Il nostro entusiasmo alla prova della realtà

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Venerdì sera ero seduto al di qua del tavolo, con una sessantina di persone in sala ad ascoltare e partecipare al dibattito animato da Mauro Tedeschi sul progetto dell’Autodromo di Vigasio.

La serata ha centrato le aspettitive degli organizzatori: l’Autodromo è stata davvero una scusa (magari questo progetto fosse solo un esercizio teorico!) per parlare di come la politica prende le decisioni che cambiano un territorio.

Parto dalla frase che più mi ha colpito, di Averardo Amadio, che rappresenta bene il perchè del nostro interesse nel progetto dell’Autodromo (situato in una zona agricola, ricca di fauna e flora oltre che di storia del Veneto):

Il territorio è l’unica materia prima che non è riciclabile.

Una volta “usato” non si può più riutilizzare

Dopo il racconto di Cesare Nicolis sulla genesi e sviluppo di questo “mostrodromo” (termine coniato dal moderatore Mauro Tedeschi),  per tutta la serata abbiamo cercato di capire come i cittadini possono essere attori delle decisioni che riguardano il territorio nel quale vivono.

Il nostro impegno come gruppo Grillo per Villafranca per un’informazione non mediata e per la trasparenza della politica che amministra il bene pubblico, ha dovuto sospendere per un momento l’entusiasmo e la voglia di fare per immergersi in un bagno di realtà: Tito Brunelli (consigliere e poi assessore al Comune di Verona) ci ha raccontato la sua versione dei fatti sul progetto Autodromo e su come vengono gestire opere e interventi di queste dimensioni (potete seguire il suo discorso nel video della serata qui sotto).

Brunelli, spiegando il perchè non era per nulla sorpreso delle dimensioni raggiunte dal progetto Autodromo, ha raccontato come già negli anni 90 si parlasse nel “palazzo” veronese di come spostare l’asse principale della provincia di Verona verso sud, lungo quella famosa strada mediana che taglierà la nostra provincia all’altezza di Isola della Scala e Vigasio per congiungere la futura Tibre con l’A4 verso San Bonifacio.

L’operazione cardine di tale spostamento di baricentro doveva essere lo scalo merci delle ferrovie a Santa Lucia (in effetti ora in dismissione definitiva) in favore di altri poli logistici di interscambio ferro-gomma. Il paese candidato per il nuovo polo ferroviario è sempre stato Isola della Scala (anche se a Nogara sono convinti del loro progetto concorrente) e la Regione Veneto, con il progetto dell’Autodromo, ha solo completato quel disegno con i 12 milioni di metri quadrati di nuovi insediamenti tra Motorcity e nuovi poli logistici inseriti su tutto l’ase della futura mediana.

Brunelli ha poi dato la sua interpretazione sul ruolo della politica locale: i sindaci, gli assessori, i consiglieri (comunali e provinciali) quando si tratta di opere pubbliche/infrastrutture/investimenti sono solo comparse asservite a voleri e poteri ben più grandi e importanti. Non c’è nessuna possibilità di interferire una volta che un progetto ha iniziato la sua corsa, per esempio come studio prodotto da un ufficio tecnico. Tutto l’iter successivo di queste opere fino alla loro realizzazione è da considerarsi una mera “sceneggiata”, nella quale la politica stessa e la società civile possono dare solo le comparse.

Non so’ voi, ma dopo un discorso del genere il mio entusiasmo è aumentato, la voglia di cambiare registro, di cambiare queste logiche predatorie verso il nostro territorio e di riuscire a progettare un futuro realmente sostenibile per tutti  si è fatta ancora più forte!

Grazie a tutti per una serata davvero speciale. E speriamo che i recenti “granelli di sabbia” comparsi negli ingranaggi regionali dei quali ha accennato Averardo Amadio (verificheremo stasera a Mozzecane all’incontro organizzato dal PD sul progetto Motorcity) possano davvero permettere un ripensamento su questo devastante consumo di territorio, riportandolo con trasparenza ad una dimensione sostenibile per tutti i veronesi, esistenti e futuri.

Ecco i video integrali della serata di venerdì (grazie Simone!):

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Carlo Reggiani

PS: domani inizia il mandato di Obama come presidente degli Stati Uniti d’America. Anche questo ci da’ fiducia nella possibilità di un modo diverso di immaginare il nostro futuro. In bocca al lupo, President.

