Comitato Organizzatore: C. Modonesi, C. Panizza e GP. Velo
Sezione Provinciale di Verona – ISDE Italia Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Verona
Qui sotto trovate anche i singoli interventi dei relatori:
L’Arena Domenica 10 marzo 2013 – CRONACA – Pagina 19
CIBI E SALUTE. L´associazione medici per l´ambiente fa il punto sui fitofarmaci e sollecita più informazioni ai cittadini
«In campagna troppi pesticidi
Utilizzarne meno e meglio»
Il farmacologo Velo: «Servono i 600 prodotti oggi in commercio o è solo business? Migliorare gli studi clinici sugli effetti tossici»
Un´irroratrice di fitofarmaci in un campo
Oltre ottomila prodotti in commercio, che utilizzano all´incirca 600 principi attivi di cui poco o nulla si sa. E che nove volte su dieci vengono irrorati sulla frutta, la verdura e i prodotti animali con cui ci alimentiamo. Un giro d´affari miliardario gestito da multinazionali.
SOSTANZE CHIMICHE. Sono alcuni numeri della galassia pesticidi, ossia tutte quelle sostanze chimiche che – da sole o in associazione fra loro – vengono utilizzate per proteggere le coltivazioni dagli assalti di insetti, funghi, muffe e roditori. I consumatori italiani li conoscono e li temono, eppure di pesticidi e fitofarmaci, sino a oggi, a parlare sono soprattutto le associazioni ambientaliste, mentre il mondo scientifico resta alla finestra. Per avvicinare i medici alle tematiche della salute ambientale, la sezione veronese di Isde (Associazione medici per l´ambiente) ha organizzato ieri mattina, nella sala covegni dell´Ordine dei medici, un incontro su “Pesticidi e salute”, con gli interventi di medici del lavoro, un pediatra, uno zoologo e un agronomo.
INFORMARE I MEDICI. Spiega il presidente di Isde Verona, professor Giampaolo Velo: «È doveroso che i medici comincino a interessarsi di queste tematiche, per essere poi in grado di fornire le necessarie informazioni ai loro assistiti».
PESTICIDI E FARMACI. «Per i pesticidi», chiarisce il farmacologo, «occorre l´approccio usato con le medicine. Ogni farmaco, è un dato di fatto, provoca un piccolo o grande effetto indesiderato, ma con gli studi approfonditi e soprattutto l´utilizzo a lungo termine siamo in grado di valutare il rapporto fra rischio e beneficio, così da decidere se rinunciare all´utilizzo di un dato farmaco. Con i pesticidi questo approccio è impossibile; le variabili in campo sono troppe e soprattutto il mercato continua o offrire prodotti nuovi. Il mio suggerimento? Sono realista. Azzerare l´uso dei pesticidi è impossibile, ma sarebbe già un buon punto di partenza rispondere a una domanda apparentemente banale: in Italia servono tutti i prodotti oggi in commercio oppure è solo business? Cominciamo a ridurne il numero e a usarne meno, così sarà più facile studiarne gli effetti indesiderati».
PESTICIDI E UOMO. I dati scientifici sulle conseguenze dei pesticidi sull´uomo e sull´ambiente sono tanti e pochi ormai li contestano. Il dottor Celestino Panizza, medico del lavoro alla Asl di Brescia, ne ha elencati alcuni: negli agricoltori che utilizzano pesticidi le percentuali di tumori al cervello, alla prostata e alla pelle sono maggiori. Nei loro figli sono più elevate le possibilità di patologie congenite. Si ritiene che le api siano a rischio per i troppi pesticidi, mentre le particelle velenose finite nelle acque di alcuni laghi hanno provocato una mutazione sessuale in alcune specie di pesci. E tracce di pesticidi spesso vengono riscontrate in campioni di latte materno.
