La mobilità o meglio l’IMMOBILITA’

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ATTENZIONE: nelle prossime ore metteremo online il video del confronto con Reggiani(!), Zardini, Miozzi e Piubello trasmesso da Telearena martedì 2 giugno

Domani sera, giovedì 4 giugno, Carlo Reggiani sarà ospite di Mario Puliero in diretta su Telearena alle ore 21 a “Diretta Verona”

In tanti pensano che l’automobile sia fondamentale nella nostra società, ma nella realtà è solo un peso, un’emergenza sanitaria ma anche economica. Cominciamo a fare due conti, cosa spendiamo in un anno? Abbiamo l’acquisto iniziale, l’assicurazione, il bollo, la manutenzione, senza tener conto del carburante e degli incidenti non coperti e poi in questa logica di mercato basata interamente sulla crescita del PIL, ogni 10 anni il ciclo si ripete. Con questa somma da ammortizzare, ci stiamo inquinando l’aria, muovendoci su un territorio che ha immense lacune sia per ciò che riguarda un piano di mobilità urbana, sia per qualità e progettazione delle infrastrutture.

Allora cerchiamo di essere realisti e guardiamo cosa ci dice un’indagine fatta fra l’altro dal comune di Verona nel 2002 sulle abitudini di spostamento dei cittadini (fonte ISFORT): la maggiorparte dei veronesi si sposta per lavoro (45%), e il 51% lo fa con la propria auto durante la settimana dal lunedì al venerdì raggiungendo una distanza di massimo 5 km per il 54%.

Questo ci fa riflettere su quali possono essere le soluzioni ai problemi che abbiamo per il traffico nelle nostre città. Utilizziamo tutti la nostra auto la mattina quando andiamo a portare i figli a scuola o all’asilo? Allora dobbiamo incentivare maggiormente la mobilità pubblica attraverso l’uso di autobus o meglio organizzando dei pedibus per far arrivare autonomamente i bambini a scuola. E poi guardando le percentuali sopracitate quando ci rechiamo al lavoro: la metà potrebbe farlo con una bici (rientrando nel 54%) e forse sarebbe anche più incentivata se la priorità del traffico fosse data alle ciclabili, ma quali? Le poche piste ciclabili esistenti non sono collegate tra loro e talvolta (a Villafranca è la norma!) ostacolate da cassonetti e auto parcheggiate. E nel frattempo andare in bici sulle strade diventa sempre più pericoloso!

Anche un buon servizio pubblico con un prezzo accettabile e un passaggio più frequente, realizzato con dei mezzi meno inquinanti aiuterebbe a disincentivare l’uso dell’auto privata, creando le condizioni per una maggiore qualità della vita. Dalle statistiche fornite vediamo poi come nel fine settimana il traffico si riduce notevolmente, per questo sarebbe buona cosa chiudere i centri storici, agevolando il passaggio pedonale e delle bici. Proprio oggi parlano sull’Arena di uno studio sulla mobilità urbana a Villafranca, cosa dire, tutto confermato, ma quando inizieremo a mettere in pratica una mobilità diversa? Anche a Report abbiamo appreso che all’estero come Germania e Francia stanno puntando tantissimo sul recupero delle costruzioni frenando la nuova cementificazione e incentivando il trasporto pubblico e la bicicletta.

Chi dovrebbe mobilitare le risorse (ma forse basta solo la volontà) per far sì che queste cose diventino realtà? Perchè non vengono realizzate queste politiche? Perchè la soluzione al traffico sono sempre nuove strade, continuando imperterriti a creare centri commerciali e parcheggi che sono attrattori di traffico?

L’immobilità è il nostro futuro, guardiamoci intorno abbiamo tutto quello che ci serve: dobbiamo incentivare le produzioni locali, bere la nostra acqua, valorizzare il nostro territorio e le nostre risorse, attuare il telelavoro queste sono le soluzioni per il traffico. Il futuro è stare fermi! E avere più tempo per la nostra vita.

“Verona Provincia Virtuosa” porterà avanti questi temi in provincia, se siete anche voi di questa idea, il 6/7 Giugno aspettiamo la Vostra fiducia.

Simone Bernabè

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3 Risposte to “La mobilità o meglio l’IMMOBILITA’”

  1. Luca Says:

    Totalmente d’accordo con te. Nel tuo articolo devi aggiungere anche i 7000 morti, 14.000 con grave disabilità permanente e 300.000 feriti, tutti vittime della strada.
    Senza contare che il trasporto pubblico favorisce l’incontro e la socializzazione, invece di starcene tutti chiusi, isolati e incazzati nelle nostre scatole metalliche…
    Altro che traforo, li spendano meglio tutti questi soldi!

  2. Luca Says:

    Ho dimenticato di dire che, secondo le statistiche, OGNI ANNO ci sono 7000 morti, 14.000 con grave disabilità permanente e 300.000 feriti, vittime della strada.

  3. Luca Says:

    Scusate, volevo dire OGNI ANNO IN ITALIA…
    Ora davevro passo e chiudo 🙂

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