare quanto hai affermato nella replica precedente; cioè mi apsettavo di vedere gli ingressi e le finestre sbarrate. In realtà ho trovato la stessa situazione documentata nelle foto del post. Cosa intendi aundo dici …”Nel frattempo si è provveduto a chiudere i locali che venivano utilizzati la notte in modo decisamente improprio”? Poi per quello che il Comune farà, non posso che rallegrarmene, intanto però sarebbe bene ripulire e chiudere il tutto.
      Cordialmente. Ivo

  19. Stefano Nosè Says:

    Caro Ivo, avrei un testo da postare ma non ci riesco:

    Caro sig. Maraia, l’interesse, la constatazione del degrado (l’abbandono?) non è stato improvviso, c’è sempre stata. Quello che io trovo strano è che la sentiate solo adesso.
    Già trovai inopportuno assegnare un luogo del genere come Binario 0: è questo lo spazio per i giovani?
    Ma tant’è, come all’ultimo incontro a Dossobuono sulle problematiche sociali e giovanili, nel quale era insieme a Terilli (elezioni?), con relatrici la dott.ssa Di Bella e l’altra di cui non ricordo il nome, le suddette luminari non hanno risposto ad una domanda dal pubblico perché a loro, dal Comune, veniva chiesto di parlare su determinati argomenti (ho il video).

    Ho molte persone da ringraziare per l’indifferenza (menefreghismo?) dimostrata. E poi vengono a pontificare come presenze mute o parlanti sulla precaria situazione sociale.

    E’ da 15 anni (?) che la “situazione non più rinviabile”, e l’incontro sopraccitato non promette nulla di buono.
    Per quanto riguarda il polemizzare sarebbe ora di iniziare a farlo con lo scopo di risolvere VERAMENTE le cose, non di scimmiottare le intenzioni.
    Forse sarebbe meglio lasciare un po’ perdere le macrosituazioni delle macroaziende e pensare a restaurare le piccole cose. Pretendere di affrontare le cose più grandi di noi abbiamo visto che non si risolve un granché.
    In questo modo non si risolve il piccolo e neanche il grande.

    http://villafrancavr.blogspot.com

  20. Stefano Nosè Says:

    Finalmente.

  21. Stefano Nosè Says:

    Caro Riccardo, si preoccupi affinché i dottori Di Bella, Residori e Benedetti, non facciano le figure dei burattini distorcendo le informazioni che hanno LORO in possesso, a contatto coi drogati e alcolizzati, mettendo dei paletti su quello che avrebbero da dire (video nel quale “non si deve toccare l’aspetto politico”).
    Interroghiamoci, ma poco, sul perché si diventa alcolizzati (pure gli anziano ci cascano) o drogati (attrattive positive mancanti?).

  22. Elìa Says:

    All’ASSESSORE, ma non solo a lui…

    Ho constatato in più di una occasione la facile suscettibilità dell’Assessore Riccardo Maraia, anche quando si tratta di questioni che non riguardano esclusivamente lui….
    Sappiamo tutti che governare un comune è DIFFICILE, ma la politica cambierà poco o NULLA se tutti restano ZITTI, accontentandosi solo di esprimere un voto di consenso o di dissenso al momento delle elezioni….
    E nel caso specifico delle evidenti incurie della stazione, non sono state lanciate accuse inappropriate…
    La situazione delle condizioni della stazione di Villafranca è VECCHIA di un decennio (e il più attivo a tinteggiarne una parte fu l’assessore Polato della Giunta Facincani…), perciò Stefano Nosè e i grillini hanno ragione di lamentarsi e di evidenziare il degrado perdurante da anni, da connettere alla soluzione dell’uso della mobilità alternativa all’automobile e all’attenzione non secondaria per la penuria di spazi gratuiti per i giovani e poco onerosi per le associazioni culturali e politiche.

    Caro Assessore Maraia, l’ambizione dei cittadini più attenti alle sorti della propria CITTA’ (magari persone incapaci -per colpa, per denaro o per mancanza di tempo- ad entrare nella stanza dei bottoni) è di tentare di MIGLIORARE le mediocrità del paese e di superare i problemi esprimendosi anche tramite una sana DIALETTICA democratica.

    Quindi, caro Assessore, accetti le critiche (che tra l’altro evidenziano le incapacità di più di una amministrazione comunale).
    Semmai -secondo me- il comportamento grave di questa città è che, per CONVENIENZA o per amicizia verso gli eletti (del proprio partito), si preferisca sempre di “tollerare” o minimizzare i problemi annosi che attanagliano il comune: ospedale DISTRETTUALE inadeguato, inquinamento ambientale da traffico, devastazione del territorio con cementificazione, cave e discariche, edifici scolastici e palestre insufficienti, piazza del capoluogo e verde pubblico carenti, ecc…

    Assesore mi creda, non è solo una questione di carenza di RISORSE economiche, secondo me è un problema del grado della sensibilità ambientale e di programmazione delle priorità.

    Allora, anche a lei auguri di BUON GOVERNO…
    Sperando che, se la “sorte” e la propaganda ci riserverà un futuro sindaco Leghista (seguendo le sorti di Valeggio, Sommacampagna ecc..), i problemi del vivere “civile” non siano camuffati dalla demagogia egoista della sicurezza urbana e dell’autonomia localista, al posto della più ampia sicurezza sociale e dell’impegno civico e cristiano verso le persone meno fortunate.

    Elìa Di Giovine

  23. Stefano Nosè Says:

    Nell’incontro sono stati toccati ed analizzati i contesti televisivi, delle sceneggiature di film e cartoni animati, le scritture degli spot pubblicitari, il fenomeno della satira odierna, le attività sportive, la dolce vita, la medicina specializzata, l’elettronica, l’antropologia, le sfere private, … MA NON LA POLITICA.

    NON SIETE COMPETENTI?

    Ma se per sua stessa definizione (Di Bella) “la politica siamo io, te, te ,te,…”, come mai poi non siamo competenti?

    Argomento che non vi è stato chiesto?
    Ma quando analizzate un problema, un comportamento, un degrado, lo analizzate in questo ambito sì e quell’altro no? Sapendo benissimo che anche questo è interessato?!!
    Come se un grafico non volesse aver a che fare col colore nero perché è assenza di colore.
    Come se un meccanico non volesse saperne di chiavi inglesi.
    Un falegname di faggio.
    Un cuoco di aglio.
    O la Finocchiaro, Nesquick, Radio Freccia, ecc si possono toccare, mentre la politica è argomento solo di assessori, sindaci e preti ?

    il video è anche su
    http://villafrancavr.blogspot.com/

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