Rinnovo istanza sui contratti derivati, per mancata risposta formale alla precedente istanza

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Al Signor Sindaco del Comune di Villafranca
All’assessore al Bilancio del Comune di Villafranca
Al Segretario generale del Comune di Villafranca

Oggetto: rinnovo istanza sui contratti derivati, per mancata risposta formale alla precedente istanza.

Premesso che

–          In data 21 luglio 2008 è stata protocollata l’istanza ai sensi dell’art. 21 dello statuto comunale per conoscere l’entità e l’importo del prodotti finanziari a carico del debito comunale

–          Come prevede il regolamento comunale venga data risposta entro 30 giorni dal Sindaco nella seduta del Consiglio Comunale successivo all’istanza

–          L’Assessore comunale al Bilancio ha dato risposte  a mezzo stampa sul quotidiano l’Arena venerdi 15 agosto che qui riproduciamo:

VILLAFRANCA. Prodotto finanziari derivati
Il Comune punta su swap e incassa 428mila euro – L’assessore Maraia: «È una scommessa fatta sul debito»


Francesco Bommartini
Il Comune di Villafranca ha incassato 428mila euro in cinque anni investendo in uno swap (termine inglese che significa baratto) con le banche Monte dei Paschi di Siena e Banco di Brescia. «Si tratta di una “scommessa” fatta sul debito che il Comune aveva nel 2003 con la Cassa depositi e prestiti», spiega Riccardo Maraia, assessore al bilancio. «L’amministrazione precedente è stata brava a non pagare un tasso fisso del 5,9 per cento alla Cassa depositi prestiti perchè sul mercato c’erano tassi più vantaggiosi».
Lo swap scadrà il 31 dicembre 2012 ed è relativo a 12 milioni e 500 mila euro di mutuo contratti con la Cassa depositi prestiti. Maraia spiega: «Se il tasso d’interesse rimane sotto il 5,9 per cento le banche pagano la differenza al Comune. Se il tasso d’interesse viene superato, è il Comune a dover pagare la differenza con l’aggiunta di 3 punti di percentuale. Finora lo swap è stato a nostro vantaggio: abbiamo incassato 178 mila e 240 euro dal 2003. Altri 250 mila euro ce li hanno dati le banche al momento della firma dello swap. Ma se di qui al 2012 le cose si girassero? «L’amministrazione», risponde Maraia, «può recedere dal contratto in qualsiasi momento senza pagare alcuna penale. C’è anche la possibilità di rinegoziare l’accordo. Le banche ci fanno da advisor, cioè hanno il compito di controllare l’andamento dell’operazione e di avvertire il Comune in caso di cambiamenti significativi.
Qualora venisse raggiunto il limite massimo negativo del 5,9 per cento l’amministrazione potrà portarlo al 6,25 per cento». Il 21 luglio la lista “Grillo per Villafranca”, allarmata da una trasmissione che denunciava l’indebitamento dei Comuni che avevano investito in “prodotti finanziari derivati”,

Considerato che

–          Nel Consiglio comunale di martedi 30 settembre il Sindaco non ha riposto alla suddetta istanza, ma solo a quella riguardante l’asilo nido comunale

–          Allo scrivente o ad altri rappresentanti del gruppo Amici di Beppe Grillo non è giunta risposta scritta formale da parte dll’Amministrazione comunale

Chiede

–          se l’intervista rilasciata a mezzo stampa dall’assessore Maraia Riccardo rappresenta un parere personale sui contratti derivati che il Comune ha sottoscritto, oppure si tratta della posizione ufficiale dell’amministrazione comunale

–          di  avere copia del contratto stipulato con le banche indicate (Monte dei Paschi di Siena e banco di Brescia)

–          di poter conoscere il prezzo di uscita anticipata dal contratto, denominato “marktomarket”, stante le condizioni preoccupanti del mercato azionario internazionale e dei tassi di indebitamento ormai prossimi a quelli indicati dall’assessore nell’intervista.

–          Se non sussistano estremi di incompatibilità quando Maraia afferma che “Le banche ci fanno da advisor, cioè hanno il compito di controllare l’andamento dell’operazione e di avvertire il Comune in caso di cambiamenti significativi“, non potendo essere consulenti neutrali in quanto sono le stesse che hanno venduto propri prodotti e quindi parte interessata

–          Se non sia “più saggio” per un Comune contrarre debiti per opere di pubblica utilità, avendo comunque la possibilità di pagare gli interessi del debito, piuttoto che esporsi con un  terzo del debito comunale a prodotti finanziari di difficile controllo per chi non è esperto della materia.

Resto in attesa di risposta ed invio i più cordiali saluti.

Per la lista civica Grillo per Villafranca

Ivo Mondini

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