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5 Risposte to “Il nostro entusiasmo alla prova della realtà”

  1. cesare cerchio Says:

    Obama è veramente il simbolo di un nuovo modo di fare politica rispondendo o cercando di rispondere alle aspettative dei cittadini…
    il politico del futuro dovrebbe essere quello che si assume il peso delle proprie responsabilità e cerca di realizzare un futuro migliore disegnato per le nuove generazioni che dovrebbe basarsi su scelte etiche ed ecologiche …Auguri al Presidente ed a chi avrà il coraggio di seguire il suo esempio ed aiutarlo ….

  2. Tarcisio Bonotto Says:

    Carissimi di Villafranca,
    dalla questione autodromo nasce una delle domande fondamentali per la gestione delle risorse: chi ha il diritto di gestirle? La Regione, la provincia o il comune locale?
    Chi meglio conosce benefici e danni di possibili progetti, chi meglio conosce le esigenze locali attuali e dell’immediato futuro per la popolazione locale? La stessa popolazione locale. Perciò ad essa va demandata la programmazione locale in materia sociale ed economica, sulla base delle normative generali e a nessun altro.
    E’ uno dei 4 principi fondamentali della Democrazia Economica (Parliamo sempre di democrazia ma mai di quella economica):

    1.Garantire a tutti la disponibilità delle minime necessità compresi cibo, vestiti, case, sanità, istruzione. Il diritto al lavoro è un requisito fondamentale per la garanzia delle minime necessità.

    2. Incrementare costantemente il potere d’acquisto delle persone ridistribuendo la ricchezza. Sviluppare l’utilizzo delle risorse locali e sostenere la produzione di beni essenziali per soddisfare il consumo dell’intera popolazione.

    3. Le persone devono avere il diritto di decidere dell’economia locale, quindi le imprese devono essere il più possibile gestite da cooperative o da sistemi aziendali che permettano ad ogni lavoratore di essere imprenditore dell’azienda per cui lavora, partecipando agli utili, ai rischi e alle decisioni.

    4. Le persone che non vivono in una zona economica o che non intendono viverci stabilmente, non devono interferire nel controllo dell’economia locale.

    Quindi per il 3° principio la popolazione locale dovrebbe avere il diritto di decidere, per il 4° principio le persone non locali dovrebbero essere buttate fuori dall’ambito decisionale.

    Ricordo che a Manerbio (BS) dei colleghi hanno creato un movimento popolare di 12.000 persone contro la chiusura dell’ospedale locale.

    Il mostro non porterà molti benefici alla popolazione locale e se ne porta, essi saranno associati a molti danni…

    Meglio creare coop agricole locali, aziende di trasformazione dei prodotti e aziende di produzione di macchinari per l’agricoltura, in loco…

    Saluti

  3. Elìa Says:

    La serata è stata molto fruttuosa e fa piacere che si stia portando il problema sempre più all’attenzione pubblica.

    E fa piacere pure che la comunicazione e il lavoro del gruppo Amici di Grillo si sta propagandando.

    Le opposizioni dei consigli comunali e provinciali spesso non riescono ad ottenere risultati nell’interesse pubblico e normalmente prevale la maggioranza e spesso si pensa solo agli interessi di parte o ai giochi della partitocrazia.

    La “Città dei motori” è pure la Città degli affari, delle speculazioni, dei divertimenti e dei RUMORI!
    Forse sfugge la dimensione, copre i 5 chilometri di campagna che dividono i due paesi di Vigasio e Trevenzuolo.
    E’ più estesa dell’area aeroportuale -una pista lunga quasi 4 chilometri- inclusa la base logistica militare di Caluri!

    Ieri sera il tema è stato dibattuto finalmente anche a Mozzecane, c’era anche il comitato dei giovani pro autodromo che ha vivacizzato la serata.
    Seppure, a mio parere, è stata una dimostrazione della disinformazione che è già meno grave della più diffusa mancanza di informazione civica.

    C’era pure il vice sindaco di Trevenzuolo che ha dato nuove spiegazioni storiche della vicenda: bene l’intento del polo per lo sviluppo agricolo dell’area e può essere accettabile pure l’idea iniziale dell’autodromo.