BIOLOGICO E´ MEGLIO? L´agricoltura biologica può aiutarci a ridurre la mitridizzazione da pesticidi? «L´agricoltura biologica, ossia che non usa fitofarmaci e antibiotici, è sicuramente un aiuto, ma non un elisir di lunga vita», ha spiegato l´agronoma Cristina Micheloni, «a patto che il consumatore accorci il più possibile la filiera. Più passaggi ci sono, più alta è la possibilità di contaminazione. E bisogna rivolgersi a produttori certificati. I recenti scandali, gli abusi del marchio biologico, se da un lato preoccupano, dall´altro devono tranquillizzare: significa che i controlli vengono fatti a regola d´arte». P.COL.
Abbiamo partecipato alla serata organizzata dal comitato contro il nuovo casello di Dossobuono in cui si parlava della qualità dell’aria a Villafranca.
Villafranca ha già dato anche troppo, sia per attraversamento di aerei che di traffico che sono la principali cause di inquinamento come è stato fatto vedere da ARPAV. E’ ora che trasformiamo questo fantomatico sviluppo in vere e proprie compensazioni ambientali per tutto il nostro territorio frazioni comprese.
Abbiamo visto come funziona, se non ci si mette seriamente a protestare le cose restano sempre in secondo piano e a volte non basta nemmeno quello.
Come finirà con questa nuova discarica a ridosso di Quaderni? Vedremo, ma visto che siamo in un momento di attenzione della politica su questi temi, ci chiediamo: possiamo preoccuparci solo delle discariche di Ca Balestra/Baldassarre?
Da tempo ci chiediamo (e chiediamo alla nostra amministrazione di Villafranca):
Il comune fa assemblee pubbliche per la discarica Ca’ Balestra, ma perché non informa i cittadini anche su quella di Caluri? Quali zone rimangono ancora da bonificare? Quando verranno bonificate? Esiste un piano? Da dove arriveranno i finanziamenti per farlo? Esistono sul territorio altre problematiche da risolvere anche al di fuori del nostro comune dove è necessario intervenire?
Infatti non solo il comune di Valeggio con le sue scelte sta mettendo in pericolo la salute e l’ambiente anche a Villafranca: Beniamino Sandrini dal blogViviCaselle scrive al nostro sindaco Mario Faccioli per sapere se Villafranca si sta preoccupando della bomba ambientale ai confini settentrionali del suo comune chiamata discarica Siberie di Sommacampagna:
SuperMario: raccogliamo il tuo saggio avvertimento dalle pagine de L’Arena e te lo rilanciamo subito: “vogliamo evitare di rincorrere situazioni sulle quali si può mettere la parola fine oggi, con uno sforzo politico collettivo“.
AGGIORNAMENTO (5/2/2012): ASSUNZIONI PERSONALE Il capitolo assunzioni è uno di quelli già messi a fuoco dalla Procura dopo le dichiarazioni dell’ex consigliere di amministrazione Franco Pennacchia che di questo si occupava. Maresciallo dell’aeronautica in pensione, titolare di un’azienda, è lui che all’inviato di La7 spiega che pretende il 27% di assunzioni. Lui aveva la delega per occuparsi di questo. E negli uffici delle risorse umane nella primavera 2011 arrivavano pacchi di curriculum vitae e segnalazioni, mettendo in grave imbarazzo i funzionari.
AGGIORNAMENTO (4/2/2012): Il procuratore di Verona Schinaia apre un’inchiesta sul Catullo. Consigliere (nonchè capogruppo PDL e primo sostegno della giunta Faccioli) Pennacchia: forse non solo a noi le tue dichiarazioni hanno fatto venire in mente una parola: DIMISSIONI!
L’aeroporto di Brescia è di proprietà di quello di Verona che a sua volta è di proprietà degli enti locali: Provincia di Verona, Trento, Brescia e dei comuni di Villafranca e Sommacampagna.
Ogni anno Montichiari perde 5 milioni di euro e negli ultimi 10 anni ha prodotto un buco di 90 milioni di euro.
Finiti i contributi per incentivare le compagnie low cost l’aeroporto di Brescia è diventato un fantasma che nell’ultimo anno ha perso 4 milioni 600 mila euro.
Bortolazzi, ex presidente del Catullo, nella sua intervista dice chiaramente che le persone che compongono il consiglio di amministrazione sono nomine puramente politiche che rispondono solo ai partiti di appartenenza.
E Francesco Pennacchia, consigliere nonchè nuovo capogruppo del pdl nel consiglio comunale di Villafranca, rincara la dose affermando che è un obbligo prendere le persone segnalate a seconda delle quote proprietarie dell’ente. Infatti dice:
“La provincia di Verona quanto ha di quote? il 20…22…23… e il comune di Villafranca quanto ha il 4%? siamo a 27 quindi “NINO” ìo voglio il 27% delle assunzioni”.
Insomma non c’e che dire: un vero esempio di trasparenza e meritocrazia! Specialmente alla spalle dei cittadini di Villafranca che da anni non hanno ancora visto un minimo di compensazione ambientale!
Caro sindaco Mario Faccioli,invece di mandare le ruspe per togliere un innocuo cartello donato dai cittadini al NOSTRO Parco Urbano del Tione, sarebbe ora che insieme alla tua giunta facessi veramente qualcosa per salvaguardare la salute dei tuoi cittadini. A cominciare dal verde che è sempre poco per tutto quello che subiamo dal traffico di attraversamento sia stradale che aereo (ricordiamoci che la giunta Faccioli per ora ha solo tagliato alberi, vedi via Bixio!).
Abbiamo bisogno di un parco a Villafranca! Un parco fatto di alberi, non di un parco giochi meccanici, notoriamente incapaci di produrre ossigeno e assorbire pm10!
Caro sindaco Faccioli, considerato che come cittadini di Villafranca possediamo (ancora per quanto non lo sappiamo) il 4% di quote della società Catullo, invece delle INUTILI “poltrone”, per una volta vuoi provare ad impegnarti veramente per il bene dei tuoi concittadini e portare a casa qualche compensazione ambientale per la città di Villafranca?
Simone Bernabè e Carlo Reggiani
PS: le elezioni amministrative si avvicinano e un nuovo comune veronese è stato abbandonato dalla “politica”! Un in bocca al lupo agli amici di Gazzo Veronese, ai quali continueremo a dare tutto il nostro supporto insieme ai gruppi di Verona e San Giovanni Lupatoto. Noi non molleremo mai.
Sabato 29 Ottobre 2011 abbiamo partecipato alla giornata organizzata dal Dott. Giovanni Beghini che ringraziamo insieme ai relatori, sul tema dei pesticidi e dei loro effetti sulla popolazione.
Vi proponiamo tutti i video degli interventi, rimarcando che occorre sempre maggiore trasparenza e informazione su questi temi importantissimi, perciò ve ne consiglio caldamente la visione.
Dott. Giovanni Beghini, MMG, San Floriano, Verona ci introduce sul tema:
Dott. Gianbattista Montanari, Sian ULSS 22 ci parla delle normative che regolano l’uso dei pesticidi e dati delle vendite del 2009 nella regione Veneto e dei risultati dei controlli effettuati nel 2010:
Dott. Giuseppe Mastrangelo, Clinica del Lavoro di Padova ci parla degli effetti cronici non cancerogeni e cancerogeni dei pesticidi:
Dott. Silvia Zanini, Verona pediatra ci parla di ambiente e salute dei bambini:
Dott. Ernesto Burgio, ISDE Scientific Office ci parla di tossicogenomica e epigenetica, come i pesticidi influiscono sul DNA e lo trasmettono alle generazioni future:
Dott. Enrico Marchesini, fitopatologo Agrea ci parla del perchè si usano i pesticidi e come si usano:
Dott. Roberto Magarotto, oncologo Ospedale di Negrar ci parla degli effetti dei pesticidi:
Dott. Carlo Pomari, Pneumologo Ospedale di Negrar ci parla di conseguenze dell’esposizione dell’apparato respiratorio ai prodotti chimici:
Dott. Daniele Degl’Innocenti, Ricercatore Università di Verona ci parla di pesticidi nell’alimentazione:
Abbiamo partecipato come gruppo alla serata organizzata dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Verona che ringraziamo.
