Adesso basta darcela a bere!

by

Brocca

Il tema è l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti oggi e che sgorgherà tra qualche mese, cari concittadini di Villafranca!

da L’Arena del 24/06/2008:

VILLAFRANCA. Michele Sommaruga ha sporto denuncia ai carabinieri: svanite dalla sua casa di Verona sei cartelle con i sondaggi in cava Caluri, giallo alla discarica Il geologo: «Sparite le carte».
Ma, come in un gioco di magia, le delicate perizie ricompaiono nel garage dell’Ufficio Ecologia

Ma cosa c’era scritto in questa relazione del Sommaruga? In attesa di poter leggere la relazione, troviamo degli stralci nella cronistoria sulla discarica di Caluri:

[11.04.2005] I Tecnici Sommaruga e Farina incaricati dal Comune di Villafranca presentano le “Osservazioni tecniche sullo studio di impatto ambientale” rilevando che:

(…) Si fa presente che sia nel lotto 2 che nel lotto 3, sia stata rilevata la presenza di rifiuti non conformi ai dettami autorizzativi,ed il lotto n. 2 è stato messo in sicurezza e non bonificato, Tale soluzione è stata applicata vista l’impossibilità di un intervento di asportazione radicale di tutti i rifiuti già messi a dimora.

Lo studio d’impatto ambientale presentato non tiene conto della situazione del sottosuolo della ex cava, che fu ampiamente studiata e verificata dai tecnici del Comune dal febbraio 1990 al marzo 1991. Si accertò innanzitutto che la cava era stata sovraescavata per un totale di 282.393 mc rispetto all’ammissibile, In secondo luogo si scoprì che il fondo cava era stato interrato sino a 10 m dal piano campagna utilizzando materiali assimilabili a categorie merceologiche non idonee allo stoccaggio libero: rifiuti speciali, rifiuti urbani e inerti per demolizioni in percentuali variabili dal 36,47% al 39% del totale conferito.):

Nei controlli chimici che vennero attivati dall’ ARPAV, dall’anno 1996 in poi si accertò la compromissione del chimismo della falda da monte a valle in rapporto alla cava-discarica

La zona della cava-discarica di Caluri si trova in una porzione di estrema vulnerabilità della pianura veronese, in quanto interna alla fascia di ricarica degli acquiferi.

I sedimenti sotterranei ospitanti la falda sono costituiti da alluvioni prevalentemente ghiaiose-sabbiose, aventi in zona lo spessore di almeno una settantina di metri, ciò comporta che, almeno sino a questa profondità, l’acquifero è da considerarsi indifferenziato e pertanto estremamente vulnerabile; d’altronde, come noto, ci troviamo in piena zona di ricarica degli acquiferi. Il fondo di tutta la cava-discarica, ospita mediamente uno spessore di 2,25 metri di materiali di riporto di cui circa il 38% è costituito da rifiuti assimilabili agli speciali, agli urbani e agli inerti, che risultano imbevuti di acqua di falda per il 50% del loro spessore in anni di scarsa alimentazione idrica e completamente sommersi in anni di ricarica pingue.(…)
Tali elaborazioni confermano l’avvenuto peggioramento della qualità dell’acqua di falda al di sotto dell’area di discarica da monte verso valle, in armonia col senso di deflusso della falda e con la presenza sul fondo cava di riporti con abbondanti rifiuti di varia tipologia
(circa 38% del totale) e dei lotti 2 e 3 della discarica di II categoria tipo B.

Infine sottolineiamo che, tenendo conto della velocità reale di scorrimento della falda accertata dall’ Ing. Santo Cozzupoli (Tecnico della B.Beton) pari a 1,66 metri al giorno, i tempi di attraversamento della falda dalla cava-discarica ai pozzi acquedottistici distanti rispettivamente 3900 m e 5730 m, teoricamente valutati nello studio di VIA in 8,9 e 13 anni sono in realtà ridotti di circa il 25% e cioè a 6,5 e 9,5 anni.

Va comunque evidenziato che il pozzo per approvvigionamento potabile umano più prossimo alla discarica è quello ubicato circa 200 a valle della stessa, appartenente all’ Aeronautica Militare, che si è infatti dotata di un pozzo autonomo. A tale pozzo gli inquinanti potrebbero pervenire dopo soli circa quattro mesi, rendendo impossibili o ridotti al limite i tempi di approntamento di interventi di bonifica e messa in sicurezza.

ARPAV, Acque Veronesi, Sindaco: spero darete presto delle spiegazioni ai cittadini su cosa esce dai rubinetti del nostro acquedotto oggi e cosa uscirà tra 3 anni! E che sia chiaro che non ci basta certo sapere che è tutto a norma di legge!

Ribadiamo la richiesta già fatta ad Acque Veronesi e ribadita in campagna elettorale: vogliamo i dati della qualità dell’acqua nelle bollette e vogliamo sapere da chi, quando, dove e come vengono eseguite le analisi!

PS: sul sito del comune è comparso l’ordine del giorno del consiglio di lunedì 30 giugno 2008. Un unico punto: “COMUNICAZIONI DEL SINDACO”. Invitiamo i cittadini a venire con noi ad ascoltare.

Annunci

Tag: , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: