Archivio per maggio 2010

Rimanete aggiornati, usate gli RSS

30 maggio, 2010

Mi accorgo sempre di più, che abbiamo delle potenzialità incredibili su internet, ma molto spesso non le conosciamo, perciò questo post lo dedico allo strumento che trovo più utile per informarmi, il feed RSS e l’aggregatore di feed. Cercherò di spiegarvi nelle righe sottostanti come si usano in maniera semplice e poco tecnica.

Un feed RSS per capirsi è come un indice di un libro, si legge per sapere di cosa trattano i capitoli e in quale pagina si trovano. Nel caso di un sito invece non è altro che l’indice dei titoli dei nuovi articoli che vengono pubblicati e l’indirizzo della pagina internet a loro assegnata.

Se navighiamo spesso per informarci, prima o poi riscontriamo il problema di avere tanti indirizzi di siti che riguardiamo spesso, perdendo un sacco di tempo.

Ci viene cosi in aiuto l’aggregatore di feed (nel mio caso Google Reader), che non fa altro che mostrarci in un’unica finestra, i titoli dei nuovi articoli che vengono pubblicati.

Volevo farvi notare che non tutti i siti dispongono di questa funzione e in genere quando presente viene visualizzata con un icona simile a questa:

Villafranca 5 stelle (Questo bottone per esempio è l’indice degli articoli del nostro blog che se notate abbiamo messo in testa con la scritta “Feed dei nuovi post”.

Se nel sito di vostro interesse è presente questa icona, allora basterà cliccarci sopra, copiare l’indirizzo della pagina del feed e incollarlo nel lettore di feed, per tenere traccia di tutti i nuovi articoli che vengono pubblicati.

Se poi scorrendo fra i vari titoli si trova qualcosa di interessante, basterà premere sul titolo per collegarsi subito con l’intero articolo.

Ogni feed può essere organizzato per macro cartelle contenti  il tema di raggruppamento.

vi lascio i link dei nostri feed:

Verona 5 stelle

Meetup “Amici di Beppe Grillo di Villafranca”

Povegliano a tutto gas

e aggiungo come sempre, buona informazione.

Simone Bernabè

Acqua sicuramente pubblica, ma soprattutto preziosa

20 maggio, 2010

E’ passato più di un mese, da quando abbiamo iniziato questa battaglia per arrivare a un referendum perchè l’acqua rimanga pubblica  e abbiamo raggiunto fin’ora un buon risultato superando le 500.000 firme in poche settimane. Un grande lavoro di tanti gruppi,  dove i cittadini ci stanno dimostrando, che questo tema è molto sentito. Su questo, vorrei riprendere però anche un altro aspetto altrettanto importante, di cui parla anche Lester Brown sul blog di Beppe Grillo, sottolineando quanto questo bene sia prezioso. Ho trovato su internet un video, secondo me molto significativo di una puntata del “Senso della vita” condotta da Paolo Bonolis un anno fa ma ancora attuale, dove Giuseppe Altamore autore del libro Qualcuno vuol darcela a bere (ringrazio Mirco Moreschi e il suo blog NogaraOnLine per la dritta) ci fornisce dei dati molto significativi, che sono sicuramente peggiorati e su cui vi invito se non lo avete ancora fatto a riflettere.

Vi riporto la parte più significativa:

Il 70% del nostro corpo è composto di acqua, un bambino appena nato ne possiede il 90%. L’Acqua oltre all’uso alimentare, serve anche per l’agricoltura (70%), per l’industria e soprattutto all’igiene. 2 miliardi e 600 mila persone sono senza servizi igienici. Un miliardo e mezzo di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Ogni giorno dalle 14.000 alle 30.000 persone muoiono a causa di malattie correlate all’acqua, di queste almeno 5000 sono bambini.  il 15% delle risorse d’acqua mondiali è in mano alle multinazionali, una grande fetta tenendo conto che la maggior parte della terra non ha servizi idrici e che questo bene diventa sempre più importante e strategico per il controllo dei paesi. Entro il 2025 su una popolazione mondiale di 8 miliardi, 2 miliardi e 300 milioni non avranno acqua potabile. Lo sciaquone del WC in un paese occidentale impiega una quantità d’acqua uguale a quella che nel terzo mondo una persona impiega per lavare bere e cucinare nell’arco dell’intero giorno. il 7 per cento della tariffa della bolletta dell’acqua va a remunerare, di diritto, il capitale investito: garantendo un profitto per legge agli imprenditori (anche esteri). Il 50% delle risorse idriche in Italia è stato dato in mano a privati. Il 20% della popolazione mondiale, detiene l’86% delle risorse e consuma l’88% dell’acqua disponibile. Un terzo del paese in Italia non ha accesso regolare all’acqua potabile. Il consumo dell’acqua si è sestuplicato fra il 1900 e il 1995, più del doppio del livello di crescita della popolazione della terra. Negli ultimi 50 anni la quota procapite nel mondo di acqua si è dimezzata grazie a un consumo e a un aumento della popolazione sempre maggiore).