Moderatori: GP. Velo e G. Beghini
Vi pubblichiamo gli interventi dei relatori:
Monitoraggio degli inquinanti nei suoli del Veneto: Paolo Giandon, ARPAV, Dipartimento di Treviso
Effetti respiratori degli inquinanti ambientali: Silvia Tognella, ULSS 22, U.O. di Pneumologia, Bussolengo (VR)
Che aria respiriamo? Sorgenti e inquinanti aerodispersi a Verona: Francesca Predicatori, ARPAV, Dipartimento di Verona
Esperienze e nuove sfide sulla conoscenza degli effetti sulla salute in aree prossime ad inceneritori nella Regione Emilia-Romagna: Paolo Lauriola, ARPAER, Dipartimento di Modena
Rischi per la salute infantile da esposizione ad inceneritori: Patrizia Gentilini, Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE ITALIA, Sezione Provinciale di Forlì
Rischio di sarcoma ed emissione di diossina da inceneritori: Paolo Ricci, Osservatorio Epidemiologico, ASL Mantova.
Se li avete ascoltati attentamente, rimane da fare una sola cosa: facciamoci sentire! Partecipiamo alla manifestazione del 22 Ottobre! la salute nostra e quella dei nostri figli non può passare al di sotto di altri interessi. Non abbiamo bisogno di questi impianti, oggi serve RIUSARE RIDURRE RICICLARE!
Da tempo ci chiediamo: “ma il Catullo sarà veramente sviluppo per Villafranca? Quali compensazioni sono state fatte nella nostra città per ricevere ogni giorno tutto questo inquinamento? Abbiamo dei dati? Sono stati fatti degli studi seri indipendenti? In quali zone? E i cittadini di Villafranca cosa ne pensano?“
Certo la vicenda di Malpensa non ci conforta molto, l’unica cosa che sappiamo come sempre è che abbiamo le PM10 alle stelle. Ed il resto delle sostanze inquinanti?
Seguendo i lavori del nostro consiglio comunale negli ultimi anni (compresa l’ultima seduta di venerdì scorso) ancora non siamo riusciti a conoscere un dato fondamentale: Quanti sono gli introiti che il comune riceve dall’aeroporto Catullo?
Detto e fatto! Abbiamo presentato un’istanza in merito e ora attendiamo risposte:
Al Signor Sindaco del Comune di Villafranca
e P.c. All’Assessore comunale all’Ambiente
Al Presidente del Consiglio comunale
Oggetto: ISTANZA sugli introiti ricevuti dall’ Aeroporto Valerio Catullo, ai sensi dell’art 19 dello Statuto comunale
che l’aeroporto Catullo dovrebbe già fare la raccolta porta a porta in quanto entrambi i comuni di Villafranca e Sommacampagna hanno già adottato questo sistema;
che la riuscita di una buona raccolta differenziata anche sull’aeroporto influisce sulla diminuzione delle tariffe della TARSU pagate dai cittadini;
1. se il Comune di Villafranca riceve direttamente, e con quale periodicità l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco,
2. di conoscere l’esistenza di eventuali altri proventi versati dell’Aeroporto Catullo al Comune di Villafranca a titolo di compensazione per l’impatto ambientale dell’infrastruttura sulla città e con quale periodicità,
3. quale sia la destinazione dei proventi dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco e di eventuali compensazioni per impatto ambientale.
4. a quanto ammonti il totale dell’imposta TARSU non versata dalla società Aeroporto Catullo per tutti i periodi di imposta arretrati.
5. di poter visionare il contratto in essere con la società AMIA in particolar modo l’organizzazione del servizio di raccolta porta a porta.
6. di conoscere se è in progetto il passaggio dalla tassa TARSU alla tariffa TIA con politiche tariffarie atte a far pagare in base alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotto, incentivando invece con sconti e abbuoni pratiche di riduzione dei rifiuti come compostaggio domestico e uso di pannolini lavabili
In attesa di un cortese riscontro nei termini stabiliti dallo Statuto, porgono distinti saluti.
L’Europa in materia di tutela ambientale ci parla chiaro e applica il principio di massima precauzione che coinciderebbe nel nostro caso con la VIA, perciò possiamo dire dopo il danno, la beffa.
[Articoli comparsi su L'Arena di Verona di sabato 12 marzo 2011]
Riciclaggio rottami, la Colfer può far partire il nuovo centro
VILLAFRANCA. Il progetto ha superato l’esame della commissione provinciale per la valutazione di impatto ambientale. La ditta ha ottenuto la licenza e aprirà tra due mesi nel capannone costruito in via Sommacampagna Sarà chiuso il sito a Coronini che fu sequestrato
Villafranca. Il progetto del nuovo centro di riciclaggio dei rottami della Colfer, nel grande capannone a ferro di cavallo di via Sommacampagna, ha superato l’esame della commissione provinciale per la valutazione dell’impatto ambientale (via). Il 22 febbraio scorso, con una determinazione, l’ingegner Carlo Poli, responsabile del settore Ambiente di Palazzi scaligeri, ha sancito la conclusione dello screening, cioè l’esame ambientale del progetto. Proprio Poli, il 12 luglio dell’anno scorso, dispose che disegni e relazioni sul centro di riciclaggio fossero vagliati dalla commissione ambientale. E concesse una proroga al completamento dell’impianto entro il prossimo 7 settembre. La decisione di sottoporre gli incartamenti al gruppo di tecnici si basò sul fatto che, nel frattempo, erano state apportate modifiche al piano approvato dalla Provincia nel 2005 e nel 2007. Le nuove variazioni ottennero un permesso in sanatoria del Comune nel 2009. Le innovazioni riguardano gli uffici, i parcheggi e l’aumento in altezza del capannone di stoccaggio dei rottami e delle materie prime seconde (mps), per un utilizzo più agevole dei ragni per spostare materiali. Dopo aver ricevuto i documenti, gli esperti ambientali hanno ritenuto sufficienti le relazioni, elaborate dalla Colfer, con le proiezioni della futura attività del sito. Poli, in base al parere della commissione riportato nel verbale del 10 febbraio, ha escluso la necessità di sottoporre il piano ad un’ulteriore e più lunga valutazione di impatto ambientale. Il dirigente, inoltre, ha prescritto alla Colfer alcune azioni obbligatorie, una volta avviato l’impianto. Poli ha stabilito che «vengano effettuati, con gli impianti in esercizio, appositi monitoraggi acustici, sia per i valori di fondo, sia per quelli differenziali, relativamente alle abitazioni più vicine». I controlli, secondo il tecnico, «dovranno avere cadenza annuale, per almeno tre anni». Il provvedimento è stato inviato al titolare della Colfer, Roberto Cobelli, e al Comune. Ora serviranno un paio di mesi perché il centro entri in funzione, il tempo necessario per chiedere e ottenere dalla Provincia la licenza finale. Intanto la ditta continuerà a commerciare, senza lavorarlo, il materiale già pronto per le fonderie. L’avvio del capannone, secondo i patti con l’amministrazione scaligera, consentirà la chiusura del vecchio sito per il riciclaggio, sempre della Colfer, a Coronini, ai piedi della collina di Custoza. Questo impianto, dal 21 dicembre del 2009 al 28 giugno del 2010, fu sequestrato dalla magistratura, in seguito a irregolarità rilevate dall’Arpav. Il centro, che aveva creato disagi ai residenti, una volta bonificato fu riaperto: l’attività in questi giorni è minima. Nelle relazioni depositate in Provincia, la Colfer evidenzia che la dismissione del vecchio sito porterà un miglioramento alla zona di Coronini. E alleggerirà la viabilità sulla provinciale per Valeggio e sulla comunale per Custoza. Il capannone di via Sommacampagna, completato nell’aprile 2010, fu autorizzato dalla Provincia. L’edificio finì al centro di polemiche, per l’impatto sulla campagna. Gli Amici di Beppe Grillo di Villafranca definirono la costruzione, su area a destinazione agricola, in deroga al piano regolatore, un «ecomostro». Il Comune sospese i lavori per le difformità, oggi sanate, tra il piano depositato e le reali dimensioni del complesso. Fabio Tomelleri
Al massimo entreranno 53 camion al giorno. L’edificio di via Sommacampagna che assorbirà l’attività del centro di riciclaggio dei rottami a Coronini, è stato realizzato perché si trova più vicino al casello autostradale di Sommacampagna. La Colfer, che è proprietaria dello stabile, ha costruito a sue spese la rotatoria del capitello di San Luigi, in via Portogallo, che consentirà ai tir provenienti da Sommacampagna di entrare nell’impianto senza intralciare il traffico. L’azienda ha previsto che, al massimo della produzione, corrispondente a 1.660 tonnellate di rottami e mps (materie prime seconde) al giorno, ci saranno circa 53 camion in entrata e in uscita dal centro di riciclaggio. Cioè 6,6 passaggi all’ora, evitando le ore di punta.F.T.
Ma vi ricordate le dichiarazioni dei referenti politici in Regione Veneto dei nostri amminstratori villafranchesi su L’Arena del 30 aprile 2009 (qui la pagina con gli articoli)?
Massimo Giorgetti (ex-assessore regionale ai lavori pubblici, veronese, AN, ora PDL) “non esistono sufficienti motivi per dire di no“
Sandro Sandri (ex-assessore regionale alla sanità, veronese, Lega Nord): “non sapevo che la popolazione fosse contro la discarica“ [per la cronaca: c'è un comitato che si batte contro la discarica di Caluri da 25 anni!]
La giunta Galan, sconfessando una tardiva delibera del consiglio comunale di Villafranca, aveva appena dato voto favorevole alla nuova discarica di Caluri approvando la relazione di VIA regionale sul progetto ex Bastian Beton e ora Rope Srl per l’apertura di una nuova cava nell’area del sito già famoso per le gravissime violazioni e versamenti di materiali pericolosi ancora non completamente identificati e che ancora giacciono a mollo nella falda acquifera che scorre sotto Caluri.
C’è voluto l’intervento dei nostri “vicini di casa” per dare voce ai cittadini di Villafranca: grazie alla doppia vittoria (prima al TAR, ora anche al Consiglio di Stato) del ricorso presentato dal Comune di Povegliano, il progetto della nuova discarica di Caluri è stato fermato.
E adesso il consigliere regionale (non più assessore) Giorgetti avrà la possibilità di spiegare ai cittadini villafranchesi come mai il Consiglio di Stato una motivazione per fermare la discarica l’ha trovato (ripetendo per altro le stesse parole nostre e del comitato di cittadini). Dall’articolo su L’Arena di oggi:
Il presidente [del Consiglio di Stato, NdR] Pier Giorgio Trovato, e gli altri magistrati, nella sentenza hanno evidenziato il «rischio potenziale di pregiudizio, idoneo a giustificare l’attribuzione al Comune di Povegliano, della qualifica di ente interessato dall’impatto ambientale della discarica». Hanno sottolineato che il paese potrebbe essere toccato dall’eventuale propagazione di inquinanti, poiché esistono nel suo territorio due pozzi dell’acquedotto, a valle del sito della Rope. I giudici hanno rilevato «la sussistenza di una ridotta, e quindi evidentemente non esclusa, possibilità di contaminazione della falda freatica, da parte del percolato».
E già che ci siamo, considerato che parliamo di inquinamenti delle falde, a che punto siamo con la ricerca dei responsabili dei versamenti di atrazina che ancora risultano (entro i limiti di legge grazie ai filtri funzionati) nalle analisi dei pozzi di Cadellora?
Il sindaco nel consiglio comunale dello scorso 29 ottobre 2009 annunciò di aver coinvolto prefettura e enti provinciali per cercare i responsabili dell’uso di sostanze vietate e pericolose anche fuori dai nostri confini comunali. I cittadini di Villafranca e, a questo punto, di Povegliano attendono risposte.
Al signor Presidente del Consiglio comunale del Comune di Villafranca (VR)
e p.c.