    Tuttavia sfugge sempre che di solo autodromo non si fanno affari, perciò gli “amici del quartierino” provetti speculatori finanziari (finiti anche in galera) più che accorti imprenditori hanno ampliato a dismisura il progetto. Il vero affare è sempre lo stesso la speculazione fondiaria:
    si acquistano i terreni agricoli a 16 euro/mq (68 mln di euro) e, ultimata l’urbanizzazione in accordo con gli amministratori locali, si rivendono a 160 euro/mq (680 mln di euro).
    La differenza oltre 600 mln potrà andare a finanziare comodamente i 1.500 mln dell’investimento previsto e in parte nelle proprie saccocce, perché -con “successivi passaggi societari”, già previsti- la maggioranza dell’intraprendente società andrà agli scaltri finanzieri e a loro quasi tutti i benefici economici, mentre ai comuni e alla regione resteranno solo le briciole ai cittadini i danni ambientali!

    Elìa

  4. Bernabe' Simone Says:

    Beh ieri sera sicuramente il gruppo pro Motorcity ci ha ravvivato la serata, a me personalmente è venuto un pò un senso di tristezza, l’assessore regionale Conta mi sembrava potesse bastare con il suo “il traffico indotto è il meno” e “il Motorcity è un esempio di progetto sostenibile” ma ieri sera abbiamo raggiunto a mio parere l’apice delle sparate.
    Parliamo di sviluppo per un’area agricola di 4 milioni e mezzo di metri quadri a me sembra che piu’ che altro stiamo parlando di un progetto che costa una valanga di soldi e propone sempre le stesse cose.
    Un miliardo e mezzo di euro possiamo benissimo impiegarlo per qualcosa di meglio di ciò che troviamo ampiamente in tutta la zona della provincia di Verona.
    Per caso qualcuno ha bisogno di centri commerciali? o di un autodromo?
    o men che meno di un parco divertimenti?
    Quante volte siete stati voi a Gardaland? vale la pena di distruggere 4 milioni e mezzo di metri quadri per andare dico tanto 10 volte nella vostra vita in un parco divertimenti o fare due corse con una moto o una macchina elaborata?
    Forse stiamo valorizzando veramente poco la nostra terra e i nostri prodotti se permettiamo di sprecare tutto questo territorio cosi, sbaglio o abbiamo parlato del fatto che il progetto è solo una speculazione edilizia e che una struttura del genere non puo’ rimanere in piedi economicamente anche contando la crisi economica attuale e per il fatto che un eventuale prestito bancario alle condizioni attuali non sembra poi tanto vantaggioso specie con importi simili?
    Come abbiamo ben sentito non mi sembra che Vigasio o Trevenzuolo
    abbiano problemi di occupazione, forse ne avranno se la popolazione cresce a dismisura in quanto quelle aree non hanno un sistema viabilistico e delle strutture necessarie per sostenere un simile progetto.
    Senza parlare dei comuni limitrofi che non sono compartecipi ai ritorni economici sul progetto, ma che ne subiscono le conseguenze.
    Ricordate poi quando il buon Nicolis capogruppo della minoranza di Vigasio ci diceva delle centraline che hanno misurato l’inquinamento pm10 di Trevenzuolo e che gia allora più volte hanno sforato i limiti di legge? Cos’e’ l’agricoltura provoca inquinamento? gia l’autostrada A22 insieme alle strutture gia presenti sono abbastanza per la salute dei cittadini vogliamo pensare cosa porterà in più questo?
    io dico basta con la speculazione del territorio, sono anche io per il recupero delle zone costruite e per uno sviluppo sostenibile e attento alle vere necessità della gente.
    La Grezzanella a Villafranca serve a togliere il traffico dal centro, forse lasciando il volume di traffico a quando si era deciso di progettarla qui mi sembra che sia un continuo rincorrere uno sviluppo che non porta un reale beneficio dei cittadini, ricordo anche il progetto su Cascina Verde del nostro comune.
    Abbiamo esaurito la capienza di traffico di via Postumia e non abbiamo ancora iniziato la Grezzanella che comunque è gia prenotata ancora prima dell’inaugurazione.
    mi dite dove vogliamo arrivare cosi?

  5. Elìa Says:

    Money, money…. i soldi per gli “affari” si trovano.

    Caro Simone, credo avrai letto l’ultima su L’Arena di ieri:
    altri 120 mln per costruire le strade di accesso alla “città dei motori degli affari e dei rumori” e la S.P. “mediana”. L’accordo tra 3 società serve a superare gli ostacoli per l’ APPROVAZIONE della VIA regionale.
    Resta a carico dei comuni la costruzione del nuovo casello autostradale a Isolalta e una parte della S.P. “mediana” fino ad Isola!

    Altre 350 mln sono in cantiere per altre opere viarie, la metropolitana aeroportuale, ecc..

    Elìa

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