Energie rinnovabili: il nostro futuro

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L’energia fornita da fonti fossili non ha futuro, il petrolio sta raggiungendo il suo picco massimo di produzione, dopo del quale sarà sempre più difficile e più costoso produrre energia attraverso di esso, perchè allora non ci guardiamo intorno?

Con Il protocollo di Kyoto, noi dovremmo iniziare a preoccuparci non solo di come produrre la nostra energia, ma di farlo inquinando il meno possibile, per questo le energie rinnovabili sono il nostro futuro.

Una stella, forse la più importante, del nostro programma (non ce ne siamo dimenticati!) si occupava proprio di questo. La prossima crisi partirà proprio dall’energia e noi volevamo proporre una soluzione nell’immediato per concorrere a questo. Nel nostro programma avevamo inserito cosa occorre fare nel nostro comune, per salvaguardare gli sprechi di questa energia cosi costosa da produrre, rivediamo insieme:

  1. introdurre vincoli di progettazione per edifici a basso consumo di energia (casa passiva) su tutto il territorio comunale.
  2. incentivare la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (solare termico, fotovoltaico, geotermico, biomasse).
  3. semplificare e incentivare gli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici privati esistenti.
  4. stendere un piano pluriennale per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici.

La situazione economica per la maggiorparte dei nostri nonni non era delle migliori, vi ricordate la frase “STRASI OSI E FERO VECIO”, si recuperava e ci si ingegnava per riutilizzare tutto perche’ buttare voleva dire sprecare denaro e in quel tempo non potevano permetterselo. Oggi abbiamo il benessere e una tecnologia che possiamo sfruttare, abbiamo tante possibilità per produrre energia pulita e consumarla intelligentemente, ma non abbiamo più gli occhi allenati a vedere ciò che realmente ci serve, forse dobbiamo guardarci ancora una volta dietro le spalle, ma non per regredire ma per imparare a non lasciare da parte quella mentalità di economia e parsimonia che sono nelle nostre radici e che ci hanno permesso con tanta fatica di arrivare dove siamo.

Perchè l’energia non ci basta mai? perchè non sappiamo consumarla e produrla intelligentemente. Il nostro governo rincorre sistemi centralizzati costosi e pericolosi come il nucleare, quando la nostra soluzione è l’esatto opposto. Possiamo mantenere il nostro progresso anche senza sprechi, questo dev’essere il nostro futuro. L’obbiettivo e’ quindi produrre energia nel modo meno inquinante e consumarla in quello più intelligente.

Abbiamo tanti esempi di come si puo’ fare, sul nostro meetup li raccogliamo giornalmente, ci serve solo un po’ di coerenza per poter portare questo nel concreto.

Durante l’ultimo consiglio comunale abbiamo sentito che almeno le buoni intenzioni ci sono: si parlava di case popolari e criteri di costruzione vincolati a parametri di risparmio energetico (ah, lo so’ che siamo in Italia e le leggi ci sono ma non si rispettano: anche qui le normativa esiste dal 2006!)… speriamo non restino solo belle e inutili parole.

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4 Risposte to “Energie rinnovabili: il nostro futuro”

  1. carloreggiani Says:

    Siamo di nuovo (e uando mai abbiamo finito?) in guerra per il petrolio: Russia e Georgia, mentre si sfidano sui campi olimpici a Pechino, si bombardano e sparano in Olsezia per il PETROLIO! Non c’è petrolio da quelle parti. Però un fiume di petrolio diretto verso l’Europa corre nell’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan , che ha cominciato a funzionare appena un anno fa.

    Da http://blogeko.libero.it/index.php/2008/georgia-e-ossezia-guerra-per-il-petrolio:

    I combattimenti sono scoppiati in seguito al tentativo della Georgia, filo occidentale, di prendere il controllo della repubblica separatista filorussa dell’Ossezia del Sud. La Russia è intervenuta militarmente.

    Il resto dell’analisi su combattimenti e forze in campo lo lascio ad esperti di cose diplomatiche e militari. E passo a parlare del petrolio.

    L’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan misura 1770 chilometri. Da circa un anno ogni giorno trasporta oltre un milione di barili da Baku, in Azerbaijan, a Yumurtalik, in Turchia, dove è caricato su petroliere che lo consegnano all’Europa e agli Stati Uniti.

    Circa 249 chilometri dell’oleodotto attraversano la Georgia, e 55 cruciali chilometri sono nell’Ossezia del Sud.

    Questa è l’unica via di transito del petrolio proveniente dai ricchi giacimenti dell’Asia centrale e della zona del Caspio che evita sia sia l’Iran sia – almeno finora – la Russia.

    Ecco perchè mi pare che questa guerra non prometta assolutamente nulla di buono. Intendiamoci bene: nessuna guerra lo promette, o può portare ad alcunchè di buono. Però eviterei di trattarla come una guerricciola locale.

    Non è in gioco, mi pare, solo il controllo delle 95.000 anime e dei 3.900 chilometri quadrati che costituiscono l’Ossezia del Sud.

  2. laura tarantino Says:

    Infatti non è una guerricciola, ma così verrà considerata a livello europeo, visto che tutta l’Europa, ovviamente compresa l’Italia, non può assolutamente fare a meno del petrolio proveniente da lì.
    Ci si barcamenerà tra appelli e richieste formali di cessate il fuoco.
    E del resto, chi ha voglia nell’opulenta Europa di rinunciare all’utile, quando già non si può fare a meno del futile ?
    Anche io non saprei vivere senza auto, frigo, condizionatore.
    E la politica non può chiedere sacrifici, quando non mostra di saperne fare.
    Credo però che da qualche intelligente politico ci si debba aspettare una spinta verso un giusto mix di consumo responsabile, incentivi per la ricerca, utilizzo di fonti già ora disponibili.
    Il punto è che chi decide ha in genere una cultura media, se non mediochre della materia. Come i cittadini che li votano ….
    Chissà, forse sarà la natura stessa a decidere per tutti noi.

  3. Neclord Says:

    Questi argomenti mi interessano parecchio, sono un forte sostenitore delle energie rinnovabili, oppositore del nucleare (falsa promessa) e certamente, a parte la mia ninja, sono dell’idea che il petrolio ci sta condannando tutti.
    Esistono studi e scoperte in campo energetico che sono all’ordine del giorno. Il Mit di Boston ne è l’esempio in fatto di pubblicazione di sviluppi sul fotovoltaico. Il problema è che fin tanto che non interesserà alle Lobby di potere, il petrolio continuerà a far vittime e a controllare i mercati.

  4. Corazon Says:

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