Siamo arrivati a questi dati e continueremo a peggiorarli grazie a commissari per l’emergenza idrica che per anni non risolvono nulla, a reti idriche ormai vecchie, che non vengono sostituite e che hanno grandissime perdite, al fatto che mangiamo senza seguire le stagioni e pochi prodotti locali, ai tanti pozzi privati che minano le falde aumentandone la dispersione, all’industria dell’imbottigliamento che ci illude e ci inganna sulla purezza e sulle qualità di quello che consumiamo nelle bottiglie, quando il solo obbiettivo è il guadagno, al fatto che siamo i primi consumatori di acqua in bottiglia al mondo, ai ridicoli canoni che facciamo pagare ancora oggi come concessione per l’imbottigliamento, all’uso scondiderato di pesticidi e di concimi che facciamo, al fatto che ricicliamo poco l’acqua piovana, alla mancata separazione fra acque nere e chiare, ai continui disastri ambientali che perpetriamo sul pianeta e a tutto ciò che buttiamo nel cestino senza preoccuparci di dove va a finire e se viene riciclato.

Dobbiamo pensare a tutti i gesti e a tutte le decisioni che prendiamo per il nostro quotidiano in merito a questo bene importantissimo, anche questo è fare bene politica, diamo l’esempio sempre prima noi come cittadini e poi pretendiamo anche che lo facciano i “nostri dipendenti”, perchè questo influirà sulla nostra vita e su quella delle nostre generazioni.

Simone Bernabè

Vi lascio qualche link interessante in merito:
Appennino la guerra dell’acqua a secco il paese delle-fonti
Privatizzare lacqua per darla a chi ecco cosa succede in sicilia
Acque minerali canoni di concessione spesso quasi regalati
Acque minerali e far west per i canoni di concessione regionale
23 Marzo 2010 l’Arena
Dossier acque minerali
Dossier Acque minerali 2010
Dossier un paese_in_bottiglia
Bocciata l’acqua che la san benedetto vuole imbottigliare
Acqua potabile buona e sicura

Il Parco del Tione protagonista nella campagna referendaria per l’Acqua Pubblica

12 maggio, 2010

Lo scorso weekend ci ha visto ancora impegnati a raccogliere  tantissime firme di cittadini convinti come noi della necessità di mantenere pubblica la gestione, oltre che la proprietà, dell’acqua.

Alla battaglia per l’acqua bene comune abbiamo unito la rivendicazione del diritto per i cittadini di Villafranca di avere un parco pubblico, soprattutto dopo che ci è costato 750.000 euro per la sua sistemazione (terminata mesi fa) e che ora versa in abbandono.

La parola al nostro Elia. (Grazie a Nadia per le foto)

Carlo Reggiani

PS: vi aspettiamo anche nei prossimi giorni per firmare: saremo domenica a Madonna del Popolo! Sul blog http://acquabenecomuneverona.org tutti i banchetti veronesi.

Carissime amiche e amici,

sabato 8 maggio potrebbe essere una giornata storica di svolta per Villafranca.
L’occasione della campagna referendaria per “ACQUA bene comune” ci ha consentito di aprire alla cittadinanza l’area dell’ex mercato delle pesche destinata al Parco del Tione: intervento che è costato alle “nostre” tasche 750.000 euro….

Alla mattina abbiamo aperto (e lasciate aperte) le transenne in via della Speranza, abbiamo montato il gazebo e il banchetto per la raccolta firme nel centro del Parco (che è in pieno abbandono), ci siamo sistemati in modo significativo accanto a una delle due “fontanelle”, in proposito una cittadina ci ha segnalato che lì l’acqua è stata chiusa da tempo…

E’ grande la mia soddisfazione per la piena riuscita dell’intento di consentire l’apertura del Parco del Tione alla cittadinanza e, nonostante la frettolosa diffusione di 150 volantini -distribuiti nelle vie adiacenti il parco-, i cavalletti con il manifesto e qualche messaggio personale a chi incontravo- sono state raccolte 22 firme, mentre qualche decina di persone, senza documenti, ci ha promesso che firmerà nei prossimi giorni.
E’ venuto  pure
un giornalista della stampa locale (senza averlo chiamato) a fotografare il gazebo e le mappe esplicative del parco “ideale” e dell’annunciato progetto pro Calcio-Chievo che “dovrebbe” sostituire l’attuale struttura: un mese fa il capogruppo della maggioranza consiliare Ortombina ha fatto approvare la delibera per eliminare il parco esistente e realizzare al suo posto i centro sportivo del Chievo.

