Si può dire che un paese stia crescendo se il suo PIL è in ascesa? Vi faccio un esempio: abbiamo due possibilità per sfamarci, la prima è andare al supermercato e comperare il cibo di cui abbiamo bisogno, in questo caso il PIL cresce perchè andiamo a spendere, ma possiamo anche autoprodurci ciò di cui abbiamo bisogno, nel qual caso questo indice rimane invariato. Sicuramente ciò che ci autoproduciamo è qualitativamente migliore di ciò che possiamo trovare comprandolo e comunque possiamo dire di essere più ricchi se riusciamo a soddisfare le nostre necessità senza dipendere dal denaro.
Anche l’ultimo rapporto ISTAT riferito al 2008 sullo stato di salute di 111 capoluoghi italiani mi lascia molto perplesso. Prendiamo ad esempio Verona dove si registra un netto miglioramento fra i vari fattori indicati anche per esempio su: inquinamento dell’aria, raccolta differenziata e spreco di acqua. Per ciò che riguarda l’inquinamento si considera solo la parte relativa ai PM10, quando esistono polveri molto più sottili e pericolose che non vengono misurate, senza contare che 41 giorni di superamento dei limiti in meno non ci rendono affatto tranquilli. Anche la raccolta differenziata con una percentuale del 40 percento, non mi sembra un gran traguardo, ma la prova che la nostra città rimane sotto una soglia che indica che spingendo sul riciclo si otterrebbero grandi risultati, vedi per esempio il comune di Sommacampagna, ma ciò non accade perchè non abbiamo ancora esteso il porta a porta su tutto il territorio. Per ciò che riguarda l’importanza di un bene prezioso come l’acqua, aggiungo inoltre che non consideriamo il fattore inquinamento che compromette le nostre riserve e che il nostro paese sta spingendo per la privatizzazione mentre abbiamo un consumo per quel che riguarda l’acqua in bottiglia ancora altissimo.
E’ giusto allora pensare che quando riprenderà il PIL ci troveremo fuori dalla crisi? E’ corretto valutare la nostra situazione secondo questi indici? Possiamo dopo un resoconto ISTAT di questo genere ritenerci veronesi virtuosi? E ancora non è forse il caso di prendere altri tipi di riferimenti per poter valutare se migliorano le nostre condizioni di vita?
Simone Bernabè
Etichette: decrescita, economia, indici ISTAT, PIL
24 agosto, 2009 alle 4:19 pm |
era un grande ! ecco perchè l’hanno ucciso, voleva la pace nel mondo,ma i grandi della terra non la vogliono
24 agosto, 2009 alle 10:50 pm |
E’ un momento davvero difficile quello che stiamo vivendo: la crisi finanziaria ha scoperchiato tante verita’, verita’ scomode per le lobby di potere. La corsa a dire che e’ tutto finito, che si puo’ tornare a vivere come se niente fosse, ne e’ la prova.
Teniamo aperti gli occhi.
25 agosto, 2009 alle 9:40 am |
Ogni volta che sento o rileggo questo discorso mi commuovo e mi arrabbio al tempo stesso!…Dovrebbe essere imparato a memoria e digerito da ogni uomo politico o Amministratore che sia!…Il passaggio dal PIL al BIL (Benessere Interno Lordo) per misurare lo stato di una nazione!
Vi immaginate quale potrebbe essere il BIL della nostra Italia o anche solo quello della nostra Villafranca, priva com’è di tanti servizi basilari per il benessere non solo economico ma anche culurale dei suoi abitanti…..Cosa serve continare a produrre e costruire quando mancano poi i servizi basilari per il cittadino e per le famiglie e nelle stesso tempo si da un’informazione scorretta e deviata che tutto sta andando avanti bene, solo perchè c’è un’apparenza di benessere alquanto superficiale basata sul consumo e non sull’investimento a lungo termine di un benessere culturale e sociale per le generazioni future!….
26 agosto, 2009 alle 12:18 am |
Il PIL non è la misura più adatta a valutare il benessere delle persone, sembra piuttosto la Capacità di Acquisto del reddito.
Cioè posso comperare tutto ciò di cui ho necessità o no?
Questa dovrebbe essere la misura della capacità di ottenere ciò che sono considerate le MINIME NECESSITA’, che portano al Benessere…
Come si misura il Benessere Individule e collettivo? Quali sono le necessità materiali, fisiche, che soddisftte provocano felicità o tranquillità: sono state elencate in 5 punti: Alimenti, Vestiario, Abitazione, Cure Mediche ed Educazione (inoltre Trasporti e Comunicazioni).
La nostra teoria economica considera solo gli Alimenti come necessari, da qui gli stipendi e il reddito. Il resto è aleatorio…
La sopravvivenza è un diritto di nascita, dovrebbe essere sancito dalla Costituzione e i politici dovrebbero attuarlo.
La Garanzia delle MNecessità ttraverso un reddito e perciò un lavoro è un diritto di tutti i cittadini. Il Governo ne è responsabile.
Troppo facile dire simo preoccupati per la crisi senza metterci mano…
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