Denuncia alla Commissione Europea inadempimenti del diritto comunitario

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Grillo per Villafranca aderisce all’inziativa lanciata in queste ore dai GrilliReggiani e raccolta da tantissimi cittadini e gruppi in giro per l’Italia (tra questi gli Amici di Beppe Grillo Siciliano con Sonia Alfano)!

Il problema ci tocca direttamente con la riattivazione dell’inceneritore di Cadelbue. Oltre a fermare il CIP6 per questi impianti, ribadiamo il nostro impegno di cittadini:

TOGLIAMO IL CARBURANTE A CADELBUE:

PORTA A PORTA SUBITO

A VERONA

E VILLAFRANCA!

Ecco l’appello al quale aderiamo:

Oggi inizia in rete a livello Nazionale una campagna informativa ai cittadini e una richiesta alla Commissione delle Comunità Europee di una procedura d’infrazione verso l’Italia annunciando altresì che come cittadini italiani chiederemo di rivalerci nel caso di una sanzione economica da parte della Commissione Europea, verso i parlamentari che hanno votato tali provvedimenti.

IL GOVERNO ITALIANO con voto di PDL-LEGA NORD-MPA (astensione alla Camera di Pd e Udc) soffia dalle tasche degli italiani 2 MILIARDI DI EURO che invece che alle rinnovabili andranno tramite il ritorno dei Cip6/Certificati Verdi in primis agli inceneritori sicliani (1.6 miliardi di euro) e vara il “Piano Nazionale Inceneritori”.

Per tale evento è stato appositamente creato un gruppo su FACEBOOK denominato “STOP CIP6 pro inceneritori: ferma il furto dalle tue bollette della luce” dove sono riportate tutte le istruzioni per inoltrare tale denuncia.

Domani a livello nazionale ci saranno varie conferenze stampa oltre che un movimento congiunto attraverso il Blog di Beppe Grillo.
Non si escludono per ora iniziative che potrebbero portare ad una causa collettiva verso i Parlamentari che hanno votato a favore di tale provvedimento.

Ed ecco la mail inviata:

All’attenzione del
Segretariato Generale della Commissione Europea
Corrispondenza reclami
sg-plaintes@ec.europa.eu


OGGETTO: DENUNCIA ALLA COMMISSIONE DELLA COMUNITÀ EUROPEA RIGUARDANTE INADEMPIMENTI DEL DIRITTO COMUNITARIO DA PARTE DEL GOVERNO ITALIANO IN MATERIA DI INCENTIVAZIONE AD ENERGIE RINNOVABILI, DIVIETO AIUTO DI STATO, DIRETTIVA RIFIUTI

Gentili Signori,
vi comunico che la Camera del Parlamento della Repubblica Italiana, in data 16 dicembre 2008 ha approvato il decreto legge del n.172 del 6 novembre 2008 relativo “l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, nonché misure urgenti di tutela ambientale“. Tale decreto è stato definitivamente convertito in legge per mano del Senato della Repubblica con atto n. 1280 del 22 dicembre 2008.

La legge è la n.210 del 30 dicembre 2008 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.2 del 3 gennaio 2009.
Tale provvedimento contiene interventi, validi per altre Regioni d’Italia e non solo per la Campania, in spregio a nostro avviso alle normative europee 2001/77 relative all’incentivazioni delle fonte d’energia rinnovabili, alle norme del Trattato relative al divieto di aiuti di Stato, nonché al rispetto della gerarchia d’intervento della direttiva Rifiuti recentemente approvata dal Parlamento Europeo.

