Il sindaco del Piave

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Regione Veneto

Il nostro sindaco ci ha spiazzati tutti: durante l’ultimo consiglio comunale, dopo aver lasciato fare scaramuccia minoranza e maggioranza per buoni 15 minuti (vedi il video parte 1 e inizio parte2), ha annunciato ai presenti(!) di essere uno dei più convinti sostenitori nonchè fautore del patto dei “sindaci del Piave” per un federalismo dal basso.

I leghisti presenti nel nostro consiglio comunale avevano appena finito di dichiarare questa iniziativa come “ridicola, sbagliata e inutile” (consigliere Dalto: “Questa mozione è limitata ad una elemosina“, prima ancora Beghelli e Dalfini sugli stessi toni): per loro bisogna attendere il federalismo fiscale “made in padania” che Bossi & C. starebbero architettando a Roma e boicottare questi tentativi di superamento da destra e sinistra sul tema del federalismo. Tra i “sindaci del Piave” ci sono infatti sindaci di ogni schieramento politico nel patto, oltre al governatore Galan.

Faccioli ha chiesto e ottenuto dalla minoranza una apertura di credito nei confronti del suo operato, del suo impegno a coinvolgere e far entrare nel “patto” anche i sindaci veronesi e quindi aggiungerli ai gia’ 300 sindaci veneti che trasversalmente stanno sostenendo una proposta di legge per trattenere il 20% dell’IRPEF prodotta dai veneti in Veneto. Sempre Faccioli ha annunciato di aver già iniziato i contatti con l’onorevole Giorgetti per preparare la discesa a Roma dei veneti a sostegno di questa richiesta di federalismo fiscale.

Da quello che si è visto in consiglio comunale, penso che presto ne vedremo delle belle! La minoranza ha infatti chiesto al sindaco di relazionare al consiglio comunale i risultati dei suoi contatti di questi giorni.

Intanto prepariamoci a pagare l’unica tassa “federalista” che è rimasta dopo l’abolizione dell’ICI: l’addizionale comunale IRPEF introdotta dal commissario.

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2 Risposte to “Il sindaco del Piave”

  1. cesare cerchio Says:

    mi pare che l’idea di collaborare con i sindaci del territorio analizzando problemi, opportunità e strategie sul territorio comuni sia condivisibile ed auspicabile; operare insieme pianificando azioni comuni sul territorio riduce i costi e può migliorare la vita dei cittadini; la finalità prima deve essere quella di focalizzare i problemi condivisi dalla popolazione e fare un piano attuativo che risponda ai reali bisogni dei cittadini a prescindere dall’interesse individuale dei sindaci…..

  2. Elìa Says:

    Sì, però il tema è il pericolo della strumentalizzazione dell’iniziativa (da sinistra e da destra) e che la Lega rivendichi solo a scopo propagandistico la primogenitura del federalismo fiscale “vero” (io ricordo che il federalismo fiscale solidale era uno dei principali obiettivi anche dei Verdi già 15 anni fa!).
    In più va ricordato pure che già da 3-4 anni una quota dell’Irpef, pagata dai cittadini di ogni comune, viene accreditata dallo Stato nelle entrate comunali con una voce DISTINTA dai generici TRASFERIMENTI statali.

    Il vero stringente problema dei sindaci credo sia pure di natura Finanziaria. Presto si troveranno in difficoltà nei pagamenti della gestione ordinaria, perché gli introiti dell’ICI sarebbero entrati nelle casse in questi giorni, mentre non si sa ancora quando lo Stato trasferirà l’importo a compensazione di quell’imposta tolta.

    Elìa

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