Al signor Sindaco del Comune di Villafranca (VR)
all’Assessore all’Ecologia del Comune di Villafranca (VR)
Villafranca 18 febbraio 2011
Oggetto: “Un albero per ogni neonato” – Domanda di attualità al Consiglio Comunale (art. 21 dello Statuto comunale, art. 47 del Regolamento) in osservanza della legge 29.01.1992 n. 113 I sottoscritti cittadini di Villafranca,
Premesso
che la legge del 29.01.1991 n. 113, obbliga per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato,
che il Consiglio dei Ministri del 12/3/2010 ha approvato, su proposta del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, un disegno di legge sul Verde Urbano che punta a promuovere l’ampliamento degli spazi di verde urbano e la “cultura del verde”, con la motivazione che «Gli alberi – spiega il Ministro – non sono solo essenziali elementi di “arredo” ecologico per le nostre città ma anche grandi fornitori di “servizi ambientali”. Infatti un singolo albero è in grado di fornire abbastanza ossigeno per 10 persone e di assorbire, a seconda delle dimensioni, da 7 a 12 kg. di emissioni di CO2 all’anno. Inoltre, gli alberi riducono l’inquinamento acustico e possono farci risparmiare sino al 10 % del consumo energetico» (da http://www.minambiente.it),
che, sempre relativamente al DDL approvato dal consiglio dei ministri dello scorso 12/3/2010, il ministro Prestigiacomo ha ben precisato quale sia l’orientamento del Governo nei confronti degli indirizzi per le amministrazioni comunali: “ll decreto punta a rendere effettivo per i comuni l’obbligo di piantare un albero per ogni nato modificando la normativa vigente e rendendola più cogente per i sindaci. In particolare si abbreviano i tempi per la messa a dimora dell’albero portandoli da 12 mesi a 30 giorni. Analogamente si stabilisce che entro 30 giorni dalla nascita del neonato il comune informi la famiglia sul luogo esatto in cui l’albero è stato piantato. Si impone quindi ai comuni di effettuare entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge un censimento degli alberi piantati nelle aree pubbliche. Due mesi prima del termine del mandato il sindaco dovrà rendere pubblico il “bilancio arboricolo” del Comune, evidenziando il rapporto fra gli alberi piantati all’inizio ed alla fine del ciclo amministrativo”,
che molti comuni, allo scopo di migliorare le condizioni dell’aria, hanno varato un “piano verde” di forestazione del territorio,
che il 27 gennaio u.s. il comune di S. Giovanni Lupatoto ha posto le prime piante di un Piano verde di 6mila alberi realizzato nell’ambito del progetto della Regione Veneto «Foresta Veneto: forestazione e formazione per progettare lo sviluppo sostenibile» (progetto al quale partecipano anche i comuni di Zevio e San Martino Buon Albergo),
rivolgono le seguenti domande all’Amministrazione comunale:
in relazione alle prescrizione normative (legge 113/92) quali interventi di piantumazione sono stati fatti nel corso delle annualità già trascorse?
per attuare il disposto di cui all’art. 2.1 della legge 113/92, l’amministrazione intende avvalersi del Corpo forestale regionale di Montecchio Precalcino (VI) per mettere a dimora gli alberi da assegnarsi ai neonati del 2010? (dalle informazioni rilevate in ufficio anagrafe nel 2010 risultano: n. 295 nati registrati all’anagrafe di Villafranca e di 98 nati registrati nella delegazione di Dossobuono)
è intenzione attivare anche nel comune di Villafranca il progetto della Regione Veneto «Foresta Veneto: forestazione e formazione per progettare lo sviluppo sostenibile» o comunque interventi di estesa piantumazione in relazione alla compensazione alla città per l’impatto ambientale (emissione CO2, emissioni inquinanti, rumore) dell’aeroporto Catullo e delle infrastrutture di viabilità autostradale che incidono sul nostro territorio?
I sottoscritti confermano la massima disponibilità a collaborare con codesta Amministrazione per porre in essere nuove piantumazioni anche attraverso progetti a costo zero per le casse comunali.
Carlo Reggiani – Villafranca Ivo Mondini – Villafranca Elìa Di Giovine – Vilalfranca Simone Bernabè – Villafranca M. Luisa Zecchinato – Villafranca Nadia Zulian – Villafranca Silvana Bicego – Villafranca Giuseppe Della Valle – Villafranca
Sara Vallan – Villafranca