Nel dl 172 all’articolo 9 (incentivi per la realizzazione degli inceneritori) vengono confermati gli incentivi cosiddetti Cip6 all’incenerimento della parte non biodegradabile dei rifiuti ed alle cosiddette “fonti assimilate. Gli incentivi Cip6 verranno riconosciuti a tutti gli impianti in costruzione o entrati in esercizio prima del 31 dicembre 2008. Vengono altresì confermati per la quota del 51% gli incentivi sottoforma di Certificati Verdi a tutte le forme d’incenerimento (sia rifiuti tal quali residui da raccolta differenziata che per il cosiddetto “combustibile da rifiuti” ). Questo sia che si tratti di rifiuti non biodegradabili che biodegradabili. Che si tratti d’impianti per produzione d’energia rinnovabile quindi che citato testualmente nel testo “non rinnovabile”.

Questi incentivi all’incenerimento che alterano il mercato, è stato calcolato, comporteranno una ulteriore spesa sulle bollette dei cittadini pari a 2 miliardi di euro che anziché alle fonti realmente rinnovabili andranno all’incenerimento di rifiuti anche per la parte non rinnovabile sottoforma di Cip6 e cosidetti Certificati Verdi. Di questi contributi circa 1.6 miliardi di euro, è stato calcolato verranno inviati per i costruendi inceneritori nella Regione Sicilia, dove si progetta di bruciare il 65% dei rifiuti solidi urbani prodotti (www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/11/sicilia-inceneritore-sprechi.shtml), mentre la legge nazionale italiana indica nell’obiettivo di legge del 65% la percentuale di raccolta differenziata da raggiungere entro il 2012 (il contrario) e quella europea sulla parte urbana del 50% a livello continentale sugli urbani e del 70% per gli industriali.

Nella legge in questione (articolo 9-ter) viene inoltre approvato un “Piano Nazionale Inceneritori” (l’Italia ha già 50 impianti d’incenerimento funzionanti) che ricalca la proposta presentata nel luglio 2008 dalla lobby italiana del settore (Anida-Confindustria).

Nella stessa legge approvata definitivamente il 22 dicembre 2008, mentre l’Unione Europea discute della importante direttiva Biowaste sul riciclo, riutilizzo e recupero della parte organica dei rifiuti sia ai fini energetici (produzione di biogas) che della fertilizzazione naturale dei terreni agricoli, si prevede ( articolo 9-quater) invece la possibilità di immettere in fognatura rifiuti organici provenienti dagli scarti dell’alimentazione trattati con apparecchi dissipatori di rifiuti alimentari che ne riducano la massa in particelle sottili. Tutto ciò oltre a creare possibili problemi alle tubature e reti fognarie porta alla creazione di migliaia di tonnellate di fanghi di depurazione (con relativo problema di smaltimento e costi aggiuntivi) ed inficia l’incentivazione della raccolta differenziata degli scarti organici urbani.

Detto ciò, ricordiamo ciò che la Commissione Europea in data 20.11.2003 (risposta E-2935/03IT all’interrogazione dell’eurodeputato Monica Frassoni) ribadì con l’allora Commissario Loyola De Palacio in tema di energie rinnovabili e loro incentivazione prevista dalla direttiva 2001/77 e cioè che “la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile“.
Ciò veniva ricordato molto bene sul blog di Beppe Grillo, da lì nel dicembre 2006 fu publicizzata una petizione via internet che in Italia raccolse oltre 78.000 adesioni per l’abolizione di tali incentivi illegali secondo le normative europee.

I provvedimenti diventati legge in data 22 dicembre che ripristinano tali incentivi, rappresentano a nostro avviso un aiuto di Stato illegittimo che altera il mercato a favore dell’industria degli impianti d’incenerimento a discapito del settore della produzione di energie realmente rinnovabili (solare, geotermico, idrico, eolico etc.) come è inteso da parte della normativa europea (e quindi incentivabile) ed anche una concorrenza sleale nei confronti di chi nel settore dei rifiuti si occupa di prevenzione, riciclo, recupero e trattamento rifiuti anche con produzione d’energia diversa dalla combustione (es: raccolta differenziata domiciliare, compostaggio, digestione anaerobica con produzione di biogas, trattamento meccanico biologico, centri riciclo e recupero materiali tramite estrusione-trasformazione di materiali non riciclabili etc.).