Sabato
in assistenza come, anche per interessamento di Nadia e la collaborazione di Luigi Riggi, sono venuti Silvana, Leonardo (Sommacampagna) e Sebastiano (di Verona) e due vecchi amici Emilio e Franco; poi nel pomeriggio hanno fatto una visitina Corrado con il suo bimbo in carrozzella (a lui ho suggerito che: è qui che devi venire a passeggiare e non per le vie inquinate del centro…) e verso sera sono arrivati Nadia e Luigi, a spasso con due cani, che hanno fotografato la compagnia presente mentre un cittadino stava firmando….
Durante il giorno sono arrivati i visitatori: c’era chi faceva footing passando più volte per il viale con al seguito il suo cane, una coppia capitata lì per caso da un quartiere lontano dal Tione, degli abitanti nelle case vicine convinti che i campi del Chievo non si sarebbero fatti sul parco esistente, ma più a sud vicino agli altri impianti sportivi esistenti, altre coppie più informate brontolavano per l’insana scelta di sostituire il parco con dei campi di calcio…
Un ex dipendente dell’acquedotto comunale mi ricordava la vicenda dei cittadini di un comune del Lazio (segnalata da Report) che ancora si rifiutano di pagare l’acqua per le esose tariffe
praticate dalla società erogatrice…
A un cittadino, con due bambine montate sulla sua bicicletta, che mi chiedeva il motivo della presenza così fuori mano dal passaggio della gente ho risposto con le stesse parole già dette al giornalista:
la nostra presenza qui oggi ha il duplice scopo, la promozione della campagna referendaria “Acqua bene comune” e la dimostrazione ai cittadini di Villafranca che il parco si può utilizzare, entrando da via della Speranza che è strada chiusa al traffico  e dotata di parcheggi…
In più con ciò lanciamo al Sindaco l’appello che questo bene pubblico venga curato con il taglio dell’erba, la sistemazione di alcune panchine e magari pure il riempimento del vallo circolare destinato a specchio d’acqua, ciò almeno finché non sarà (e se lo sarà) sostituito dai campi di calcio….

saluti e a tutti voi auguri di un’attiva partecipazione alle vicende pubbliche cittadine

Elìa Di Giovine

Dove cuciniamo i nostri cibi?

7 maggio, 2010

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Dopo tanti post sul biologico e sull’importanza di mangiare sano, mi vorrei soffermare oggi, su un’altro aspetto altrettanto importante: dove cuciniamo i nostri cibi?

Molte delle pentole che usiamo più spesso, perdono piano a piano lo strato antiaderente, e ciò mi ha indotto a pensare:  Dove va a finire la parte che per graffi, per l’usura, per i continui lavaggi ad alte temperature e magari con aggressivi chimici non vedo più nel fondo?

Il fatto che quella parte si sia piano a piano consumata, finendo magari in quello che mangiamo, non è molto confortante, cosi mi sono deciso ad investire qualche euro in più, per quella che ritengo una delle cose importanti del quotidiano: l’alimentazione.

Non ascoltando il detto: “Quel che no strangola ingrassa”, ho iniziato ad informarmi, su quale poteva essere il prodotto che ha il miglior rapporto qualità/prezzo. Visitando alcuni negozi e navigando su internet, mi sono fatto una cultura sul tipo di pentole che si possono usare, tra cui anche l’antiaderente. Il materiale che permette questa caratteristica è il Teflon, un tipo di plastica resistente alle alte temperature 200° e oltre, che viene trattato con un tensioattivo chiamato PFOA. Fin qui niente di strano, se non ché l’EPA (Enviromental Protection Agency) ha accusato nel 2006 la DU-PONT (nota azienda chimica prima a produrre il Teflon) di aver nascosto le informazioni riguardanti gli effetti tossici del PFOA sulla salute e sull’ambiente, imponendo di ridurre le emissioni del 95% entro il 2010 e la cessazione entro il 2015.

Allora mi sono chiesto, indipendentemente dal fatto che queste pentole ad alta temperatura possano o meno rilasciare questo tipo di sostanze (che non è poco), ma in Italia abbiamo industrie che emettono questo tipo di sostanze per fare pentolame e quant’altro? A quali rischi sono esposte le persone che vivono nei dintorni di queste aziende? Quali valori sono stati  riscontrati nelle immediate vicinanze di queste industrie? A quali pericoli sono esposti i lavoratori di queste aziende?

Cercando sul web ovviamente non ho trovato risposte confortanti:

Una ricerca dell’ISRA del CNR ha riscontrato nelle aree di bacino idrografico del Po valori di queste sostanze da 10 a 200 volte superiori a quelli dei principali fiumi europei, senza contare l’ultimo disastro ambientale del Lambro.

Vi lascio per approfondire le due interrogazioni con relativa risposta che ho trovato: La prima è un’interrogazione al ministero dell’ambiente e la seconda indirizzata alla commissione ambiente europea.

Simone Bernabè


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