Interventi, quelli di prevenzione/riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero lo ricordiamo, che sono prioritari per la normativa UE rispetto all’incenerimento, che non rappresenta l’unica forma di trattamento e/o recupero energetico da rifiuti. L’incenerimento anche con recupero eneregetico nella gerarchia d’interventi della direttiva UE è al penultimo posto.

Vi chiediamo quindi di aprire una procedura d’infrazione verso l’Italia e annunciamo altresì che come cittadini italiani chiederemo di rivalerci nel caso di una sanzione economica da parte della Commissione Europea , verso i parlamentari che hanno votato tali provvedimenti.

In attesa di un vostro gentile riscontro invio

Distinti Saluti

A nome del Gruppo Amici di Beppe Grillo di Villafranca di Verona
Carlo Reggiani

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6 Risposte to “Denuncia alla Commissione Europea inadempimenti del diritto comunitario”

  1. tarcisio bonotto Says:

    Egregio Carlo Reggiani,
    finalmente mi sento a mio agio perchè con questa lettera si combatte alla pari contro i politici che nulla fanno per il benessere collettivo, ma credo solo per sè stessi e per il mantenimento dello status quo.

    Complimenti, credo sia una strada da seguire, per tante altre “vertenze”.

    Saluti

    Tarcisio Bonotto
    Verona

  2. tarcisio bonotto Says:

    Aggiungo,
    Obiettivi: raccolta differenziata spinta (a Grezzana si raggiunge l’80%), impianto di trattamento a freddo per la parte biologica sul rimanente, e il secco o in discarica o alla centrale di Fusina…

    Saluti

  3. Elìa Says:

    BENE, smuoviamo le “coscienze dei cittadini” e smascheriamo l’INERZIA della “partitocrazia”!

    Grezzana raccoglie l’ 80% di rifiuto differenziato, una bella notizia!

    A CARLO e agli amici di Verona reattiva ho lanciato la proposta di verificare come viene riciclato il “differenziato” dall’AGSM!!!
    Con un bliz fotografico, seguiamo i mezzi della raccolta fino alle discariche o a Cadelbue….

    PORTA a PORTA SUBITO anche a VILLAFRANCA…..
    QUI non si muoverà NULLA se non provochiamo lo scontro “politico” (l’informazione e i solleciti non sono serviti granché).
    Su rifiuti e inquinamento permangono una insana INSENSIBILITA’ ed un’INEFFICIENZA da decenni!!
    E mi rincresce che pure il giovane amico Assessore all’ecologia comunale Alessio Adami (Lega nord) si dimostri poco attivo ……

    Elìa

  4. Matteo Olivieri Says:

    Grazie mille per aver ripreso la notizia. Se posso contribuire c’è da dire che , in un momento disperato come questo, con centinaia di lavoratori a spasso come col caso IRIS, il tritarifiuti o gli inceneritori sembrano poca cosa. In realtà il vero problema è proprio sul fronte del lavoro. Si punta su settori a bassissima tecnologia come i forni e le macine da lavandino, penalizzando le aziende che realizzano impianti per il riciclo dei materiali o impianti di codigestione anaerobica per il tratamento degli scarti organici a compost. Di fronte ad un presente grigio e ad un futuro incerto, le prospettive di sviluppi possibile anzi, necessari, svaniscono per chi si incapponisce ad approvare leggi GIA’ bocciate e già in mora da parte dell’UE.
    Grazie dell’attenzione

  5. Marco Fascina Says:

    Inviate la mail con la ricevuta di recapito riceverete questo messaggio.

    – Questi destinatari sono stati elaborati dal server di posta:
    SG-PLAINTES@ec.europa.eu; Inviato

  6. carloreggiani Says:

    Grazie a Matteo per aver lanciato l’iniziativa e per i contributi.
    E grazie a Marco con gli amici di Vicenza per aver aderito con noi.

    Grazie a tutti per il supporto!

    Non molleremo di certo sull’argomento rifiuti!

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